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O Dom das Mulheres
Em Rocca, todos conhecem os Maletazzi, os senhores do palácio mais belo da aldeia. Mas só Camilla, a mais nova da família, conhece os segredos que aquelas salas guardam e a dor que nelas se esconde. Uma dor que carrega em silêncio até que, no outono de 1920, a parteira Peppina a acolhe na Roda, um grupo de mulheres que se reúne para partilhar dificuldades, saberes e conselhos, sem medo de julgamento ou rejeição.
Na Roda fia-se a lã, preparam-se remédios antigos e, acima de tudo, trocam-se confidências, contam-se as histórias que o mundo lá fora não quer ouvir. Ricas ou pobres, jovens ou mais velhas, todas as mulheres ali encontram refúgio e força, unidas por uma solidariedade passada de mão em mão entre gerações. Uma «feminança» que, para Camilla, será capaz de curar as feridas do passado e de a abrir, finalmente, ao amor.
Depois dela, também a filha Viola buscará refúgio naquela sabedoria antiga. Criada entre as ruínas da guerra e a promessa de um novo começo, Viola quer estudar, quer escolher, quer ser livre. Mas o homem que ama preferia vê-la apenas como esposa e mãe. Uma vez mais, serão as mulheres, aquelas mulheres, a ajudá-la, fazendo-a compreender que o verdadeiro amor não aprisiona, antes liberta.
Na Roda fia-se a lã, preparam-se remédios antigos e, acima de tudo, trocam-se confidências, contam-se as histórias que o mundo lá fora não quer ouvir. Ricas ou pobres, jovens ou mais velhas, todas as mulheres ali encontram refúgio e força, unidas por uma solidariedade passada de mão em mão entre gerações. Uma «feminança» que, para Camilla, será capaz de curar as feridas do passado e de a abrir, finalmente, ao amor.
Depois dela, também a filha Viola buscará refúgio naquela sabedoria antiga. Criada entre as ruínas da guerra e a promessa de um novo começo, Viola quer estudar, quer escolher, quer ser livre. Mas o homem que ama preferia vê-la apenas como esposa e mãe. Uma vez mais, serão as mulheres, aquelas mulheres, a ajudá-la, fazendo-a compreender que o verdadeiro amor não aprisiona, antes liberta.
- GenresFiction
384 pages, Paperback
Published August 13, 2026
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Community Reviews
Displaying 1 - 30 of 43 reviews
August 8, 2026
Inizio in salita (non si capiva un cazzo), ma ne è valsa la pena continuarlo per la storia di resistenza femminile della protagonista e poi di sua figlia.
August 26, 2026
Hype alto anche per questa lettura, ma si è spento lentamente. Arrivare alla fine è stata una faticaccia.
L’idea centrale del gruppo di donne mi è piaciuta, ma quello che ci gira intorno è troppo lungo.
Carino il personaggio della protagonista Camilla.
Mi ha anche un po disturbato il dialetto qua e la.
Finale che non ho capito per nulla.
Non una lettura che consiglio.
L’idea centrale del gruppo di donne mi è piaciuta, ma quello che ci gira intorno è troppo lungo.
Carino il personaggio della protagonista Camilla.
Mi ha anche un po disturbato il dialetto qua e la.
Finale che non ho capito per nulla.
Non una lettura che consiglio.
This entire review has been hidden because of spoilers.
September 10, 2026
Un romanzo corale tutto al femminile. Personalmente ho trovato un po' faticosa a tratti la scrittura dialettale. La storia è fatta di molte vicende alcune buttate lì e risolte in un capitolo altre magari meno interessanti sviluppate all'infinito inutilmente. Resta al lettore il senso di amicizia e legame tra queste donne e il loro voler essere indipendenti. Avrei tanto voluto leggere un finale non sussurrato sulla storia di Viola. Lettura scorrevole in generale un romanzo godibile
November 21, 2025
Ho iniziato questo romanzo dopo averlo visto da un tiktok, non riuscivo a togliermi dalla testa la voglia di leggerlo.
È un romanzo familiare che si svolge nei paesi del basso Lazio, segue in particolare Camilla che da ragazzina irrequieta e fumantina diventa una donna che, seppure ancorata alle tradizioni dell'epoca che la vogliono moglie e madre, riesce a costruire una sua indipendenza, una volontà e un suo "essere" al di là del marito.
Alla storia di Camilla si intreccia quella della sua famiglia, di Peppina (sua mentore per i lavori di chiudiocchi e levatrice) e delle donna della Rocca, le quali da anni si ritrovano alla Cerchia. Non è tanto un luogo fisico quanto un luogo "dell'anima" in cui queste donne da una parte aiutano la comunità preparando decotti, conserve e filati ma dall'altra aiutano loro stesse e qualunque donna ne abbia la necessità a credere nelle donne in quanto tali, a scoprire loro stesse e i loro interessi, ad esistere senza temere il giudizio altrui.
