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Panorama

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Ottavio Tondi non ha mai incontrato Ligeia Tissot. Si sono scritti messaggi per quattro anni sul social network Panorama, l'ha vista in foto e ha passato un'infinità di ore a guardare il suo letto disfatto. Prima di quei messaggi, Ottavio Tondi non aveva mai scritto nulla, non una parola né un appunto. Il suo lavoro e la sua vita erano dedicati alla lettura. Ma non era un lettore qualunque. Era il lettore, colui che aveva determinato la pubblicazione del più grande best seller di tutti i tempi, e che da allora decideva delle fortune dei romanzi in libreria. Ma tutto questo succedeva prima, prima dell'incidente di ponte Sisto, prima che il mondo smettesse di leggere i libri, prima che Ligeia Tissot entrasse nella vita di Ottavio Tondi.

199 pages, Paperback

First published May 21, 2015

5 people are currently reading
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About the author

Tommaso Pincio

75 books33 followers
Tommaso Pincio, pseudonimo di Marco Colapietro, è uno scrittore italiano. Il suo pseudonimo è la traslitterazione italiana del nome dello scrittore postmoderno Thomas Pynchon.

Dopo aver frequentato l'Accademia delle Belle Arti, ha esordito come fumettista, ha diretto per dieci anni una galleria d'arte internazionale e vissuto tra la fine degli '80 e l'inizio dei '90 a New York come assistente di un famoso pittore; è in questo periodo che ha cominciato ad approcciarsi alla scrittura. Ha esordito come romanziere nel 1999 con M.. Successivamente ha pubblicato Lo spazio sfinito (2000) e Un amore dell'altro mondo (2002), un libro che ha diviso la critica letteraria e con il quale l'autore ha acquistato una certa notorietà. Vi si narra la vita di Kurt Cobain, leader del gruppo rock Nirvana, attraverso lo sguardo di un suo amico immaginario. La ragazza che non era lei, pubblicato nel 2005, traccia un bilancio su ciò che è andato perduto e ciò che è rimasto dei sogni di amore e libertà degli anni Sessanta. È invece del 2006 Gli alieni, un'indagine su come l'ipotesi dell'esistenza di civiltà extraterrestri sia diventata uno dei grandi miti dell'era moderna. Di più recente pubblicazione è il quinto romanzo dell'autore, Cinacittà.

Tommaso Pincio collabora regolarmente alla rivista Rolling Stone e alle pagine culturali de la Repubblica e il manifesto, occupandosi perlopiù di letteratura statunitense.

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2 stars
18 (6%)
1 star
6 (2%)
Displaying 1 - 30 of 39 reviews
Profile Image for Cosimo.
443 reviews
October 6, 2015
La notte di Ponte Sisto

“Ho letto di un'accidia maligna, di un umore come di animali stroncati su un fianco nel sonno da calura, di leoni e bufali indifferenti alle mosche, offerti alla morte pomeridiana, al sogno di diventare scheletri”. Giovanni Arpino, Azzurro tenebra

