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La stanza bianca

La stanza bianca è il romanzo più atteso di un maestro dell’horror contemporaneo, il volume che segna il ritorno in libreria di Lucio Besana. Una storia che esplora i traumi rimossi e la violenza nascosta del paese di Bonello, un luogo nella bassa padana catapultato in un inferno di geometrie da incubo e sinistre presenze.

Bonello, via Corteana, casa Barri.
Una villetta a schiera, vuota e anonima, teatro di una terribile strage domestica che la comunità ha cercato di dimenticare. Da quella casa, disabitata dopo l’orrore, si sprigiona qualcosa che sembra riscrivere la struttura stessa del paese, smontandola e riassemblandola in un dedalo di corridoi, scale e stanze al cui interno si muovono figure larvali e un’entità che vuole restituire al paese ciò che ha cercato di seppellire sotto una patina di normalità.

In questa nuova realtà distorta e ostile, quattro persone cercheranno di restare in vita e di capire l’origine del male che ha aggredito Bonello e la sua popolazione.

348 pages, Kindle Edition

Published July 29, 2026

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About the author

Lucio Besana

23 books88 followers
Lucio Besana è autore e traduttore horror e weird.

Vincitore del Premio Solinas Storie (2012), ha scritto i film "The Nest - Il Nido" e "A Classic Horror Story".

Più volte finalista al Premio Hypnos, esordisce nel 2021 con la raccolta di racconti di weird distopico "Storie della Serie Cremisi" (Edizioni Hypnos), alla quale segue il romanzo "L'Innocenza del Buio" (Sperling & Kupfer, da un'idea di Roberto De Feo) e la novella "Ombre dei Vivi e dei Morti" (Zona 42), più diversi racconti pubblicati singolarmente e in antologie. Per la collana Caronte di Zona 42 ha curato l'antologia weird e body horror "Teratocene" insieme ad Andrea Gibertoni e Luigi Musolino.

Il suo romanzo liminal horror "La Stanza Bianca" è uscito per la stessa collana.

Ha attualmente una raccolta di racconti in fase di pubblicazione.

Ha tradotto numerosi romanzi e raccolte di racconti weird e horror per Edizioni Hypnos e Agenzia Alcatraz (La Biblioteca di Lovecraft)

Vive a Strasburgo con la sua compagna.

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Displaying 1 - 12 of 12 reviews
Profile Image for Stefano Cucinotta.
Author 5 books51 followers
August 18, 2026
Ho atteso a lungo questo viaggio. Posso dire che sia stato un piacere perdermici.

Besana ha saputo costruire qualcosa che, da lettori e spettatori "della paura", possiamo riconoscere e amare. Una provincia oscura popolata da personaggi con una profondità mai banale né scontata.
Un gruppetto di sopravvissuti a un male maggiore, che si è inglobato per intero i posti noti in cui la vita già si è mostrata amara e terribile. È un meccanismo oliato, che carica e carica fino ad esplodere a metà romanzo, quando l'orrore si mostra davvero. Poi le cose cambiano di nuovo, si viene condotti per mano in altri mali, meno visti, meno attesi.

Ci sono gli echi di King nel tratteggiare questa città perduta e le dinamiche di chi resta, uno sparuto gruppo, ultimo baluardo di fronte all'abisso, ma anche Romero e tanto cinema degli anni '80 e '90, a cui Besana riesce a dare uno spessore diverso. Il suo è un esercizio di svecchiamento di un genere preciso, del tutto riuscito e riscritto con una vicinanza, una prossimità inedita al lettore italiano. È la nostra provincia, quella raccontata. Quei mostri siamo noi. Ma, badate, questo libro non è ottimo "perché è italiano", è ottimo e basta. Gli spazi che racconta, la perdita delle geometrie, le architetture mutevoli e cannibali, sono universali, come quelle delle storie d'orrore con cui siamo cresciuti.

Paradossalmente l'ho amato molto di più nel tratteggio delle vite mediocri e degli accadimenti terribili nascosti nel passato di alcuni personaggi, che nella messa in scena del fantastico e dell'orrore.
Finalmente teniamo alle persone di cui leggiamo. Questo fa tutta la differenza del mondo, l'intreccio non si riduce a un gioco al massacro. Incontriamo personaggi grigi, segnati dai propri trascorsi, e Besana racconta le loro storie con un eleganza e una delicatezza rare, preziose.

