Un segno inciso. Un segreto sepolto. E il mare che riporta tutto a galla. L’indagine più pericolosa per Eva Starace. A Minori, mentre la processione si prepara alla sua prima diretta nazionale, la statua della Madonna del Mare viene sfregiata con un simbolo misterioso. Il giorno dopo, sulla spiaggia, viene ritrovato il corpo di un uomo travestito da penitente, con lo stesso segno sul petto. Il tenente Serpa, Eva e il suo quartetto di amici iniziano a indagare: la vittima è il restauratore della statua, Ludovico Apicella, che negli ultimi giorni aveva fatto una scoperta destinata a far tremare la comunità. Ma mentre la processione si avvicina e le luci delle telecamere si accendono, diventa chiaro che qualcuno è disposto a tutto pur di impedire che la verità venga a galla. Anche uccidere di nuovo.
Un po' delusa da questo quarto romanzo della serie (2 stelle e 1/2), che lascia troppe cose in sospeso, senza che ci sia un quinto volume da leggere nell'immediato futuro. Eva viene coinvolta nelle indagini sulla morte di un restauratore, Ludovico Apicella, che sta lavorando su una statua lignea della Madonna del Mare, che a breve dovrebbe uscire in processione per le strade - e le acque - di Minori. Nel corso del restauro di questa statua antica (di fine XVII secolo), Apicella aveva fatto una scoperta e non aveva saputo a chi rivolgersi. Il tutto sembra riportare a un'antica setta, i Fratelli del Mare, risalente addirittura all'XI secolo. Ma, a parte risolvere chi sia stato a uccidere il restauratore e scoprire che il simbolo dei Fratelli del Mare è presente praticamente dappertutto a Minori, rimangono troppe curiosità senza risposta. Eva questa volta viene coinvolta sia per via di un gatto randagio che fa il pazzo in chiesa e non permette di allestirla i giorni prima della festa, sia perché il cane di Apicella viene affidato a lei dopo la sua morte, sofferente per via di un dente spezzato. Ci sono nuovi sviluppi nella trama orizzontale, ma niente di particolarmente definito. Ah, tranne che Andrea ha deciso di applicare la sua filosofia alla vita di coppia con Magda, un po' esasperata dalle troppe ingerenze della neo-suocera (a signo', e quella è pure tedesca!) «Ah». Eva annuì. «Quindi hai deciso di accontentarla». Andrea infilò le mani nelle tasche e fece una smorfia pensierosa. «Non è che ho deciso. È che a un certo punto capisci che stare con una persona significa scegliere quali battaglie vale la pena perdere». Eva sollevò un sopracciglio. «Cioè», continuò lui, accompagnando il flusso delle parole con un gesto della mano, «tu puoi avere ragione, puoi anche vincere la discussione… ma poi devi viverci, con quella persona. E vivere con qualcuno che hai appena sconfitto è una cosa molto sopravvalutata».
Questo giallo è stato il meno avvincente dei quattro di questa serie. Sempre bella l'ambientazione e i protagonisti, in particolare il gruppo degli amici investigatori improvvisati. Il finale non mi è piaciuto perchè lascia troppo in sospeso...cosa c'era scritto su quella pergamena? E che cosa ne ha fatto poi il sindaco? Forse rimane il finale aperto per i prossimi gialli ma in quelli precedenti tutti i casi si chiudevano con risposte chiare e per questo non ho apprezzato il finale aperto.