Tommaso Pincio non solo è un ottimo critico quando legge i libri altrui, rivela senza dubbio un'interessante e sofisticata natura di scrittore fantastico-visionario, con un racconto antinarrativo nutrito di potenti illusioni e di registri differenti, nell'accurata composizione tanto concettuale che formale. Si trova in queste pagine un universo intertestuale che ha numerose prospettive, disorientamenti e depistaggi, tra le quali è centrale la Ligeia di E.A. Poe con le sue surreali metamorfosi di dissoluzione; riflette Pincio, rimanendo se stesso e giocando con i sosia, in uno stile suggestivo e allusivo, sul destino fittizio di Ottavio Tondi, lettore prigioniero della parola riprodotta dai social network, come nel Panopticon di Bentham (che nella sua impossibile perfezione ricorda l'Isola d'If del calviniano Ti con Zero), dove ciascuno definitivamente non può che sorvegliare se stesso, in un disperato solipsismo che conduce all'annullamento, alla sparizione come ultima risorsa, per chi non riesce a rinunciare all'idea dell'evasione, della misura e dell'identità. E della letteratura. Fino a che non si imbatte in un carteggio d'amore. Insegue allora donne e fantasmi, il protagonista di Pincio, vittima crepuscolare che indaga l'altro, nella natura appassita e deformata della città, dove l'umanità, oltre i media e la fama, è osservata nella sua ossessione di sesso e denaro e incrociata in una continua negazione del tempo, addormentata in un'ipnosi tra lettura e voyeurismo, tra corporeità e virtuale, enigma e paura, meraviglia e orrore. Insomma, la solitudine di Pincio in questo che è definito un prologo (a quale altrove immaginario?) è fragile e mistica, è uno spazio esclusivo dove la finzione del possibile incontra la realtà biografica, in fuga da una vita postuma e casuale: dove la chiave per uscire sta nella ripetizione, nella replica, nella copia.
Profile Image for Blackjessamine.
426 reviews71 followers
October 10, 2018
Ho un metodo tutto mio nell'accatastare libri sulla libreria, un metodo che, a dispetto del mio disordine cronico, rispetto rigorosamente. Il caso - o meglio, le mie idiosincrasie da accumulatrice di carta - ha voluto che l'ultima fatica di Pincio trovasse posto accanto al piccolo "Mendel dei libri" di Ztefan Zweig. Mi piace pensare che sia giusto così, che due libri che parlano così tanto di libri come oggetti degni di venerazione in quanto contenitori e non contenuti, che libri così intrisi di amarezza e angoscia, seppur in maniera così diversa, abbiano qualche cosa da dirsi.
"Panorama" è il romanzo dello sguardo, dove il "guardare" è qualcosa di molto diverso dal "vedere", ma dove è comunque lo sguardo il punto focale che determina e legittima ogni esistenza. In un benthamiano Panopticon moltiplicato all'infinito grazie ad un gioco di rimandi e specchi, un social network che rende prigionieri e guardiani allo stesso tempo - ma più di tutto ottenebra e acceca - Pincio si muove con sicurezza, trascinando il lettore in un viaggio surreale nel mondo della letteratura e dell'editoria contemporanea.
"Panorama" è un libriccino che si legge in poche ore ma su cui si riflette per settimane: i livelli di lettura sono innumerevoli, gli stimoli per la riflessione ancora di più. A tratti avrei voluto che Pincio si sbilanciasse un pochino di più, che andasse un po'oltre e fosse più sferzante, ma tutto sommato, pensandoci meglio, direi che è giusto anche così: lasciar cadere uno spunto, lanciare un sasso, puntare un fascio di luce verso determinate tematiche e lasciare poi che sia il lettore a farci i conti, a metterci decisamente qualcosa di suo. Perché a volte è troppo comodo trovare tutte le domande e tutte le risposte in un libro. "Panorama" è un libro che dà alcune risposte, ma soprattutto pone domande - acute, sopra le righe, provocatorie-, e al lettore non resta altra scelta se non mettersi a sua volta in gioco.
In pochissime ore di lettura Pincio mi ha riempita d'indolenza, seguendo i movimenti molli e inetti di Ottavio Tondi, un uomo che si è sempre lasciato trasportare dalla vita, in balia di eventi che non ha mai saputo né voluto controllare: dal casuale incontro con l'editore di una grossissima Casa Editrice, la Bianca; al suo ascendere al ruolo di Lettore con l'iniziale maiuscola, quello che il pubblico si contenta di veder leggere per ore sul suo divano portato da casa; passando da una vita privata fatta di passi indietro e fallimenti; approdando infine ad un social network che ha tutti i tratti esasperati e degenerati di ciò che già conosciamo, per perdere totalmente il senno osservando il letto sfatto di una giovane ventiquattrenne.
"Panorama" è un ottimo quadro che rappresenta minuziosamente il malessere del mondo dell'editoria contemporanea e, di rimando, anche di determinate dinamiche sociali: viviamo in un mondo dove ci sono sempre meno lettori ma il numero dei romanzi nei cassetti - e non solo nei cassetti, perché il self-publishing è ormai alla portata di chiunque - continua ad aumentare; viviamo in un mondo dove la lettura, un atto privato e intimo, è sempre più oggetto di ammirazione puramente estetica, di icona, di moda, un simbolo vuoto che richiede solo uno sguardo. Ottavio Tondi viene guardato leggere, viene acclamato in quanto lettore, ma si tratta solo di sguardi. Non si parla mai di letteratura, non esistono i contenuti dei libri, esiste solo la corsa alla lettura e allo sguardo e ad ogni mezzo che possa rendere una visibile testimonianza di lettura. Perché se Bentham sperava che i prigionieri interiorizzassero lo sguardo disciplinante per autosorvegliarsi, Panorama - e così il fluido mondo di internet - inesorabilmente fa interiorizzare quel sottile filo rosso che unisce indissolubilmente voyeurismo ed esibizionismo: esisto se sono osservato, devo fare qualcosa per essere osservato, internet è così ricco e fluido che non posso mai sapere se qualcuno mi sta guardando - vedendo, quello mai -, e così devo fare e fare e continuare a fare per continuare ad esistere. Così la letteratura si fa pettegolezzo, dove il pettegolezzo è spiare nelle vite degli altri, e il lettore diventa icona e guru solo in quanto massimo sguardo, e diventa oggetto guardato, e la letteratura non esiste più.
E così restano editori che per mantenere un imparziale entusiasmo verso i libri che devono pubblicizzare, non leggono più nulla; restano pseudonimi e false identità a reggere le fila di best seller dall'enorme successo, e resta il vuoto attorno alla Gloria che finisce in nulla; restano sparuti gruppetti di letterati a stringersi nei cappotti davanti all'ultima libreria rimasta in città.
E resta soprattutto una sensazione di angoscia e sfiducia incombenti, restano timori e delusioni e un'amarezza grigia che non si riesce a scrollarsi dalle dita, anche dopo aver richiuso un libro e avergli trovato un posto - tanto casuale quanto significativo - sugli scaffali della mia libreria.
Profile Image for Silvia Sirea.
152 reviews136 followers
March 18, 2017
E' un mondo in cui non mi piacerebbe vivere, quello descritto da Tommaso Pincio in Panorama. Un mondo in cui i libri e la lettura non esistono quasi più e chi legge viene considerato diverso. Sì, probabilmente è così che l'umanità finirà un giorno, ma voglio essere ottimista e pensare che, finché ci sarà almeno una persona che legga con amore, con passione e con dedizione, questo triste scenario non si vedrà realizzato.
Il titolo fa riferimento ad un social network basato sul principio del panopticon di Bentham - di cui non ricordo di aver mai saputo qualcosa. Secondo Bentham il carcere ideale è una struttura circolare lungo il cui perimetro siano poste le celle, rigorosamente illuminate, e al cui centro risieda il guardiano, rigorosamente al buio. In questo modo i prigionieri si sentono inevitabilemente osservati senza sapere se in realtà ci sia realmente qualcuno ad osservarli e, per questo, diventano i guardiani di loro stessi. Ecco, il social network Panorama funziona nello stesso modo: offre la vista di ogni iscritto e ognuno di loro è potenzialmente il guardiano che può osservare gli iscritti che non possono sapere se qualcuno li sta realmente guardando. Ed è su Panorama che Ottavio Tondi, il protagonista, inizia la sua corrispondenza virtuale con Ligeia Tissot, una giovane donna che non ha mai incontrato di persona, ma di cui si innamora grazie al condiviso amore per la lettura in un mondo in cui non legge quasi più nessuno.
Dato il titolo, parrebbe che il fulcro del romanzo sia questo social network; in realtà tutto si dispiega a partire dall'amore per i libri e per la lettura. Ottavio Tondi è il lettore per eccellenza, colui che legge unicamente per il piacere che ricava dalla lettura. Non è un aspirante scrittore, semplicemente, leggere sul divano di casa sua è la cosa che più gli piace e che sa far meglio. Non ha mai cercato la fama, ma è lei che bussa alla sua porta quando una grossa casa editrice, la Bianca - per cui legge i manoscritti degli aspiranti scrittori e ne decide le sorti -, in cerca di un escamotage per liberarsi da un impiccio, lo dà in pasto ai giornalisti e al pubblico.

