Tre novelle di straordinaria intensità. Dalle lande ghiacciate dell'Alaska, dove una donna sfugge attraverso uno spettrale paesaggio invernale inseguita dal compagno, alle antiche colline degli Appalachi, dove un rabdomante del petrolio indaga i segreti geologici di oceani preistorici, fino al lungo racconto finale nel quale il ritorno al grande ranch di famiglia rappresenta per una donna lo spunto per confrontarsi con le voci del passato. Qui, in un monologo interiore che passa attraverso storia, civiltà e natura incontaminata, la protagonista si interroga a modo suo su cosa ci arrivi dal sangue delle nostre famiglie e cosa invece sia stato 'scolpito dalla terra' dove cresciamo.
In questo trittico Rick Bass dimostra la piena maturità del suo talento visionario. Nella regione selvaggia è un libro sulla terra come eredità e destino, sulle radici che ci nutrono e ci definiscono, sull'amore per i luoghi che ci sopravviveranno. Una meditazione potente e necessaria su cosa significhi essere umani in un pianeta sempre più fragile.
Rick Bass was born in Fort Worth, Texas, and grew up in Houston, the son of a geologist. He studied petroleum geology at Utah State University and while working as a petroleum geologist in Jackson, Mississippi, began writing short stories on his lunch breaks. In 1987, he moved with his wife, the artist Elizabeth Hughes Bass, to Montana’s remote Yaak Valley and became an active environmentalist, working to protect his adopted home from the destructive encroachment of roads and logging. He serves on the board of both the Yaak Valley Forest Council and Round River Conservation Studies and continues to live with his family on a ranch in Montana, actively engaged in saving the American wilderness.
Bass received the PEN/Nelson Algren Award in 1988 for his first short story, “The Watch,” and won the James Jones Fellowship Award for his novel Where the Sea Used To Be. His novel The Hermit’s Story was a Los Angeles Times Best Book of the Year in 2000. The Lives of Rocks was a finalist for the Story Prize and was chosen as a Best Book of the Year in 2006 by the Rocky Mountain News. Bass’s stories have also been awarded the Pushcart Prize and the O. Henry Award and have been collected in The Best American Short Stories.
Mattioli pubblica queste tre novelle circa trent’anni dopo l’edizione originale, che era di alcuni anni posteriore ai racconti raccolti con il titolo Cane da petrolio con i quali condivide molto e che, a mio avviso, ne confermano l’appartenenza al filone identificato come nature writing. Bass scrive di natura in modo peculiare: non è puramente descrittivo, anche se le descrizioni, talvolta particolareggiate, abbondano; non è puramente contemplativo, perché nonostante la meraviglia e lo stupore nei confronti della natura, questa è dipinta in tutta la sua crudezza e nella sua problematica interazione con gli uomini e con uno sguardo che è continuamente mosso dentro e fuori dei protagonisti.
In queste novelle, che vanno assaporate lentamente e gustate parola per parola, spicca anche la dimensione temporale, che è l’arco di una vita, come in ”Le leggende sugli orsi”, o il tempo della successione di tre generazioni, come in ”Il cielo, le stelle, la wilderness” o addirittura il tempo geologico, come in ”Dove un tempo c’era il mare”. In tutti i casi è un tempo di trasformazione che coinvolge sia i protagonisti che la natura nel suo insieme, sotto la pressione antropica che rende stridente e straziante il confronto tra le visioni di chi si sente parte di un universo più grande e chi di quell’universo si sente padrone.
Alaska, Mississippi, Texas. Tre novelle. Tre tempi. Prede e predatori. La narrativa di Rick Bass è potentissima. Sto ascoltando l’audiolibro di Prodigal Summer di Barbara Kingsolver e ci sono legami tra i due libri, entrambi sono pieni di falene. Fragilità e violenza, storia e memoria, vita sopratutto, interconnessa, falco e coniglio, figlia e madre, pipistrello e falena, luce e scorpione. Viva e morente, nell’eternità.
Dovessi limitare il giudizio ai primi 2 racconti della raccolta, toglierei mezza stella. Ma il terzo (e ultimo, nonché il più lungo) è di una raffinatezza e di una poesia tale che dà lustro a tutta l'antologia. "Il Cielo, Le Stelle E La Wilderness" rientra a pieno titolo tra le novelle migliori di Bass (scrittore molto poco tenuto in considerazione da noi ma che sa cantare il West e l'America profonda come pochi).