Sono Carolina, una di quelle ragazze con la testa (e spesso anche il cuore) persa tra le pagine di un libro.
Lettrice compulsiva fin da piccola, a un certo punto ho pensato: “Perché non provare a raccontare qualcosa di mio?” È nato così "Come il profumo dei tigli", il mio primo romance pubblicato in self. Un mix di sogni, drammi, caffeina e molte più parole del previsto.
Continuo a scrivere per regalare (e rivivere) quelle emozioni che ti fanno battere il cuore, girare la testa e dire “solo un altro capitolo”… alle tre di notte.
Ci sono storie che amerai ancora prima di conoscerle ed è proprio quello che è accaduto con 𝐶𝑜𝑚𝑒 𝑜𝑔𝑛𝑖 𝑟𝑖𝑐𝑜𝑟𝑑𝑜 𝑠𝑢 𝑡𝑒𝑙𝑎. 𝐴𝑙𝑒𝑠𝑠𝑎𝑛𝑑𝑟𝑜 è quel protagonista che attendevo da un anno intero, quel personaggio che si è rubato la scena anche quando non doveva essere sua, ma che emanava una potenza che oscurava tutto il resto. La sua esuberanza e strafottenza però sono un’armatura che cela sofferenza, e soprattutto quell’amore che tanto criticava e non voleva era solo ciò che bramava dentro di sé, solo che la donna con cui voleva vivere tutto ciò era distante chilometri, anche col cuore e con la mente.
La 4 𝐺𝑢𝑦𝑠 𝑆𝑒𝑟𝑖𝑒𝑠 è iniziata con Leonardo colui che ho compreso a metà, poi è arrivato Giacomo colui che mi ha conquistata a suon di ricci, canzoni e tanta pazienza; ora è il momento di 𝐴𝑙𝑒𝑠𝑠𝑎𝑛𝑑𝑟𝑜, colui che ha rubato il mio cuore in modo fulmineo, tra sorrisi, battute, sensualità e malinconia. Alessandro è quel ragazzo che tiene su una corazza fatta di cinismo, che sfoga la sua rabbia attraverso il suo fascino ma che ha chiuso il suo cuore perché esso appartiene ad 𝐴𝑢𝑟𝑜𝑟𝑎 colei che glielo ha rubato e mai più restituito molti anni prima. Aurora è il suo passato, ma quando suona al suo campanello con al seguito la piccola 𝐺𝑖𝑛𝑒𝑣𝑟𝑎 e la sua bassottina 𝑀𝑎𝑛𝑑𝑜𝑟𝑙𝑎 per Alessandro è impossibile lasciarla andare, perché dentro di sé lui il presente e il futuro lo vede solo accanto a lei. L’Aurora che però si trova davanti non è più quell’artista piena di luce e colori che aveva le dita sempre macchiate di tempera, e’ spenta, spezzata, impaurita, vuota. Aurora sta scappando dall’incubo, sta proteggendo ciò che ha di più caro al mondo, una bimba dagli occhi limpidi come quella purezza che un’infante trasuda. Alessandro è l’unico di cui si fida, l’unico che farebbe qualsiasi cosa per lei, e anche se ci sono verità nascoste, anni di lontananza e silenzio, sa anche che è l’unico che potrebbe proteggerla da quell’uomo sbagliato a cui si è appigliata solo perché il tempo non è mai stato dalla loro parte.
Aurora ha perso tutto il suo graffio, ma Alessandro sa che in realtà è ancora lì; deve solo risalire da quel fondo che la vita e le scelte sbagliate le hanno fatto raschiare. E Alessandro è anche quell’uomo che ogni volta che rientra nella sua vita la fa stare bene, la sprona, ed anche questa volta standogli accanto le fa ritrovare se stessa non solo l’artista ma anche l’Aurora persona.
Quella che troverete fra le pagine di questo romanzo non è una storia semplice, ci sono due personaggi tormentati. Alessandro lo sfoga col carboncino e il soggetto di quel tormento ha il volto di quella ragazza che continua ad amare in silenzio, lei invece è talmente persa che si sente bianca e apatica come quella tela che ormai non riesce più a colorare. Aurora deve intraprendere una battaglia più grande di se, deve salvarsi e salvare sua figlia da un orco che la vessava fisicamente e psicologicamente, e Carolina ha dato voce attraverso di lei a ogni donna che ha subito maltrattamenti, senza essere pesante, lo fa con rispetto pur rimanendo incisiva. Alessandro per aurora è un’ancora di salvezza, da sempre, sin da quando erano ragazzini, era lui che la proteggeva dagli incubi tutte le notti, era lui che la faceva sentire meno orfana, ma è stato anche lui il primo ragazzo che le ha provocato ogni desiderio ma anche colui che ha infranto tutti. Non è mai stato quel fratello che tutti pensavano fosse, lui è sempre stato il suo compagno anche quando nessuno sapeva dargli una definizione, hanno insegnato all’altro il verso significato d’amore, ma anche quanto questo sentimento così intenso possa far soffrire, specialmente quando tutti lo definiscono sbagliato. Alessandro e i suoi genitori sono l’unica famiglia che è rimasta ad aurora, sono coloro che gli hanno dato un tetto sopra la testa quando ogni cosa si stava sgretolando, e Alessandro ora è di nuovo quel ragazzo, oggi uomo che non solo le dona una casa ma la fa sentire al sicuro tra le mura di essa. Alessandro e Aurora senza accorgersene diventano routine e quotidianità, fatta di piccole cose, fatta di momenti di silenzi, di parole non dette ma anche di tanto supporto. Alessandro è colui che riesce a spronarla, e’ colui a cui si affida e di cui si innamora ancora una volta. Lui sa farla divertire, le permette di aprire gli occhi ma soprattutto la tiene al sicuro perché Ale si getterebbe nelle fiamme per lei e oggi anche per Ginevra e si pure per la salsiccia con le zampe. (Scusa Mandorla) 😹 E poi c’è la piccola 𝐺𝑖𝑛𝑒𝑣𝑟𝑎, la piccola bambina che ruba il cuore di Alessandro dal primo istante, colei che come la mamma sviluppa l’ 𝑨𝒍𝒆𝒔𝒔𝒂𝒏𝒅𝒓𝒊𝒕𝒆, la più difficile da conquistare ma anche colei che è semplice da amare. Ed è vedendo il rapporto fra sua figlia e l’uomo che ama da tutta una vita che aurora si innamora ancora una volta. Alessandro sviluppa però la 𝑮𝒊𝒏𝒆𝒗𝒓𝒊𝒕𝒆 perché quella bambina fa nascere in lui un senso di responsabilità e protezione ancora più forte e magnetico, a tal punto da reputarla “sua”.
Questo volume ti conquista sin dalla prima riga, fino ad arrivare ad un finale shock che percepisci arrivare.. la crescita di Carolina come autrice, così come quella dei personaggi è tangibile man mano che si sfogliano i capitoli. Attraverso i protagonisti viene data voce ma anche la motivazione di chi dice basta…. Ecco io spero che, se un lettore leggendo di aurora ci si riconosce, prenda coraggio e dica basta!
La storia di Alessandro e Aurora è un intreccio che ciclicamente torna negli anni, ma adesso non si torna più indietro: si può andare solo avanti…lavorando su se stessi, stando sotto lo stesso tetto è pronta a diventare Presente e Futuro. Un futuro roseo e fatto di sfumature che Ale, Auri e la piccola Ginny meritano dopo tanta oscurità. Questa è una storia che dimostra che con le persone giuste accanto, con il giusto sostegno tutto si può affrontare.
𝐶𝑜𝑚𝑒 𝑜𝑔𝑛𝑖 𝑟𝑖𝑐𝑜𝑟𝑑𝑜 𝑠𝑢 𝑡𝑒𝑙𝑎 intreccia 𝐴𝑟𝑡𝑒,𝑇𝑒𝑚𝑝𝑜 e 𝑆𝑝𝑒𝑟𝑎𝑛𝑧𝑎, e’ così che definirei se mi si chiedesse di definire il libro con sole tre parole. L’ 𝐴𝑟𝑡𝑒 non solo è la valvola di sfogo dei due protagonisti, ma è la terapia che permette di venire a patti con i loro demoni interiori e insieme alla pet terapy e’ quel momento che infonde coraggio e dialogando gli permette di risolvere ogni problema, ma prima di poter continuare a percorrere la stessa traiettoria devono chiudere con il passato, un passato ingombrante e che incombe su di loro, solo quando aurora troverà il coraggio allora si allineeranno per poter continuare a percorrere il tragitto insieme. Venire a patti con il loro trascorso gli permetterà di capire il presente e darà spazio al loro futuro che non è solo più un desiderio ma qualcosa di realizzabile.
