Tre racconti.
Una brutta avventura - ambientato in un cimitero, mi ha ricordato molto Spoon River: “La notte di marzo, colma di nuvole e nebbia, ha avvolto la terra . Dormono, i defunti, dormono, i nostri cari» borbotta il viandante, sospirando forte. «Dormono i ricchi, e i poveri, e i saggi, e gli stupidi, e i buoni, e i crudeli. Tutti valgono uguale. E dormiranno fino a quando squilla la tromba. Che Dio li abbia in gloria, eterno riposo”.
Donne bellissime – in cui Cechov raggiunge livelli di pura poesia nel descrivere la natura: A volte succede che nuvole disordinate si affollino all’orizzonte, e il sole, nascondendosi dietro di loro, olori loro e il cielo di tutti i colori possibili: di purpureo, arancione, dorato, lilla, rosa scuro; una nuvoletta è simile a un monaco, una a un pesce, la terza a un turco col turbante. Il bagliore del tramonto ha preso un terzo del cielo, brilla sulla croce della chiesa e sui vetri della casa padronale, si riflette nel fiume e nelle pozzanghere, tremola sugli alberi; lontano lontano, sullo sfondo del tramonto, vola a dormire uno stormo di anatre selvatiche… E il pastore, che pascola le vacche, e l’agronomo, che passa sull’argine col calessino, e i signori che stan passeggiando guardano tutti il tramonto, e tutti, dal primo all’ultimo, trovano che è meraviglioso, ma nessuno sa, né può dire, in che cosa consista quella bellezza.
Scherzetto- “io la amo Naden’ka”, sono le parole sussurrate al vento, in un gioco che si ripete e che lascia l’autore con l’amaro in bocca.
“Ci sono sempre quei due sospetti: io, e il vento,,, Chi dei due le confesserà il proprio amore, lei non lo sa, ma la cosa, sembra, le è indifferente; da che recipiente si beva è indifferente, purché ci si ubriachi.”