"Immagino che tu scriva, però.
In che senso?
Libri tuoi, romanzi.
No, perché dovrei?
Non so, tutti scrivono qualcosa prima o poi.
Non io. Mi interessa leggere."


Panorama mi è piaciuto. La prosa, limpida e pulita, secondo me è uno dei punti di forza del romanzo. A tratti mi ha ricordato qualche testo dei Baustelle, in particolare nella parte iniziale.
Gli spunti di riflessione che offre sono attuali e molteplici, ma la cosa che traspare maggiormente è l'amore puro per la lettura, tanto che il lettore si identifica inevitabilmente nelle parole e nei pensieri di Ottavio Tondi.
L'autore parla di Panorama come di un prologo, senza dare troppe spiegazioni, e in effetti, una sensazione di incompletezza accompagna alcuni degli avvenimenti narrati, ma nonostante questo resta un romanzo molto interessante che tiene incollati alle pagine fino alla fine.

"Portava sempre un libro con sé quando usciva di casa. Non importa dove andasse e perché, senza un libro gli era impossibile uscire. Non erano poche le volte in cui il libro restava nella tasca. Per lui era importante sapere che c'era, che in caso di un tempo morto, di una fila alla posta, in banca, al supermercato, o di una voglia improvvisa (voglia che poteva coglierlo anche mentre camminava), avesse qualcosa da leggere."
Profile Image for chiara_librofilia.
424 reviews34 followers
June 6, 2019
Questo è un libro che piacerà molto ai lettori poiché è ricco di riferimenti e di richiami culturali, sociali e letterari inoltre rappresenta un punto di osservazione sul proliferare incontrollato delle ambizioni letterarie e sulla fruizione scellerata, incontrollata, effimera e spesso dannosa del web e di conseguenza dei social network e del relativo fascino perverso ed erotico che essi esercitano sull’individuo.

Recensione completa: https://www.librofilia.it/panorama-di...
Profile Image for Virginia Pavone.
50 reviews10 followers
July 25, 2017
3.50.
Il romanzo scritto da Tommaso Pincio, pseudonimo che Marco Calapietro si è affibbiato, traducendo in italiano Thomas Pyncion, ha come protagonista un lettore chiamato Ottavio Tondi, come me e come voi, che dopo un'avvenimento traumatico, non legge più e si approccia al social Panorama. L'epoca d'ambientazione romana non é esplicitata, ma si può intuire che si tratti di un presente con alcuni elementi apocalittici, dove le librerie scompaiono: in effetti è vero che al giorno d'oggi gli italiani non leggono, ma non esageriamo. Comunque, oltre alla divagazione, ritengo che il romanzo sia una buona rappresentazione della realtàcon molti richiami a autori italiani contemporanei e persino a teorie sociologiche (Marco deve aver letto Bauman e McLuhan, troppe strizzatine d'occhio).

