Jump to ratings and reviews

Il sole nelle pozzanghere

Ogni oggetto custodisce una storia. Ci ha visti amare, piangere, stringerci a qualcuno, restare soli. Gli oggetti che ci sono appartenuti sanno chi siamo stati o chi siamo, e se potessero parlare racconterebbero la verità su di noi. Forse per questo, a volte, ce ne sbarazziamo. Ma c'è un signore capace di ascoltarli. Di sentire, nella loro voce, il concerto del mondo. È lui il protagonista di questo romanzo.

Delicato e struggente, Il sole nelle pozzanghere racconta il nostro bisogno di legami, il bisogno che ognuno di noi ha degli altri per restare vivo.

«Il signor Pi, in effetti, non aggiusta quasi nulla. Dice che sistemare tutto è un modo elegante per far tacere il passato. Al massimo pulisce, spolvera, accomoda, riporta alla luce. Come si fa con i ricordi quando smettono di far male. La gente del quartiere lo chiama "il vecchio delle cose rotte". Ma sanno che lui, in realtà, ripara persone».

Il signor Pi apre sempre alle otto e dieci del mattino, mai alle otto in punto, perché dice che le cose importanti hanno bisogno di qualche minuto di ritardo per farsi desiderare. Il suo negozio sta in una via piccola, laterale, e sull'insegna c'è scritto solo «Rigattiere». Il mestiere del signor Pi è recuperare oggetti usati, rotti o difettosi, per rimetterli in circolo: e sí, per lui è una cosa importante. Perché sa che ciascuno di questi oggetti porta con sé un carico affettivo, la traccia delle famiglie, delle stanze in cui ha vissuto, delle relazioni cui ha partecipato, come dono, scenario, o come semplice testimone: cucine, orologi, cartelle, chitarre, orecchini... Sa che questi oggetti contengono sogni, desideri realizzati oppure no, amori finiti, parenti perduti, una memoria che non si può cancellare. Sa che, in fondo, tutti siamo «la storia abbandonata di qualcun altro». Quando tocca quelle cose, al signor Pi sembra di sentire la storia che racchiudono. Ed ecco che in questo romanzo fiabesco eppure pieno di vita vera - pieno di tutte le nostre vite, che leggendo riconosciamo - si dipana un universo variegato di voci e personaggi, che davanti al suo bancone si incrociano, intrecciandosi. Il negozio diventa cosí un luogo per le seconde occasioni. Non soltanto per gli oggetti, ma anche per coloro che, con i propri rimpianti e ferite, lo frequentano. Compreso il signor Pi.

168 pages, Paperback

Published June 23, 2026

Loading...
Loading...

About the author

Matteo Bussola

25 books433 followers

Ratings & Reviews

What do you think?

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
219 (25%)
4 stars
319 (36%)
3 stars
261 (30%)
2 stars
60 (6%)
1 star
4 (<1%)
Displaying 1 - 30 of 106 reviews
Profile Image for Come Musica.
2,220 reviews690 followers
June 26, 2026
A chi, come me, piace andare in giro per mercatini dell’usato, sarà sicuramente attratto dalla storia del signor Pi, un uomo che recupera oggetti usati per rimetterli in circolo. Ogni oggetto custodisce una storia: un amore, un’assenza, un ricordo, una ferita. Attraverso questi frammenti di vite altrui, il signor Pi esplora il bisogno profondo che abbiamo degli altri per restare vivi, il valore dei legami, la bellezza delle piccole cose e la capacità di trovare luce anche nelle pozzanghere della vita.

Il romanzo è un inno alle seconde possibilità, alla cura degli oggetti come metafora della cura delle persone, e a quella forza quotidiana che ci permette di andare avanti nonostante tutto.

Perché alla fine la vita è una questione di inquadrature, come nella fotografia: quando le cose non funzionano, basta cambiare inquadratura

“È un po’ come se tu dovessi, non so, mettiamo: fotografare la luna. Potresti fotografarla direttamente, puntando l’obiettivo verso il cielo, oppure potresti puntarlo, vediamo, verso uno stagno, oppure un lago. Potresti fotografare il suo riflesso nell’acqua. L’oggetto è lo stesso, ma cambia la storia che si racconta, perché si racconta allo stesso tempo anche quella dell’ambiente intorno, non so se riesco a spiegarmi. In piú, lo stagno lo puoi toccare, far vibrare, puoi interagire con la superficie, dialogare con l’immagine stessa del riflesso. Con la luna invece non puoi. Con la luna non interagisci. La luna se ne sta lí e basta.”

E se l’esempio della luna è difficile, si può fare come con il sole

“– Metti che vuoi fotografare il sole.
– Be’, il sole non puoi fotografarlo direttamente, nove su dieci ti brucerebbe il sensore della fotocamera, oltre al fatto che ti bruci pure la vista. Ma lo sai, me lo hai insegnato tu.
– Appunto. Allora, una buona idea è la tua. Fotografarlo riflesso negli occhi di qualcuno. Sole piú occhi, doppia storia. No?
– Ah, certo. Sole piú occhi, mi piace.
– Oppure riflesso, che ne so, tipo: nelle pozzanghere.
– Nelle pozzanghere?
– Sí. Le pozzanghere, dopo la pioggia, hai presente? Con il sole dentro.
– Il sole nelle pozzanghere.
– Eh. Che ne dici?
– Che, per un nuovo inizio, mi pare davvero una bella storia.”
Profile Image for Elisa.
1,052 reviews17 followers
July 23, 2026
Bussola ti si ama.
Come sempre un romanzo pieno di amore e umanità.
Una chicca per riscoprire i piccoli gesti.
Profile Image for Seregnani.
959 reviews51 followers
September 12, 2026
« Il lavoro del signor Pi è salvare le cose.
Il signor Pi accetta gli oggetti soprattutto se hanno una storia interessante da raccontare. Perché le persone che arrivano da lui, spesso, mentono. Fingono valori affettivi su oggetti per loro insignificanti. O cercano di cavare il massimo profitto da manufatti di infimo livello.
Gli oggetti invece, se sai ascoltarli sul serio, non mentono, mai. Custodiscono segreti indicibili e sono finestre su vite, gioie, dolori, cadute e rinascite insospettabili.
Compra un po' di tutto. Oggetti che approdano da lui stanchi, disamati, spesso feriti. Oggetti che quasi nessuno vuole piú, ma che hanno ancora storie da dire.
Soprattutto sulle persone con cui hanno condiviso la vita.»