Alessandro attende Aurora da tutta una vita e ora che è rientrata nella sua vita non ha intenzione di lasciarsela scappare, ma prima di poter combattere accanto a lei, deve spronarla a rimettere insieme i pezzi ed è così che Aurora impara l’arte del Kintsugi: deve ricomporsi, dare un nuovo significato a ciò che è stato e a ciò sarà, trarne forza per essere migliore per sé stessa, per la sua bambina e per quell’uomo che l’ama da tutta una vita. Ed è così che Ale e Aurora tornano ad essere 𝑖𝑟𝑟𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑖𝑛𝑛𝑎𝑚𝑜𝑟𝑎𝑡𝑖. La quotidianità con Ale, la sua vicinanza permette ad aurora di sentirsi non solo protetta ma anche nuovamente 𝓋𝒾𝓋𝒶, lui la vede, e lei finalmente gli permette di vederla con tutte le sue sfaccettature. Ed è così che per loro, dopo sbagli, lontananza e silenzi, è finalmente arrivato 𝐼𝑙 𝑡𝑒𝑚𝑝𝑜 𝑑𝑖 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑔𝑖𝑢𝑠𝑡𝑖 𝑖𝑛𝑠𝑖𝑒𝑚𝑒.
Con Ale accanto, la sua bambina e quegli amici che ritrova nel tempo, aurora ritrova la sua aurea e soprattutto sente di avere una forza che prima non percepiva. E’ una donna coraggiosa, dolce e si riprende ciò che le è stato tolto, si sente valorizzata, si sente di nuovo donna, si sente di nuovo amata ed è pronta a combattere per sé e per chi Ama. Alessandro è il suo Lugo sicuro, ed è grazie al rapporto che lui instaura con Ginevra che lei ha un nuovo motivo per innamorarsi di lui, anzi questo intensifica un sentimento che non si è mai dissolto. Lui non la fa sentire più sola. Anzi le permette di essere potente. Ho amato le scene domestiche che Carolina ha creato, leggerei una novella composta da solo quelle, ma soprattutto ho amato come diventano quel “noi” tanto desiderato e agoniato. Per esserlo Aurora deve accettare di mettersi a nudo e solo con Ale può farlo. Il motivo è semplice: lui non la forza mai, la aspetta, le dà i suoi tempi, ma è anche colui che e’ incisivo, a tratti duro ma che la scuote solo come le persone che ti amano sanno fare. Aurora e Alessandro sono due combattenti e per essere quella famiglia che hanno sempre desiderato combatteranno con le unghie e con i denti, proteggendosi oggi come allora. Tra passione, dolore e sentimento aurora e Alessandro creano l’opera più bella, una tela che non è più bianca ma che è pronta a donarsi ogni sfumatura possibile, un percorso fatto di alti e bassi, una battaglia fatta di verità e dolore, un disegno ampio, complesso ma carico di significato pronto a perseverare nel tempo e rimanere impresso non solo sulla tela ma anche nel cuore di ogni lettore che gli darà una chance. Fidatevi anche voi vorrete immergervi in questo viaggio, un’opera che ha un cuore pulsante composto da ogni frammento del loro passato, pronto a viversi il presente e a colorare altre tele che riempiranno il loro futuro.
Ma partiamo da loro: Alessandro e Aurora. Si conoscono da sempre, sono cresciuti insieme e, prima ancora di capire cosa fossero davvero l’uno per l’altra, sono diventati casa. Poi però la vita, le scelte sbagliate, i silenzi e soprattutto il momento sempre sbagliato li hanno allontanati più volte.
Fino a quando Aurora torna alla porta di Alessandro con Ginevra e Mandorla al seguito.
E da lì… ciaone! 😂
Perché Alessandro non si fa domande. Nonostante tutto quello che è successo tra loro, nonostante gli anni di distanza e le ferite che si sono lasciati dietro, lui apre quella porta e la fa entrare.
Ed è da qui che parte una convivenza che, per me, è stata una delle cose più belle del libro.
Perché loro non si ritrovano semplicemente e improvvisamente “vissero felici e contenti”. Devono prima imparare di nuovo a stare nello stesso spazio, a guardarsi, a parlarsi, a capirsi. Devono fare i conti con quello che è successo e con tutto ciò che non si sono mai detti.
Alessandro è ironico, strafottente, ha sempre la battuta pronta ed è quel golden boy che apparentemente non prende niente troppo sul serio. Ma dietro tutto questo c’è un uomo che si porta dietro parecchie cose e che, soprattutto, non ha mai smesso davvero di amare Aurora.
E il modo in cui la ama mi ha conquistata. Non la forza. Non pretende. Non cerca di decidere per lei. C’è.
C’è quando lei ne ha bisogno e anche quando lei non sa ancora di averne bisogno. Le lascia spazio, la lascia respirare, ma sa anche quando è il momento di scuoterla.
E Aurora aveva proprio bisogno di qualcuno che le ricordasse che poteva tornare a vivere. Perché lei arriva da lui completamente spezzata. È una donna che ha smesso di dipingere, che ha perso la propria sicurezza, che vive nella paura e che ha dovuto trovare il coraggio di lasciare una situazione che la stava distruggendo.
Una cosa che ho apprezzato tantissimo è che Aurora non diventa improvvisamente forte perché arriva Alessandro. Lui le sta accanto, certo. È il suo punto fermo, il suo porto sicuro da sempre. Ma non può fare il percorso al posto suo. E mi è piaciuto vedere Aurora riprendersi lentamente la propria vita.
Il modo in cui ricomincia a fidarsi, a riconoscersi, a guardarsi con occhi diversi. A capire che può essere madre, donna, artista e semplicemente Aurora.
E poi abbiamo l’arte. Se ci penso mi viene da piangere, okay?
Alessandro e i suoi maledetti carboncini mi sono entrati nell’altro occhio. 🥲
Mi è piaciuto tantissimo il modo in cui Carolina ha fatto diventare l’arte qualcosa di così importante per entrambi.
Alessandro la usa per tirare fuori quello che non riesce a dire, mentre Aurora, che dell’arte aveva fatto una parte fondamentale della propria vita, a un certo punto non riesce più nemmeno a sporcarsi le dita di colore.
E forse è proprio per questo che ho amato così tanto il suo percorso: perché tornare a dipingere non significa semplicemente sporcarsi di colore. Significa tornare a riconoscersi.
In questo libro abbiamo un found family super presente, che ormai per me è praticamente una certezza nei libri di Carolina e che qui ho amato ancora di più!
Dal primo volume a questo ho avuto modo di conoscere questi ragazzi, affezionarmi a loro e sentirmi un po’ parte delle loro storie. Quindi ritrovarli qui, vedere il loro rapporto e soprattutto quanto siano presenti per Alessandro, Aurora e gli altri, ha reso tutto ancora più bello. ❤️🩹
E poi Ginevra. E Mandorla. La presenza di questi due nella vita di Alessandro è stata una delle cose che mi ha fatto sciogliere di più.
E sì, anche Mandorla ormai fa parte della famiglia. Non accetto discussioni. 😂
Ovviamente non mancano i momenti di sclero, quelli passionali e quelli che ti fanno venire voglia di lanciare il libro contro il muro perché MA POSSIBILE CHE QUESTI DUE RIESCANO SEMPRE A COMPLICARE TUTTO? 😫
Come ogni ricordo su tela è una storia di seconde possibilità, di persone che devono imparare a lasciarsi aiutare, di famiglia, amicizia, paura, violenza, coraggio e rinascita.
È una storia che parla di ferite che non spariscono semplicemente perché hai deciso di andare avanti, ma che puoi imparare a guardare in modo diverso. ❤️🩹
Aurora e Alessandro sono due persone che si sono amate nei momenti sbagliati, che si sono perse, che hanno fatto degli errori e che alla fine si sono ritrovate quando avevano più bisogno l’uno dell’altra.
Alessandro non le prende la mano per trascinarla fuori dal buio. Gliela porge. E aspetta che sia lei a decidere di afferrarla.
