"𝘌𝘳𝘢 𝘭’𝘦𝘴𝘵𝘢𝘵𝘦 𝘥𝘦𝘪 𝘮𝘪𝘦𝘪 𝘴𝘦𝘥𝘪𝘤𝘪 𝘢𝘯𝘯𝘪, 𝘴𝘵𝘢𝘷𝘰 𝘴𝘶 𝘶𝘯 𝘱𝘳𝘦𝘤𝘪𝘱𝘪𝘻𝘪𝘰 𝘥𝘪 𝘴𝘦𝘯𝘵𝘪𝘮𝘦𝘯𝘵𝘪"
Il ragazzo e il mare: l’avventura estiva di un adolescente del dopoguerra, l’incontro con la pesca, con una ragazza più grande, con il suo segreto, con il suo dolore per la perdita del padre in guerra, prima della fine delle vacanze. C’è un’estate brusca nell’età giovane in cui s’impara il mondo di corsa. In un’isola del Tirreno, in mezzo agli anni cinquanta del secolo, un pescatore che ha conosciuto la guerra e una giovane donna dal nome difficile, senza intenzione, trasmettono a un ragazzo la febbre del rispondere.
Mare, barche, onde, caldo, sabbia, sale, musica, amore, spensieratezza: credo che già solo con questo elenco voi siate potuti entrare nell’atmosfera che questo libro trasmette sin dalla prima pagina. La trama accarezza vari argomenti, dalla guerra, puntino fisso nella mente del protagonista così come della maggior parte dei suoi interlocutori, fino alla frivolezza di baci regalati in un’estate senza freni inibitori, riscatto di un periodo buio ormai volto al termine. Il passato è sempre presente, e il presente è difficile da gestire, soprattutto se si hanno 16 anni e non ci si sente a proprio agio con i propri coetanei, e si va alla ricerca di qualcosa in più, che si spera di trovare in chi vive da più tempo. Anche l’amore è sempre presente, ma in maniera anti convenzionale: questo libro è una storia d’amore senza essere una storia d’amore, e non entrerò nei dettagli perché spero in una vostra lettura personale.
Ho apprezzato tantissimo la genuinità di questo racconto, la schiettezza, l’espressione di concetti in napoletano che altrimenti tradotti non avrebbero reso a pieno l’idea di ciò che si voleva dire. Nonostante ciò, soprattutto nella parte iniziale del libro, ho trovato le digressioni forse un po’ troppo lunghe, anche se scavalcato questo piccolo ostacolo poi le vicende proseguono poeticamente fino alla fine, facendo aumentare il desiderio di avere un numero infinito di pagine ancora davanti.
Questo libro, ahimè troppo breve, mi ha tenuta incollata alla narrazione per una notte intera. Amo lo stile di scrittura dell’autore, la capacità che ha di mescolare i termini tra di loro e farli sempre e comunque incastrare alla perfezione come tasselli di un puzzle. Mai sottovalutare la penna di qualcuno che ci fa passare il sonno, teniamolo bene a mente questo.