3,5 ⭐️ Questa volta il libro di Bussola , o meglio, la storia che ha raccontato, non mi ha entusiasmata così tanto. Forse sul finale, dove si scoprono certe cose sul Signor Pi, mi ha incuriosito di più. In linea generale un buon libro ma non riuscito come gli altri…
Profile Image for Patrizia.
423 reviews4 followers
July 15, 2026
"Il sole nelle pozzanghere" è un romanzo che parla di seconde possibilità, di rinascita dopo una caduta e di speranza.
Anche in questo libro Bussola si mostra maestro nel mettere su carta le storie, le emozioni e i sentimenti delle persone; in questo testo, nello specifico, pone attenzione sul ruolo che hanno gli oggetti che le accompagnano nel corso della vita: una valigia, un telefono, una chitarra, un elettrodomestico, una bambola e perfino una cucina. Tutto ciò che possediamo o lasciamo andare ha una storia e merita di avere una seconda possibilità iniziando un nuovo percorso nella vita di qualcun altro.
È sempre un piacere leggere i libri di questo autore, sono una carezza al cuore.
Lettura piacevolmente consigliata.
Profile Image for Michela .
52 reviews1 follower
July 28, 2026
La classica struttura dei libri di Bussola con filoni narrativi che si intrecciano e incastrano con una cornice comune. Lettura piacevole e scorrevole.
Profile Image for Marzia.
426 reviews21 followers
July 24, 2026
Mi piace molto la scrittura di Bussola ma, sebbene non si possa dire che questo sia un brutto libro, non posso neanche affermare di averlo trovato indimenticabile.
Profile Image for Chiara of Green Gables.
263 reviews30 followers
July 5, 2026
Questo libro ha la stessa anima di Il rosmarino non capisce l’inverno: racconta storie separate che parlano di altre vite, ma che in fondo finiscono per parlare di te, rivolgendosi direttamente al tuo cuore.
E sì, alla fine ho pianto anche stavolta, cercando di trattenermi solo perché mi trovavo in aereo in mezzo a sconosciuti.

La scrittura di Matteo Bussola è pura delicatezza. Ha il dono raro di affrontare le fragilità più profonde con cura e rispetto, tendendo un filo invisibile tra quotidianità diverse.
Ogni suo libro si rivela così un regalo: prezioso, intimo e magnificamente devastante.
Profile Image for Sara (lequazionedeilibri).
322 reviews77 followers
August 5, 2026
È il mio primo romanzo di Bussola.
Quasi me ne vergogno perché ora voglio recuperare ogni cosa scritta dall’autore.

È un libro nostalgico, che ci ricorda di quanto tutto sia relativo e di quanto sia importante coltivare i rapporti umani.
È citando l’autore “la rivincita dell’analogico sul digitale” ed è la dimostrazione del fatto che se qualcosa si è rotto non sempre è possibile ripararlo e va bene così ❤️‍🩹
Profile Image for Sonia.
223 reviews5 followers
October 9, 2026
"Pensa la meraviglia di un posto in cui prendersi il tempo per le storie delle persone, mettersi in ascolto attraverso gli oggetti che lasciano, o dimenticano, o gettano via, e per via di quelli sintonizzarsi con le vibrazioni delle loro vite, come quando senti ancora il rumore del mare dentro una conchiglia."
Mi è piaciuta un sacco l'idea di partenza, di un negozio che accoglie oggetti, persone e i loro storie, e ho apprezzato il modo di raccontare e fare immergere il lettore nei sentimenti e nei panni dei vari personaggi. Ha uno stile un po' sognante a tratti, ma non mi è dispiaciuto e anzi secondo me ci stava bene con tutto il contesto della storia. Molto bello, ho pianto un po' per la Cucina mia protetta
Profile Image for Jessica.
323 reviews104 followers
Did Not Finish
August 7, 2026
Amavo Matteo Bussola, purtroppo devo ammettere che non scrive più per me. E' l'ennesimo libro che inizio e non riesco a finire. A volte capita che le strade di lettori e scrittori prendano direzioni diverse, questo è uno di quei casi. Mi spiace molto perché amavo immergermi nei suoi mondi e perdermi nel suo sguardo poetico. Rinuncio non senza rammarico.
Profile Image for Catefor.
19 reviews
July 26, 2026
Perché dove e verso cosa dirigiamo la nostra attenzione è un atto d'amore.
Profile Image for Bookslovers91.
78 reviews
June 29, 2026
C'è un negozio in una via piccola, laterale, con un'insegna che dice solo Rigattiere. Apre alle otto e dieci del mattino, mai alle otto in punto perché il signor Pi è convinto che le cose importanti abbiano bisogno di qualche minuto di ritardo per farsi desiderare. Ed è proprio qui, in questo angolo di mondo apparentemente marginale, che Matteo Bussola costruisce uno dei romanzi più toccanti e necessari degli ultimi anni.

