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Madre e figlia

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La morte del padre interrompe bruscamente la giovinezza spensierata e aristocratica della contessina Marianna. Ma la completa decadenza arriva dopo la rottura di un fidanzamento e la fuga di Marianna con un ufficiale sposato. Sonia, la narratrice del romanzo, nasce illegittima e da quel momento la vita di madre e figlia è costellata da fughe, silenzio e isolamento. Sonia non viene riconosciuta dal padre e sviluppa una complessa relazione con Marianna. Nella vita quotidiana si sforza di rompere il giogo del passato e riscattare la madre dalla rovina, mentre con l’immaginazione rievoca ossessivamente Marianna in un’aura di sfarzo perduto, la vede a Vienna mentre “balla nel salone degli specchi il valzer di Lehar”, le vuole restituire tutto ciò che le è stato tolto (“Adesso, se potessi render viva la ragazza che è stata, sarei pronta a rubare, a lavorare come una schiava, a fare qualunque cosa di me per renderla una imperiale signora”). Attraverso gli occhi della figlia, l’esistenza della madre viene così ricostruita in un vortice di sogni e ricordi, di simboli e frammenti di memoria, fondendo il dramma personale con la Storia. "Madre e figlia" racconta un legame indissolubile e totalizzante e la faticosa ricerca della verità sulla sua famiglia da parte di Sonia.

264 pages, Paperback

First published July 1, 1980

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About the author

Francesca Sanvitale

27 books1 follower
Francesca Sanvitale (17 May 1928 – 9 February 2011) was an Italian novelist and journalist, "one of Italy's most renowned contemporary authors".

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4 (12%)
1 star
1 (3%)
Displaying 1 - 5 of 5 reviews
Profile Image for Franziska.
57 reviews1 follower
May 25, 2025
3.5