Si parla di saperi antichi e tradizionali che vengono trasmessi di madre in figlia e di donna in donna sottoforma di scritti e parole. Si parte da Camilla per finire con Viola e passando attraverso le vite di tante altre si parla della difficoltà di diventare madre e prima ancora moglie, della necessità di scoprire e accettare i propri corpi,
La Cerchia diventa luogo di racconti, sfoghi e piacere in cui le partecipanti hanno il diritto di essere loro stesse e in cui imparano a bastarsi in quanto donne.
Il romanzo si svolge su tutto il 900, si toccano i temi della violenza, della guerra, della carestia, dell'autoaffermazione, dell'indipendenza e autodeterminazione in quanto donne. Alla Cerchia, si potrebbe dire, è nato una sorta di "pre femminismo" il cui scopo sarà sempre quello di rendere ed essere "consapevoli della meraviglia stupenda che si è".
La prosa non è semplicissima da seguire, le inflessioni dialettali sono molte e per chi non è avvezzo al dialetto della zona può risultare complicato seguire il filo del discorso, i dialoghi spesso risultano artificiosi e rallentano lo scorrere delle pagine.
È un romanzo familiare che si svolge nei paesi del basso Lazio, segue in particolare Camilla che da ragazzina irrequieta e fumantina diventa una donna che, seppure ancorata alle tradizioni dell'epoca che la vogliono moglie e madre, riesce a costruire una sua indipendenza, una volontà e un suo "essere" al di là del marito.
Alla storia di Camilla si intreccia quella della sua famiglia, di Peppina (sua mentore per i lavori di chiudiocchi e levatrice) e delle donna della Rocca, le quali da anni si ritrovano alla Cerchia. Non è tanto un luogo fisico quanto un luogo "dell'anima" in cui queste donne da una parte aiutano la comunità preparando decotti, conserve e filati ma dall'altra aiutano loro stesse e qualunque donna ne abbia la necessità a credere nelle donne in quanto tali, a scoprire loro stesse e i loro interessi, ad esistere senza temere il giudizio altrui.
Si parla di saperi antichi e tradizionali che vengono trasmessi di madre in figlia e di donna in donna sottoforma di scritti e parole. Si parte da Camilla per finire con Viola e passando attraverso le vite di tante altre si parla della difficoltà di diventare madre e prima ancora moglie, della necessità di scoprire e accettare i propri corpi,
La Cerchia diventa luogo di racconti, sfoghi e piacere in cui le partecipanti hanno il diritto di essere loro stesse e in cui imparano a bastarsi in quanto donne.
Il romanzo si svolge su tutto il 900, si toccano i temi della violenza, della guerra, della carestia, dell'autoaffermazione, dell'indipendenza e autodeterminazione in quanto donne. Alla Cerchia, si potrebbe dire, è nato una sorta di "pre femminismo" il cui scopo sarà sempre quello di rendere ed essere "consapevoli della meraviglia stupenda che si è".
La prosa non è semplicissima da seguire, le inflessioni dialettali sono molte e per chi non è avvezzo al dialetto della zona può risultare complicato seguire il filo del discorso, i dialoghi spesso risultano artificiosi e rallentano lo scorrere delle pagine.
July 20, 2026
Dopo una prima parte un pò difficoltosa a causa dell'uso abbastanza ampio del dialetto del basso Lazio, la storia si apre in una meravigliosa trama. Un libro sul coraggio delle donne, sulla famiglia, sui sogni e sulla comunità. Ambientato tra gli inizi del 1900 ed il 1950 circa, sullo sfondo compaiono anche gli orrori della seconda guerra mondiale. Belli i personaggi a partire da Peppina, Camilla ed Aldino. Salvifico il ruolo della Cerchia.
September 12, 2026
Ne ho letto metà e poi mi sono arresa.
Me lhanno regalato ma c'è qualcosa nella scrittura che non me lo fa piacere.
Me lhanno regalato ma c'è qualcosa nella scrittura che non me lo fa piacere.
February 23, 2026
Finito a fatica. I discorsi diretti sono in dialetto. Romanzo corale dove i personaggi risultano per la maggior parte noiosi. Interessanti solo gli avvenimenti storici citati , quello sull' occupazione nazista e bombardamento Cassino è l' unico degno di nota . Nel contesto un libro che non consiglierei.
October 3, 2025
Ho trovato il linguaggio ostico e fastidioso. Lo stile è lento con molti termini dialettali
Anche i personaggi e le loro vicende scorrono a un ritmo lento: tra sacro e profano, decotti e medicamenti di Camilla e Peppina, e verso la fine anche di Viola, le giornate nella “Cerchia” si ripetono quasi identiche, senza grandi novità, rendendo la lettura monotona e non coinvolgente.