La trama ruota attorno a una figura silenziosa e straordinaria: il signor Pi, rigattiere di un quartiere qualunque, capace di fare qualcosa che nessun altro sa fare, ascoltare gli oggetti. Cucine, orologi, chitarre, cartelle, orecchini: ogni cosa che arriva tra le sue mani porta con sé un carico invisibile di vite vissute, amori finiti, sogni realizzati o mai nati. Il negozio diventa così un crocevia di storie, un luogo dove le persone arrivano con i loro rimpianti e le loro ferite, e dove, spesso senza nemmeno accorgersene, trovano qualcosa che non cercavano: una seconda occasione. Non solo per gli oggetti ma per sé stessi.

Lo stile di Bussola è immediatamente riconoscibile: frasi brevi che arrivano dirette, senza fronzoli, eppure capaci di aprire voragini emotive nel lettore.

Il messaggio è apparentemente semplice: abbiamo bisogno gli uni degli altri per restare vivi. In un'epoca in cui buttiamo via tutto con facilità ( le cose, le relazioni, i ricordi) questo libro ci ricorda che nulla è davvero senza storia.

A chi si rivolge? A tutti, in realtà ma in particolare a chi ha attraversato una perdita, una separazione, un cambiamento che ha lasciato qualcosa di irrisolto. A chi sente il peso degli oggetti che non riesce a buttare via e finalmente capirà il perché. A chi ama una scrittura che non urla ma sussurra, e proprio per questo arriva più in profondità. È un libro per lettori sensibili, per chi crede che le storie più piccole siano spesso le più grandi, e per chi ha bisogno, ogni tanto, di qualcuno che gli ricordi che anche le cose rotte meritano di essere riportate alla luce.
Profile Image for sim ✪.
305 reviews7 followers
August 30, 2026
Dopo aver letto e recensito il libro di solito vado a curiosare tra le vostre recensioni, stavolta ho fatto un giro da quelle parti prima di scrivere la mia. Siccome era il mio primo approccio con questo scrittore volevo scoprire se per caso mi ero perso qualcosa che era meglio sapere prima, qualche indizio. Ho scoperto che tanti di voi definiscono Il sole nelle pozzanghere "poetico", alcuni di voi ritengono migliori altri romanzi di Bussola, ma la maggior parte di voi lo ama. Di questa maggior parte, la maggior parte sembra femmina. Questa osservazione non vuole essere strumentale o discriminante, ma meramente statistica.

Treccani dà tre livelli di spiegazione per la parola "poetico":
1) che riguarda la poesia;
2) che riguarda il poeta;
3) che ha capacità di suscitare sogni.

Se la 1 e la 2 sono perfettamente logiche, la 3 mi lascia sempre assai perplesso, perché è la definizione più scollegata ma anche più usata! E quindi alcuni di voi usano "poetico" pienamente a ragione, perché questo romanzo ha la capacità di suscitare sogni. Ma Il sole nelle pozzanghere ha anche la capacità di suscitare incubi e quindi ho preferito affibbiargli l'aggettivo "fiabesco".