Fuori da spoiler: il "dialogo" a due verso il finale, che dischiude il vero cuore nero del romanzo, è qualcosa di veramente bello e aggiunge grande valore all'opera. C'è almeno una sequenza che mi porterò volentieri negli incubi (dirò neonati, nient'altro).

Una grande prova di scrittura, a mio parere. La dimostrazione che l'horror è un filtro straordinario, quando maneggiato con sapienza, per raccontare il trauma, il male di vivere, la rinascita. Non è una storia a cui accostarsi con leggerezza, né certo una lettura da spiaggia: è capace di una profondità di riflessione che può spiazzare se si considera il genere come una mera macchina di spaventi.

Che grande lavoro che c'è dietro, e che bel viaggio.
Profile Image for Elia Gonella.
Author 25 books14 followers
August 16, 2026
Twin peaks stagione 4 in un paese della Brianza - ma senza detective simpatici, ciambelle, nostalgia e logore lynchanerie. Bonello è il paese dal quale tutti fuggiamo, sempre: il posto tranquillo circondato da campagne avvelenate dove sorgono case a schiera in calcestruzzo, fortini dell'individualismo monofamigliare pressoché indistruttibili, eppure penetrabili dal controllo sociale più ipocrita e totalitario. È un luogo senza storia, senza Dio, né cultura, né superstizioni, privo di un futuro che vada oltre la ripetizione infinita dell'oggi: dai suoi confini è stata bandita ogni metafisica in favore del materialismo più sciatto del mattone, dell'osteria e dell'allevamento intensivo di pollame. Qui vivono e muoiono i mediocri, per nascita e per elezione: una Spoon River di pavidi, repressi, conformisti, pettegoli e omertosi, manipolatori, cattivi nella misura – amplissima – in cui lo consente la banalità. I bonelliani coltivano esistenze "circolari e vuote", anestetizzate e ottuse, inseguendo l'illusione che ogni giorno sia uguale al precedente, che gli anni scorrano invariati dal rogito della prima casa al lotto cimiteriale. Qui il male, pasto precotto e ricco di grassi saturi, si consuma in ambienti puliti e bene imbiancati – ma una notte esplode, travalica i confini delle case e del tempo, infetta Bonello dalle fondamenta e conduce gli abitanti in una danza macabra quadridimensionale, in un labirinto liminale apparentemente via d'uscita – perché Bonello è la stanza bianca e senza uscita, sconfinata e soffocante, che ci portiamo dentro anche quando crediamo di esserne usciti. Besana costruisce una storia ambiziosa e dalle geometrie complesse, che con gli strumenti del genere scava più in profondità nei traumi privati e collettivi di quanto molti autori e autrici oserebbero fare. E se il grande romanzo italiano fosse un horror?
Profile Image for Paolo.
76 reviews1 follower
August 26, 2026
La scrittura magnetica de "La stanza bianca" porta il lettore a divorare (quasi letteralmente) le pagine di questo gran bel romanzo per seguire le sinistre vicende che occorrono agli abitanti di Bonello, un piccolo borgo della bassa padana. Besana racconta come il male assoluto possa impossessarsi di un intero paese. Un male di origine metafisica che ne sovrasta uno endemico già esistente tra gli abitanti di Bonello. Una storia che ha avuto una lunga gestazione e che trae ispirazione sia da fatti di cronaca nera realmente accaduti che dalla letteratura di genere. Il risultato finale è un'opera personale ed ambiziosa molto ben riuscita.
Profile Image for Gordie.
93 reviews12 followers
August 6, 2026
Esiste davvero il male assoluto? Possono la mediocrità e la frustrazione accumulate nel tempo, sommate a un evento traumatico dell'infanzia, sfociare in un massacro familiare?
La risposta è sì a entrambe le domande.
Lucio Besana ci porta all'inferno attraverso la coscienza corrotta dal male di Maddalena Barri, artefice dello sterminio della propria famiglia nella quinta di sette anonime villette a schiera di Bonello, uno tra i tanti altrettanto anonimi paesi di campagna. Bonello sarà al centro di una distorsione della realtà e di un orrore via via sempre più angosciante in cui solamente quattro concittadini proveranno, loro malgrado, a resistere al richiamo della stanza bianca, dove sembra raccogliersi, come per un richiamo, la maggioranza dei bonellesi.
Tra ambienti in continua trasformazione, geometrie surreali, improbabili passaggi spazio temporali, visioni devastanti e spizzichi di realtà distorta, Olmo il becchino, Don Filippo il parroco, Emma l'agente immobiliare e Lucia dal passato tenuto faticosamente a bada in un cassetto segreto della mente, se la dovranno vedere con la malvagità che esonda dall'intero paese, ma che al contrario della Derry di kinghiana memoria, nasce e prolifica dalla coscienza umana, capace da sempre di creare infelicità, invidia e, come detto all'inizio, mediocrità e frustrazione. Besana pesca il meglio dalle storie del re di Bangor, con la capacità innata però di adattare una storia originale in un paesello italico, dando vita a un horror di grande impatto emotivo. Nella postfazione l'autore cita le notti di Salem, ma secondo me all'inizio si respirano atmosfere che ricordano Cose Preziose e ogni volta che Bonello rigurgita malvagità, al fedele lettore non può che tornare alla mente Derry, ma questa è decisamente tutta un'altra storia.
