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Giorni futuri

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Dopo dieci anni passati in giro per il mondo a costruire una carriera accademica che non la soddisfa, Irene torna a Torino e non riconosce più nulla. Nei giorni galleggianti delle vacanze natalizie prova a innamorarsi, va alle feste degli ex compagni di liceo e si intrufola nella quotidianità di chi è rimasto, cercando di riallacciarsi alla sua vita di prima e di prendere le misure alla malattia della madre. Ma quella vita sembra sfocata senza Ottavia. Tra di loro è successo qualcosa per cui non si parlano da due anni - anche se forse sarebbe più onesto dire che Ottavia non le risponde più. E Irene non può far altro che spiarla attraverso i social, seguendo i suoi popolarissimi canali dove carica meditazioni ed esercizi di yoga. Che fine hanno fatto Irene e Ottavia? Alternando i loro punti di vista, muovendosi avanti e indietro per l'Europa e spostandosi lungo un arco temporale di vent'anni, Giorni futuri tiene insieme molte questioni centrali del il precariato culturale e la pressione performativa, i ritorni e le partenze degli expat, il tentativo di costruire nuove forme di famiglia, il rapporto genitori-figli dalla prospettiva di una generazione che fatica a pensarsi adulta. Gabriella Dal Lago ha scritto un romanzo di relazioni che funziona come un romanzo di trama, la storia di un'amicizia che si sfilaccia e si riacciuffa, e che nel tempo, per non morire, fa quello che di solito le amicizie non riescono a fare si trasforma.

«Gabriella Dal Lago ha un dono per la scrittura riesce a essere precisa e al contempo appassionante, a rendere ogni minima descrizione, ogni emozione dei personaggi una piccola epifania. Nella sua voce si sente il gusto del narrare e la curiosità intellettuale dei grandi scrittori, quelli che sanno che inventare una storia è un modo di renderla persino più vera».
Vincenzo Latronico

«Un racconto vibrante sulla complessità dell'amicizia tra donne e sull'impossibilità di diventare davvero adulti. Gabriella Dal Lago è una scrittrice sia coraggiosa che giocosa, sia ambiziosa che empatica».
Naoise Dolan

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Published July 8, 2026

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Gabriella Dal Lago

5 books13 followers

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49 (8%)
1 star
6 (<1%)
Displaying 1 - 30 of 70 reviews
Profile Image for Grazia.
534 reviews239 followers
June 6, 2026
Quando la forma non è sostanza.

La prima parte di Giorni Futuri mi aveva convinta. Gabriella del Lago sa scrivere — questo è innegabile — e nelle prime pagine si respira qualcosa che ricorda una Sally Rooney italiana: relazioni cariche di sottotesto, una protagonista femminile contemporanea, un'atmosfera densa e riconoscibile.

Poi qualcosa si rompe.

Dalla seconda parte in poi il libro rivela un problema strutturale che va oltre l'esecuzione: è una questione di visione. Del Lago accumula temi — il rapporto di Irene con la madre, il ménage à trois con Pietro, la vita dell'amica Otti a Rotterdam — senza mai abitarli davvero. Ogni spunto viene evocato perché suona letterario e contemporaneo, poi abbandonato. Il risultato è una vetrina: tutto è esibito, niente è approfondito.

Il difetto più grave è Irene stessa, protagonista irrisolta non nel senso fertile dell'ambiguità, ma nel senso di incompiuta. Senza un centro emotivo solido, anche le situazioni più promettenti restano decorative.

La qualità della scrittura non basta quando manca l'architettura narrativa. E proprio perché il talento c'è, la delusione è più acuta.
Profile Image for Matilde.
3 reviews1 follower
June 3, 2026
Peak Millenial Experience: sradicarsi, perdersi, usare ancora il termine hipster
Profile Image for Ameadaeos.
16 reviews
August 19, 2026
Di tutte le ragioni per cui tra le pagine di Giorni futuri si sente vibrare la contemporaneità, prima di qualsiasi somiglianza con i romanzi di Rooney e dell'uso di una lingua viva, c'è per me il fatto che tratteggi le vite delle due protagoniste con la stessa inevitabile inafferrabilità con cui nel nostro quotidiano tentiamo di tenere insieme i pezzi delle vite degli altri, di cui raccimoliamo frammenti qua e là – dai post e dalle storie sui social o con dello small talk alle feste, giusto per aggiornarsi a vicenda. Di Irene e Ottavia, infatti, come di chissà quante persone che abbiamo conosciuto nella vita, non avremo mai un'immagine definita, perché è così che succede; anche una volta terminato il libro, rimane la sensazione di aver origliato la loro storia, come al di là di una porta, magari la porta di un bagno davanti alla quale stiamo facendo la coda, come capita a Irene quando incontra Pietro. Ps. Per chi abita a Torino, Giorni futuri risulta ancora più vivido.
Profile Image for Laura Gotti.
682 reviews592 followers
June 26, 2026
Peccato perché sarebbe una che scrive bene. Ma.

