Questo libro è particolare, perché è due libri insieme. Stessi misteri su cui fare luce, due punti di vista diversi. Decidi tu, caro lettore, da dove dal primo romanzo, Sorelle, che finisce a metà volume, o dal secondo romanzo, Fratelli.
Alla periferia di Tokyo, il quartiere di Ginnami resiste con ostinazione alla frenesia della modernità. Qui la vita sembra scorrere lenta e immutabile, tra i neon tremolanti delle vecchie botteghe e i bonari pettegolezzi dei suoi abitanti, fino a quando alcuni inquietanti incidenti non scuotono la sua apparente sonnolenza. Il primo si verifica quando un’auto si schianta contro la vetrina dell’emporio Hakamada. Potrebbe sembrare una fatalità, se non fosse che il conducente muore in modo grottesco, soffocato da uno spiedino di yakitori conficcato in gola, e un testimone giura di aver visto un'ombra fuggire dal sedile del passeggero… Poco tempo dopo, in una scuola, un’opera preparata per un concorso artistico viene trovata distrutta e sostituita da alcuni bastoncini disposti a formare un kanji un atto di bullismo o un messaggio in codice? Il terzo riguarda una giovane donna vietnamita, la cui scomparsa assume presto i contorni di un rapimento quando un biglietto di riscatto viene scovato in un luogo impensabile. È su questo sfondo che si muovono, senza mai incontrarsi, due gruppi di le sorelle Uchiyama e i fratelli Kogure. Entrambi si trovano a indagare quasi per caso sugli stessi crimini, attraversando gli stessi luoghi e incrociando gli stessi testimoni ambigui, ma da due prospettive che raramente ciò che i fratelli vedono, alle sorelle sfugge; ciò che le sorelle intuiscono, i fratelli lo comprendono solo a metà. Eppure è proprio grazie a questo doppio sguardo che i misteri di Ginnami a poco a poco si ricompongono, fino a quando quella che sembrava solo una catena di sfortunati eventi non si rivela essere un disegno ben preciso…
"Lo so che non è bello dirlo, ma… a me piacciono un sacco i romanzi in cui ci scappa il morto."
I romanzi giapponesi non sono mai una passeggiata (tutti quei nomi da tenere a mente!), ma regalano sempre grandi soddisfazioni. Il motivo principale per cui ho adorato "Enigmi della porta accanto" è lo stesso che mi tiene incollata alle pagine dei legal thriller, una delle mie declinazioni preferite del genere. Si tratta della continua ripetizione degli eventi, un espediente che per molti risulta noioso, ma che a me fa impazzire, perché mostra come la realtà sia davvero un prisma dalle molteplici facce. Dimostrare questa verità è, invero, lo scopo principale del libro, al quale la struttura narrativa si adatta perfettamente. Le due metà in cui è diviso presentano infatti gli stessi tre casi, risolti dapprima da un trio di sorelle e poi da altrettanti fratelli. L'effetto sorpresa scaturisce proprio dalle soluzioni completamente differenti - eppure ugualmente valide - a cui i due gruppi approdano. Questo perché i loro ragionamenti sono filtrati dalla rispettiva esperienza della realtà, dalla parzialità dei dati raccolti e dall'aspetto del mistero che ciascuno sceglie di mettere a fuoco. Cos'altro aggiungere? La narrazione è scorrevole e coinvolgente, gli enigmi complessi e appassionanti, mentre i dettagli culinari e culturali contribuiscono a restituire l'atmosfera di un paese così ricco di fascino come il Giappone (see you soon! 😎).