Il Solitario di Providence incontra gli incubi del Sol Levante in un’antologia che esplora l’età d’oro del Lovecraftismo giapponese: un sincretismo unico, in cui i Miti di Cthulhu si fondono con il folklore e la storia giapponesi, creando nuovi scenari di orrore cosmico. Il volume raccoglie tre romanzi – tra cui il cult In riva all’acqua del mondo demoniaco – e sette racconti dei maestri nipponici dell’orrore, tradotti direttamente dal giapponese. A cura di Massimo Soumaré – Postfazione di Asamiya Unga.
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La mia visione dei miti di Cthulhu è quella di uno nato negli anni ‘70 e cresciuto col cinema i fumetti e i romanzi degli anni ‘80 e ‘90 dove Lovecraft era un po’ ovunque per quanto piuttosto nascosto, seminale.
Ho scoperto Lovecraft durante l’adolescenza e ho fatto spendere una cifra importante a mio padre per comprarmi i 14 volumi brossurati e molto maltrattai da Fanucci. Ma che emozione quando ne trovavo uno nuovo in libreria.
Fatta tutta questa premessa, ho trovato questo volume un piccolo gioiello in grado di allargare e contaminare (verbo fondamentale in questo ambito) i miti lovecraftiani). E cosa si cela nella letteratura giapponese che qui non è stata riportata? Un mondo strepitoso di samurai e monaci contro cultisti e creature del profondo…