Ma i personaggi sono tutti insopportabili, insipidi e finti.
Ma la trama, nella seconda parte, fa acqua da tutte le parti.
Ma i temi inseriti sono TUTTI quelli che vanno di moda tra i millenial, quindi abbiamo fatto l'elenco e non ne abbiamo approfondito uno.
Ma è tutto così superficiale.
Profile Image for Fraaasa.
122 reviews6 followers
September 8, 2026
Lo sguardo di Gabriella Dal Lago sulla generazione dei trentenni è lucido e quasi iperrealistico, capace di inserire con naturalezza quei dettagli "più veri del vero" che contemporaneamente fanno sorridere il lettore e ricostruiscono un'ambientazione (sociale, culturale e temporale) quasi tangibile.
Ma è soprattutto il tema centrale a cogliere nel segno del vissuto corrente di una generazione: una volta passata l'adolescenza e la prossimità geografica forzata, che cosa ce ne facciamo di quelle amicizie che credevamo insostituibili e che ora non riconosciamo nemmeno più, per la distanza che i diversi percorsi di vita ha creato tra noi e loro? Sono bagagli emotivi così pesanti da risultare quasi fisici, specie quando si ritorna - per le feste, o per mesi - nel luogo dove si è cresciuti.
Dal Lago incrocia le acute riflessioni su questi aspetti a punti di vista diversi e non sempre affidabili e alla consapevolezza che sì, le storie delle nostre amicizie ce le raccontiamo sempre un po' come ci pare, e piccoli gesti o screzi diventano crepe molto più grandi del previsto. Il risultato è un romanzo tutt'altro che scontato, in un certo senso amaro perché schietto e profondo, e sempre godibile.
Profile Image for Mattia.
5 reviews2 followers
Read
June 5, 2026
Che bellezza ritrovare Torino in un libro
Profile Image for Giulia.
22 reviews
July 6, 2026
Durante la lettura di questo romanzo, mi sono sentita un po’ Irene, a volte Otti, perfino Pietro. Allo stesso tempo, in loro, ci ho rivisto pure le mie amiche d’infanzia e i miei rapporti con loro. Ho sospirato e un pò piagnucolato all’idea delle “pelli” cambiate finora e di quelle che continueremo a cambiare; ma forse, quello che mi ha sconquassato è l’arida consapevolezza di non riuscire a vivere a pieno la pelle indossata ora, nel presente, presa a capire quale piano sarà da attuare nei giorni futuri. Mi taglio i capelli, oggi? Chissà se poi mi annoieranno in futuro?
Forse me li devo tagliare.
Profile Image for camilla.
20 reviews3 followers
July 15, 2026
Allora, peccato. Avevo alte aspettative e speravo in un romanzo alla Sally Rooney però italiano.

La prima parte mi ha convinto sicuramente più della seconda ma complessivamente ci sono una serie di difetti che penalizzano molto il libro.

In primis, la quantità di temi che vengono messi sul piatto qua e là per poi, raramente, essere sviluppati a dovere. Lo sradicamento, la precarietà materiale e relazionale, le relazioni e rapporti di genere all’alba della quarta ondata del femminismo, le amicizie femminili, il senso di inadeguatezza, la crisi di prospettive di un’intera generazione etc: tutto giusto, tutto effettivamente contemporaneo. Di queste intuizioni sicuramente va riconosciuto il merito, perché - come ha detto la stessa scrittrice in una qualche intervista - è vero che raccontare questo tipo di esperienze, oggi, è probabilmente “dovere di realismo”. Ma le buone intuizioni, suppongo, non sono sufficienti se poi manca un’architettura narrativa e dei personaggi in grado effettivamente di sostenerle; pena il rischio di risultare didascalici e anche un po’ ruffiani (troppe reference a musica film e cultura pop fini a se stesse. Ad un certo punto ho proprio pensato: ci manca solo che nomini Cosmo. Letteralmente nella pagina successiva…..).