A mani basse il mio libro preferito tra quelli scritti da Carolina finora. 🥹🩵
Ps. Alessandro sei così dannatamente perfetto che per forza non esisti 🥲
𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐚𝐧𝐝𝐫𝐨 è quel protagonista che aspettavamo di conoscere tuttx dal primo volume! Un’anima buona e semplice. Sempre pronto a diffondere amore, ironia, dolcezza a chiunque ma soprattutto a chi ama. È anche vero che, dietro tutta questa sua ironia e strafottenza, si nascondono anche tante cicatrici. Tutte legate a una persona che, negli anni, ha amato profondamente ma che l’ha anche fatto soffrire. E il suo cuore è chiuso a chiave…forse nella speranza che qualcuno torni? Di lui mi piace il carattere, c’è poco da fare! Un golden boy che ha alzato gli standard vertiginosamente...l’Alessandrite mi ha colpita in pieno! Mi piace il modo in cui affronta le situazioni della vita, sia quelle più semplici sia quelle più dolorose. Il modo in cui prende del tempo per sé e le sue emozioni, per capirle, analizzarle e agire a mente fredda.
𝐀𝐮𝐫𝐨𝐫𝐚 è una ragazza che ha sempre avuto una vita difficile. E da sempre, la sua spalla, la sua famiglia, il suo migliore amico…il suo tutto, è stato Alessandro. Ma la vita purtroppo si è messa di traverso, portando Aurora a sentirsi sempre più sola e a prendere scelte sbagliate. Perché si, Aurora fa molti errori, eppure la vediamo crescere nel corso della storia e prendere sempre più coraggio. È stanca di soffrire, subire; è stanca dei segreti, della sua vita “a metà”, se così possiamo dire. La sua rinascita e le sue scelte sono quelle che mi hanno coinvolta di più. Il suo coraggio è ciò che mi ha fatto apprezzare sempre di più il suo personaggio e la sua storia. Il modo in cui capisce di dover ripartire da zero, da se stessa e provandoci con le sue forze…ma imparando anche ad accettare l’aiuto degli altri, di coloro che le vogliono bene.
Questo libro non racconta solo una storia d’amore, un dolcissimo second chance che mi ha fatta emozionare pagina dopo pagina. Racconta anche la rinascita di Aurora, una donna che per la paura, ha addirittura smesso di disegnare…ed era la sua passione più grande, ciò che le illuminava lo sguardo e le sporcava le dita di tempera ogni giorno. L’arte, in questo romanzo, è molto presente ed è uno degli aspetti che ho amato maggiormente. Ale si sfoga con il carboncino, Aurora vede l’arte come qualcosa che ormai ha perso…e poi c’è Marta, la nuova capa di lei, che racconta storie che sono pugni nello stomaco. Ma è quel tipo di arte che colpisce, racconta e rimane impresso. E secondo me, Carolina descrive in modo divino tutto ciò che in questo libro riguarda questo mondo: come sono i quadri e ciò che trasmettono.
Non c’è una storia leggera. Ci sono temi forti, che mi hanno fatta piangere e colpita molto emotivamente in diversi passaggi. Mi sono affezionata ancora di più ad Alessandro, ho adorato Aurora e la loro storia…e ho amato Ginny fin dal primo istante. Forse qualcosa su di lei (no spoiler), l’avevo intuito… nonostante questo, la lettura è stata scorrevole e coinvolgente come ogni altro libro scritto da Carolina. Le emozioni mi colpiscono sempre nel profondo e le storie raccontate non possono non catturare il lettore. La presenza costante dei 4Guys è la ciliegina sulla torta a una storia già fantastica. Un’amicizia di quelle vere e profonde, che tutti vorrebbero. Un gruppo unito e sempre presente, come fossero fratelli. Non mi stancherò mai di loro!
Quando, a Settembre, Carolina mi ha detto chi sarebbe stato il protagonista del suo prossimo romanzo ero entusiasta e senza parole: sapevo che la storia di Alessandro ci avrebbe riservato tante sorprese. Ma non mi aspettavo una cosa così. Esistono tante storie, lo sappiamo. Ci sono quelle che ti fanno ridere da pagina 1, quelle che ti fanno piangere da metà fino alla fine, quelle che ti salvano, o che ti distruggono. Ci sono quelle ti deludono o superano le tue aspettative, quelle che ami perché ti fanno SENTIRE e quelle che odi perché ti fanno SENTIRE TROPPO.
Come ogni ricordo su tela è più di tutto questo.
Alessandro e Aurora sono due protagonisti che si conoscono sin da bambini, si amano da adolescenti sentendosi sbagliati e, per questo, si allontano. Si incontrano un paio di volte da adulti ed entrambe le volte servono i vigili del fuoco per spegnere le scintille che creano quando sono insieme. Però, questo non basta, si allontanano di nuovo. Ma può definirsi davvero lontananza se continui a cercare l'altro in ogni sguardo, a disegnarlo, a sognare che sia lui a placare i tuoi incubi? Può essere davvero sbagliato se ti fa sentire così bene, così giusto? Tutto cambia quando Aurora fa irruzione a casa di Alessandro, in cerca di aiuto, con figlia e cane al seguito. E quella che dovrebbe essere una convivenza forzata e momentanea diventa una delle mie storie preferite. Non c'è una cosa che io non abbia amato. Carolina è stata bravissima a trattare temi forti ed importanti con una delicatezza incredibile, senza risultare eccessiva, superficiale o banale. E vogliamo parlare del tema dell'arte? Ma quanto sono belle le descrizioni delle varie opere e della necessità dei personaggi di creare per stare meglio o sfogarsi? Ha descritto la paura di Aurora con tutta la cura possibile. Così come la sua voglia di tornare ad essere forte, per lei, per la sua Ginevra e...per Alessandro. Ho amato Aurora: ha avuto il coraggio di ribellarsi e ritrovare se stessa prima di perdersi del tutto. E Ale...Lui. LUI. È il golden per eccellenza, signore e signori. Presente, sempre SEMPRE, ma mai invadente. Rassicurante con le parole, ma ancor di più con i suoi silenzi. Ti lascia spazio che quando neanche tu sai di averne bisogno. Ama tua figlia (ed anche il tuo ratto!🤣). Ama il tuo corpo che tu a volte detesti, ci disegna su e ti fa vedere quanto bella sei ai suoi occhi. ( Una delle mie scene preferite 🥹)
Altra cosa che ho amato: il found family nella storia. La presenza di questo gruppo di amici è una costante così importante che, se non ci fosse, il racconto avrebbe un impatto completamente diverso. Badate bene: importante sì, ma non ruba scena alla storia, anzi la arricchisce.
Quindi. Se non lo avete ancora fatto, leggete di Ale e Aurora e Ginevra e Mandrola. Regalatevi queste emozioni che solo storie del genere possono trasmettervi.
P.s. Il mio cervello non lo accetta, ma il mio cuore ha spodestato Giacomo dal primo posto del podio per piazzarci Ale. (Ma non lo ammetterò mai!)
Ora, Carolina... Non voglio metterti pressione ma manca poco a Natale e vorrei il mio roMANZO natalizio!
Ti si ama, Carol. (Anche se un po' ti ho odiato e lo sai!)
Ci sono amori che non finiscono. Restano semplicemente in silenzio, aspettando che il tempo impari finalmente a essere gentile.
Un quadro che non si limita a essere osservato. Ti prende per mano, ti accompagna davanti a una tela ancora bianca e, pennellata dopo pennellata, ci dipinge sopra tutte quelle emozioni che credevi di conoscere, facendotele sentire ancora più profonde.
Aspettavo Alessandro da quando l'ho incontrato per la prima volta nella 4Guys Series. Lo aspettavo perché sapevo che dietro quel sarcasmo, dietro quelle battute che alleggerivano ogni momento, si nascondeva un uomo che aveva imparato a sorridere per non mostrare quanto stesse sanguinando. E avevo ragione.
Perché Alessandro non è semplicemente un protagonista. È una di quelle persone rare che amano in silenzio, senza pretendere nulla in cambio. Quelle che continuano a tenere una luce accesa anche quando l'altra persona è convinta di non riuscire più a trovare la strada di casa.
Lui non ha mai smesso di aspettare Aurora. Nemmeno quando il tempo sembrava essersi divertito a separarli. Nemmeno quando avrebbe avuto mille motivi per chiudere quella porta. E forse è proprio questo che mi ha spezzata.
Perché viviamo in un mondo che ci insegna ad andare avanti, a lasciar perdere, a dimenticare.
