Reiko Miori, la top model numero uno del Giappone, viene trovata brutalmente assassinata nel suo appartamento di lusso. Tutte le prove conducono al dottor Sasahara, ex fidanzato della donna. Tuttavia, l’uomo si dichiara innocente e, prima di essere arrestato, affida al suo assistente, Hamano, una missione cruciale: trovare il vero assassino tra una lista di sette persone che nutrivano un profondo odio nei confronti di Reiko. L’indagine di Hamano prende una svolta sconvolgente quando, uno dopo l’altro, tutti e sette i sospettati confessano l’omicidio. Ogni confessione è dettagliata e combacia perfettamente con le prove rinvenute sulla scena del crimine… Chi è il vero assassino?
Un romanzo dal potenziale concettuale folgorante e dalla premessa irresistibile — sette persone che confessano lo stesso omicidio, ciascuna con prove e dettagli perfettamente compatibili sulla scena del crimine — che purtroppo finisce per impantanarsi nella sua stessa macchinosità. L'opera di Mikihiko Renjō brilla indubbiamente per una scrittura raffinata, sensuosa e intrisa di un'estetica decadente e suadente, capace di ammaliare il lettore con descrizioni di grande fascino psicologico ed erotico. Tuttavia, il ritmo narrativo si rivela spesso eccessivamente lento, statico e gravato da una ripetitività strutturale che soffoca la tensione e appesantisce l'indagine. Un esercizio di stile di straordinaria eleganza formale, che affascina per atmosfera e inventiva ma penalizza il coinvolgimento a causa di una progressione a tratti estenuante.
Le premesse erano davvero interessanti: sette persone confessano lo stesso omicidio, ciascuna fornendo prove e dettagli perfettamente compatibili. Purtroppo, però, la narrazione finisce per appesantirsi a causa di una costruzione piuttosto macchinosa e di un ritmo a tratti lento. Inoltre, il finale risulta abbastanza prevedibile e si intuisce troppo presto.
Una premessa intrigante, uno sviluppo che non mi ha convinta e una lettura che, troppo spesso, è diventata una prova di resistenza.
Sette persone confessano di aver ucciso Reiko Miori. Sette versioni della stessa morte, sette possibili assassini e un meccanismo che, sulla carta, avrebbe avuto davvero tutto il necessario per costruire un giallo originale e coinvolgente. Peccato che, tra la teoria e la pratica, per me qualcosa si sia perso per strada. Le prime pagine sono state una vera fatica,lente, macchinose e poco coinvolgenti. Andando avanti il ritmo migliora leggermente, ma non abbastanza da cambiare la mia impressione generale. La storia continua a non riuscire a trascinarmi e, invece di aumentare la curiosità, spesso mi ha lasciata semplicemente in attesa di andare avanti. E il problema non è la lentezza. Leggo abitualmente letteratura giapponese e sono assolutamente abituata a narrazioni più introspettive, a ritmi e a una scrittura meno immediata. Qui, però, ho percepito qualcosa di diverso, uno stile estremamente distaccato, che mi ha impedito di entrare davvero nella storia e soprattutto di affezionarmi o interessarmi ai personaggi. Li osservavo dall’esterno, senza riuscire a sentire quello che stavano vivendo. La cosa che mi dispiace maggiormente è proprio questa, perché l’idea alla base del romanzo è bella. Il gioco delle diverse confessioni, le versioni che si sovrappongono e la domanda su chi sia davvero responsabile della morte di Reiko avrebbero potuto creare una tensione psicologica notevole. Invece, per me, il meccanismo finisce per diventare più interessante sulla carta che durante la lettura. Più andavo avanti, più mi rendevo conto che non stavo leggendo con la curiosità di scoprire cosa sarebbe successo, ma con quella di arrivare finalmente alla spiegazione. E quando un giallo costruito su sette presunti assassini riesce a farmi pensare più volte “ok, ma quando finisce?”, significa che qualcosa non ha funzionato. Anche la costruzione dei personaggi, che dovrebbe essere fondamentale per comprendere le loro motivazioni, non è riuscita a coinvolgermi. Le loro confessioni aggiungono tasselli al quadro, ma non sono riuscite a creare quella tensione crescente che mi aspettavo. Alla fine, quello che mi rimane è soprattutto la sensazione di un’occasione sprecata. Perché l’idea c’era. Ed era anche una bella idea. È stato il modo in cui è stata sviluppata a non convincermi. Non è quindi un libro che boccio perché lento o perché appartiene alla letteratura giapponese — sarebbe una critica troppo semplicistica e, soprattutto, non corrisponderebbe ai miei gusti di lettura. Lo boccio perché, nonostante una premessa interessante, non è mai riuscito a farmi sentire davvero dentro la storia. E dopo più di 300 pagine, purtroppo, per me pesa parecchio.