Credo che la missione, molto ben riuscita, di Matteo Bussola sia quella di insegnare la sensibilità a grandi e piccini e questo libro ne è la dimostrazione. Mio racconto/capitolo preferito "L'amore è una cosa da grandi".
Profile Image for Esperias.
183 reviews1 follower
July 17, 2026
Rispetto agli altri libri di Bussola questo l’ho trovato semplice e poco di impatto.
Non mi ha fatto entrare in sintonia con i personaggi, la storia l’ho trovata troppo scarna di emozioni ed intensità e ho percepito troppa ridondanza nei racconti degli oggetti.
Mi è piaciuta la sua scrittura, come sempre scorrevole e piacevole.
Profile Image for Eleonora Mora.
236 reviews8 followers
June 29, 2026
Un breve ma emozionante romanzo che tocca il cuore del lettore.
Il signor Pi ha un negozio. Sull’insegna c’è scritto RIGATTIERE.
Lui vuole dare una seconda vita alle cose che gli vengono portate.
Ogni oggetto, anche il più piccolo, ha qualcosa da raccontare della persona che lo ha utilizzato e può avere una nuova vita nelle mani di chi lo sa apprezzare.
Molti i personaggi che si interfacciano con il protagonista e che scoprono qualcosa di più di sé stessi e delle persone che amano.
Consigliato!
Profile Image for BEBA.
15 reviews
August 15, 2026
Questo è il terzo libro di Bussola che leggo: l'anno scorso erano stati "La vita fino a te" e "Il rosmarino non capisce l'inverno", e anche questa lettura ha confermato la sua cifra stilistica, delicata e piacevole. In questa storia gli oggetti comuni si trasformano in custodi di ricordi, emozioni e frammenti di vita, restituendo loro un'anima che spesso dimentichiamo di cercare.
Profile Image for Chiaripu.
153 reviews1 follower
August 3, 2026
Bellino, sempre un po' poetico 🥰✨
Profile Image for Jennifer Forlazzini.
237 reviews12 followers
July 15, 2026
Non c’è storia. Bussola deve sempre farmi il cuore in tanti piccoli pezzetti.
49 reviews1 follower
August 9, 2026
Bellissimo! Questa volta Bussola è tornato a farmi una piacevole compagnia. Questo romanzo é peraltro capitato a pennello in un momento storico della vita in cui mi sono trovata davanti a degli oggetti più o meno antichi, più o meno belli, più o meno utili, dei quali avevo in mano il loro destino. E più volte mi sono chiesta: “[…] ma come si decide l'inutilità di un oggetto? Sulla base di cosa? C'è chi dice che i traslochi sono occasioni per fare pulizia, ma come puoi far pulizia della tua vita? Soprattutto: in che modo si decide cosa va e cosa resta? Quali sono i parametri di giudizio?” ed ecco forse l’unica risposta: “-Guardi, può immaginare che con me sfonda un portone aperto. Se la consola, posso dirle questo: a volte, ciò che va se ne va semplicemente altrove. Ecco perché esistono posti come questo. - Pare quasi un'affermazione spirituale la sua, come se parlasse di anime, e non di oggetti.” Gli oggetti non erano miei, ma pensare di aver determinato il loro destino, di aver immaginato la loro storia, di avergliene data una nuova. Mi fa sentire un po’ signor Pi.
Profile Image for Davide.
440 reviews61 followers
July 2, 2026
Il signor Pi ha un negozio dove compra e rivende oggetti usati sperando di dargli una seconda vita. Lui infatti crede che un oggetto racconti sempre la storia di una famiglia, di un legame affettivo o di una relazione e che questo, una volta finita la sua funzione, possa avere un nuovo ruolo nelle mani di qualcun altro.
Il racconto del presente diviene così inevitabilmente legato al passato dando forma a Il sole nelle pozzanghere di Matteo Bussola.
Il romanzo è costituito da varie storie che gravitano intorno al rigattiere, dando al lettore emozioni e legami differenti.
Il messaggio del libro è evidente: in un’epoca segnata da una velocità folle, dove tutto dura poco e senza lasciare un segno indelebile, l’autore cerca di accompagnarci dall’altra parte, portando l’attenzione sul prendersi cura delle cose e soprattutto delle persone.
La scrittura di Bussola, come per ogni suo romanzo, è semplice e scorrevole ma la presenza di diversi “mini racconti” con diverse tematiche e gradi di profondità emotiva mi hanno consegnato una lettura altalenante. Alcuni spezzoni hanno avuto un impatto più diretto su di me, altri meno, e non sono riuscito a entrare completamente in sintonia con il signor Pi.
Forse perché il mio rapporto con il second-hand non è così idilliaco o forse perché temo sempre di venire ricoperto da oggetti che non appartengono più al mio mondo; Il sole nelle pozzanghere non è riuscito a entrarmi sottopelle come invece è successo con altri libri di Matteo Bussola.
Sono convinto però che gli amanti di Bussola e chi ama muoversi tra i mercatini dell’usato si imbatteranno in una lettura nelle loro corde.
Chi non dovrebbe leggerlo è invece chi tende a non buttare via nulla: questo libro potrebbe diventare la vostra nuova arma contro chi cerca di far pulizia tra le vostre cose! 😜

Puoi trovare questa e altre recensioni sul mio profilo Instagram “I libri di Dede” www.instagram.com/ilibrididede o sul mio blog/sito www.ilibrididede.it 📚
Se non vuoi perderti neanche una recensione c’è anche il canale telegram: https://t.me/ilibrididede
Ho anche una newsletter gratuita! Puoi iscriverti qui: ilibrididede.substack.com/subscribe

Mi è stata inviata una copia gratuita di questo libro da parte della casa editrice che ringrazio.
Profile Image for Valentina.
93 reviews26 followers
July 17, 2026
Un libro molto dolce, che ci ricorda di prenderci cura delle cose e, soprattutto, delle persone. Forse non al pari degli altri di Matteo Bussola letti fin'ora, ma sicuramente una carezza, con qualche piccola sofferenza lungo la strada.
Profile Image for Ari.
22 reviews7 followers
July 31, 2026


Credo che Il sole nelle pozzanghere non abbia alcuna intenzione di rivoluzionare la letteratura. Ha il sapore familiare di una tazza di cioccolata calda in cui è caduto un cucchiaino di zucchero di troppo. Ti scalda, ti consola e si lascia gustare volentieri, anche se ogni tanto diventa un po’ stucchevole e ti fa desiderare un sorso d’acqua.

Eppure mi è piaciuto. Forse proprio perché non cerca di essere altro da ciò che è, una storia semplice, avvolgente e profondamente umana.

Il romanzo intreccia vite diverse attraverso gli oggetti che approdano nel negozio del signor Pi, quasi fossero cose alla deriva sospinte fin lì dalle onde della vita. Il negozio è un luogo di passaggio per gli oggetti e per le persone, uno spazio sospeso, una soglia tra ciò che è stato e ciò che potrebbe ancora essere.

Anche il signor Pi sembra appartenere più a questo luogo indefinito che al mondo reale. Più che un negoziante è un custode, un traghettatore, forse un mago molto discreto. Se Gandalf avesse aperto un negozio di oggetti usati, probabilmente avrebbe avuto qualcosa di lui.



Nel quartiere lo chiamano “il vecchio delle cose rotte”, ma tutti sanno che in realtà ripara persone. Anzi, riparare non è nemmeno la parola giusta. Il signor Pi non sistema quasi nulla, perché sistemare significherebbe far tacere il passato, nasconderlo sotto una versione più ordinata e fingere che la crepa non sia mai esistita. Lui pulisce, spolvera, accomoda e riporta alla luce, come si fa con i ricordi quando finalmente smettono di fare troppo male. Secondo il signor Pi, le cose, così come le persone, non devono tornare perfette per meritare un’altra possibilità. Anche un violino senza una corda può trovare qualcuno capace di perdonargli le note storte.