Detto ciò, che cosa ho apprezzato invece.
Sicuramente la scrittura, salvo qualche abuso dell’impiego metaforico del verbo “abitare” (vi prego basta). Ho apprezzato anche il modo in cui sono state inserite le chat di whatsapp nel corpo di testo, operazione non scontata e non affatto semplice da un punto di vista formale (rischio di cringe altissimo per fortuna scongiurato). Ho apprezzato il tentativo (per quanto non sempre riuscitissimo) di rendere il romanzo corale cambiando spesso il pov e incastrando la voce di ogni personaggio nel non detto degli altri. Grazie per non averci propinato l’ennesimo diario dei tempi dell’università un po’ risistemato, spacciato per romanzo-autobiografico-contemporaneo-introspettivo- scritto in prima persona.

Ad ogni modo, resto curiosa di seguire il lavoro di questa scrittrice che, con tutti i suoi limiti, mi pare rimanere un unicum nel panorama italiano contemporaneo.
22 reviews
August 8, 2026
Una prosa, a mio parere, veramente notevole.
Storia molto carina, con alcuni picchi, in cui mi sono molto rivista.
Nella seconda parte, avrei voluto che alcune tematiche (moltissime!) venissero meglio definite, forse lasciate meno sfumate. Tuttavia, lo sfumare della struttura sembra combaciare con la nuova consapevolezza di una delle protagoniste, quindi bene così.
Leggerò sicuramente altro di questa scrittrice!
Profile Image for Jacopo Calzi.
27 reviews
Read
August 30, 2026
Non ho neanche fatto in tempo a scrivere che lo stavo leggendo che l'avevo letto.
È molto bello.
Leggetelo.
Profile Image for Giulia.
15 reviews2 followers
September 15, 2026
Bello, profondo ma divertente. Perfetto se sei bloccata nella lettura.
Profile Image for La_fede_legge.
400 reviews10 followers
June 2, 2026
Irene e Ottavia sono amiche inseparabili in età adolescenziale,ma la vita,poi, ci si mette di mezzo e rovina tutto!
Ormai adulte le due ragazze hanno esistenze completamente diverse: la prima,dopo un'importante carriera ben avviata,si trova in un momento di stallo,fatto di insicurezze,indecisioni, difficoltà relazionali e sentimentali; Ottavia, la seconda, ha finalmente trovato la stabilità,la propria pace e calma interiore,dopo una vita passata a non sapere che direzione prendere e come impostare la propria esistenza.
Dopo molti anni le due decidono di rivedersi e capire cosa sia successo tra loro,cercando di riprendersi e recuperare il loro legame.
Sullo sfondo,altre situazioni irrompono nelle loro vite: il ritorno di una vecchia fiamma,la malattia della madre di Irene, l'attività professionale sui social, ecc.
'Giorni futuri' è un romanzo dolce e delicato,a tratti commovente e a tratti simpatico. Una gradevole e piacevole lettura,resa tale dalla lodevole capacità narrativa dell'autrice!
Profile Image for Alessandro.
53 reviews1 follower
September 23, 2026
La fine dei vent'anni è un po' come essere in ritardo

Forse non sono mai state in ritardo, probabilmente sono semplicemente cresciute.

A vent'anni si è stupidi davvero, quante balle si ha in testa a quell'età.
Profile Image for martaltg_.
49 reviews1 follower
July 21, 2026
un libro che è un ritratto perfetto della nostra generazione e che parla di relazioni che tutti abbiamo e in cui è impossibile non commuoversi
Profile Image for Elisa.
39 reviews8 followers
September 8, 2026

“Come se avesse temuto che un giorno, finalmente, Irene avrebbe scoperto che lei non era nient’altro che una frode, un inganno. Ecco, la contraddizione: era in questo desiderio, il desiderio di essere vista, che si annidava il terrore di essere scoperta”
(Ottavia o forse Elena Greco o forse tutte noi)