Profile Image for Ilaria Franceschin.
45 reviews
August 8, 2026
Piacevole, scorrevole e appassionante. Finalmente tutti i personaggi sono persone di merda. Sono tutte (eccetto una - guarda caso il ritenuto “il ritardato” del paese) persone cattive, arrabbiate, egoiste, non gliene frega niente di niente e nessuno.
Nonostante a tutti succede la stessa cosa, la descrizione della cosa non risulta noiosa. In più, la stessa cosa che succede a tutti è sì la stessa cosa ma acquisisce un significato diverso per ogni persona.
Evviva le Backrooms (concetto geniale) e apprezzato il fatto che nella nota dell’autore la cosa sia menzionata.
Emma, nonostante la tua descrizione non combaci per niente, ti ho sempre vista come Edie Britt e questa cosa è stata bellissima - nella mia testa eri la sua versione in una trasposizione horror tipo Orgoglio e Pregiudizio e Zombie - e mi viene da urlare “giustizia per Edie e Emma”.
69 reviews3 followers
September 22, 2026
La stanza bianca è quel romanzo che stai aspettando di leggere da troppo tempo. Un horror a tutto tondo, pubblicato nel 2026 da Zona 42 e scritto magistralmente da un Lucio Besana in tutto il suo splendore.
Il romanzo si colloca geograficamente nella città di Bonello, luogo immaginario che rappresenta a pieno la fosca periferia italiana. Piena, stracolma di personaggi, la storia si divincola tra di essi, mostrando un posto che diventerà pian piano familiare a tutti quelli che, come me, abitano "fuori dal mondo".
Non è — volutamente — chiaro il periodo storico in cui il romanzo è ambientato, ed è proprio questo straniamento temporale ad aprire le porte verso la "stanza bianca".
Come scritto sopra, i personaggi sono tantissimi e nella prima parte è anche piuttosto complesso seguire le vicende di ognuno. Attenzione: "complesso" non significa confuso. La struttura che darà vita alla storia è affascinante nel suo complicato meccanismo. Infatti, in Italia, non avevo mai letto niente di simile e pochi sarebbero capaci di tenere le redini di un mostro del genere.
Gli abitanti di Bonello, quindi, sono il fulcro del romanzo. Non esiste il binomio buono-cattivo, ma una miriade di sfumature di grigio... che contrastano apertamente con il "bianco".
Inizialmente si trova una certa difficoltà a empatizzare con un vero e proprio protagonista, ma non c'è da preoccuparsi: anche queste figure non tarderanno ad arrivare.
I quattro protagonisti saranno, loro malgrado, spinti in un vortice maledetto che li condurrà verso una destinazione che diventerà sempre più chiara man mano che si prosegue nella lettura.
Bonello è il mondo su cui regna il male. In questo caso è un male nuovo: una creatura denominata "stanza bianca" che esce da tutti gli schemi e gli stereotipi del genere. Uno spazio liminale che non trova spiegazione né nella sua genesi, né nel suo potere oscuro. Una sorta di buco nero (!) che fagocita le persone e le distrugge dentro e fuori. E poi c'è quell'occhio lì, che gode nel dolore altrui...
Besana è uno scrittore di altissimo livello, che avevo già apprezzato con racconti e romanzi brevi. Qui si cimenta nella lunga distanza usando tutta la modernità dell'horror contemporaneo: luoghi liminali, backrooms, inferni urbani, storie dentro la storia, ecc. Il tutto usando comunque il folk horror come sfondo.
Altra cosa fondamentale: il ritmo. Non vi addormenterete sulle pagine de La stanza bianca, perché anche l'amante dell'action troverà pane per i suoi denti. E lo splatter? Eh sì, un po' anche quello.
Il romanzo, come detto, è pieno zeppo di rimandi e collegamenti, ma lo sfondo sociale rimane solido e mai banale. La stanza bianca può essere una metafora o un semplice divertissement; certo è che la storia è di un'originalità spiazzante, ma i messaggi che manda sono chiari e limpidi come l'acqua.
La storia è bellissima. Non è una lettura da ombrellone e questo nobilita il genere più che mai. Ho trovato poco "weird" rispetto ai lavori precedenti di Besana, ma per me questo è un grandissimo plus.
Cosa manca a un'opera di questo genere? Sinceramente, non ho trovato difetti o punti che non mi siano andati a genio. Forse la parte iniziale tende ad allontanare un po' il lettore, data la profusione di personaggi, ma poi tutto prende un grande senso e quindi, se resisti, ne vieni ricompensato.
Un romanzo che deve essere letto dall'appassionato e da chi non ha idea di cosa sia un romanzo horror, perché sfonda le barriere del genere pur rimanendo saldo nei territori del perturbante.
Grande lettura.
Profile Image for Giovanni Pepa.
184 reviews1 follower
Read
July 28, 2026
il romanzo di lucio besana, maestro dell'horror italiano, un libro che stavamo aspettando da anni e che credo non lascerà delusi. besana costruisce un romanzo perfettamente strutturata, dispone i pezzi sulla scacchiera e poi lascia a loro trascinare la storia in avanti, fino ad arrivare a una profondità archetipica che ancora mi sogno la notte
Author 30 books11 followers
August 15, 2026
Lucio Besana, LA STANZA BIANCA, Zona 42