Gli oggetti passano da una mano all’altra e cambiano significato, mentre le vite che li hanno toccati si depositano su di loro come strati di polvere. Il signor P. può pulirne la superficie, ma non cancella quelle tracce. Le riporta alla luce e permette a una nuova storia di posarsi sulle precedenti.

Credo che ogni lettore finisca per affezionarsi a un oggetto diverso, quello capace di far risuonare una corda personale. A me sono rimaste soprattutto la chitarra, il vecchio telefono a rotella, la bambola rotta e la cucina .

Il suono della chitarra attraversa la solitudine dei giorni del Covid, supera balconi e distanze e crea un legame proprio quando le persone non possono incontrarsi. Un telefono accompagna l’amore tenace di due ragazzini oltre il bullismo, i pregiudizi e l’ottusità degli adulti. Una bambola rotta conduce invece verso il passato del signor P. e verso una ferita che è meglio lasciare al lettore scoprire.

Leggere queste storie è un po’ come sbirciare dal buco della serratura nella vita degli altri. Sono flash, brevi scorci di esistenze diverse, frammenti che finiscono per comporre una geografia di ricordi quotidiani. È un viaggio nei cuori, nelle ferite e nelle vite delle persone, un piccolo esercizio di empatia senza grandi acrobazie letterarie, ma con molta gentilezza.

La mia storia preferita, però, è forse quella di Marzia e della sua cucina. Una cucina che possiede una musica tutta sua, fatta di passi assonnati, sedie trascinate, acqua che bolle, sugo che borbotta, piatti nel lavello e cassetti sbattuti. Il tavolo conserva i segni delle mani e le pareti assorbono le voci familiari. È il ritmo del vissuto quotidiano, quello che spesso smettiamo di ascoltare proprio perché ci viviamo immersi.

Marzia è quasi l’immagine speculare del signor Pi. Lui ricompone attraverso gli oggetti, lei impastando e preparando il ragù. Un impasto, dice, non giudica. Accetta tutto e, se viene trattato bene, diventa pane.

Siamo di nuovo pericolosamente vicini al reparto Baci Perugina, ma l’immagine funziona.

Secondo Marzia, non contano tanto gli ingredienti quanto il modo in cui vengono combinati. Qui devo dissentire un pochino, perché gli ingredienti contano eccome. Con ottime materie prime si parte avvantaggiati, anche se poi si può comunque combinare un disastro. Con ingredienti più poveri servono invece maggiore abilità, pazienza e fortuna. Rimane vero, però, che una combinazione inattesa può trasformare qualcosa di ordinario in un piatto sorprendente.

Queste pagine mi hanno ricordato Le ricette della signora Tokue, che è stato adattato per il grande schermo in un film che amo molto, e il suo modo di raccontare la cucina come ascolto, cura e relazione. Per preparare un buon ragù non basta rispettare l’ordine degli ingredienti. Bisogna capire quando il soffritto è pronto, quando il vino è sfumato e quando è arrivato il momento di procedere. In cucina, come nei rapporti umani, servono regole e rispetto, ma soprattutto la capacità di ascoltare.



Ed è forse proprio questo che accade nel romanzo. Gli ingredienti sono conosciuti. Ci sono le ferite, le seconde possibilità, i ricordi, gli incontri, il perdono e la bellezza dell’imperfezione. Presi uno per uno possono sembrare prevedibili, persino un po’ triti. L’autore, però, li lascia sobbollire insieme con cura e riesce a servirci qualcosa di confortante. Ogni tanto il ragù si attacca leggermente al fondo, ma forse anche quel sapore un po’ bruciacchiato finisce per dargli carattere.

Il sole nelle pozzanghere non mi ha sempre sorpresa, ma mi ha toccata e coinvolta. Le sue storie passano come carezze di una brezza autunnale, come foglie che sfiorano una pozzanghera nella quale, per un istante, si riflette il sole. Mi hanno dato la stessa sensazione di un raggio di sole che raggiunge la pelle ancora infreddolita dopo un bagno, quando l’aria non è abbastanza calda e basta un po’ di luce per regalarti un piccolo brivido di piacere. E, in più di un’occasione, il libro ha messo seriamente alla prova il mascara.

