«Le piacciono le storie di fantasmi, vero?» In un caffè di Jinbocho, a Tokyo, un autore di horror e mystery e un redattore in erba, accomunati dalla passione per storie inspiegabili e case infestate, si trovano per condividere alcuni racconti. All'inizio sono solo due. Poi si aggiungono altri frammenti: diari, resoconti, leggende, voci da tempi e luoghi diversi. Una bambina parla con una presenza annidata nelle pareti della sua nuova casa; un ragazzino, inseguito nel bosco da un essere spaventoso, trova rifugio in una villa deserta; in un condominio quasi vuoto, uno studente è tormentato da rumori sinistri sul tetto; una casa divenuta luogo di culto promette miracoli e trascina una famiglia nell'orrore; un'antica leggenda racconta di una ragazza temuta per le sue profezie e rinchiusa in una prigione domestica. Più i due uomini tornano su quei racconti, più qualcosa non quadra. Le stesse immagini riaffiorano, le case sembrano deformarsi secondo una logica impossibile e rumori inspiegabili riecheggiano da una vicenda all'altra con sempre più insistenza. A poco a poco, quella che sembrava una sfida tra appassionati di fantasmi assume una piega diversa. Se una storia ne richiama un'altra, se le somiglianze diventano troppo insistenti per essere semplici coincidenze, è ancora solo un gioco? E quando anche fuori dalle pagine si sentono gli stessi strani rumori, non è più così chiaro dove finisca la storia e dove cominci la realtà. Un successo giapponese in cui horror e mystery si intrecciano in un gioco di storie a incastro sottile e inquietante, dove ogni dettaglio conduce verso qualcosa che avrebbe dovuto restare nascosto.
"Nei gialli basati sull'idea dell'anello mancante, a un certo punto viene fuori che le vittime, in apparenza scollegate, hanno in realtà un legame inaspettato. Potremmo dire che proprio lì sta il fascino di queste storie: il focus principale non è tanto la personalità dell'assassino, quanto l'invisibile e sorprendente connessione tra le vittime. Il missing link, appunto."
Ho seguito con grande attenzione queste storie, sia perché erano oggettivamente impossibili da mettere giù (che inquietudine!), sia perché la mia curiosità era letteralmente alle stelle: qual era l'anello mancante che accomunava tutti i racconti? Una volta terminato, però, direi che più che di "missing link" si dovrebbe parlare di "missing twist", visto che la soluzione del mistero generale non è stata sconvolgente come speravo. Ho letto sicuramente di meglio.
Pre-review: I had read one of the book from this series and I am not very happy with it, still I am gonna give this another try. Mr. Shinzō Mitsuda please don't disappoint.
Lettura molto intrigante, divorato in pochi giorni. Mi piace molto questa tipologia di horror giapponese, quindi forse avevo delle aspettative troppo alte per questo libro. Mi è piaciuto, ma alcune cose mi hanno lasciata perplessa, tipo i vari dibattiti tra i due protagonisti in cui sembrano non vedere e di conseguenza parlare di cose e similitudini tra i racconti di cui ovviamente (credo) il lettore si è già accorto, e la cosa mi ha fatta innervosire abbastanza. Mi sono trovata ad anticipare troppo le loro conclusioni, senza colpi di scena di nessun tipo. Tuttavia avrei dato una valutazione piu alta solo per il terzo e quarto racconto: li ho trovati favolosi, davvero da brividi e inquietanti come piacciono a me.
Mình khá mong chờ quyển này vì đây là tác giả yêu thích của mình nhờ quyển "Tằm tang" 5 sao, nhưng quyển này thì lạ lắm =))). Cách viết khá độc đáo như là vừa nghe chuyện vừa bình phẩm cùng tác giả, nhưng 5 mẩu truyện ngắn thì lại nhạt toẹt, cụt lủn, không quá kinh dị nhưng lại rất siêu nhiên - 1 thể loại mình k thích. Không có kết luận rõ ràng, không logic, không đáng đọc.
A mockumentary book focused on several strange stories involving houses and odd noises. A really fun time. The mockumentary format seems somewhat undermined by how close to typical horror fiction the stories' contents get, but that didn't really bother me, because they were creative and entertaining with their scares. The wraparound narrative ended up simpler and more underwhelming than expected, but it didn't by any means kill the book for me. I'm very excited to check out the other entries in the series!