Fulcro della storia un’amicizia millenial al femminile esplorata con una scrittura introspettiva che mi ha fatto molto empatizzare con le due protagoniste, Irene e Ottavia. È sempre un piacere ritrovare storie di legami femminili declinati nelle loro varie forme: qui le protagoniste vivono quasi in simbiosi e poi d’un tratto si allontanano senza un reale perché, lasciando che la distanza, più mentale che fisica, si insui nella quotidianità e trasformi il loro rapporto.
Comprendo il paragone che ne è stato fatto con la Rooney, ma fortunatamente Irene e Ottavia trovano il modo di comunicare alla fine, perlomeno più di quanto facciano quei dannatissimi personaggi di Rooney.
L’avvio della storia mi ha subito catturata, forse la parte finale meno travolgente, in ogni caso c’è tutto quello che ci si aspetta di trovare: il disincanto, le dinamiche dei social, la precarietà del lavoro e delle relazioni, la maternità surrogata, l’abuso psicologico e la manipolazione emotiva, il lavoro digitale (tra l’altro quanto non sopporto quando i social diventano così presenti nella trama -in questo caso legati al lavoro da influencer di Ottavia- fatemi rimanere nelle campagne inglesi dell’800 pleeease). In definitiva una lettura che consiglierei, e che rientra nei miei propositi di affiancare ad altre letture sempre qualcosa di contemporaneo.

“Camminando con Irene (…) anche Ottavia vedeva per la prima volta tutto ciò che aveva sempre avuto intorno. (…) Irene allora diceva Wow e a lei venivano le lacrime agli occhi perché pensava che tutto quello era bellissimo, e come aveva fatto a non vederlo mai?Forse era questo diventare amiche: correggere una miopia che neanche si pensava di avere”

“Mi manchi anche tu” poi cancella quell’ultima parte, non perché non sia vera, ma perchè queste cose non si possono più dire, bisogna tenersele, perché arriva il momento in cui è giusto tenersi l’amore, specialmente quando è cambiato di segno, quando ha cambiato sostanza”. È una cura che gli deve: proteggerlo da quel falsa speranza, impedire che si accenda anche solo una piccola fiamma. Un esercizio di sottrazione continua, quello che fa per cercare di rendere i suoi sentimenti molto più netti e affilati di quando in realtà non siano. È la sorte che tocca a chi decide di dichiarare la fine di qualcosa, perdere il lusso del lutto.
Profile Image for Livia Hinz.
39 reviews
August 8, 2026
Il libro di Gabriella del Lago è stato spesso lodato per il fatto di rappresentare in maniera efficace la nostra - sua e mia - generazione (i.e. trentenni ancora in cerca di definizione). Ciò è vero nella misura in cui i personaggi del romanzo appartengono, appunto, a questa generazione e quindi sono segnati da una serie di temi - il precariato accademico, lo sradicamento, forme atipiche di genitorialità, l’imprenditorialità fai-da-te legata alle nuove tecnologie. Ma non ho avuto l’impressione che il romanzo mi fornisse una lente particolarmente utile o innovativa per guardare a questi temi, o all’impatto che hanno sulle persone. In definitiva, il tema centrale del romanzo è intimista, ossia la trasformazione di un’amicizia adolescenziale. Non mi pare però che questo tema fornisca una chiave per comprendere dinamiche di portata generazionale.
Profile Image for Teresa David.
59 reviews2 followers
July 31, 2026
Man mano che leggevo la lettura si appesantiva, mi annoiava un poco sempre più e alla fine la rottura del rapporto tra le due amiche, il nucleo centrale di tutto il libro, SPOILER non viene neanche spiegata e delineata come speravo. Mi aspettavo di più, ecco. E poi ci sono personaggi che, già che ci sono e sono tanto presenti, potevano essere presenti fino all’ultimo. Se nel libro ci sono, ci sarà un motivo, ma qui invece sono sfuggenti in modo eccessivo. Esistono in modo autonomo, ma non dovrebbe essere così perché in un libro tutto dev’essere narrato in funzione delle protagoniste. Allora perché tutto quel excursus sulla vita di Pietro senza tornarci per davvero? Così come è artificioso il personaggio di Ottavia ed è esplorata in modo superficiale quella di Irene a mio parere.
Comunque mi ha convinto a finirlo lo stile dell’autrice che secondo me può fare molto di più, soprattutto con questa tematica delle amicizie interrotte che è così poco lavorato nella narrativa.
Profile Image for Olly90.
142 reviews90 followers
July 21, 2026
Che cosa accade quando un'amicizia che sembrava destinata a durare per sempre si interrompe senza una vera spiegazione?