Ma...c'è un grosso MA (ancora); ho trovato lo stile di scrittura, troppo artificioso e carico, come se l'autore volesse strafare. Capisco che da scrittore ormai "navigato" abbia osato nel tentativo di esaltare il divario tra protagonista e realtà, tra vecchio e nuovo, ma anche qui, non esageriamo, perchè risulta fin troppo evidente, che la scrittura non calza alla narrazione. Il troppo stroppia, insomma.
Profile Image for beesp.
386 reviews48 followers
July 6, 2019
Sono sempre stata attratta da questo libro, da quando ascoltai Ilenia Zodiaco parlarne. Vi dico subito che più che un’impressione da fine dei giorni, troverete un senso di nostalgico lasciarsi andare. Se conoscete l’argomento del libro, non aspettatevi un’Apocalisse, ma una fine lenta e grottesca.
“Panorama” è un libro pubblicato 4 anni fa, che oggi suona più vero di quanto probabilmente sembrava all’epoca. Il protagonista è Ottavio Tondi, un lettore puro, che non vorrebbe passare il suo tempo a fare altro e che non ha alcun’altra aspirazione oltre quella di leggere i suoi libri. Diciamo che in una prospettiva filosofica, Ottavio Tondi è l’Idea platonica del lettore. Ora, come per la storia di qualsiasi lettore con la testa tra le nuvole, il nostro lettore anche in questo caso deve scontrarsi col mondo esterno. Soltanto che il mondo esterno - in particolare l’Italia - è sottoposto a un graduale mutamento sociale, per cui scompaiono i libri, le librerie, i lettori, le case editrici, e rimane un furore, un’aggressività, che si accompagnano a un uso smodato dei social network. Il ruolo di Ottavio Tondi quindi cessa di essere e si trova a vivere in un mondo in cui, oltre ad essere inutile, risulta ingombrante e di peso.
Questa, per sommi capi, la storia di “Panorama”. Ma è soprattutto un romanzo sull’amore per i libri - e questo era inevitabile. E la collocazione che i libri hanno nella nostra societ��. Perché a una società che si fa aggressiva, violenta, autoritaria si accompagna lo scredito della cultura, dei libri, degli intellettuali, dei “professoroni”? Qualcuno dice che sia perché un popolo ignorante è più facile da manipolare. Ed è vero in parte. Perché un popolo misero, senza possibilità, senza mezzi per andare avanti, disperato, è quello un popolo che è facile manipolare. Io credo che i libri e la cultura, più che la capacità del discernimento, acuiscano la capacità di provare empatia, ed è questo ciò che va soppresso in un tempo di crudeltà. Infatti, in “Panorama” i prodromi della rivoluzione anti-letteraria sono le parole futilmente maligne di una opinionista che odia la lettura.
Profile Image for Marcello S.
647 reviews291 followers
February 11, 2016
L'ho finito da 10 giorni e ancora non ho idea di cosa scrivere.
In linea di massima non è un bene.
Forse speravo in qualcosa di più. [65/100]
Profile Image for Fede La Lettrice.
836 reviews86 followers
February 25, 2016
"Ottavio Tondi era un lettore puro, non sfiorato da alcuna ambizione letteraria. La tentazione di sconfinare, di passare dall'altra parte, fosse solo per sfizio, per il gusto di provare, non lo riguardò. Rivendicava con orgoglio di non aver mai scritto nulla."
Ottavio Tondi ama leggere, esclusivamente leggere, tanto che la sua passione, grazie a un'intervista sul giornale più importante d'Italia e a fortunate concatenazioni di eventi, diventa un mestiere a tutti gli effetti e il nostro diventa addirittura famoso tanto da iniziare un tour di 'spettacoli' in cui passa ore, davanti a un pubblico in silenziosa e devota ammirazione, a leggere tra sé e sé come farebbe sul divano di casa propria; la notorietà che raggiunge è inaspettata e sorprendente in "un paese dove nessuno leggeva benché fosse da tutti avere un romanzo nel cassetto."
Le cose precipitano dopo una notte di violenza e dolore e Tondi non sarà mai più quello di prima tanto che la lettura, non solo non lo interesserà più, ma arriverà addirittura a terrorizzarlo e nausearlo. Scopre in questo periodo Panorama, un social network simile a Facebook ma nella sua versione distopica, e vi si iscrive firmando la sua condanna.
Un romanzo denso sia di significati che di bella letteratura, le citazioni da poter estrapolare sono innumerevoli e Pincio oscilla continuamente tra l'ironico e il noir regalandoci un libro affascinante, profondo, da divorare.
Viene da chiedersi se la strada che la società ha imboccato porti esattamente dove questa vorrebbe andare.