Nel complesso, queste storie sono un po’ come coriandoli di carta. Presi singolarmente possono sembrare poca cosa, ma quando vengono lanciati tutti insieme nell’aria riescono comunque a creare un piccolo momento di meraviglia.
Author 2 books4 followers
July 12, 2026
Viviamo l'epoca mordi e fuggi. Siamo andati oltre il consumismo e le mode: compriamo di tutto online e poco tempo dopo cerchiamo il modo di svuotare armadi e cantine da quello che abbiamo acquistato. Questa folle catena ha permesso la nascita e la proliferazione dei Mercatini dell'usato in Italia.
Ma gli oggetti sono diventati soltanto oggetti, oppure siamo noi ad essere diventati — volontariamente o meno — anaffettivi anche con le cose che potrebbero ricordarci una persona, un periodo della nostra vita?
Se per qualcuno liberarsi di un oggetto è dettato dalla necessità di voltare pagina, di non soffrire più facendo proprio il proverbio "lontano dagli occhi, lontano dal cuore", per un altro acquistare qualcosa di usato, magari ammaccato, può rappresentare l'inizio di una nuova fase, un cambio di prospettiva, o persino diventare il pretesto di un nuovo amore.
Se il Mercatino dell'usato è in qualche modo parte di questo mondo frenetico, il negozio del signor Pi ne rappresenta la nemesi: il volersi prendere tempo e cura delle cose, e delle storie che ci sono dietro ogni oggetto.
Matteo Bussola ci porta nel negozio e nella vita del signor Pi, un uomo buffo quanto particolare. Da una parte è una persona abitudinaria: apre sempre alle otto e quindici, perché le cose belle devono farsi aspettare; fa sempre lo stesso tragitto da casa al negozio e viceversa. Dall'altra, acquista, cerca, accumula oggetti abbandonati — cucine usate, orologi, chitarre — perché sa che quegli oggetti non vanno aggiustati, ma piuttosto riconsegnati alle persone giuste.
L'episodio più riuscito è quello di una cucina: venduta da un marito rimasto solo dopo la morte della moglie per cancro, cuore della casa per anni, ricomprata da una ragazza il cui progetto di convivenza è appena naufragato per un tradimento. Due dolori diversi che si incontrano attraverso un oggetto. È il meccanismo in cui Bussola è maestro.
Il sole nelle pozzanghere è la storia di un negozio in cui le compravendite non riguardano l'aspetto economico, bensì il carico emotivo, il dolore, i ricordi e le sofferenze che prima il venditore, e poi l'acquirente, portano con sé davanti al bancone del signor Pi. Lui osserva, parla poco, e nel valutare ogni oggetto cerca di immaginare quale storia vi si nasconda dietro — e a chi potrebbe servire dopo. Il signor Pi ha scelto questo lavoro, questo negozio, per fuggire dal proprio dolore e da una vita precedente che lo aveva segnato tragicamente.
Bussola costruisce un microcosmo all'interno del negozio dove non valgono le regole del mondo di fuori: c'è tutto il tempo di ricordare, provare, parlare, sfogarsi. Il signor Pi ascolta, sorride, non giudica mai.
Il problema è che questo meccanismo si ripete con variazioni minime: un orologio del padre che il figlio vorrebbe vendere e poi riprende scoprendo un'incisione, una teiera, una chitarra, una borsa da medico. Episodi singolarmente commoventi, ma che raccontano sostanzialmente la stessa cosa. Bussola ha un'idea forte — forse la struttura di un racconto lungo — e l'ha replicata fino a farla diventare romanzo. Nella parte centrale il lettore smette di aspettare il prossimo oggetto e aspetta solo la verità sul signor Pi.
Gli ultimi capitoli riportano fortunatamente a fuoco l'essenza del romanzo, ritrovando lo slancio e la profondità di sentimenti che da sempre contraddistinguono la scrittura di Bussola.
Il sole nelle pozzanghere non è il suo libro migliore — le criticità ci sono e si sentono — ma conferma la sensibilità e l'attitudine dell'autore a raccontare l'animo umano con un'eleganza e una diversità di sguardo che lo distinguono da molti colleghi più celebrati
Profile Image for Michela Colacino blogger .
226 reviews10 followers
July 27, 2026
Matteo Bussola, con Il sole nelle pozzanghere, racconta una storia che parla di fragilità, memoria e rinascita, ricordandoci che anche ciò che sembra irrimediabilmente rotto può ritrovare un senso.

È un romanzo che non punta sui grandi colpi di scena, ma sulle emozioni autentiche, sui piccoli gesti e sulle relazioni che cambiano la vita delle persone.

La scrittura di Bussola è essenziale, delicata e scorrevole, ma proprio nella sua semplicità riesce a trasmettere riflessioni profonde, senza risultare mai pesante o artificiosa.

Il personaggio che mi ha colpito di più è il signor Pi. Dietro il suo lavoro di restauratore di oggetti si nasconde una filosofia di vita: ogni cosa conserva una storia e merita di essere riparata, non sostituita.

Questo modo di vedere il mondo diventa una metafora delle persone che incontra.

Il signor Pi è un uomo riservato, paziente e attento, che non pretende di cambiare gli altri con le parole, ma ci riesce attraverso l’ascolto, la gentilezza e la capacità di esserci nel momento giusto.

È un personaggio che comunica molto anche nei silenzi e che dimostra come la vera forza possa manifestarsi nella discrezione e nella cura.

Anche i personaggi che ruotano attorno a lui sono costruiti con grande sensibilità.

Ognuno porta con sé una ferita, un rimpianto o una difficoltà che lo rende profondamente umano. Nessuno è perfetto e nessuno viene giudicato: Bussola mostra le loro debolezze con rispetto, permettendo al lettore di comprenderle e, in molti casi, di riconoscersi in esse.

Il rapporto che si crea tra i personaggi è il cuore del romanzo, perché dimostra che spesso è proprio l’incontro con gli altri a permetterci di ritrovare noi stessi.

Uno degli aspetti che ho apprezzato maggiormente è il simbolismo presente nel titolo.

Le pozzanghere rappresentano gli ostacoli, le delusioni e le sofferenze della vita, mentre il sole che vi si riflette suggerisce che anche nei momenti più difficili è possibile trovare un frammento di bellezza e di speranza.

È un’immagine semplice, ma molto potente, che racchiude il significato dell’intero romanzo.

Questo libro lascia un messaggio importante: non bisogna avere paura delle proprie fragilità, perché sono proprio le crepe a raccontare la nostra storia e a renderci ciò che siamo. Il sole nelle pozzanghere è una lettura emozionante, capace di far riflettere senza mai perdere la sua leggerezza narrativa.

È uno di quei romanzi che, una volta terminati, continuano a vivere nei pensieri del lettore, ricordandoci il valore dell’empatia, della cura e delle seconde possibilità.

Lo consiglio a chi cerca una storia capace di emozionare con delicatezza e di lasciare un messaggio di speranza autentico.
Profile Image for Sabrina Di Stefano.
173 reviews5 followers
August 18, 2026
Matteo Bussola torna in libreria con Il sole nelle pozzanghere, un romanzo delicato e struggente.
Questa è la storia del Signor Pi, il rigattiere del quartiere conosciuto da tutti come il “vecchio delle cose rotte” perché recupera e ripara oggetti usati, rotti o dimenticati per dargli una seconda vita.