Alessandro, invece, mi ha ricordato che esistono persone che non smettono di scegliere. Persone che trasformano l'amore in una presenza silenziosa, costante, paziente.
E no. Non è l'uomo che salva Aurora. È l'uomo che resta. Che le costruisce uno spazio sicuro senza invaderlo. Che aspetta che sia lei a fare un passo. Che raccoglie i suoi frammenti senza cercare di incollarli al posto suo. Perché certe ferite non hanno bisogno di qualcuno che le cancelli. Hanno bisogno di qualcuno che non distolga lo sguardo quando le vede.
Aurora mi ha fatto male. Mi ha fatto male perché il suo dolore non urla mai davvero. Si insinua tra le righe, nei silenzi, nelle esitazioni, nel modo in cui guarda il proprio corpo senza più riconoscerlo, nelle tele rimaste vuote perché qualcuno le aveva fatto credere di non meritare più alcun colore.
Non è soltanto la storia di una donna sopravvissuta alla violenza. È il racconto di tutto quello che viene dopo. Il lento ritorno alla vita. Il difficile percorso per ricominciare a fidarsi. La paura di sentirsi ancora degna di essere amata. Perché uscire da una relazione che ti distrugge non significa smettere di soffrire. Significa imparare, ogni giorno, a ricostruire la persona che eri prima che qualcuno provasse a spegnerti.
E Alessandro? Lui non le restituisce la luce. Le ricorda semplicemente che non l'ha mai persa davvero.
Ho amato il modo in cui l'arte attraversa ogni pagina. I carboncini di Alessandro. Le tele di Aurora. Due modi diversi di urlare lo stesso dolore. Perché ci sono emozioni che le parole non riescono a contenere, ma un tratto di matita o una pennellata sanno raccontare perfettamente.
E poi c'è Ginevra. Così piccola da sembrare un dettaglio. Così immensa da diventare il cuore dell'intera storia. Lei non aggiunge dolcezza al romanzo. Lei gli insegna a respirare. Ogni sua risata è una promessa che il futuro può essere diverso. Ogni suo sorriso è un raggio di sole che entra nelle crepe lasciate dal passato. E insieme a lei c'è Mandorla, che con la sua presenza rende tutto ancora più autentico, più vivo, più casa.
Credo che la parola che porterò via da questo libro sia proprio questa. Casa.
Perché Carolina ci ricorda che casa non è un luogo. Casa è la persona davanti alla quale puoi crollare senza avere paura di essere giudicata. È chi resta mentre tu impari di nuovo a camminare. È chi ti guarda quando tu non riesci più a guardarti con gentilezza.
Come ogni ricordo su tela è un romanzo che parla d'amore, sì. Ma non dell'amore che fa battere il cuore. Parla dell'amore che lo tiene in vita. Quello che aspetta. Che protegge. Che rispetta. Che ricuce. Che sceglie ogni singolo giorno di esserci.
Mi sono fermata più volte perché avevo bisogno di respirare quello che stavo leggendo. E quando sono arrivata all'ultima pagina, non ho avuto la sensazione di aver concluso una storia.
Ho avuto la sensazione di salutare una famiglia. Perché la 4Guys Series ha questo incredibile potere.
Ti accoglie. Ti stringe. Ti fa sentire parte di qualcosa. E quando la lasci una parte di te resta inevitabilmente lì.
Tra una tela ancora umida di colore. Tra un carboncino consumato. Tra due anime che hanno aspettato una vita intera per capire che, forse, il tempo non era mai stato contro di loro.
Stava semplicemente insegnando loro come amarsi nel modo giusto.
Aurora ha bisogno di ricominciare. Alessandro non ha intenzione di aprire la porta del suo cuore. A nessuno. Tranne che a lei.
Aurora ed Alessandro si incontrano molto presto nel corso delle loro vite, perchè Aurora impara a convivere con il dolore da bambina quasi. Ma conosce anche l’amore e l’affetto di due genitori, quelli di Alessandro, che l’accolgono come una figlia, prendendola per mano ed accompagnandola nel corso della sua vita. E, per Alessandro lei diventa sorella, amica, complice, compagna di avventure. Poi il silenzio. E dopo qualche anno, Aurora torna a bussare alla porta dell’unica persona che l’ha sempre fatta sentire al sicuro. Insieme a lei, una figlia e la voglia di ricominciare a vivere dopo aver ricevuto solo delusioni.
Aurora bussa alla porta di Alessandro per riempire di nuovo la sua tela di colori. E lui sarà lì, pronto ad accoglierla ed a condividere i suoi.
Come ogni ricordo su tela è il terzo volume della 4 Guys series di Carolina Benelli.
Aurora incastrata in un rapporto sbagliato, in una vita sbagliata. Quando molla Roma per rientrare a Milano ha con se una tela vuota e tutto ciò che vuole è ricominciare a dipingerla, riempirla di colori, di sentimenti e di emozioni che tanto le sono mancate. Mettere da parte quelle sue paure e respirare, di nuovo, a pieni polmoni. Ed Alessandro corre in suo aiuto, senza fare domande, senza pretendere risposte. L’aiuta in modi in cui lei non credeva possibile. E’ stato parte integrante del suo percorso di rinascita si, ma la vera artefice è lei. Lui è stato solo quel plus che ha reso tutto migliore. E questa credo sia la cosa più sana, quando qualcuno cade e si rialza con le sue forze, sta bene con se stessa, ed intorno a se ha persone che la elevano, la supportano, che sai di trovarli sempre lì pronti a tenderti una mano ma che non si impongono perchè tu sei perfettamente in grado di farcela da sola.
Alessandro ha il mio cuore. Lui ama, ama incondizionatamente, e lascia liberi. Non forza, non pretende. Aspetta 😭 si prende cura di Aurora, di Ginny ed anche di Mandorla.
La loro è una storia fatta di affetto, di desiderio, di cura verso l’altro, anche a distanza. Carolina fantastica nel raccontare di loro dall’inizio alla fine, mostrando tutte le loro sfaccettature, permettendoci di entrare perfettamente nel loro mondo, senza sentirci ospiti indesiderati ma parte della storia. Ho amato anche per questo l’alternanza tra passato e presente. Per non parlare poi della delicatezza utilizzata nel raccontare la vita di Aurora, le sue ferite, le sue paure, la sua forza incredibile.
Un romanzo che tratta tematiche difficili, tematiche ostiche, che non tutti sono in grado di raccontare. Carolina invece è stata eccelsa. La maternità, i dubbi, le paure, le insicurezze. Quel corpo che cambia, che sembra non appartenerci più, il guardarsi e sentirsi, vedersi, diversi. E poi il lato tossico dell’amore, quello che fa male, che opprime, che distrugge, spesso lentamente. Quella violenza che si insinua come veleno, che soffoca, a cui spesso non ci si riesce a sottrarre. Un second chance che è davvero un second chance. Un romanzo fatto di passi indietro, rincorse, seconde possibilità, scelte difficili da prendere che fanno paura, ma che rendono liberi. Perchè per tanto tempo Aurora non si è sentita libera, se non con Alessandro. Alessandro che si è preso cura di lei sempre. Da lontano, da vicino, in silenzio, con i gesti. Sempre.
Infine, la famiglia. La famiglia in cui nasciamo e la famiglia che scegliamo, quella con cui creiamo ricordi, un legame profondo ed indissolubile. Gli amici che ci sono da sempre e ci saranno per sempre, per ogni lacrima ed in ogni sorriso. Perchè casa non è un luogo ma sono le persone con le quali ti senti al sicuro, con le quali riesci ad essere te testa. Ed Aurora è stata tanto fortunata nel trovarle.
Come ogni ricordo su tela è tutto. E’ dolore, è amore, è rinascita, è forza di volontà, voglia di distruggere tutto e ricominciare. E’ quel colore che per molti stona ma in realtà rende il quadro unico nel suo genere. Ogni imperfezione raccontata rende il romanzo perfetto.