Panorama
Tommaso Pincio
Editore: NNE
Pag: 199
Voto: 5/5
Profile Image for Pino Sabatelli.
594 reviews67 followers
September 11, 2017
Un libro davvero bello, originale e interessante, dallo stile asciutto, di levigata eleganza.
Una dichiarazione d’amore per i libri, anzi per la lettura, intesa come desiderio fine a se stesso, che non cerca “risposte o consolazione”, in cui l’atto e il piacere che ne deriva sono consunstanziati, espressione di un viaggio immobile nella miriade di mondi e di vite che, senza i libri, non riusciremmo a vedere né a vivere.
Molti gli spunti di riflessione, anche se spesso solo accennati, probabilmente perché, come l’Autore dichiara nella nota alla fine del libro, questo è solo il prologo di un “testo più vasto e in divenire”: testo di cui si resta in trepida attesa.
Profile Image for Cristiano Pala.
146 reviews4 followers
February 27, 2021
Flasback 2016:
Aggiunsi questo romanzo al carrello IBS quasi per caso, non tanto perché lo desiderassi, ma perché volevo un altro libro per arrivare alla cifra necessaria per non pagare le spese di spedizione (perché pagare €3.50 in più per la spedizione, quando ne puoi spendere €12, ma avere un nuovo libro?).''. Siccome da tempo ero curioso di leggere qualcosa di Tommaso Pincio, decisi che quella sarebbe stata l'occasione giusta. I libri ordinati arrivarono dopo qualche giorno, li sistemai nella libreria e, di Panorama, me ne dimenticai.
Gennaio 2021:
Cercando un nuovo libro da leggere, mi capita sotto gli occhi proprio il dorso del libro di Pincio. Non ero sicuro che fosse proprio il libro che volevo leggere in quel momento, ma lo aprì comunque e ne lessi le prime pagine.
Serendipity!
Avevo in casa un gioiellino senza saperlo.
Panorama è un piccolo ma perfetto romanzo che parla di libri, ma sopratutto di lettura.
Il protagonista, Ottavio Tondi, è il lettore perfetto.
La sua passione per i libri è smisurata e per loro è disposto persino a rinunciare alla promettente professione di commercialista a cui lo aveva indirizzato il padre. Eppure all'inizio del romanzo lo ritroviamo utente di un Social Network chiamato appunto Panorama, intento a chattare con con una strana ragazza, Ligeia Tissot, e incapace da molti anni ormai di qualunque tipo di lettura.
Che cosa lo abbia trasformato in questo modo è uno dei principali temi del libro.
Pur nella sua brevità, Panorama è ricchissimo di spunti di riflessione. Il romanzo infatti non si esaurisce nella narrazione della vita di Ottvio Tondi: parallela alla sua vicenda , scorre un fiume in piena di temi: dallo stato dell'editoria in italia, a quello della lettura, dalla crisi delle librerie ai new media, dall'egocentrismo degli autori alle microcelebrities del web. La penna di Tommaso Pincio affronta tutto questo in maniera eccellente, mantenendo un ritmo calmo e senza mai perdere il filo del discorso e avvolgendo la linea narrativa principale in un ulteriore layer: chi ci sta raccontando la storia di Tondi e perché?
Assolutamente consigliato
Profile Image for Leonardo.
24 reviews1 follower
February 8, 2025
Le parole di questo libro sono mani che ti toccano l'anima. Ti tirano pugni a casaccio di qua e di là e te non ci capisci più niente, rimani solo steso a terra come un ubriaco, confuso, sconfitto, rimani steso come rimane steso Ottavio Tondi. Le ultime due frasi di Panorama le ho chiuse in cassaforte.

Poi per ultima cosa vorrei dire grazie a te che mi hai regalato questo libricino.
Grazie
Grazie
Grazie
Profile Image for Samuele Petrangeli.
433 reviews79 followers
June 20, 2018
1 Panorama è la storia del rifiuto progressivo e totale di Ottavio Tondo nei confronti della vita. Già la sua condizione di lettore è la condizione di colui che, proprio per definizione, osserva la vita dall'esterno, o quanto meno, mediata, raccontata. Ottavio è uno di quegli inetti che tanto ricorrono nella letteratura italiana, incapaci di vivere, e consapevoli di questa loro mancanza, ma non per questo in pace. L'unico momento di appagamento, se così si può dire, è il periodo in cui a Ottavio viene riconosciuta questa sua condizione di estraneità alla vita, in cui viene osservato quasi come una bestia allo zoo. I libri, la lettura, per Ottavio non è mai qualcosa di veramente emotivo o intimo, è soltanto uno scudo, una barriera da frapporre rispetto alla vita: addirittura così necessaria da usarla anche durante il sesso. Vivere la vita senza filtri è semplicemente improponibile. La situazione, ovviamente, non può continuare così, anche solo per il semplice fatto che la vita non sente cazzi, trova sempre un modo per farsi sentire. Quindi prima ci sta l'amore - Ottavio, in fondo, è anche quel tipo di inetto che finisce con l'innamorarsi di chiunque sia gentile con lui, tanto è disabituato alla gentilezza - che polverizza le sue difese letterarie e poi l'esplicitazione della capitolazione di Ottavio alla vita con il pestaggio e la fine della sua vita da lettore. Ma questo non significa che Ottavio inizierà ad avere una vita, tutt'altro: si rinchiuderà sempre di più in un'autarchia emotiva, chiudendo fuori di sé il mondo, cercando palliativi più o meno disperati - le prostitute, prima, Panorama poi. Ma anche qua, sarebbe piuttosto ingenuo pensare che Ottavio possa essere lasciato in pace, ed è una cosa che all'uomo sfugge completamente: non importa quanto cazzo ti ci impegni per chiudere fuori tutto, non puoi riuscirci. E infatti è Ligeia ed Esquilino, l'amore e la vendetta.

2 Mi rendo conto che da questa prima parte, stia facendo un po' la figura dello stronzo. Ma Panorama è anche un racconto sulla lettura. Ed è un racconto che vivaddio non mette sul piedistallo il lettore. Abbandona la retorica del lettore come uomo illuminato, come colui che vive duemila vite anziché una sola, e bla bla bla. Cioè, sia chiaro: Pincio sta dalla parte della lettura, non gli passa minimamente per la testa di sminuirla o che, basti pensare all'aria apocalittica che si respira con l'appassimento della letteratura, con le librerie ormai scomparse e i lettori, quasi clandestini, ridotti al mercato nero. Ma è una forma di amore che non si fa accecare e che mette tranquillamente in chiaro che Ottavio, il lettore supremo, il lettore per definizione, è un disadattato, un poveraccio che nella lettura non cerca l'illuminazione o la saggezza o solo Dio sa quale valore: cerca la fuga. La fuga dalla sua vita e dalla vita in generale. Ottavio nella lettura cerca un posto sicuro in cui il massimo che gli può capitare è guardare.