È da questo interrogativo che prende vita il nuovo romanzo di Gabriella Dal Lago, all’interno del quale, attraverso continui rimandi tra passato e presente, conosciamo Irene e Ottavia due amiche cresciute insieme, destinate all’apparenza a non separarsi mai ma che improvvisamente la vita e l’età adulta hanno allontanato.

Attraverso l’alternarsi delle voci di Irene e di Ottavia il romanzo ricompone i frammenti della loro storia, la famiglia, gli amori, le scelte fatte e gli errori commessi.

Quando Irene dopo tanti anni trascorsi all’estero torna a Torino, si rende conto che tutto è cambiato: la città, le aspettative che aveva sul futuro, la sua famiglia ma soprattutto quella presenza (che in realtà e assenza) di Ottavia che inevitabilmente riecheggia nella sua vita e della quale non sa più nulla se non quello che l’amica, anch’essa trasferitasi all’estero, vuole far sapere tramite i social.

Attraverso la vicenda personale delle due protagoniste, l’autrice riesce ad affrontare tematiche profondamente contemporanee che, soprattutto a noi millennials, toccano nel profondo quali la precarietà lavorativa, il peso delle aspettative, la ricerca di un’identità adulta e la pressione performativa causata dall’avvento dei social nelle nostre vite.

Irene e Ottavia sono molto di più di due personaggi, sono due modi diversi di abitare il mondo, due traiettorie che si allontanano, abbandonando così un passato condiviso, ma che inevitabilmente continuano a cercarsi, sperando nell’avvento di possibili giorni futuri.

Mi ci sono ritrovata molto tra le pagine di questo romanzo, ho ritrovato frammenti della mia generazione, ma anche parti più intime di me: nelle amicizie che cambiano forma, nei silenzi che a volte pesano più delle parole, nella nostalgia per ciò che siamo stati e nell'incertezza di ciò che saremo.

Gabriella Dal lago riesce a raccontare emozioni profonde con apparente semplicità, a dare valore ai dialoghi, alle sfumature e a tutto ciò che resta in quel non detto. (Per questo mi ha ricordato molto la scrittura di Sally Rooney!)

“Giorni futuri” ci insegna quanto le amicizie più profonde possano segnare una vita tanto quanto, e talvolta più, di una storia d’amore!