E se il nulla non fosse nero? L'oscurità può essere rassicurante, avvolge e cela, il bianco invece non lascia scampo, ti lascia lì, solo nella tua essenza ben visibile e non puoi scappare. Nel bianco devi cedere, diventare quello che lui vuole, magari in parte già sei e non puoi più nasconderlo.
Si prova una costante sensazione di oppressione in questo lungo labirinto inquietante che è l'ultima fatica di Lucio Besana.
Fatica sì, perché cos'altro è la creazione attenta e sistematica di Bonello, un paese piccolo, sì, ma pur sempre un paese intero, fatto di persone che devono diventare personaggi, altrimenti ci troviamo a leggere un elenco telefonico e non va bene. Li ritroviamo invece dipinti su sfondo bianco (ma va?), con pochi colpi di pennello che ce li fanno conoscere mentre il mistero, fatto di un impasto di male, malessere e follia, prende forma, striscia tra loro, ancora non si definisce e per agire attende il momento opportuno, quella porta aperta che potrà fare aprire tutte le altre. "Antologia" significa "raccolta di fiori", così è: coltivati nella prima parte, nel giro di una notte vengono tutti recisi, strappati, infestati da parassiti che li rendono altro. Tutti, tranne quattro. A Bonello il male viene da fuori, ha radici in un fatto di cinque anni prima e tutto si compie in una notte. Ma i bonellesi forse l'hanno lasciato entrare, non hanno fatto abbastanza per contrastarlo.
Solo ipotesi. La Stanza bianca non spiega, è una storia fatta di edifici, quelle solide strutture che ci nascondono e vorrebbero essere il simbolo della nostra civiltà, ci proteggono rendendoci più che bestie. Ci fagocitano, ci determinano. E forse, se è lecito trovare un messaggio, l'unica possibilità di salvezza è "toc toc". Un semplice bussare, cercare un contatto, saper chiedere aiuto, provare a farsi aprire. Chi sceglie di non bussare, o non sentire, resta chiuso dentro, sempre tra quattro muri bianchi che nascondono la verità, oppure la rendono nuda, abbagliante e insostenibile (come è stato per Maddalena, fulcro della vicenda, ma non unica protagonista).
Un libro da leggere con attenzione, per seguire le geometrie sbagliate (lovecraftiane a volte) e labirintiche (ho sempre sostenuto che Besana fosse l'autore italiano più kafkiano) che ti portano altrove, quasi sempre dove non vuoi andare. Un weird topografico in cui è necessario perdersi.
Profile Image for Federica Lup.
134 reviews14 followers
August 16, 2026
3.5