4,5⭐️ Certi libri colpiscono duro e non fanno meno male solo perché capisci dove la storia sta andando a parare... Per me la maestria di Carolina sta tutta nel saper raccontare le parti belle della vita, così come quelle dolorose, e lo fa sempre con attenzione ma con la giusta dose di cruda verità che serve a farti aprire gli occhi, quella verità che fa male ma che proprio per questo sai che esiste. E quante volte la vita, il tempo, possono mettersi in mezzo a due persone che vogliono solo stare insieme? Aurora e Alessandro si conoscono fin da ragazzi, crescono insieme e scoprono di guardarsi l'un l'altro con occhi diversi dalla semplice amicizia, ma a quell'epoca la differenza di età, seppur minima, si fa sentire. Si ritrovano, ma sembra non essere comunque il momento giusto. È tutto un continuare a rincorrersi per anni, credere di aver messo un punto, credere di essere andati avanti, è tutto un sperare che un giorno, forse, le strade possano incrociarsi nuovamente. E in un certo senso è stato così. Aurora ritorna nella vita di Alessandro, con la piccola Ginevra, e Mandorla al seguito. Probabilmente se fossi stata in Alessandro io avrei chiuso quella porta, invece lui no. Alessandro è quel tipo di uomo che non si arrende, quell'uomo che se ti ama non riesce proprio a rinunciare a te, anche se lo hai ferito, anche se non lo hai scelto. Alessandro apre le porte della sua casa e del suo cuore un'altra volta, perché per lui non esiste universo in cui non da una mano alla sua Aurora se lei ne ha bisogno, lei verrà sempre prima di ogni cosa. Potrebbe pretendere spiegazioni, potrebbe forzare le cose per avere indietro almeno una briciola e invece preferisce lasciare ad Aurora lo spazio e la libertà che le servono per riacquistare fiducia, calma e la serenità di un posto sicuro. Aurora sta scappando. Non dipinge più. Aurora è spezzata in tanti modi. La sua è una forza che viene da dentro, quando la vita non fa altro che darti batoste e tu impari che devi per forza rialzarti. Il suo è il dolore di tante donne, che vivono nel silenzio e nella paura di fare un solo gesto, di dire una sola parola, di fare un solo respiro sbagliato, per scatenare la furia di qualcuno. Il suo è quel dolore che viene tenuto nascosto, taciuto alle orecchie altrui, quel dolore che porta avanti solo insicurezze e paure e che ti fa vivere in punta di piedi. Ma dentro, da qualche parte, c'è ancora l'Aurora che ha voglia di vivere il mondo, che ha voglia di ritrovarsi in una tela tutta bianca e pronta per essere dipinta. Ci vuole tanta forza e coraggio per abbandonare tutto e tornare sui propri passi, verso quel posto, quella persona, che sono sempre stati casa, in un modo o nell'altro. Le crepe ci sono, e rimarranno sempre. Questo Aurora lo sa. Ma lo sa anche Alessandro, che insegna ad Aurora a vedere quelle crepe in maniera diversa: infondo è sempre da li che può nascere qualcosa di bello e luminoso, è grazie a quelle crepe se ognuno di noi è unico, con le cicatrici, i segni che ci portiamo addosso. Sta a noi vederli nel modo più prezioso possibile. Aurora torna a splendere. Alessandro torna a respirare. Circondati dall'affetto della famiglia che li ha visti crescere, separarsi, rincorrersi e non prendersi mai. Circondati dalle amicizie di una vita e da quelle nuove, che sanno arrivare nel momento giusto. Carolina mi stupisce sempre, non so mai in quale dura realtà mi troverò impelagata, ma ogni volta, ogni singola volta mi fa emozionare, mi fa tremare il cuore, mi fa innamorare della vita e delle sue mille sfaccettature. Perché alla fine la vita è come una tela: sta a noi dipingerla con le nostre esperienze, i nostri ricordi, i nostri colori, compresi i momenti più difficili, le crepe che si possono creare, perché è da li che potrebbe venire fuori un qualcosa di ancora più bello.
Come ogni ricordo su tela è il terzo volume della 4 Guys Series e il quarto libro di Carolina che leggo e, come ogni volta, vengo rapita completamente dal suo modo di raccontare le storie: delicato e toccante, romantico ma anche leggero e, a tratti, divertente. È una scrittura che ti travolge, ti appassiona, ti fa immedesimare e ti porta inevitabilmente ad affezionarti a ogni personaggio.
Questa, però, è una storia particolare, intensa e difficile. È la storia di Aurora, una ragazza costretta a lasciare tutto per fuggire dall'uomo che dovrebbe amarla e proteggerla, ma che invece le ha fatto solo del male: suo marito. Così lascia Roma e la sua casa e, con figlia e bassotto al seguito, bussa alla porta di Alessandro: il suo migliore amico, il suo primo amore, il suo ultimo amore, il ragazzo che lei ama segretamente da sempre, ma che non è mai stato suo.
Alessandro la accoglie senza fare domande. Non ha bisogno di spiegazioni, perché per Aurora sarebbe disposto a tutto, perfino ad accettare un cane in casa. Da quel momento la sua routine viene completamente stravolta e, tra pannolini, pappette, confessioni notturne e sguardi capaci di togliere il fiato, quell'amore che entrambi hanno sempre cercato di soffocare forse riuscirà finalmente a sbocciare.
Aurora e Alessandro si rincorrono da sempre, ma non sono mai riusciti a prendersi davvero. Troppo impauriti, forse troppo immaturi, convinti che quello che provavano fosse solo una cotta destinata a svanire. Ma quando ti ritrovi negli occhi dell'altra persona, quando la tua felicità dipende anche da un suo sorriso e ti basta uno sguardo per capire che saresti disposto a fare qualsiasi cosa pur di averla accanto per tutta la vita, allora capisci che non è qualcosa di passeggero. È amore. Quell'amore a cui non puoi e non vuoi più rinunciare.
I temi della violenza, della rinascita e della resilienza accompagnano tutta la storia e, soprattutto, il percorso di Aurora. Aurora che, da donna spenta, stanca e ormai solo l'ombra di se stessa, torna lentamente a vivere, a sorridere e a brillare. Ho amato il suo percorso, il coraggio con cui riprende in mano la propria vita e impara di nuovo ad amarsi, anche grazie ad Alessandro.
Perché Alessandro è un uomo con la U maiuscola: non si tira mai indietro, non le fa mai mancare il suo sostegno e le resta accanto nonostante tutto, si prende cura di lei e di Ginevra senza riserve e le insegna a vedere la bellezza anche nelle cose rotte. La loro è una storia che mi ha fatto sognare, emozionare, soffrire e urlare dalla frustrazione, ma soprattutto mi ha fatto battere il cuore.
Per non parlare del found family che si, viene fuori dal primo volume, ma che adesso, conoscendo bene praticamente tutti i personaggi, scalda il cuore ancora di più. Ho amato particolarmente il rapporto tra Giacomo e Alessandro, un rapporto più fraterno che di amicizia, quel tipo di rapporto in cui non hai bisogno di parlare, perché l’altro ha già capito cosa stai pensando.
Come ogni ricordo su tela non è solo una storia d’amore, è una storia di rinascita, ma soprattutto di rivincita. Una storia che mi ha ricordato quanto sia importante trovare il coraggio di ricominciare e quanto l'amore, quello sano e paziente, possa diventare un rifugio, possa essere casa, senza mai sostituirsi alla forza che ognuno ha e deve trovare dentro di sé.
Grazie, Carolina, per avermi regalato ancora una volta emozioni così forti e autentiche e per esserti fidata di me, affidandomi questa storia. Non vedo l'ora di tornare da questi matti con il quarto volume.
