Non è facile arrivare a definire un’identità nazionale per un paese che, per secoli, ne ha avute fin troppe. Ma nell’Ottocento per storici, politici, scrittori, artisti, l’epoca nella quale tutta l’Italia può identificarsi è quella medievale. Alla costruzione dell’identità medievale nazionale contribuisce in modo determinante il Risorgimento: sui palcoscenici della lirica; nelle pagine di romanzieri e poeti; nelle architetture dei puristi; sulle tele di pittori e, in generale, in tutto l’immaginario collettivo degli italiani. Una invenzione della tradizione le cui tracce sono ancora visibili nella cultura italiana contemporanea.
Nonostante il tema e il rigore con cui viene trattato, è scorrevole (e anche il fatto che sia breve aiuta). Molto interessante, perché aiuta a mettere in prospettiva come vedevamo (e credo in parte vediamo ancora) noi stessi come italiani e la nostra storia, pur evitando completamente toni complottisti o di rivalsa: si tratta di un compendio scientifico, non di una polemica, anche perché parla della storiografia durante il Risorgimento e non quella odierna.
Ogni volta che leggo libri del genere mi auguro che nel frattempo abbiano aggiornato i testi scolastici rispetto a quando ero a scuola: il confronto è impietoso. Sicuramente la divulgazione storica ha bisogno di rivedere certi assunti inconsciamente nazionalisti e antiscientifici, pericolosi soprattutto oggi che lo sciovinismo dilaga.