Ne La stanza bianca una mente molto malata e un evento tragico sono i fattori scatenanti del tragico tracollo del paese di Bonello.
Casa Barri non ha niente di diverso dalle bianche villette a schiera, tutte uguali, chiamate le Sette Sorelle. Qui non c'è nessuna particolarità, nessun vezzo architettonico e nessuna peculiarità. L'autore gioca sulla normalità e sulla banalità. Una casa come tutte le altre. Ma l'inganno è dietro l'angolo e proprio da quella villetta insignificante scaturirà tutta la potenza del male che colpirà tutti gli abitanti del paese.. Dopo una costruzione minuziosa del contesto e dei personaggi, la storia ingrana e spinge sull'acceleratore. La stanza bianca di casa Barri non è una minaccia sussurrata. È violenta, rumorosa e molto fisica. Il senso di claustrofobia e di disperazione si fa sentire e la spirale discendente in cui si troveranno i personaggi raggiunge il suo culmine nelle descrizioni folli e da emicrania.
Tutto è caotico e vorticoso, non lascia scampo alla speranza. Nessun sospiro di sollievo.
In questo caso l'autore gioca su traumi molto importanti come innesco dei fenomeni tipici delle backrooms: corridoi infiniti e labirintici, pareti distorte, annullamento della realtà spazio temporale.
Profile Image for Valerio Spisani.
215 reviews30 followers
July 29, 2026
La mia lettura prefe da spiaggia di quest'anno è stata La stanza bianca di Lucio Besana, ultimo romanzo uscito per la pregevolissima collana Caronte di Zona42, casa editrice di cui non vi dirò nient'altro perchè ne parlo ogni volta e poi sembro un disco rotto. In questo corposo romanzo, perfetto per essere letto sotto il sole mentre i ragazzini giocano a pallone sulla sabbia a due ombrelloni di distanza e tu stai pensando se andare o meno a farti una birra al bar, si parla di una casa infestata che ad un certo punto comincia ad infestare l'intero paese in cui si trova. Tutto qua...più o meno. Suddiviso in tre atti - come la narrazione classica ci insegna - coi suoi bei cambi di ritmo e di prospettiva, La stanza bianca è un romanzo che sarebbe quantomeno riduttivo gettare nel calderone delle solite case infestate coi fantasmi che fanno buuh e le catene che cigolano o dell'ennesimo orrore di Amityville: quello che troverete, nelle oltre quattrocento pagine che io ho divorato in due giorni, è (tra le tante altre cose ma non voglio dire altro) una storia fatta sì di personaggi ma soprattutto di persone, che si trovano davanti all'indicibile. E molte di queste persone hanno già avuto e stanno ancora avendo a che fare con l'orrore, quello che si consuma all'interno delle mura domestiche, quelle cose che succedono in un paese qualsiasi di una periferia qualsiasi e che tutti sanno ma nessuno dice. Poi qualcosa esplode, uno squarcio, il fattaccio, "lo sai che tizio ha fatto", e via che la nostra immaginazione parte. Quella di Lucio Besana è partita sul serio e ci ha regalato La stanza bianca, un romanzo in cui nonostante la lunghezza non ci si perde mai per strada e non si ha mai l'impressione, che ultimamente mi capita spesso di avere, che le storie che lo compongono siano incollate con lo sputo. Anche se non siete al mare sotto l'ombrellone voi provate lo stesso a leggerlo, magari nella penombra della vostra camera, che forse è ancora meglio.
Profile Image for Linda De.
Author 4 books8 followers
August 29, 2026
“La stanza bianca” è un romanzo complesso, nel senso migliore dell’espressione. Costruisce il proprio significato per stratificazioni consecutive, chiedendo al lettore di accettare di non avere, per molte pagine, tutte le coordinate necessarie. Personaggi, luoghi, traumi, eventi presenti e passati, crudeltà umane e anomalie soprannaturali si dispongono secondo un disegno iniziale che domanda di avere fiducia negli sviluppi. Poi, a poco a poco, ci si accorge che nulla è ornamentale e che ogni elemento partecipa a una geometria precisa.
La scrittura di Lucio Besana, in questo romanzo, è diversa rispetto ad altri suoi lavori, ma restano l'affilatezza dei racconti di “Storie della serie cremisi” e, soprattutto, la capacità di maneggiare l’horror con una consapevolezza rara e la particolare abilità di usare l’orrore non solo per inquietare, ma anche per dare forma al male sedimentato nei luoghi e nelle menti, a tutto quello che una comunità preferisce tacere finché non diventa impossibile ignorarlo.
L’ultima parte della storia varrebbe, da sola, tutto il libro. A mio parere sono le pagine più dolorose e vivide di tutto il romanzo (che, pure, quanto a orrori non si risparmia di certo), ma anche quelle che fanno maggiormente dimenticare che si sta “solo” leggendo un libro. E sono le pagine in cui si comprende che, mentre da lettori sembrava di perdersi in un labirinto (anzi, nelle backrooms), c’era invece chi ne aveva disegnato con minuzia ogni corridoio.
Profile Image for Federico.
365 reviews22 followers
Review of advance copy received from Publisher
July 27, 2026
Chi bazzica l’horror italiano conosce già il valore di Lucio Besana, ma la sua assenza tra le pagine di cravenroad.net era una lacuna dolorosa. Grazie a "La stanza bianca" rimediamo a questa colpa, ritrovando un autore che si conferma una delle voci più interessanti del fantastico nostrano.
Definire quest'opera semplicemente "un romanzo" è riduttivo: dietro le sue geometrie impossibili e spazi liminali, si nasconde un'opera che parla di trauma, memoria e dolore. Un horror che colpisce non per la paura, ma per la sua devastante umanità.

