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Correr es una filosofía. Por qué corremos

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Correr te hace feliz. Asi podria resumirse el camino fascinante que Gaia De Pascale traza en estas paginas sobre el arte de correr, una actividad deportiva unica que es, al mismo tiempo, una filosofia y una metafora de la vida. Correr como un sinonimo de la libertad, mas alla de los frenos sociales y culturales y los limite s de cualquier prision (fisica, mental, real o emocional) es lo que transmiten las muchas y diversas historias de este libro, donde aparecen otros corredores que, a lo largo del tiempo, tambien se han puesto en marcha.Desde Hermes y Aquiles, hasta Murakami y Kilian Jornet, pasando por Jesse Owens, Emil Zatopek y la tribu de los Tarahumara. Las historias recogidas en este libro, lejanas en el espacio y en el tiempo, tienen un denominador comun.

187 pages, Paperback

First published April 30, 2014

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About the author

Gaia De Pascale

12 books2 followers

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Community Reviews

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8 (20%)
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19 (47%)
3 stars
8 (20%)
2 stars
4 (10%)
1 star
1 (2%)
Displaying 1 - 7 of 7 reviews
7 reviews
July 11, 2020
Muy burn libro

Me gusto mucho este libro. De una manera amena pero inmersiva, describe basicamente todo lo que se siente al correr
Profile Image for Samaelk.
18 reviews
October 26, 2025
Chi corre lo fa per spezzare ogni condizionamento o limite: si oppone al destino, esprime la propria nostalgia per l’infanzia perduta o per un ideale di purezza e autenticità a cui tendere

Correre è sinonimo di libertà, oltre i vincoli sociali, culturali, oltre le sbarre di qualsiasi prigione, mentale o reale, fisica o emotiva
Profile Image for Vale Severin.
56 reviews
July 4, 2025
Dal titolo, mi aspettavo di meglio. Non che il libro sia privo di osservazioni interessanti, ma non sono riuscita a individuare una coerenza nell'argomentazione del tema.
Profile Image for Andrea Samorini.
926 reviews34 followers
January 18, 2026
pag.43 _______________________________
A differenza di quanto accade mentre si cammina, o durante una marcia, correndo c'è un momento quasi magico in cui entrambi i piedi sono staccati da terra. È quella che viene chiamata, appunto, «fase di volo»: i muscoli si contraggono e, mentre un arto si sta già preparando a tornare nella fase di appoggio, l'altro ha già compiuto il suo balzo. Tra l'istante in cui il baricentro viene spinto verso l'alto e accelerato in avanti e quello in cui, al contrario, decelera e si abbassa, c'è un intervallo brevissimo in cui il corpo è sospeso.
In quell'istante non si è più ancorati alla terra. La forza di gravità, anche se per una frazione di secondo (tuttavia ripetuta moltissime volte, in una corsa), viene sfidata. Il suolo non è più un polo di attrazione, e il corridore si concentra solo sul proprio corpo, un corpo che non è più prigione o ostacolo, ma trampolino di lancio per la libertà.
Appoggio, stacco, volo.
Un numero infinito di volte.

pag.45 _______________________________
Che si tratti di un professionista che si allena per una gara o di un appassionato che attraversa correndo un parco cittadino la domenica mattina, il corridore gode, innanzitutto, della liberazione del corpo. Non più servo di protesi meccaniche o tecnologiche, il corpo di chi corre riprende la propria funzione. Si muove, soffre, produce energia. Il corridore ha dunque la possibilità di disertare l'abitudine alla stasi propria del nostro tempo. Di spogliarsi della nuova idea del corpo come ostacolo - non più per l'anima, ma per il completo affermarsi dei dogmi meccanici e tecnologici della modernità.
Una volta messi in moto i muscoli anche la mente comincia a liberarsi.
È curioso come molte locuzioni legate alla corsa abbiano assunto un carattere negativo e risultino spesso fuorvianti. «Andare di corsa», «fare le cose di corsa», «correre sempre», sembrano caratteri distintivi dell'uomo contemporaneo. Questo perché si tende a confondere la corsa con la fretta, che sono, invece, due cose ben diverse. Il vero corridore non ha mai fretta. Anche durante una competizione sa benissimo che la fretta porta solo guai, impedisce quello stato di liberazione mentale che solo può portare a grandi risultati.
A maggior ragione la fretta è del tutto estranea a chi corre senza scopo, per il piacere di farlo, privo di alcun obiettivo. Anzi, con un unico obiettivo: spazzare via con la forza delle proprie gambe le nevrosi e le ossessioni della nostra epoca, e inseguire un altro tipo di temporalità.
Il tempo della corsa è uno spazio di sospensione, in cui ci si può lasciare alle spalle la lunga catena di obblighi che ci stringe. Ogni passo in avanti è un piccolo addio ai doveri e agli impegni. Chi corre non ha storia. Vive solo nel presente. È un flusso vitale che avanza, una forza pura, un ritorno all'essenzialità animale in cui tutto, a partire dal susseguirsi consueto degli eventi, è solo un artificio. Tutto, tranne il tratto di strada che si ha davanti. E più si procede più qualcosa di arcaico torna a vivere nel corridore, che si disconnette da ciò che ha intorno per entrare in contatto con la potenza selvaggia della propria materialità.

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FROM BOOK: La filosofia del running. Spiegata a passo di corsa (Luca Grion)
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WANT TO READ BOOK:
- La corsa non finisce mai (Pietro Paolo Mennea)
- Olympic Dream (Henry Rono)
- Lo zen e l'arte della corsa (Larry Shapiro)
- La solitudine del maratoneta (Alan Sillitoe)
- Correre per star bene (Paula Radcliffe)
- La grande corsa. Il sogno e l'avventura (Francesco Prossen)
- Nati per correre. Le mie avventure in Kenya per scoprire i segreti degli uomini più veloci del mondo (Adharanand Finn)
- Andare a piedi. Filosofia del camminare (Frédéric Gros)
- Correre o morire (Kilian Jornet)
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WANT TO SEE MOVIE: Momenti di gloria (Chariots of Fire) (del 1981 diretto da Hugh Hudson)
Profile Image for Ame Lia.
109 reviews
April 8, 2019
Stupendo! Lo studio che c'è dietro questo libro è molto accurato ed è assolutamente affascinante lo stile in cui le cose sono esposte. Lo consiglio assolutamente!
8 reviews
October 16, 2022
Interessante libro per gli amanti della corsa, da un punto di vista storico, psicologico e filosofico.
Displaying 1 - 7 of 7 reviews

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