Trentenni all’ascolto, correte ad acquistare questo romanzo che tra l’altro, secondo me, è perfetto da leggere sotto l’ombrellone d’estate!
Profile Image for Pavlov813.
479 reviews12 followers
October 16, 2026
Letto per puro caso, Gabriella Dal Lago scrive questo romanzo molto fresco e generazionale che prova a spiegare cosa voglia dire essere un 35-qualcosa nella nostra epoca. La vicenda inizia col punto di vista di Irene, che impariamo a conoscere e ad apprezzare per la sua vulnerabilità e le sue insicurezze, che coesistono con una solidità e una competenza professionale frutto di organizzazione mentale e capacità. Un percorso di studi che l'ha sballottata qua e là facendole perdere contatti un po' con tutti (New York, Utrecht, Torino, Amsterdam), a 30 anni incontra ad una festa di Natale a Torino la sua cotta fotonica del liceo, Pietro Garzanti. Non solo ignaro di tutto il pregresso e di aver abitato i pensieri di Irene per anni, Pietro è anche completamente ignaro di averla conosciuta negli anni di scuola e subito la punta iniziando a flirtare con un botta e risposta molto tenero in cui Irene è padrona di nulla e Pietro invece perfettamente a suo agio nell'elemento. Conosciamo meglio Irene, e scopriamo un suo ulteriore cruccio e motivo di pensiero intrusivo: Ottavia Olivieri. Ottavia è la sua amica del liceo: bella, bionda, flessuosa, figlia di una ballerina, rappresentante di istituto al liceo, tutti se la ricordano perché volevo essere lei o stare con lei. Irene è stata sempre la sua amica trasparente, quella che si deve sempre sforzare mentre a Ottavia tutto viene facile, in primis l'amore e l'accettazione degli altri, che sembrano sempre entrare tutti in risonanza con la ragazza senza alcun intoppo o difficoltà. Ottavia sta su un piedistallo e quando la vita piano piano le allontana Irene reagisce in maniera distruttiva, colpevolizzando Ottavia di tutta la loro traiettoria discendente. Già questa prima parte è molto bella e introspettiva, così quando arriviamo alla seconda parte in cui è Ottavia a esprimere il suo punto di vista, è tutto ancora più bello. Perché Ottavia non è la divinità che ci viene prospettata, è una ragazza con dei genitori incapaci che si butta a studiare medicina senza sapere perché, poi si butta a studiare storia dell'arte senza sapere perché, e alla fine si mette a monetizzare quello che ha di più bello: la sua faccia. Tutti la vogliono guardare, sentir parlare, mettere le tutine yoga col toppino, guardarla che si acconcia i capelli, e lei questo diviene. Una influencer. Qui l'autrice mette in mezzo anche questo tema molto attuale della vita nell'epoca dei social: quello che vediamo è solo una frazione, e dietro ad una immagine commerciale e patinata c'è un mondo, spesso un mondo di difficoltà e incertezze. Che poi sia scorretto nasconderle prospettando tutto come meraviglioso, questo l'autrice non lo dice chiaramente. Belli anche i personaggi di contorno: Camilla l'amica di Irene, Alessandro Barberini il prof che fa da molla a parte della vicenda, Teresa la mamma di Irene. Un libro come dico io "leggero ma profondo", in grado di parlare per pagine e pagine di personaggi con i quali si entra subito in risonanza, psicologico, introspettivo, bello. Consigliato.
Profile Image for Come Musica.
2,236 reviews696 followers
August 23, 2026
“È una questione prospettica: allontanandosi un po’ dalla libreria e ruotando la testa verso sinistra, Irene è in grado di vedere la fotografia di chi erano stati prima e contemporaneamente, riflessa nel vetro della fotografia, la panoramica di chi sono diventati adesso.”

Chi non ha avuto un’amica del cuore durante il liceo? Un’amicizia fortissima, un legame simbiotico, un essere quasi-sorelle, per scelta e non sangue.
Poi si cresce, pur cambiando città, di nazione, ci si continua a sentire e a sentirsi quasi-sorelle. Però il legame di fatto si è allentato. Così è capitato a Irene e a Ottavia.

Il libro si muove come una mappa emotiva: avanti e indietro nel tempo, tra città che cambiano e identità che si spostano. Torino è un luogo familiare ma straniero, gli Stati Uniti un ricordo che brucia ancora, Rotterdam un punto di fuga.

E alla fine arrivano le parole. Quelle scomode. Perché va bene che siamo quasi-sorelle, però appunto, non siamo sorelle. E quindi non sempre una è disposta ad accettare ciò che l’altra ha da dire.
Quando quel dire diventano un giudizio o un consiglio non richiesti.

“E in questo modo il silenzio tra loro, tra lei [Ottavia] e Irene, diventava una crepa che inghiottiva ciò che avevano accatastato, le rimanenze di entrambe, loro due intrappolate in una zona intermedia tra prima e ora, a friend from high school, un’amica del liceo. Le seppelliva lí, nel profondo: come una capsula del tempo sotterrata in un qualche giardino, in attesa di essere ritrovata, forse, in un futuro lontano.”

Quante hanno vissuto un’esperienza come Irene e Ottavia? Leggendolo, ho pensato alla mia amica del cuore del liceo. Vivevamo in simbiosi. Poi l’età adulta ci ha separate. E poi… chissà… la vita va avanti e si cambia, si cambia pelle… e poi…