Il Signor Pi ha poco più di sessant’anni, un corpo magro e la schiena un pochino incurvata. Ha conservato tutti i capelli, ora bianchi, che tiene pettinati con cura all’indietro, ad eccezione del piccolo ciuffo che gli ricade sulla fronte e ha una macchia piuttosto evidente tra il collo e la guancia destra. Il suo negozio si trova in una piccola via e sull’insegna c’è scritto solo «Rigattiere». Apre sempre alle otto e dieci del mattino e mai alle otto in punto, perché le cose importanti devono farsi desiderare.
Le persone che entrano nel suo negozio lasciano oggetti rotti o in disuso per farli aggiustare ma in realtà il Signor Pi non aggiusta nulla, semplicemente li spolvera, li pulisce e li rimette in circolo.

La sua bottega però non si limita ad essere un semplice negozio, ma un rifugio per tutti gli abitanti del paese. Ogni persona che entra confida i propri racconti più intimi, trovando il coraggio di guardarsi dentro e di affrontare vecchie ferite del passato. Spesso senza accorgersene trovano una seconda occasione anche per se stessi, non solo per i propri oggetti. Anche il Signor Pi nasconde un passato doloroso che però non riesce a condividere con nessuno, perchè i ricordi fanno troppo male.

Matteo Bussola dimostra ancora una volta la sua capacità di saper raccontare con estrema sensibilità la vita e l’animo umano.

Il sole nelle pozzanghere è un racconto toccante, che ci ricorda quanto abbiamo bisogno gli uni degli altri per restare vivi. In un mondo in cui si gettano via le cose e le persone con estrema facilità, il Signor Pi regala una seconda possibilità a tutti.

Attraverso un linguaggio semplice ed elegante, al quale ci ha abituati, Matteo Bussola trasforma oggetti comuni come orologi, mobili e bambole in preziosi custodi di ricordi e ci invita a cambiare prospettiva, soprattutto quando le situazioni si complicano e l’unica cosa che si vorrebbe fare è scappare.

Il sole nelle pozzanghere è per chi sta affrontando un forte dolore e per coloro che hanno qualcosa di irrisolto che li tormenta. Per chi butta le cose con estrema facilità e per chi, invece, non riesce a separarsene. Ma soprattutto è per tutti, perchè ci ricorda che possiamo vedere il sole anche in una pozzanghera.  

⭐⭐⭐⭐⭐/5
 

 

 
Profile Image for Chiara Ferronato.
3 reviews
September 4, 2026
Avevo sentito parlare abbastanza bene di questo libro e, complice anche la trama che mi aveva incuriosita, ho deciso di dargli una possibilità. L’idea alla base mi sembrava molto carina: il signor Pi, un rigattiere che raccoglie oggetti appartenuti ad altre persone e riesce in qualche modo a percepire le storie e i ricordi che si portano dietro.
Ho apprezzato il messaggio che vuole trasmettere, soprattutto l’idea delle seconde possibilità, dei legami e del fatto che anche le cose apparentemente più insignificanti possano nascondere un gran valore per qualcuno. Il problema è che ho trovato il tutto un po’ troppo carico di riflessioni e di frasi che cercano continuamente di lasciare un insegnamento. Tutto troppo forzato e finto.
La struttura, poi, non mi ha conquistata del tutto. Le varie persone che entrano nel negozio del signor Pi portano con sé una storia diversa e, anche se alcune sono interessanti, nel complesso ho avuto la sensazione che si ripetesse un po’ lo stesso schema: arriva qualcuno, porta un oggetto legato al proprio passato, viene raccontata la sua storia e alla fine arriva la riflessione sulla vita, sui ricordi o sulle seconde occasioni. Devo ammettere che in alcuni tratti ho anche trovato il signor Pi quasi inquietante, nonostante l’intento dell’autore fosse quello di suscitare tenerezza (es. la cura verso la bambola).
Il protagonista mi è sembrato forse troppo perfetto. Il signor Pi è sempre comprensivo, sensibile, pronto ad avere la parola giusta per chiunque e quasi incapace di giudicare gli altri. Capisco perfettamente la scelta dell’autore, ma personalmente avrei preferito un personaggio un po’ più contraddittorio, con qualche difetto in più e magari qualche lato meno “da persona che ha capito tutto della vita”, maggiore spessore insomma, non un personaggio da favoletta per bambini.
La scrittura è sicuramente molto scorrevole e in un paio di ore si finisce il libro volendo.
Pur riconoscendo le qualità del libro a me è sembrato tutto un po’ troppo costruito per emozionare e, alla fine, non sono riuscita a legarmi davvero né alle singole storie né al signor Pi.

Conclusione: un libro carino e con un bel messaggio, ma purtroppo non il tipo di lettura che cercavo. Non mi sento di dare più di due stelle.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Antonio Abbate.
147 reviews
September 15, 2026
"...Il cinturino è sbiadito, probabilmente consumato dal contatto con il calore del polso, segno che l’orologio è stato indossato a lungo. C’è una data impressa, ormai quasi non si legge piú. Venticinque dicembre del millenovecentoequalcosa. Il signor Pi appoggia l’orologio sulla scrivania del retrobottega, accanto a un grosso quaderno. Il quaderno ha una copertina arancione, è pieno di piccoli post-it colorati che spuntano da pagine ondulate. Il signor Pi prende una penna, una vecchia stilografica caricata con inchiostro blu. Infine apre il quaderno. – Non me lo vuoi proprio dire? – sussurra. ..."