Ed eccoci al momento della recensione! 🤩 Come ogni ricordo su tela è il terzo libro della serie "4 Guys" e, ancora una volta, Carolina non sbaglia un colpo. 🤩❤️ I protagonisti sono Alessandro e Aurora. Si conoscono fin da bambini: quando Aurora perde i genitori e rimane orfana, viene praticamente adottata dalla famiglia di Ale, crescendo insieme a lui come se fosse una di famiglia. Per anni sono stati migliori amici, fino a quando Aurora cresce e lui inizia a guardarla con occhi diversi. Dal canto suo, Aurora ha sempre avuto una cotta per lui, convinta però che quei sentimenti non fossero ricambiati. Insomma, si piacevano entrambi... ma nessuno dei due aveva il coraggio di fare il primo passo. 🤣 La storia si sviluppa su due archi temporali: il passato, che ci racconta come è nato e si è evoluto il loro rapporto, e il presente, in cui Aurora ricompare improvvisamente alla porta di Alessandro in cerca del suo porto sicuro. Perché sì, Ale per lei lo è sempre stato. Solo che questa volta Aurora non arriva da sola: con lei ci sono la piccola Ginny e Mandorla, un irresistibile bassotto che Alessandro, non perde occasione per prendere in giro. 🤣 Ale non le chiede spiegazioni. Le apre semplicemente la porta di casa e del suo cuore. Non sa perché Aurora abbia lasciato il marito, né cosa l'abbia spinta a scappare con sua figlia e il cane. Ma una cosa la sa con certezza: per la sua "piccola Alba" lui ci sarà sempre, anche se questo significa rischiare di vedere il proprio cuore spezzarsi ancora una volta. Vi ho dato giusto un assaggio della trama, perché raccontarvi di più significherebbe rovinarvi la scoperta di tanti momenti importanti... e credetemi, questo libro merita di essere vissuto pagina dopo pagina. La lettura è stata scorrevolissima, intensa e ricca di emozioni. Ale è un protagonista meraviglioso: ironico, protettivo, capace di alleggerire anche i momenti più difficili con le sue battute... e poi, diciamolo, è anche un gran bel personaggio. 🤩 Il mio voto? ⭐⭐⭐⭐⭐, senza alcun dubbio. Ho amato questa storia. È un romance che parla di amicizia, amore, seconde possibilità e affronta con grande sensibilità anche un tema delicato come quello della violenza domestica. Carol è stata decisamente crudele con i suoi protagonisti... li ha fatti soffrire parecchio. 🙄 Ma è proprio questo che rende la storia così intensa: riesce a farti entrare nel loro cuore, a vivere le loro paure, le loro fragilità e la loro speranza. E sì... alla fine persino Mandorla si è conquistato un posto speciale nel mio cuore. 🤣❤️ Durante questa lettura ho provato davvero di tutto: ho riso grazie alle battute di Ale, mi sono commossa, ho provato ansia e apprensione per la situazione di Aurora, ho avuto le classiche farfalle nello stomaco quando finalmente i due hanno iniziato a vivere i sentimenti che avevano sempre tenuto nascosti e mi sono sciolta davanti ai momenti tra Ale e la piccola Ginny. Insomma, Carol mi ha regalato l'ennesima montagna russa di emozioni e, libro dopo libro, continua a superarsi. ❤️ Ormai è una delle mie autrici del cuore, un vero porto sicuro. Con lei non ho nemmeno bisogno di leggere la trama: comprerei un suo romanzo a scatola chiusa, perché ha un modo di raccontare le emozioni e di coinvolgere il lettore che adoro. I suoi libri sono una vera dipendenza. 🤍
Come ogni ricordo su tela racconta la storia di Alessandro e Aurora, cresciuti sotto lo stesso tetto dopo che lei ha perso i genitori. La madre e il padre di Alessandro diventano i suoi tutori e, con il tempo, quei due ragazzi imparano a conoscersi così profondamente da diventare l’uno la casa dell’altra. Migliori amici, famiglia per scelta, due anime separate solo da pochi anni d’età che, crescendo, si rendono conto che ciò che li lega va ben oltre qualsiasi definizione.
Per Alessandro, Aurora smette presto di essere soltanto una persona da proteggere, diventando il suo mondo. Ma quando quel sentimento si fa troppo intenso per essere ignorato, suo padre decide di allontanarlo. Più che una scelta, è una necessità per proteggere Aurora, già spezzata da troppe perdite e troppo fragile per affrontarne un’altra.
Gli anni passano, finché Aurora torna improvvisamente a bussare alla porta di Alessandro. Con lei ci sono una bambina, Ginevra, e un cane, Mandorla. Non servono spiegazioni, Ale l’accoglie senza fare domande, senza esitare, offrendole ancora una volta un tetto sotto cui rifugiarsi e una presenza su cui poter contare.
Da quel momento nasce una convivenza, ricca di disagi e impossibili scenari, che riporta lentamente a galla tutto ciò che è rimasto sepolto per anni, come i silenzi, quei sentimenti mai confessati, quelle parole trasformate in quadri, tra linee tracciate con il carboncino e le sfumature colte dalla tempera.
Aurora ha sempre dipinto le proprie emozioni, ma all’improvviso, ha smesso, creando torpore nella sua stessa “dimensione”.
Ha interrotto quando ha sposato il suo professore, un uomo che, dietro l’apparenza diligente e matura, nascondeva una violenza che andava oltre le sole parole. La vita di Aurora si era trasformata in un tacito controllo perentorio e le ferite “invisibili”, mescolate alla paura, hanno iniziato a farsi strada verso un futuro migliore di quel presente. È stata sua figlia Ginevra a darle la forza di scappare e ricominciare, rifugiandosi nell’unico posto che abbia mai avuto davvero il sapore di casa: Alessandro.
Per tre mesi Ale e Aurora imparano di nuovo a respirarsi. Tra ironia, silenzi e piccoli gesti, lui è in grado di alleggerire anche i momenti più pesanti attraverso un sarcasmo da professionista, un’ironia indecente e una simpatia senza fine. Le promette protezione, una tranquillità d’animo che non ricordava più che sensazione portasse nel cuore.
L’amore tra loro non esplode con grandi dichiarazioni. Si ricostruisce lentamente, come un dipinto che dal carboncino prende forma e colore. È realizzato con sorrisi, mani tese, lacrime accarezzate e baci sperati. È un amore vivo, mai dimenticato, che sceglie ogni giorno di restare.
Questo romanzo tratta temi delicati come la violenza domestica e il difficile rapporto che una donna può avere con il proprio corpo dopo la maternità, quel sentirsi improvvisamente diversa, meno bella, meno desiderabile. E Alessandro riesce a ricordare (non solo ad Aurora ma a tutte noi), con una dolcezza che conquista il cuore, che ogni cicatrice sul corpo racconta una storia d’amore, e che la perfezione di un’anima non è mai nel singolo aspetto, ma nel miocardio che la veste.
Come ogni ricordo su tela è una storia intensa, delicata e profondamente emozionante. Insegna che “casa” non è sempre e solo un luogo, ma anche una persona. E che, come una tela ingiallita, anche le anime più spezzate possono tornare a riempirsi di colore. ❤️
🖍️🤍La storia ha come protagonista Aurora, una ragazza dolce e segnata dal dolore, che ha perso tutto in un tragico incidente. Viene affidata alla famiglia di di Alessandro, con cui instaura fin da subito un legame che va ben ben oltre quello tra fratello e sorella. Quello che inevitabilmente si trasforma in amore, però, sembra non essere destinato a durare per sempre e i due finiscono per perdersi. 🖼️Anni dopo, costretta a fuggire da quella che era diventata la sua vita (un inferno per essere più precisi), Aurora si rifugia da Alessandro, presentandosi alla sua porta insieme al suo cagnolino e a una bambina. Ha così inizio una convivenza capace di far riaffiorare i ricordi e le emozioni vissute molto tempo prima. 🐾🩵Quello tra loro è un amore apparentemente impossibile, si rivela capace di combattere il tempo e il dolore per ritrovarsi, anche quando tutto sembra perduto e senza speranza. Il loro è un sentimento che torna a colorarsi dopo essere stato distrutto, risorgendo piano piano nei loro cuori più forte che mai, perché in fondo non si era mai spento davvero.
🎨Il vero filo conduttore della narrazione è l'arte: custodisce le emozioni più intense e rompe quelle barriere dietro cui ci nascondiamo per non provare fino in fondo ciò che sentiamo. ❤️🩹Ho apprezzato come queste barriere si sgretolano progressivamente nel corso della storia, come se ogni ricordo riprendesse colore sulla tela man mano che i protagonisti riscoprono il loro amore. ✍🏼Non c'è amore senza arte e non c'è arte senza amore, un linguaggio capace di trasmettere emozioni meglio di qualsiasi parola e di descrivere il loro legame proprio come farebbe un quadro. Ho amato profondamente leggere di questa storia d'amore, raccontata attraverso i colori e una dolcezza disarmante, capace di commuovere ed entrare dritta nel cuore. Credo che questo sia una dei più grandi punti di forza del romanzo e l'aspetto che ho apprezzato di più.
🖋️La scrittura di Carolina è scorrevole, coinvolgente e dolcissima. Grazie a questo stile, è facilissimo empatizzare fin da subito con i personaggi, che risultano ben costruiti, facendoci percepire sia il dolore emotivo che ha lacerato i loro cuori anni prima, sia quell'amore incandescente che resiste a ogni avversità nel presente.
❤️🔥 All'inizio ho fatto un po' fatica a ingranare e a entrare in sintonia con Aurora, ma la curiosità di scoprire cosa l'avesse spinta a tornare da Alessandro mi ha tenuta comunque incollata alle pagine fino alla fine per coprire la verità.