“Chissà al risveglio quale pelle indosseranno, delle centinaia che hanno già cambiato: chissà se, sotto la pelle, saranno ancora capaci di riconoscersi.”
Profile Image for Silvia Pevato.
160 reviews1 follower
July 20, 2026
Gabriella Dal Lago ha scritto un romanzo bellissimo. Torinese, della mia generazione, contemporaneo, pieno di speranza ma già anche ormai amaro.
È un romanzo che tira tanti fili di discorsi odierni: l’amicizia, in particolare, le relazioni complicate, il lavoro precario, il rapporto con i genitori che invecchiano, la vita interconnessa tra Italia Europa Mondo, i social, l’apatia e le antipatie.
La storia è quella di Irene che torna a Torino dopo anni vissuti all’estero per inseguire il suo progetto di vita, sostenuta da una madre e da un padre ricchi d’amore e ricchi e basta. La storia è anche quella di Ottavia, la sua grande amica del liceo, piena di speranze ma meno di sostanze, che ritrova una ragione d’essere nello yoga e nella diffusione sui social di video inerenti allo stare bene.
Le loro storie sono quelle che si intrecciano nel corso degli anni, si avvicinano e si allontanano, nella comprensione e nella non comunicabilità.
«Giorni futuri» è un romanzo molto amaro ma anche molto pieno di amore, in cui Torino viene descritta con cura: la mia Torino, quella che è bella da girare ancora oggi ma che si porta sulla pelle tante sbavature del passato. Leggerlo è un po’ come sfogliare un album di ricordi, alcuni belli e altri brutti, ma tutti autentici.
Profile Image for Bookbl4st3r.
66 reviews19 followers
Read
August 16, 2026
Come altre recensioni, che premiano la forma ma vacillano sulla struttura, mi trovo a dire che è scritto bene, che sono Innegabili le influenze anglofone, quelle che si soffermano tanto sul pensiero e meno sull’azione rendendo il tutto un bellissimo set in cui si aspetta una scena che però è fugace, troppo breve per il carico emotivo che dovrebbe esserci.
Digressioni a parte che si perdono o non vengono mai veramente affrontate (che ce fregava di Pietro? E il pov in prima persona poi mollato? Jamie?) siamo arrivate al momento clou per vederlo sgonfiarsi come un soufflé frettoloso.

Se Ottavia è una granola girl, Irene è il ritratto della borghese finta perbenista (pure impicciona), ancora ancorata al liceo a trent’anni (dai, pls) e a dinamiche adolescenziali, mentre la sua amica è una persona adulta. Per me il loro problema è proprio questo: è per questo che non funzioneranno mai e, allo stesso tempo, è proprio questo che fa funzionare la loro storia quando sono separate, perché da vicino è talmente evidente che non servirebbero troppe pagine per chiuderla.
Profile Image for Enrica Muraglie.
29 reviews2 followers
August 20, 2026
Quella parola, vittima, la respingeva: le sembrava imprecisa, inadatta, totalmente incapace di contenere la propria esperienza. Agiva su di lei come una lente deformante: più che aiutarla a capire, la portava altrove, lontana da sé stessa.
4 reviews1 follower
July 25, 2026
Non pensavo fosse possibile usare il verbo "sbocconcellare" cosi tante volte in un unico romanzo
2 reviews
August 17, 2026
Carino, bella scrittura, temi interessanti in cui è facile rivedersi. si perde sul finale chiuso in modo approsimativo e frettoloso, peccato!
Profile Image for Marti bradipalec.
83 reviews7 followers
July 27, 2026
Ripensa al tuo passato. Probabilmente nei tuoi ricordi trovi una persona che ti era molto vicina, con la quale condividevi la tua quotidianità e ora non parli più. La segui ancora sui social, ma non interagisci. Hai ancora delle vostre fotografie appese al muro della tua camera, eviti di guardarle ma nemmeno le rimuovi. La tua famiglia ti chiede che fine abbia fatto.

Cos'è successo tra voi? Non sai rispondere, non sai individuare un litigio che ha spezzato il rapporto in modo irreparabile e l'unica frase sensata da pronunciare è "ci siamo allontanatə".

"[...] è implicitamente questa la ragione del suo silenzio: un disallineamento, incapacità di viaggiare con la stessa lunghezza d'onda."

"Giorni Futuri" di Gabriella Dal Lago indaga questa dinamica, e il suo racconto è interessante perché non prende in considerazione solo il tuo punto di vista, ma anche quello di quella persona - anche lei pensa che vi siete solo allontanate? - e di chi ti trova ora, ora che il peso del dubbio e del dolore ti porta spesso fuori strada.

Irene, Ottavia e Pietro entrano in una camera a specchi e osservano la propria figura moltiplicarsi: è più veritiero come si raccontano loro, o come gli altri li raccontano? Il punto è che entrambe le risposte sono corrette oppure non è corretta nessuna delle due. Non ci sono ancore a cui aggrapparsi, non ci sono pilastri fissi che mantengono ferma la struttura - lavoro? precario, famiglia? quella di origine non ti capisce e quella che ti vuoi costruire non aderisce al modello socialmente accettato - e quindi precipitano nel pozzo dei loro pensieri.