3 Per questo non è troppo azzardato il passaggio che compie Ottavio dai libri a Panorama, social network che racchiude in pratica Facebook solo portando (nemmeno troppo) all'estremo le caratteristiche voyeuristiche. Ora, sinceramente non mi va molto di parlare della rappresentazione dei social network, per il semplice motivo che in fondo non è che emerga qualcosa che non è già stato detto tremila volte nei manco dieci anni che esistono - piccolo appunto, a proposito: la foga e la necessità di urlare alla rivoluzione, allo stravolgimento, alla presunta catastrofe socio-antropologica che i social network stanno abbattendo su di noi, non permettono una vera e propria analisi degna di tale nome, con una sua specifica profondità. Detto questo. Ci sta un passaggio particolarmente interessante nella descrizione di Panorama: "non era morta la letteratura, erano morti loro, i letterati. La letteratura esisteva ancora, ma in una forma nuova, non più cartacea, non più scritta per essere letta. In un certo senso era tornata all'oralità, un'oralità diversa, non più fatta di voce e per essere ascoltata, e tuttavia in grado di parlare un linguaggio dei sensi, il verbo dell'organo dominante, l'organo della vista. Le parole e le cose che vedeva scorrere su Panorama non erano forse un racconto in continuo rifacimento? In quel piacere spasmodico di osservare le vite degli altri non si realizzava forse la sua idea di letteratura, origliare e sbirciare? E quelle lotte di insulti, quello spietato denigrare, quella sete di annientare l'altro, quelle crudeltà dal sapore quasi primitivo, non erano forse una forma di epica, una nuova guerra di Troia?" Ecco, quindi, che Ottavio può continuare a leggere, a essere un lettore, permettendo al suo voyeurismo di essere soddisfatto così. D'altronde, come avverte lui stesso nelle prime pagine, non ci sta una vera e propria differenza fra un personaggio letterario e una persona reale, morta o su uno schermo. Come se non bastasse, è lo stesso Panorama, il romanzo, ad ampliare questo discorso di voyeurismo, perché in fondo cosa siamo, se non voyeur, mentre leggiamo di Ottavio e soprattutto della sua conversazione con Ligeia? Panorama, sempre il romanzo, è infatti una sorta di introduzione allo scambio epistolare fra Ottavio e Ligeia, è alla loro intimità che ci fa accedere, in un modo quasi pornografico (cioè, che promette di farci accedere, non è che poi riporti veramente le conversazioni). D'altronde, è lo stesso voyeurismo a cui si sottoponeva Ottavio con i suoi spettacoli di lettura.

4 Se Ottavio è il protagonista di Panorama, se è lui che seguiamo e tutto, è Ligeia la sua vera anima. Ligeia che Ottavio non riesce mai veramente a comprendere appieno, chiuso nel suo egocentrismo, e soprattutto capace di decifrare la realtà soltanto attraverso la lettura e i libri: Ligeia diventa, ai suoi occhi, uno scherzo, una truffa letteraria, riconducibile a Poe e al suo narcisismo (narcisismo che si rispecchia non solo nell'idea del complotto contro di lui, ma nella convinzione, tutta bambinesca, che qualsiasi donna aspetti lui per essere conquistata, che qualsiasi donna lo ami, che ciò che gli manca è soltanto la voglia di farle sue, che non averle è una sua scelta). Comunque. Ligeia è un'enigma. Ci appare soltanto fugacemente, qualche parola, qualche immagine del suo letto, per poi essere di nuovo assorbita dalla vita e dalle sue esplosioni. Ligeia che, forse, è anche una lettrice diversa da Ottavio, una che non cerca soltanto voyeurismo o fuga. Anima del libro perché nonostante Panorama sia un romanzo cupo, la storia come si diceva di un appassimento, il fuoco, la passione, la vita è tutta di Ligeia. E' il calore. E' la foto di una pancia con scritto VAFFANCULO.
Profile Image for Alessandro.
42 reviews3 followers
December 12, 2016
Letto tutto d'un fiato, in poche ore e senza essere un lettore professionista come il protagonista. Il sapore che mi ha lasciato questo romanzo romano è aspro e polveroso, come se l'autore-narratore ci avesse raccontato di temi a lui cari, ma ancora non del tutto assimilati e risolti. Ottavio Tondi, come personaggio, presenta alcune lacune inesplorate e, almeno per me, a volte rimane alieno e lontano. C'è anche molta attualità e immaginari di futuro in Panorama, sul mercato editoriale, sulle nuove tecnologie della comunicazione, sulla lettura, dipinti quasi sempre con scenari più apocalittici che integrati. Tutti temi che spesso finiscono per piegare lo sviluppo narrativo in una direzione forzata e improvvisa.
Profile Image for Simone Subliminalpop.
668 reviews52 followers
July 15, 2015
TRE STELLE E MEZZA

Un romanzo che tocca, a volte sfiorandoli appena, tanti temi, senza però dare l'impressione di lasciare indietro dei pezzi (e questo è un grande merito di Pincio e della sua scrittura). Letteratura (come mercato e, ove possibile, spettacolo, notizia), social network (una prigione nella prigione del protagonista), ma soprattutto solitudini destinate a non incontrarsi mai.

http://www.subliminalpop.com/?p=9806
55 reviews3 followers
October 6, 2015
Prima cosa letta di Tommaso Pincio. E direi prima di una serie, per tante ragioni. Sono troppo pigro per scriverle, ma già solo la descrizione delle dinamiche da social network o di personaggi come Loretta Buia (che per sapere chi è dovete leggervi il libro) valgono il prezzo di copertina, le stellette, lo spazio in libreria e la mia stima perpetua.
Profile Image for Sarah.
45 reviews114 followers
June 12, 2015
"perché alla fine questo resta di noi, l'andirivieni altrui."
Profile Image for Antonio Vena.
Author 5 books39 followers
October 3, 2015
Semplice, veloce e molto ben scritto.