Incubo nella provincia
Bonello è un anonimo comune della bassa padana dove risiede casa Barri, teatro di una strage familiare. Cinque anni dopo, nel giorno dell'anniversario della tragedia, la suddetta casa comincia a deformare la realtà circostante, inghiottendo le anime doloranti del paese, trasformando gli abitanti in mostri bianchi dagli occhi neri come pozzi d'ombra o eliminando chi non soccombe al suo labirintico richiamo.
Nella prima parte del libro verremo a conoscenza di tutte le nefandezze del paese, mentre nella seconda parte l’incubo delle backrooms prenderà sopravvento, fino alla parte finale dove verranno parzialmente chiariti i misteri.
L’ambientazione rurale trasformata in spazio liminale è geniale, Besana strappa il velo di finta serenità della campagna italiana (la nebbia, le villette a schiera, il bar del paese) per mostrare il marcio sottostante, tutto il male che spunta dalle crepe e dai segreti della comunità.

Personaggi spezzati e il vero mostro
La narrazione si sviluppa come un affresco corale con decine di personaggi, di vite segnate da colpe, tradimenti, pulsioni oscure e ferite profonde. Esseri umani complessi e schiacciati dal peso della propria storia.
Questo ventaglio di persone estremamente ampio è purtroppo anche il grande difetto di questo romanzo. Con letteralmente dozzine di personaggi raccontati e dozzine di eventi che si intrecciano, è molto difficile ricordarsi tutto di tutti.

Il cuore del libro sono il trauma e il meccanismo della rimozione: la "Stanza Bianca" è la metafora perfetta per quell'angolo della mente dove segreghiamo la sofferenza sperando che sparisca, mentre invece continua a crescere al buio come una muffa.
Le numerosissime narrazioni di storie di abuso, violenza domestica, e relazioni tossiche non servono a scioccare gratuitamente chi legge, ma vengono utilizzate dall'autore per mostrare come il male si trasformi e continui a vivere dentro le persone, trasmettendosi come una malattia.


Una regia visiva e potente
Corridoi che si allungano all'infinito, presenze candide che emergono dal nulla, una casa che si trasforma in un labirinto claustrofobico. La scrittura di Besana tradisce la sua formazione da sceneggiatore: le immagini sono forti, la prosa è densa ma sempre controllata e particolarmente riuscita è la capacità di rendere tangibile il disagio psicologico dei personaggi prima ancora che l’elemento soprannaturale faccia la sua comparsa.

La stanza bianca è un romanzo doloroso e profondamente umano che ci costringe ad aprire le nostre stanze bianche, quelle dove rinchiudiamo i sensi di colpa e le ferite che preferiremmo ignorare, e ad affrontare la fragilità con cui ciascuno di noi convive ogni giorno.



COSA MI È PIACIUTO
- Forte spessore emotivo
- Immaginario potente
- Personaggi fragili
- Ambientazione nostrana e riconoscibile

COSA NON MI È PIACIUTO
- Struttura narrativa molto complessa


CONSIGLIATO a chi cerca profondità tematica e horror “colto”.

NON CONSIGLIATO a chi cerca un horror veloce e pieno di azione o pretende spiegazioni complete.
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