What do you think?


Quanto splende questo nero
«Abbiamo bisogno di libri come Quanto splende questo nero. Perché con umanità, senza giudizi né spiegazioni, riscatta due vite meravigliose e dimenticate. Amerighi è uno scrittore di grande talento e questo romanzo è la sua scommessa più riuscita.»
Emanuele Trevi
«Con una lingua ricca e sorprendente, Amerighi ci trascina in una storia di anarchici, scoperte, avventure il pittore Viani e il suo collezionista balzano fuori dalla pagina, protagonisti insieme di un grande quadro scatenato e splendente.»
Silvia Ballestra
«Ci volevano la dedizione, la sensibilità e la lingua di Marco Amerighi per provare a inseguire e riuscire a ritrarre il fantasma inafferrabile di Lorenzo Viani.»
Dario Ferrari
«"Quanto splende questo nero" è un romanzo generoso e appassionante, ma è ancor più una dichiarazione di stile. Amerighi rinverdisce la tradizione toscana novecentesca, riempiendola di nuova ciò che mancava al paesaggio linguistico odierno, e che ora c'è.»
Giorgio Fontana
Quando Lorenzo Viani nasce, la sera di Ognissanti del 1882 in una casetta di pescatori di Viareggio battuta dal libeccio, nessuno immagina che possa essere un artista. Né sua madre Emilia, «la Madonna dai denti sfinestrati», né suo padre Rinaldo, che ha lasciato la libertà del pastore per uno stipendio da servo nella Villa Reale dei Borbone. Eppure, quel bambino dalla chioma leonina diventerà il primo pittore espressionista d’ «un Munch, senza conoscere Munch».
È nato per dipingere, Lorenzo, e lo fa ovunque. Sul bancone della bottega da barbiere dove lavora. Sul lungosenna di Parigi e nelle trincee della Prima guerra mondiale. Nelle colline dell’esilio, tra le braccia della sua Giulia, l’unica che capisce il dramma di quel giovane in lotta tra il desiderio di essere unico e inclassificabile e quello di essere amato come gli altri. Per quanto si impegni però, Lorenzo non vende un quadro, perché si ostina a ritrarre i poveri e i vagabondi e a dipingerli solo di nero.
Novant’anni dopo, nella stessa città, un uomo di nome Enrico, scortato da un cane e una nipotina vestita da principessa, gira alla ricerca delle opere di Viani. Non è un critico d’arte né un mercante. Ma da quando lo ha scoperto si è messo in testa di preservarne la memoria, senza rendersi conto che l’amore per quel «fratello d’anima» dimenticato da tutti lo sta condannando allo stesso destino.
Con il talento narrativo conosciuto in Randagi, lo stile di un classico e una trama che impasta passato e presente, Quanto splende questo nero è l’affresco di un secolo e di una città. Un romanzo libero ed entusiasmante, che è anche un atto d’amore verso la quella che riporta a galla chi è naufragato e trasforma i luoghi più bui in un’esplosione di splendore.
Emanuele Trevi
«Con una lingua ricca e sorprendente, Amerighi ci trascina in una storia di anarchici, scoperte, avventure il pittore Viani e il suo collezionista balzano fuori dalla pagina, protagonisti insieme di un grande quadro scatenato e splendente.»
Silvia Ballestra
«Ci volevano la dedizione, la sensibilità e la lingua di Marco Amerighi per provare a inseguire e riuscire a ritrarre il fantasma inafferrabile di Lorenzo Viani.»
Dario Ferrari
«"Quanto splende questo nero" è un romanzo generoso e appassionante, ma è ancor più una dichiarazione di stile. Amerighi rinverdisce la tradizione toscana novecentesca, riempiendola di nuova ciò che mancava al paesaggio linguistico odierno, e che ora c'è.»
Giorgio Fontana
Quando Lorenzo Viani nasce, la sera di Ognissanti del 1882 in una casetta di pescatori di Viareggio battuta dal libeccio, nessuno immagina che possa essere un artista. Né sua madre Emilia, «la Madonna dai denti sfinestrati», né suo padre Rinaldo, che ha lasciato la libertà del pastore per uno stipendio da servo nella Villa Reale dei Borbone. Eppure, quel bambino dalla chioma leonina diventerà il primo pittore espressionista d’ «un Munch, senza conoscere Munch».
È nato per dipingere, Lorenzo, e lo fa ovunque. Sul bancone della bottega da barbiere dove lavora. Sul lungosenna di Parigi e nelle trincee della Prima guerra mondiale. Nelle colline dell’esilio, tra le braccia della sua Giulia, l’unica che capisce il dramma di quel giovane in lotta tra il desiderio di essere unico e inclassificabile e quello di essere amato come gli altri. Per quanto si impegni però, Lorenzo non vende un quadro, perché si ostina a ritrarre i poveri e i vagabondi e a dipingerli solo di nero.
Novant’anni dopo, nella stessa città, un uomo di nome Enrico, scortato da un cane e una nipotina vestita da principessa, gira alla ricerca delle opere di Viani. Non è un critico d’arte né un mercante. Ma da quando lo ha scoperto si è messo in testa di preservarne la memoria, senza rendersi conto che l’amore per quel «fratello d’anima» dimenticato da tutti lo sta condannando allo stesso destino.
Con il talento narrativo conosciuto in Randagi, lo stile di un classico e una trama che impasta passato e presente, Quanto splende questo nero è l’affresco di un secolo e di una città. Un romanzo libero ed entusiasmante, che è anche un atto d’amore verso la quella che riporta a galla chi è naufragato e trasforma i luoghi più bui in un’esplosione di splendore.
324 pages, Kindle Edition
Published August 25, 2026
Ratings & Reviews
Friends & Following
Create a free account to discover what your friends think of this book!
Community Reviews
Displaying 1 - 1 of 1 review
Want to Read
September 2, 2026Incipit
Ho sempre creduto che la giovinezza mi avrebbe svelato chi ero, la direzione da prendere, il senso profondo delle cose.
Continua su IncipitMania
Ho sempre creduto che la giovinezza mi avrebbe svelato chi ero, la direzione da prendere, il senso profondo delle cose.
Continua su IncipitMania
Displaying 1 - 1 of 1 review