Aspetto davvero un prossimo, più corposo, romanzo di Pincio
Profile Image for La Lettrice Raffinata.
698 reviews10 followers
April 17, 2023
"Passò direttamente dalla televisione, che pure conosceva per sentito dire, a Panorama; un po' come saltare dalla pittura al cinema senza transitare per la fase intermedia della fotografia"


L'IMPROBABILE TRAMONTO DELL'EDITORIA

Anni fa acquistai all'usato una copia di "Panorama" dopo averne sentito parlare per la prima (e unica) volta da un qualche bookinfluencer, che lo consigliava definendola una storia ambientata in una realtà distopica non troppo lontana dal nostro presente. Il mese che ho scelto di dedicare a questo genere letterario mi sembrava quindi il momento perfetto per recuperarlo; a conti fatti, potevo tranquillamente scegliere un qualunque altro momento, perché qui di distopia ce n'è ben poca.

La storia viene narrata da un anonimo scrittore che, anni prima, è stato additato come l'autore di un romanzo di grande successo; per ovviare al fraintendimento -e in mancanza della vera penna dietro al volume in questione-, l'editore suggerisce di spostare l'attenzione mediatica su Ottavio Tondi, ossia il lettore che ha scovato il manoscritto e l'ha portato alla pubblicazione per merito della sua insistenza. Il punto di vista ci porta in realtà in un futuro prossimo in cui il narratore racconta per sommi capi la vita di Ottavio, fino al crollo che l'ha portato a seguire ossessivamente una certa Ligeia Tissot sul popolare social Panorama.

L'idea alla base di questo social network è uno dei punti di forza di questo titolo: pur non essendo nulla di totalmente inedito -in particolare per le regole restrittive che gli utenti sono costretti a sottoscrivere-, Panorama risulta una buona metafora di una certa fascia della società occidentale contemporanea: pronta all'aggressività e desiderosa di mettere in mostra la propria quotidianità online, come dei carcerati volontari.

Tra gli aspetti più riusciti del volume rientrano anche i tanti riferimenti al mondo della letteratura e dell'editoria che, ad un lettore appassionato soprattutto ai grandi classici, faranno sicuramente piacere. Per quanto mi riguarda, ho apprezzato lo stile molto curato e ricco di citazioni di Pincio, e forse proprio questo ha reso ancor più fastidiosi i lati negativi della lettura.

In primis mi ha deluso la scelta di accantonare Panorama per la maggior parte del volume: avrei voluto venisse dedicato più spazio a questo social, che mi è sembrato un po' sacrificato in favore della storia di Ottavio. Onestamente ho trovato poi confuso il vicino futuro immaginato dall'autore, motivo per cui non saprei dire se si possa categorizzarlo come distopico, anche solo in parte; è probabile che lo stesso Pincio non volesse fornire un quadro completo, ma così non si riesce a spiegare come l'editoria sia scomparsa.

L'elemento che meno mi è piaciuto riguarda però i personaggi; in particolare, il modo in cui vengono descritti i caratteri femminili è a dir poco svilente: nel mondo immaginato da Pincio ci sono soltanto donne stronze e prostitute, e nessuna di loro è meritevole un briciolo di rispetto logicamente. Ancor peggiore è la caratterizzazione di Ottavio, un protagonista decisamente spiacevole nei suoi comportamenti e nelle sue opinioni (per quanto soltanto immaginate dal narratore), motivo per cui non è riuscito proprio ad ispirarmi compassione. Diciamo che questo volume rientra nei fin troppi casi in cui ho desiderato ardentemente un protagonista diverso, perché la penna di Pincio mi è sembrata davvero sprecata su un individuo simile.
Profile Image for Ele Dalmonte.
191 reviews22 followers
August 19, 2017
Sommamente detestabile per lo più, causa supponenza dell'Autore, che è poi quella stessa di tutta la "cricca" di scrittori più o meno noti che si autoincensano a colpi di articoletti, tweet e vacue sagacità su Facebook (molti dei quali sono non a caso citati nel libro): un mondo che, francamente, mi nausea.