“Come ogni ricordo su tela” 🩵🐾🎨🖋️ è una storia coinvolgente e profondamente emozionante, una lettura che vi consiglio perché sa stringersi intorno all'anima e ricordarci che, anche quando tutto sembra sbiadire, i sentimenti autentici trovano sempre il modo di tornare a colorare la nostra vita.
Ci sono storie che ti conquistano fin dalle prime pagine e altre che, senza che tu te ne accorga, si fanno spazio nel cuore fino a lasciarci un pezzo di sé. Come ogni ricordo su tela è esattamente questo.
La storia ci porta nella vita di Alessandro e Aurora, due persone legate da un passato ingombrante, da errori, silenzi e parole mai dette. Quando il destino li costringe a condividere di nuovo lo stesso tetto, tutto ciò che avevano cercato di lasciare alle spalle torna a galla. Tra vecchie ferite, sentimenti mai davvero scomparsi e la voglia di ricominciare, il loro percorso è intenso, delicato e incredibilmente autentico.
Quello che mi ha conquistata più di tutto è stato il modo in cui l’autrice ha costruito il loro rapporto. Non c’è nulla di affrettato: ogni emozione, ogni esitazione e ogni piccolo passo verso l’altro hanno il giusto spazio per respirare. Si soffre insieme ai protagonisti, ci si arrabbia per i loro silenzi e si sorride per quei momenti di quotidianità che, in realtà, raccontano l’amore più di mille dichiarazioni.
Alessandro è uno di quei personaggi che si fanno amare senza nemmeno rendersene conto. Dietro la sua apparente leggerezza si nasconde un’anima profondamente ferita, e vedere il suo modo di affrontare il passato e riscoprire la speranza è stato emozionante. Aurora, invece, è una protagonista imperfetta, umana e incredibilmente forte, che cerca soltanto un posto in cui sentirsi finalmente al sicuro. Insieme sono intensi, dolci e così veri da sembrare persone reali.
Lo stile dell’autrice è scorrevole, coinvolgente e capace di trasmettere ogni emozione con una naturalezza disarmante. Ho divorato questo libro perché avevo un bisogno costante di sapere cosa sarebbe successo, ma allo stesso tempo non volevo arrivare all’ultima pagina. Ogni capitolo mi ha fatto sentire sempre più vicina ai protagonisti e al loro percorso.
Ho amato questa storia con tutta me stessa. È una di quelle letture che riescono a farti sentire ogni emozione sulla pelle, che ti fanno soffrire, sorridere e sperare insieme ai protagonisti. Mi sono affezionata profondamente ad Alessandro e Aurora, alla piccola Ginevra e a Mandorla 😭, al loro percorso e alla loro crescita, tanto da fare fatica a salutarli una volta arrivata all’ultima pagina.
Come ogni ricordo su tela non è stato semplicemente un bel libro: è stata un’esperienza che mi ha lasciato il cuore pieno. Una storia intensa, delicata e autentica che mi resterà dentro ancora a lungo e che consiglio con tutto il cuore.
Trope: 🩵Single mum 🩵Forbidden love 🩵Second change 🩵Forced proximity 🩵Found family 🩵Emotional Scars
"Sai, a volte ci immagino come un insieme di disegni fatti per immortalare i nostri momenti. Disegniamo su carta o su tela ogni nostro ricordo perché è l'unico modo che abbiamo di ritrovarci"
Terzo volume della 4Guys Series, sta volta come protagonisti Alessandro e Aurora. Una single mum, second change, una convivenza, un bassotto dolcissimo sono alcuni degli elementi che compongono questo fantastico romance.
Sono davvero felice di aver scoperto questa autrice, la sua scrittura è leggera e delicata ma, allo stesso tempo, riesce a trattare di temi estremamente importanti senza snaturarli. In questo caso, la violenza domestica. È per questo che questo libro è anche una storia difficile di rinascita e forza interiore.
Aurora è una protagonista che riesce a rialzarsi e ritrovare se stessa dopo aver lasciato Roma e il marito violento. Ed è anche nell’accoglienza di Alessandro, nel suo sorriso e tra le sue braccia che trova la forza per essere resistente.
Alessandro è il golden boy per eccellenza. Anzi, una cosa che ho capito dopo aver letto due romance di Carolina è che è assolutamente strepitosa a scrivere di uomini del genere. Alessandro è maturo, calmo, divertente e responsabile. È sempre pronto a sostenere Aurora, non le fa mancare nulla, ed è pronto a ricordarle quanto è importante amare se stessi coraggiosamente. La accoglie a Milano, in casa sua, insieme alla figlia e al cane, senza pretendere risposte.
Ho amato follemente i capitoli che raccontano il passato dei protagonisti, sono stati un aggiunta speciale. E qui il found family, già presente nei precedenti volumi, si viene a rafforzare ancora di più.
Se proprio devo trovare una nota negativa, sarebbe lo spicy. Non perché sia eccessivo o in contrasto con la storia e i personaggi, ma per semplice gusto personale. Mi sembra sempre accumulato in alcuni capitoli.
Resta una storia che ha catturato tantissimo la mia attenzione, lasciandomi spesso senza fiato e con lo stomaco in subbuglio. Sarò ripetitiva, ma tutti i personaggi sono assolutamente fantastici.
Parlare di libri che mi hanno emozionata e toccata in maniera così profonda, non è mai semplice perché penso di non riuscire a dare giustizia a ciò che ho letto e a ciò che ho provato, ma ci proviamo.
La storia di Aurora e Alessandro racconta di una realtà che accomuna molte persone (purtroppo) e Carolina è riuscita a raccontarla in maniera cruda. Con i lati brutti e anche con quelli positivi, che ci permettono di andare avanti e vedere la luce in fondo al tunnel. Quando Aurora si presenta alla porta di Alessandro, è disperata, in frantumi. Non sa più qual è la sua strada, ma un punto fermo nella vita ce l'ha: lui. Colui che da sempre, fin da bambina, è stato il suo porto sicuro, la sua certezza e il suo riferimento. Nonostante sia rimasto ferito da come sono andate le cose tra loro, Alessandro mette da parte ogni risentimento per aiutare la sua piccola alba. La ragazza che ha sempre occupato un posto speciale nel suo cuore. I loro sentimenti in realtà non sono mai scemati. Sono sempre rimasti lì, pronti a dare di nuovo colore alla tela bianca del loro futuro.
Oltre ad aver amato in ogni modo i due protagonisti, come ormai in ogni libro di Carolina, l’elemento del "found family" è sempre più presente e preponderante. Ormai tutti questi ragazzi sono diventati familiari, leggere le loro storie e come si sono evoluti i rapporti mi scalda il cuore.
Credo che alla fine di tutto, siano doverosi tre ringraziamenti. Grazie ad Aurora per avermi insegnato che con l’amore ci si può rialzare sempre più forti di prima. Grazie ad Alessandro per avermi fatto capire che, nonostante il tempo, quando si ama qualcuno siamo pronti ad ogni cosa. Infine, grazie Carolina per essere una grande amica, scrittrice e compagna di scleri. Non smettete mai di fare ciò che ami.