Questo libro ci ha insegnato che ci sono oggetti che sembrano soltanto cose, finché qualcuno non ci insegna a guardarli per davvero. Ne Il sole nelle pozzanghere, Matteo Bussola dà voce a ciò che abbiamo dimenticato di vedere, come gli oggetti rotti, quelli consumati, reliquie abbandonate, ma ancora capaci di raccontare vite, amori, perdite e soprattutto seconde possibilità.
Attraverso il signor Pi, rigattiere e custode di storie, scopriamo che nulla è davvero privo di valore quando porta con sé un ricordo. E mentre impariamo ad ascoltare questi oggetti silenziosi, finiamo inevitabilmente per ascoltare anche noi stessi.

Perché quante volte trattiamo le persone come cose difettose, scegliendo di sostituire invece di aggiustare, di dimenticare invece di comprendere? Bussola ci ricorda che non tutto ciò che è vecchio è inutile, non tutto ciò che è rotto è da buttare e non tutto ciò che è imperfetto ha smesso di avere valore. Forse una seconda possibilità non serve soltanto a salvare qualcosa, ma a riconoscerne finalmente il significato.

Il romanzo ci invita allora a rallentare, a mettere via il telefono, a guardare meglio e a non rimandare ciò che conta con un “domani” che nessuno ci ha promesso. Perché spesso ciò che cerchiamo altrove è già accanto a noi, soltanto un po’ impolverato, scheggiato o dimenticato. E il vero lusso, alla fine, non è avere qualcosa di nuovo, ma riuscire a riconoscere il valore di ciò che abbiamo ancora prima di perderlo.

VOTO: 5⭐️
Profile Image for Chiara  (wander_book_lust).
278 reviews4 followers
August 31, 2026
Primo in classifica Audible e 90 persone in lista d’attesa in biblioteca mi sono sembrati un buon motivo per leggere questo libro, nonostante io non conoscessi questo autore e, onestamente, la copertina in stile anime non mi ispirasse granché.
Purtroppo, confermo che questi libri ispiratori, pieni di riflessioni e insegnamenti sulla vita, non fanno per me.
Ho trovato tutti questi capitoli svincolati tra loro un po’ ripetitivi (entra il cliente che vuole vendere/ comprare + storia dell’oggetto + massima conclusiva sul senso della vita) e soporiferi.
Sono arrivata alla fine in fretta solo perché il libro era abbastanza piccolino da permettermelo, e perché ha una scrittura molto soccorrevole (motivo per cui, forse, avrei potuto regalargli la terza stella).
I racconti sono un po’ troppo carichi di retorica, i personaggi troppi finti, da Mulino Bianco, e anche la storia del protagonista mi ha fatto un po storcere il naso perché troppo patinata e troppo perfetta.
Probabilmente, per essere più tridimensionale e più verosimile, il signor Pi doveva essere un personaggio più sporcato, più perseguitato dai demoni del suo passato, meno disneyiano, e trasmettere di più questa convivenza difficile, dentro di sé, tra rimorso e rivalsa.
Ahimè, metto via sullo scaffale questo romanzo con la consapevolezza di non essere riuscita a empatizzare con un protagonista che riuscisse a conquistarmi e, temo, nemmeno a insegnarmi qualcosa.
1 review1 follower
June 29, 2026
Qualche giorno fa, in un giorno molto particolare per me scrissi una nota pensando al titolo dell’ultimo libro di Matteo Bussola che sarebbe uscito: “Oggi ho capito che il sole nelle pozzanghere a volte è ancora più bello”.
Oggi ho terminato il libro, che ho comprato subito, appena ho potuto. L’ho letto con un respiro lento, una voglia di godermelo come le cose che hai paura possano finire da un momento all’altro quando sono troppo belle.
Per me ogni suo libro è così, ogni qual volta ne finisco uno, sento un vuoto, ma anche una grande pienezza perché mi lascia sempre qualcosa su cui riflettere, qualcosa da portare nel cuore di straordinario attraverso l’ordinario.
Questo libro mi ha emozionata, tanto.
Alla fine ho pianto, sarà che al sole nelle pozzanghere non ci pensa mai nessuno ed invece forse è la parte più bella.
Il signor Pi è proprio una gran bella persona, che porterete sicuramente dentro, come tutte le cose che fanno parte di noi, come ogni atto d’amore.
Profile Image for Alexei.
213 reviews12 followers
June 30, 2026
Quando l'ho acquistato, sono rimasta colpita dalla copertina, che ricordava l'autunno. Un autunno lungo è presente anche nel libro: un tempo grigio e senza fine. Perché le storie che gli oggetti raccontano sono, di solito, senza fine e senza speranza. Sono storie coinvolgenti, che ti lasciano con l'amarezza nell'anima.
Non è un libro d'estate. Se ci pensiamo un po', non c'è nemmeno una vera trama. Alla fine, Bussola si ricorda che deve raccontare una storia anche sulla vita del signor Pi, una storia così triste a causa di cui non ho nemmeno prestato attenzione all'ultimo capitolo, quello che spiega il titolo.
Ho amato molto "La neve in fondo al mare," ma quello aveva una fine. Questo libro, invece, è come un fiume che scorre e lascia dietro di sé emozioni pesanti come sassi sul cuore, che ti fa chiedere che senso abbia tutto, al fin dei conti.
P.S. Il libro contiene anche una bella cartolina con un gatto. Non ho capito, però, cosa c'entri il gatto con la storia.
Displaying 1 - 30 of 106 reviews