«Nobilhomo, mia signora, vi riverisco. Permettetemi di presentarmi: sono Gottlob Kramer, mercante di passaggio». Friuli, 1738. Dopo aver girovagato per l’Europa come mercante di chincaglierie e rimedi prodigiosi, l’audace quanto sfrontato Gottlob Kramer si ritrova vicino al paese d’origine, Orgnasso, un grumo di case abbarbicato tra i monti. Sulle rive del Meduna, un fiume modesto che diventa imponente solo se gonfiato dalle piogge, si imbatte in una scena raccapricciante: il cadavere di una donna è riverso a terra, con le sottane alzate, il cranio scuoiato e nel pugno una strana pietra. Se all’inizio tutto fa pensare a un annegamento accidentale, presto gli indizi condurranno Gottlob, aiutato dall’ingenuo figlio della vittima, a una scoperta ben più macabra e pericolosa. Mentre il mercante cerca di risolvere l’enigma, il passato si riversa sul presente e i fantasmi della sua giovinezza tornano a tormentarlo, riportandolo a un tempo in cui, ancora ragazzo, si destreggiava come apprendista nella spezieria della città di Steinbrueck. Nel suo mirabolante romanzo d’esordio, Matteo Mantoani dà vita a un personaggio dalla mente acuta e dalla lingua tagliente, incapace di accettare un torto e pronto a svelare l’inganno più sordido. Un libro sontuoso, che unisce l’accurata ricostruzione storica alle intriganti dinamiche di un mystery. «Ed eccomi qua, con mercanzia acquistata a Venezia, un forziere con quattrocento ducati tra monete e lettere di cambio, e il cadavere scuoiato di una giovane avvolto in uno dei tappeti importati dal Turco. Torsten tiene le redini e sorride con aria baldanzosa, i bifolchi che fino a poco fa si accalcavano attorno al cadavere corrono ai lati del carro per arrivare in paese prima di noi. Per loro lo spettacolo è appena cominciato».
Bellissimo questo romanzo d’esordio di Matteo Mantoani, Lo Speziale di Steinbrueck. Un libro che conquista innanzitutto per la splendida ambientazione storica e per una trama ricca, avvincente, costellata di continui richiami al passato. Siamo nel Settecento, un’epoca difficile, in cui le distanze tra potenti e umili sono ancora più profonde e dove i primi dettano le regole, mentre i più deboli e indifesi sono spesso costretti a subire soprusi e ingiustizie. In questo scenario si muove Giacomo, che si erge a paladino degli ultimi, di quei poveri e sfortunati che dalla vita hanno ricevuto ben poco. La sua indagine sulla morte della madre di Nicola lo porta a confrontarsi con una realtà fatta di miseria, pregiudizi, interessi personali e persone disposte a tutto pur di trovare un colpevole. Lo Speziale di Steinbrueck non è soltanto un romanzo storico: è anche una storia di giustizia, coraggio e umanità, capace di mostrare le contraddizioni di un'epoca in cui la verità spesso deve farsi strada tra silenzi e omertà. Ricco di colpi di scena, il romanzo mantiene viva l’attenzione fino alle ultime pagine. La scrittura è asciutta e scorrevole, ma al tempo stesso intensa, e riesce a restituire con efficacia l’atmosfera e le difficoltà di quel periodo storico. Bravo all’autore, che con questo esordio ci ha regalato un romanzo di spicco, coinvolgente e ben costruito. Una bella scoperta e una lettura che consiglio agli amanti del romanzo storico e del mistero.
Libro veramente bello. Mi è piaciuto come l’indagine sia stata sia un viaggio nel tempo che nelle memorie del protagonista. Una storia veramente cruda che riflette una società che oggi non è poi così lontana dalla nostra, seppur diversa. Stra consigliato.