Se pensavo che Carolina Benelli avesse già raggiunto l'apice dei Golden Boy con Giacomo, beh... mi sbagliavo di grosso. Con Alessandro abbiamo superato ogni orbita conosciuta: abbiamo raggiunto direttamente il cosmo, le stelle e tutti i pianeti! Questo è il terzo romanzo che leggo dell'autrice e posso confermare che la sua scrittura migliora a ogni pubblicazione, in un crescendo continuo. Come ogni ricordo su tela ha superato ogni mia aspettativa; se dovessi descriverlo con una ricetta userei un mix preciso: 🍬 + 🍯 + 🌶️ + ❤️🔥. C’è la dolcezza, c’è il miele, c’è un pizzico di peperoncino e, sopra ogni cosa, un cuore infuocato. La storia è un viaggio magnifico tra presente e passato. Aurora e Alessandro sono legati da un sentimento che esiste da sempre, un amore mai dichiarato, nato da un’amicizia profonda e indissolubile. La narrazione alterna le due linee temporali in un modo meraviglioso, permettendoci di vedere l'evolversi del loro rapporto mentre il destino, la vita, la famiglia e tanti silenzi li separano per anni. Il fulcro emotivo è il presente, quando Aurora, dopo essere stata piegata da una situazione tossica e soffocante, trova finalmente il coraggio di dire basta. È per proteggere la sua bambina, la piccola Ginny, che decide di scappare, rifugiandosi tra le braccia dell’unica persona che l'ha sempre fatta sentire al sicuro, amata e capita: Alessandro. Ho trovato il modo in cui l’autrice tratta il vissuto di Aurora incredibile: è una narrazione delicata, profonda, che senti proprio sulla pelle. Mi sono commossa leggendo di come lei riesca a trovare la forza di rinascere. E in questo percorso, Alessandro è fondamentale: la fa rifiorire come donna, come madre e come persona, curando ogni ferita fisica, mentale e spirituale. Il tutto senza perdere la sua verve ironica, che lo rende un personaggio pazzesco e dotato di una dolcezza indescrivibile. A proposito di Alessandro: un ruolo fondamentale nella storia lo hanno anche la piccola Ginny e Mandorla, il bassotto di Aurora. Vedere lui che interagisce con loro è qualcosa che esce fuori da qualsiasi schema, il colpo di grazia definitivo per noi lettrici. Chissà perché vedere un uomo che si prende cura con tanta dedizione di bambini e animali ha questo potere distruttivo sui nostri cuori (e sui nostri standard per l'uomo ideale)... diciamo solo che il mio cuore ha fatto "ciao ciao" ed è ufficialmente volato in orbita con lui! È una storia che ti artiglia l'anima perché parla di redenzione, di protezione ,di rinascita e coraggio e di un amore che non ha mai smesso di aspettare.
Aurora e Alessandro, legati da un filo rosso del destino. Innamorati da sempre, ma ostacolati da una cosa che si chiama vita. Ora diciassette anni dopo Aurora si presenta alla porta di Alessandro con una bimba di un anno. Alessandro è un uomo che ha sofferto tantissimo, ma che ha un carattere che lo porta sempre a smorzare il momento. Sbruffone, ma con un cuore che ti rapisce dal primo istante. Ho amato la sua caratterizzazione, il modo di essere così dannatamente perfetto nella sua imperfezione. Ho adorato come cambia nel momento in cui Aurora appare nella sua vita, il suo dolore misto al suo amore viene a galla, e i suoi sentimenti sono così visibili che li sentirai sulla tua pelle dal primo istante. Aurora è una ragazza rotta, letteralmente. Lei vuole farcela da sola a tutti i costi, non vuole l’aiuto di nessuno, men che meno quello di Alessandro, ma in qualche modo è l’unica persona che riesce a farla tornare a vivere. La sua storia è pesante, potente, emozionante, da brividi e gambe molli. • Recensione sul blog💚
Il libro giusto al momento giusto. Ecco cos’è questo romanzo. Non posso dire la stessa cosa però di Alessandro e Aurora. Affinché il loro Momento Giusto arrivasse, ce ne voluto di tempo e di occasioni perse.
Alessandro e Aurora sono migliori amici fin da piccoli, legati da un profondo affetto. Dopo la morte dei genitori di Aurora, lei viene “adottata” dai genitori di lui. Costretti a vivere sotto lo stesso tetto, tutti e due iniziano a vedere l’altro con occhi sempre più diversi e differenti dalla semplice amicizia. Alessandro è il porto sicuro di Aurora, e Aurora è il frutto proibito di Alessandro. Questo non è il loro momento.
Anni dopo, Aurora si trova a bussare alla porta di Alessandro con dietro una neonata e un cane. Aurora non è più la ragazza di una volta, porta addosso cicatrici invisibili, insicurezze e paure. Aurora non dipinge più, le sue mani non toccano un colore da anni e ha perso la sua luce.
Alessandro, nonostante la sua ilarità e ironia, nasconde ancora un cuore spezzato, ma quando si ritrova davanti questa nuova versione di Aurora non riesce a dirle di no, e la accoglie nuovamente nella sua vita.
Potrei spendere ore e parole per Alessandro perché l’ho amato con tutto il mio cuore. È un uomo con la lettera maiuscola, che mette davanti a sé il bene degli altri a discapito di se stesso. È il tipo di uomo che ti accoglie in casa con figlia e cane anche se a lui gli animali non fanno impazzire. È colui che ti aiuta a prenderti cura di una bambina e porta fuori il cane. È l’uomo che ti crea una stanza tutta per te, per aiutarti a ritrovare la tua creatività. È colui che ti aiuta a ricostruirti, dandoti supporto e spazio. Alessandro è lo standard.
Aurora con la sua intera storia mi ha colpita nell’animo, mi ha lacerata e ricucita. È una donna ferita nel profondo, spezzata dalla mano di qualcun altro, ma che deve essere forte agli occhi degli altri e che deve prendersi cura di una figlia e di un cane. Non la farà semplice con Alessandro e le persone che la circondano, ha bisogno di tempo e spazio per ritrovarsi.
Aurora è spezzata nell’animo e nel corpo, ma con il supporto e l’amore di Alessandro riuscirà a ricomporsi in una nuova forma e veste.
La storia di Aurora e Alessandro non è semplice, è imperfetta e complicata, ma è proprio ciò che la rende speciale. Il loro è un amore profondo, complicato, ma estremamente potente. Un amore fatto di rispetto, spazio, accettazione, dolore e di piccoli gesti. Alessandro e Aurora si sono sempre scelti, nonostante le avversità, il tempo e le persone, perché il loro legame è sempre stato troppo. Troppo grande, troppo forte e troppo profondo.
Ginevra e Mandorla non sono state altro che la ciliegina sulla torta di questa storia. Ho amato Ginevra, una bambina fantastica, allegra e solare, che è riuscita a insinuarsi nella quotidianità e nel cuore di Alessandro, conquistandolo e rendendolo felice. Mandorla, quell’adorabile bassotto, ha portato gioia e movimento nella vita di Ale, anche se lui ha cercato in tutti i modi di non cascarci (fallendo miseramente).
Carolina ha scritto un libro di una potenza enorme, che ti totalizza nel profondo. Ti tira uno schiaffo di realtà enorme, e non sempre si è pronti a ciò. È una storia che dà tanto e tu non puoi fare altro che stare lì a leggere.
Di pari passo alla storia, l’arte e la creatività sono fedeli compagne (e in parte nemiche) dei nostri protagonisti. Un carboncino e un foglio sono la valvola di sfogo di Alessandro, dove vomita addosso ciò che prova e sente in quel momento. Aurora invece con una tela e i colori tramette e racconta al mondo le sue sofferenze e la sua rinascita.
Sullo sfondo della storia di Ale e Aurora ritroviamo anche i personaggi dei primi due libri, specialmente Giacomo e Lucrezia. Il found family è presente e sempre più forte man mano che proseguiamo con i romanzi della serie. Il senso di famiglia, di affetto e di calore che trasmettono, mi scalda sempre il cuore. Questa famiglia ti accoglie e aiuta a curare tutte le ferite.
Forse mi sono dilungata troppo, ma questo libro merita assolutamente tutte queste parole.
Per me così deve essere un romance. Nelle relazioni portiamo tutti noi, cose belle e problemi, pregi e difetti. Ed è questo che sa raccontarci benissimo come ogni ricordo su tela, così come gli altri libri di Carolina.
In questo volume seguiamo la storia di Aurora e Alessandro. Aurora sta scappando, con figlia e cane al seguito. Segnata da un passato davvero troppo crudele sceglie di andare da colui che è sempre stato il suo porto sicuro. Alessandro nasconde dietro a una facciata sarcastica e da duro una miriade di emozioni. Volente o nolente il suo cuore è sempre appartenuto ad una sola persona. Ha provato a scappare, pensando di fare il bene di Aurora, ma il nostro destino trova sempre il modo di ritrovarci. La loro relazione è stata ostacolata da tante, troppe cose. Non credo potrò mai perdonare i genitori di lui. Con Ginny e Mandorla riescono a ritrovarsi e comporre una famiglia stupenda. Con loro mi sono emozionata, ho riso, ho pianto (ho maledetto un po' Carolina 🤏🏻). La famiglia allargata con tutti i personaggi della serie regala momenti meravigliosi.
Nella storia sono toccate tante tematiche anche pesanti, tra cui la violenza domestica. L'autrice riesce a inserire tematiche forti con delicatezza, donando il giusto tempo e il giusto spazio a tutto. Il suo essere delicato non è mai superficiale, anzi. Tutto è trattato in maniera profonda, potente e a volte taglia come una lama.