L'originalità di certe trovate, che pure riconosco, per me affonda e si perde in quella piccinissima palude.
Profile Image for Luca.
29 reviews9 followers
March 25, 2019
Sviluppo a incastri narrativi e meta-narrativi ormai ampiamente cari a certa letteratura post-modernista, che risulta però essere gioco non fine a se stesso ma più che funzionale riflessione e auto-riflessione sullo stato attuale della letteratura, vista sia da un lato del libro, come scrittore (il narratore), che dall'altro, in quanto lettore (Ottavio Tondi, il protagonista). Riflessione veloce e non approfondita, si tratta pur sempre di un romanzo di nemmeno 200 pagine, ma certo non manca di acume. E, sopratutto, nel discorso si inserisce anche l'aspetto più espressamente moderno dei social network, in una maniera magari anche critica senza però essere pedante.
In mezzo a tutto ciò poi c'è una storia d'amore che forse può non convincere del tutto, un po' più debole del resto, ma è comunque ben integrata e ha il suo perché nel meccanismo generale.
Profile Image for Daniele De Bartolo.
54 reviews3 followers
July 24, 2024
Avevo alte aspettative su questo libro che non sono state soddisfatte. È un bel libro ma mi aspettavo un capolavoro
Profile Image for chiara.
153 reviews1 follower
September 25, 2025
non temete scriverò lunghe pagine su questo libro tornerò
Profile Image for Umberto Rossi.
Author 22 books43 followers
February 7, 2016
Ieri vado a un concerto di musica antica, sicut meus est mos. Siccome non ho comprato il biglietto in prevendita, devo stare lì un'ora prima del concerto. Acquistato il biglietto, mi resta un'ora prima che facciano entrare nella sala. Proprio per questo mi sono portato il Kindle. Lo apro e mi salta agli occhi Panorama, di Tommaso Pincio. Non so come, non so perché, attacco a leggere e - a differenza degli altri due romanzi di Pincio che ho letto, Cinacittà e Lo spazio sfinito - volo. Quando il pubblico viene fatto entrare interrompo la lettura, ma appena seduto al mio posto ricomincio. Voglio sapere cosa succede a Tondi e come mai si è ficcato in questa situazione. Inizia il concerto e devo smettere, con rammarico. Nell'intervallo mi rimetto a leggere. Dopo il concerto torno a casa e continuo. Alla fine arrivo a più della metà prima di mezzanotte.
Pincio ha scritto un romanzo che leggo con gusto. Un romanzo che non mi spinge a dire "ma, però, ma insomma". Un romanzo che divoro. E il giorno dopo lo finisco.
Ecco, mi sembrava importante registrare queste mie impressioni di lettura. Proprio perché una cosa del genere coi suoi precedenti romanzi non m'era successa, e alla fine m'avevano lasciato insoddisfatto. In questo caso invece no; Panorama mi ha accontentato. Per quanto, va detto, sia un romanzo amaro, per quanto il suo personaggio sia uno sfigato come gli altri dei suoi romanzi che avevo letto in precedenza. Ma questo non è uno sfigato di maniera. E l'idea di concentrare la sua storia su qualcosa che Pincio conosce bene, libri, lettura, editoria, critica, scrittura, dà a Panorama una consistenza, una solidità, che i precedenti non avevano.
Inoltre, sembra qui che l'autore abbia trovato la sua voce giusta. Non è solo una storia ben costruita, è scritta bene. E' scritta meglio.
E poi, questo mondo, questa Roma senza libri, dove non ci sono più librerie e non c'è neanche Amazon, dove la gente semplicemente non legge più, dove restano solo i social (ché questo è Panorama, non il settimanale), è tutto sommato un mondo fantascientifico, distopico; ma lo è in modo più convincente, più solido, più reale (anche se non realistico) della Roma invasa dai cinesi in Cinacittà. Qui Pincio sembra essersi ricordato delle sue letture di fantascienza; e da un lato ricorda un po' l'Avoledo de L'anno dei dodici inverni, un po' il Lethem di Chronic City, ma dando una torsione tutta sua ai temi che condivide con gli altri due scrittori - nel primo caso l'uomo che diventa una celebrità quasi accidentalmente, nel secondo caso un amor de lonh dove la tecnologia separa irreparabilmente.
Insomma, stavolta Pincio mi ha convinto.
E può darsi che a questo punto possa fare ancora di più.
Profile Image for Delia Cabrelli.
3 reviews2 followers
January 31, 2016
Tommaso Pincio critica e definisce quelli che sono gli sviluppi, i mostri e le creature del mondo dei social, finalmente senza uno sguardo demonizzante ma, piuttosto, alla luce di un'analisi delle trasformazioni che la letteratura ha subito nel tempo, nei suoi ruoli e nei suoi scopi. Una profonda critica alla vacuità della moda del leggere, fine a sé stessa, al vorace e onanista mondo dell'editoria che va appassendo. Ottavio Tondi è il perfetto e inerte rappresentante di questo piccolo universo in perdita, nella sua inazione, chiuso tra le sue mura coperte di libri, quasi nella ricerca irrazionale di un abbraccio che non può più essere né dato né ricevuto. Una rotondità evocativa che ci culla e il cui bisogno si riflette nelle forme architettoniche che diamo agli oggetti e alle costruzioni della nostra vita. Un cerchio in cui tutti possono osservare gli altri, nell'irrazionale pretesa di non essere visti. Perché nessuno vuole vedersi davvero per come lo vedono gli altri: solo essere visto per come egli si vede, cercando il simile, il conosciuto e trovandocisi dentro. Una scrittura curata, precisa e mai magniloquente. Pincio crea un'opera completa, (di nuovo) rotonda, sfruttando tutte le potenzialità che il suo stile gli offre. Un romanzo pieno di spunti, quasi metaletterario, a immagine e somiglianza di quella "cosa fluida" di cui lui parla, così piena e totale e, allo stesso modo, impossibile per noi da carpire in toto, impossibile da poter ammirare pienamente, come di fronte a un panorama così totale da non starci tutto, nei nostri occhi.
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