4,5 stelline. Poiché è raro trovare thriller dalla sinossi così originale e intrigante, vanno letti, punto e basta. La soluzione al mistero non viene fornita sino agli ultimi capitoli, per cui la narrazione tiene davvero incollati fino alla fine, incapaci di formulare la benché minima ipotesi sulla reale identità dell'assassino (o degli assassini?) di Reiko Miori. Ciò che invece è palese è l'odio della protagonista nei confronti di coloro ai quali ha venduto il proprio corpo e la propria anima pur di entrare nel mondo della moda. Come ripete più volte, d'altronde, lei è "morta dentro" molto prima del suo omicidio... Se avessi potuto modificare soltanto una cosa di questo romanzo, avrei sicuramente dedicato un approfondimento maggiore ai sospettati. Ad alcuni di essi viene infatti riservato un trattamento alquanto superficiale, di modo che non riescano a restare particolarmente impressi nella memoria del lettore. Ciò nonostante, persino così, il senso di colpa che li divorava è riuscito a insinuarsi in me, insieme a una crescente perplessità di fronte all'inspiegabilità degli eventi. Semplicemente agghiacciante.
Cose che mi sono piaciute: i 7 assassini, il rapporto tra Reiko e i suoi assassini, il rapporto con la sosia, la complicità del medico
Cose che NON mi sono piaciute: Reiko sarebbe morta in ogni caso, il medico che ne uccide 3 su 7 lasciandoci col dubbio, usare la sosia solleva domande e complicazioni che sono spiegate in modo poco credibile, eccessivamente lento in alcuni passaggi (vedi il primo capitolo)
Libro intrattenente almeno fino a 3/4 poi sono andata avanti solo per la speranza di un finale migliore
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Molto carino! Devo ammettere un pochino contorto, non so se sia dovuto ai nomi o alla storia che si accalca un pochino su se stessa. A tratti devi tornare indietro per esser sicura di capire bene e credo sia dovuto ad una scrittura non sempre ugualmente scorrevole, non complicata.. solo a tratti non chiara. Detto ciò molto carino, avrei dovuto prenderlo più sul serio dall'inizio, effettivamente arrivata a pagina 100 ho avuto dei dubbi e mi sono riletta le prime 50 pagine e tutto si è chiarito davvero più facilmente, i primi capitoli sono abbastanza rivelatori.. Mi turba solo un pochino quando vengono dette "bugie" al lettore.. ma leggendolo tutto d'un fiato va bene, se avessi fatto più pausa nei giorni non avrei seguito bene il filo xD
An ok read. The first chapter was absolutely dreadful, and I nearly decided to stop reading the book altogether. Ultimately decided to push through and it was alright, though a little predictable. I don’t know if it’s because of the translation, but a lot of prose felt quite clunky, especially the first chapter (but that might just be because Reiko’s POV was insufferable). The plot twists were alright, overall this entire read was just aggressively ok.
La trama era molto bella, ma secondo me ciò che mi ha rallentata un po' è lo stile, a tratti leggermente pesante. Ho adorato come si è incastrato tutto, anche se seguire le ultime pagine è stata dura.
Una grandissima delusione. L'ho trovato confusionario con un finale senza senso. Non c'e' mistero e manca proprio una motivazione sensata. Non si empatizza con nessuno se non con forse un piccolissimo personaggio marginale.
Un bel giallo in stile giapponese. Forse la soluzione è un po' fantasiosa e l'ultima parte un lungo spiegone che si poteva tagliare. Resta però una buona lettura di intrattenimento.
Una modella con una storia triste alle spalle decide di vendicarsi con le 7 persone che le hanno rovinato la vita inscenando 7 omicidi. Libro banale e poco avvincente
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