Non è una lettura particolarmente scorrevole, e nemmeno lineare. È un continuo muoversi su una linea temporale assolutamente intima, seguendo infatti una propria coerenza, perché la narratrice/scrittrice/protagonista subisce un pensiero o un nucleo tematico che viene spiegato ed esemplificato nel pezzo di storia che porta all'attenzione del lettore. Quest'ultimo sembra rivestire un ruolo fondamentale nell'attivare tutta la serie di ricordi ed emozioni ad essi connesse.
Ho apprezzato molto la dimensione assolutamente introspettiva in cui si butta a capofitto la scrittura, che mette al centro del romanzo la psiche alternatamente esposta e nascosta, e, a mio parere, riuscendoci molto bene.
Non era questo il tipo di rapporto filiale che mi sarei aspettata, ma il bello di libri meno "chiaccherati" sta nella loro incognita, nella loro lontananza da una serie di alternative impacchettate e proposte con intenzione.
(della serie Grazie Segre, amo)
Profile Image for Matteo Celeste.
435 reviews17 followers
August 12, 2019
Un giorno di primavera di diversi anni fa, in una pausa tra un corso universitario e un altro, mi sedetti su una panchina libera di un parco verdeggiante, che sotto il sole caldo e benefico giaceva placido e addormentato, della mia incantevole Torino. Ero andato lì per prendere un po’ di sole e per stare un po’ in mezzo alla natura, sebbene fossi in città; insomma, vi andai per rilassarmi. Del tutto imprevedibilmente, mi si avvicinò un’anziana signora che cortesemente mi chiese se potesse accomodarsi. Ovviamente, le dissi che non c’erano problemi, che avrebbe potuto sedersi, e così fece. In quel caldo pomeriggio, chissà mai perché – ancora me lo chiedo –, la signora mi chiese se avessi voluto ascoltare la storia della sua vita e incominciò a raccontarmela: di come, lei bambina, insieme alla sua famiglia, era fuggita durante la guerra in diverse città italiane; di come, da giovane donna, innamoratasi di un pugile conosciuto in Francia o in Svizzera – non ricordo bene –, decise di seguirlo là dove si trovava, ma l’ardente passione che li univa si scontrava con problemi di altra natura insormontabili da superare; di come, incinta, ritornò in Italia, a Torino, senza aiuto alcuno – si erano creati screzi con la famiglia rimasta – e qui, quasi per miracolo, era riuscita a farsi assumere, grazie alla tenacia che aveva dimostrato sostando per più giorni davanti alla sede del suo futuro lavoro, da un dottore che cercava una infermiera, lei che infermiera non era ma che apprendeva in fretta; di come, da anziana, era molto più felice e serena perché la figlia aveva un’ottima posizione lavorativa e riteneva, come credo senza dubbio, avesse vissuto la sua vita pienamente seguendo il cuore e le sue passioni.
Quando ho iniziato a leggere “Madre e figlia” di Francesca Sanvitale, mi è tornato alla mente quell’episodio della mia vita che vi ho raccontato. Così, prendeva forma nella lettura una vera e propria “scenografia”: mi immaginavo di stare in una stanza non molto illuminata, magari con delle abat-jour accese qua e là, a creare un’atmosfera soffusa, seduto su una sedia comoda e davanti a me Francesca Sanvitale che, su una sedia a dondolo, mi chiedeva: “Vuoi che ti racconti una storia di vita di una madre e di una figlia?” E in questo modo il racconto incominciava e il tempo passava.
Marianna e Sonia sono rispettivamente madre e figlia, legate da un amore fortissimo quale può avere una madre per una figlia e una figlia per una madre. Sono solo loro; il padre di Sonia compare e scompare nelle loro vite a intermittenza, come una fugace allucinazione; il motivo di ciò si scoprirà solo alla fine. Nel prosieguo del racconto leggeremo di Marianna che invecchia e di Sonia che via via diventa più matura; leggeremo delle loro vite, di come si sviluppa un rapporto tra madre e figlia. Non c’è idillio in questo racconto, non c’è la descrizione di un rapporto tra madre e figlia perfetto, anzi, c’è il racconto della loro vita con tutti gli alti e i bassi che occorrono nella vita di chiunque, compresa la loro. Ci sono segreti che non possono essere rivelati, che non possono essere confessati. C’è Marianna che dimostra una forza quasi primordiale, atavica, quella forza d’animo che, sì, riga i volti, acciacca il corpo, ma non lo spirito che pare essere di granito. C’è Sonia che, in un primo momento, mostra i dubbi di una ragazza relativamente alle situazioni che vive, situazioni le quali, in mancanza di un quadro completo di ciò che le capita, non possono non farle sollevare delle perplessità, i sospetti di parole taciute e, in un secondo momento, mettendo da parte questi dubbi, queste questioni, si trova ad accudire i suoi genitori oramai anziani. Ma i segreti quanto a lungo possono rimanere tali?
La storia di Marianna e Sonia, di madre e figlia, viene raccontata dall’autrice cogliendone i dettagli – i sentimenti, gli stati emotivi delle protagoniste – e rendendo loro vive, reali; ma la lettura di "Madre e figlia" lascia il sospetto, suscitato indubbiamente dalle qualità stilistiche di Francesca Sanvitale, che quel coacervo di pensieri, emozioni, affetti, comportamenti di cui lei parla sono proprio quelli che invadono, in modo subitaneo, con le fattezze di ricordi, la mente di chi guardasse una fotografia che lo raffiguri in un tempo oramai distante, eppure vissuto, che riconoscesse in essa attimi della propria vita; e lo fa in modo così convincente che ti fa credere, l’autrice, Francesca Sanvitale, che effettivamente abbia vissuto quanto racconta…
Questa è un’opera che, con uno stile elegantissimo e ricercato ma non pedante o troppo barocco, racconta la vita di due donne, una vita non facile. L’unica raccomandazione che mi sento di dare è di leggere questa storia o, più esattamente, di farsela raccontare un poco alla volta, a piccole dosi, perché la qualità della storia lo richiede.
Alla fine probabilmente non riuscirete a non seguire il consiglio dell’autrice, ossia quello di «non pensare ad altro ancora per un po’», di rimanere concentrati ancora un po’ su quanto accaduto a Marianna e a Sonia, su quella che è stata la loro vita.
Profile Image for Maria Mascarell.
20 reviews
November 26, 2024
Con quanta intensità e serenità Francesca Sanvitale racconta la vita, gli amori, i dolori, la solitudine ma anche il tempo condiviso, e le violenze subite da Marianna e Sonia ❤️‍🩹
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