La Cina non diventerà mai come gli Stati Uniti. E non perché non possa, ma perché non vuole.
Il libro indaga le radici profonde di una contesa che non riguarda soltanto potere ed egemonia, ma differenti idee dell’essere umano, della società e del governo. Da un lato l’Occidente figlio di Hobbes che ha costruito la propria modernità sul dominio, l’espansione e la paura. Dall’altro la Cina erede di Confucio, che pensa la modernizzazione come armonia e continuità tra tradizione e innovazione. Attraverso un percorso che intreccia filosofia, storia, politica ed economia, il volume offre un confronto chiaro e provocatorio fra il progetto globale americano e quello cinese, fino ad arrivare alla contesa tecnologica e alla trasformazione di un ordine globale sempre più policentrico.
Il cosiddetto Occidente, con gli USA in primis, sarà in grado di adattarsi a un mondo mutato e accettare la sfida posta da Pechino? In gioco, c’è la scelta tra guerra e pace.
Ph.D. in Geopolitica e geostrategia, professore associato alla China Foreign Affairs Universiti di Beijing. È professore associato di Geografia (ASN). E' docente presso l'Istituto Internazionale "Lorenzo de' Medici" di Firenze. È membro del think tank CCERRI, di Zhengzhou e di EURISPES, Laboratorio BRICS di Roma.