Come detto qualche recensione fa (a memoria era "i diari di Kurt Cobain"), c'è stato un periodo in cui ero letteralmente "sporco e sudicio", trasandato... in poche parole, "grunge". Avevo trovato nei Nirvana il mio "nirvana", la mia pace e felicità. Ero iscritto sul forum italiano dedicato a questa band (prima dell'avvento dei social) e come capita in questa pagina, cercavo di stringere amicizie con tutti: "Non siamo utenti, ma persone" è sempre stato il mio motto.
La vita era diversa, verso la fine dei primi del 2000 / inizio della nuova decade: Facevo l'idraulico, la mia folta chioma mi faceva sentire come "Simba" versione adulta e i soldi delle mie misere buste paga da apprendista operaio finivano in birra al bar e quasi qualsiasi cosa che orbitava nell'universo della nota band di Aberdeen, come in questo caso.
Come detto in passato, in un 2024 ormai della band si sa tutto, ma le cose ai tempi non stavano così: Esistevano appunto forum e fanzine e per chi voleva avere "tutta" la discografia compresi brani inediti con spiegazioni e curiosità (Esempio, cito aprendo a caso "Radio friendly unit shifter: (...) Uno dei punti di forza risiede nella batteria di Grohl e ciò spiegherebbe l'immediata "Passione" di Cobain nei suoi confronti.). Nulla era a portata i mano con un semplice telefono o (da boomer quale sono) da un "clic" sul mouse, l'arte di arrangiarsi e il passaparola erano un dinamico duo per noi fan della (e di molte altre) band.
Giustamente questa versione arriva fino al 1994, niente riferimenti a tutto ciò che musicalmente è stato prodotto dopo quell'anno tipo la collaborazione col baronetto Paul McCartney, inediti e bootleg tratti dal documentario "montage of Heck o il singolo ben noto a tutti "You're know you're right" del 2002.
🎸🎸🎸su 5. Fa il suo in maniera diligente e scrupolosa, con molta nostalgia al seguito.