« Avevo scelto l'arma: il rasoio.
Per le vie, nel mio studio, a letto accanto a lei fingendo di dormire profondamente, io
assalivo l'odiato, gli sprofondavo nel
collo l'affilata lama del rasoio che doveva recidergli la carotide con tale rapidità da non fargli quasi accorgere di morire; e sentivo su la mano convulsa il caldo schizzo del sangue.
Ho assaporato, per due lunghi mesi, dieci, venti volte al giorno, questa feroce gioia assassina; ho assistito dieci, venti volte al giorno, al tetro immaginario spettacolo di quella morte.
Potrei dire di avere commesso non uno ma
cento assassini, giacché di quelle ognuna
ossessionanti rappresentazioni era una
variante sempre più perfezionata, sempre più efficace della precedente.
Per la pace del mio spirito, per la giustizia ideale ho voluto far questo: giudicarmi
e condannarmi con la stessa imparzialità e serenità con che avrei giudicato qualunque persona accusata del mio stesso delitto.
Domani l'altro partirò pel luogo da me scelto ad espiarvi la pena. La mia prigionia non differirà in niente da quella legale. Sarà dura, inesorabile, ed io diverrò tra pochi giorni il carceriere di me stesso.»
3 ⭐️ Una serie di racconti alcuni più carini di altri.