Ammetto che mi aspettavo un libro completamente diverso.
Sono molti i pensieri che una volta chiuso, ho su questa storia. Non tutti belli e soprattutto un po’ in contrasto tra di loro. Ma di una cosa sono certa: non era per nulla il libro che avevo in mente.
Romanzo storico.
A mio parere, questo libro è un romanzo storico a metà. Se lo fosse interamente ci si aspetterebbe non solo un’ambientazione d’epoca, ma anche eventi avvenuti realmente che influenzino la storia principale o ne facciano da sfondo. Invece no. Certo siamo nella Stoccolma del 1880, si vestono abiti d’epoca e i protagonisti vivono in palazzi in pietra freddi e austeri, ma niente di più. E se all’inizio lo stile e il linguaggio, in particolare nei dialoghi, avrebbe avvalorato questa descrizione, nel corso della storia l’intento si perde in battute scontate e anche abbastanza ripetitive.
Romanzo rosa.
Fin da subito è questo il genere a cui ho pensato. La storia ruota principalmente intorno ai due protagonisti, la bella Beatrice e il misterioso Seth, ed ogni possibile tematica che avrebbe arricchito il libro, finisce per scadere dietro l’ingombrante intrigo amoroso. Non che questo sia brutto, per carità. Sicuramente andrebbe specificato fin da subito così da evitare che, chi desideri un libro d’altri tempi, con un certo stile e una certa storia, non ne resti deluso. Due giovani, oppressi dalla propria condizione sociale, che passano anni a rincorrersi e respingersi, cedendo molte volte alla passione che li accomuna. Se cercate qualcosa di più, vi consiglio di cambiare libro. Quindi, se in un primo momento c’erano state le premesse per un libro dai toni spiccati (l’irriverenza con la quale risponde Beatrice nella prima parte del libro è una goduria), con una buona fetta di romance mitigato però dall’attenzione per le convenzioni opprimenti di una società retrograda, ben presto ciò che resta sono capitoli scontati, una tensione irritante per i continui fraintendimenti, tanto e solo amore e passione. Un vero peccato.
Nell’insieme, Ritratto di donna in cremisi è uno di quei libri in cui la storia amorosa sboccia subito ma trova degli ostacoli dovuti ad incomprensioni, a coincidenze sbagliate, a quando un personaggio fa una cosa ma l’altro comprende tutt’altro. E quindi si passa la maggior parte delle pagine ad urlare “ma parlatevi chiaramente e finiamola qui”, invece no, loro continuano, si arriva alla fine, c’è il discorso rivelatore in cui uno è la vittima l’altro si sente stupido. E poi vissero per sempre felice e contenti. Non possono essere reali storia simili.
I personaggi.
Anche i personaggi mutano nel corso della storia, e non in meglio. Seth mi irrita fin da subito. È il belloccio misterioso di turno, con un passato non di poco conto alle spalle, che ha fatto fortuna e si innamora della ragazza che gli farà cambiare abitudini. Travisa sempre la situazione, e la complica quando potrebbe essere semplicissima.
Beatrice è il personaggio sulla quale avrei puntato i miei soldi, perdendoli inevitabilmente. La donna forte, dalla lingua spiccata, con idee radicali e soprattutto una bella vena umoristica, lascia il posto ad una figura inerme in balia degli eventi. È anche vero che ne vive di tutti i colori, tuttavia avrei preferito un maggiore spirito, soprattutto nei rapporti con gli altri personaggi. Avrebbe potuto splendere, ma ha deciso di omologarsi.
Il vero carattere storico.
Gli status sociali sono forse l’elemento che ho più apprezzato e quello che potrebbe essere considerato il vero fattore storico. Siamo in un’epoca in cui le donne sono considerate, o meglio non considerate, alla pari di esseri senza cervello e amor proprio, costrette a sottostare alla volontà dell’uomo. Beatrice invece è cresciuta a contatto con universitari, ha maturato un suo modo di pensare e risentirà per il resto della vita questa sua insofferenza per una condizione sociale di minoranza. Donne oggetto, vittime di matrimoni programmati e anche violenti, sono un po’ lo sfondo di questo libro e il carattere che più fa rabbia. È difficile leggerlo e non volere aiutare Beatrice e prendere a schiaffi qualcuno.
Non dico che Ritratto di donna in cremisi sia un libro da evitare. Dovete però sapere a cosa andate incontro. Non romanzo storico, ma un romance, con tutti le sfumature e i cliché che il genere richiede, scritto comunque con uno stile scorrevole che si fa apprezzare.