"Non è detto che tutte le cose emozionanti della via debbano esere grandi, o degne di nota, non è detto che debbano fare rumore: e non è neanche questione di raccontarsela, non è neanche questione di accontentarsi. Stare a guardare il futuro che arriva: questo, per adesso, le basta."
Profile Image for mowgli.
47 reviews1 follower
August 14, 2026
è un libro imperfetto ma mi ci sono affezionata. piano piano, con una partenza scettica che poi è diventata immersione. forse avrei dedicato meno tempo alle varie pipì e più a colmare vari interrogativi e temi che restano aperti, giusto accennati, però resta un romanzo che racconta molto bene una generazione. se hai l'età dell'autrice e delle protagoniste, come ce l'ho io, non puoi non immedesimarti in quasi tutto ciò che viene raccontato, nel bene e nel male, o pensare madonna, anche io dicevo queste cose, anche io mi vestivo così, anche io avrei voluto, anche io ero (sono) così insopportabile, eccetera. lo leggevo e pensavo ora lo consiglio alle mie amiche. insomma mi ha convinta, anche se leggo pareri contrastanti, e mi ha ricordato che nella vita dio mio basterebbe poco, e quel poco è parlarsi chiaro. ps quel locale è chiaramente l'off topic
Profile Image for Claudia Ciccarelli.
21 reviews
August 6, 2026
Un libro carino che si fa leggere d’estate. Abbiamo tutti avuto una storia simile un’amica che pensavamo sarebbe stata la nostra persona e poi semplicemente non lo è stata. È quello che succede quando si diventa grandi e si muta. Secondo me c’era spazio per andare un po’ oltre per scandagliare alcuni personaggi di più… ma nel complesso un bel libro
Profile Image for Gaia Cultrone.
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July 23, 2026
Ero un po’ indecisa perché a tratti ho trovato un po’ fastidioso l’avere ritratto due donne come perennemente indecise e avevo la sensazione che, nella loro indecisione, risultassero frivole. Poi mi sono resa conto che non ero io ad averla ma la società che è tutta un “o bianco o nero”. Invece Irene e Ottavia sono una marea di colori, sono volti di una generazione che fa l’expat, mille studi, mille lavori e si perde, anzi si divide, in tutte le sue vite, perché è tutte quelle cose e nessuna. Irene e Ottavia sono meravigliose, e ringrazio di questo Dal Lago e la sua - indiscutibilmente - meravigliosa scrittura, perché al contrario della maggior parte della narrativa sui millenial non sono delle depresse croniche fatte di soli drammi e crisi e pensieri profondi. Irene e Ottavia sono perse, confuse, indecise, vedono l’una nell’altra quello che sentono mancargli, ma sono VIVE. Vive e pure serene, in un libro che in meno di 300 pagine crea un mondo, un cuore pulsante di amicizia, amore, dove due persone esistono in tutti gli oggetti che sono parte di loro, in tutti i piccoli splendidi momenti di calore che vengono descritti. Esistono nel passato, nel presente, e pure nel futuro di quei giorni che non sappiamo cosa riservino, neppure cosa siano, ma che facciamo del nostro meglio per accogliere.
Profile Image for Chiara Carella.
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June 13, 2026
Ho scelto di leggere questo libro perché mi fido dei consigli di Giuliana Matarrese: all’inizio ero scettica, ma non appena ho iniziato la lettura, questo libro mi ha cullata con la delicatezza con cui parla del tempo che passa, delle affinità costruite, delle dinamiche sociali che tutti quanti viviamo e forse ancora di più la generazione qui raccontata.

Come è naturale che sia, non posso fare a meno di leggere collegandomi alla mia esperienza personale e così mi passano davanti agli occhi tutte quante le donne della mia vita, amiche preziose, rapporti complessi, che necessitano di cura, di misure ad hoc, di tempo, di spazio.

L’amicizia tra donne è un tema complesso, stratificato e non sufficientemente esplorato. Come tante cose che riguardano le donne.

Lo consiglio e probabilmente più in là mi prenderò del tempo per sviluppare meglio alcuni pensieri che mi ha fatto fare e li troverete sul mio Substack.
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