Anche i personaggi e le loro vicende scorrono a un ritmo lento: tra sacro e profano, decotti e medicamenti di Camilla e Peppina, e verso la fine anche di Viola, le giornate nella “Cerchia” si ripetono quasi identiche, senza grandi novità, rendendo la lettura monotona e non coinvolgente.
September 7, 2025
Non sono riuscita a finirlo.
La femminanza? Io ancora la sto cercando.
Tra descrizioni artificiose e dialoghi indecifrabili, mi sono persa subito… e non ho più ritrovato la strada.
La femminanza? Io ancora la sto cercando.
Tra descrizioni artificiose e dialoghi indecifrabili, mi sono persa subito… e non ho più ritrovato la strada.
May 2, 2026
La Femminanza by Antonella Mollicone
Plot
1920, Rocca d’Arce, Southern Lazio. Palazzo Maletazzi is the residence of a wealthy family. Some years earlier, Camilla lived there with her mother Anna and her father Paolo. Suddenly, the family left the palace to move to Canale. Camilla is still drawn to Palazzo Maletazzi, even though she hates her uncle Ettore, who still lives there with his family. Camilla’s anger and pain are eased by the discovery of a Circle of women, led by Peppina, the village midwife. They knit, sew, and work with wool. Most of all they support one another and they help young women to resist against the male chauvinist mentality. The Circle helps Camilla to confess the reasons of her hatred. Years later, they will also help her daughter Viola to make difficult decisions.
Reviews
“La Femminanza” is the latest book by the Italian writer Antonella Mollicone. Although the story is compelling, it is not an easy read. It isn’t an entertaining book, but the style is solid and authentic. The author vividly describes the daily life of a world that no longer belongs to us. She uses many expressions in the local dialect, which makes the narrative more challenging but also more realistic. Not only do Peppina, Camilla, Cosima, Vincenzona and Viola show great courage in facing life during the Fascist period and the Second World War, but they are also brave to face the violence and dominance of men with determination. The novel includes a powerful and well-written historical section. It recounts the atrocities committed by Moroccan troops, after the fall of the “Gustav Line”. They were supposed to liberate the villages near Cassino and Frosinone, but they ended up raping women, abusing children, killing men and burning houses. This dark episode of our history was rarely explored by Italian literature and cinema. One example is certainly “La ciociara” by “Alberto Moravia”, later adapted into a film interpreted by the astonishing Sophia Loren.
Conclusion
In conclusion not only is “La Femminanza” a novel about women, but also it talks about the strong bond between a mother and a daughter. When Viola has to make an important decision, her mother is able to advise her without imposing her own will.
Plot
1920, Rocca d’Arce, Southern Lazio. Palazzo Maletazzi is the residence of a wealthy family. Some years earlier, Camilla lived there with her mother Anna and her father Paolo. Suddenly, the family left the palace to move to Canale. Camilla is still drawn to Palazzo Maletazzi, even though she hates her uncle Ettore, who still lives there with his family. Camilla’s anger and pain are eased by the discovery of a Circle of women, led by Peppina, the village midwife. They knit, sew, and work with wool. Most of all they support one another and they help young women to resist against the male chauvinist mentality. The Circle helps Camilla to confess the reasons of her hatred. Years later, they will also help her daughter Viola to make difficult decisions.
Reviews
“La Femminanza” is the latest book by the Italian writer Antonella Mollicone. Although the story is compelling, it is not an easy read. It isn’t an entertaining book, but the style is solid and authentic. The author vividly describes the daily life of a world that no longer belongs to us. She uses many expressions in the local dialect, which makes the narrative more challenging but also more realistic. Not only do Peppina, Camilla, Cosima, Vincenzona and Viola show great courage in facing life during the Fascist period and the Second World War, but they are also brave to face the violence and dominance of men with determination. The novel includes a powerful and well-written historical section. It recounts the atrocities committed by Moroccan troops, after the fall of the “Gustav Line”. They were supposed to liberate the villages near Cassino and Frosinone, but they ended up raping women, abusing children, killing men and burning houses. This dark episode of our history was rarely explored by Italian literature and cinema. One example is certainly “La ciociara” by “Alberto Moravia”, later adapted into a film interpreted by the astonishing Sophia Loren.
Conclusion
In conclusion not only is “La Femminanza” a novel about women, but also it talks about the strong bond between a mother and a daughter. When Viola has to make an important decision, her mother is able to advise her without imposing her own will.
January 28, 2026
La femminanza di Antonella Mollicone è un'opera che prometteva molto, ma che purtroppo non riesce a mantenere le aspettative. La storia di Camilla e Viola, due donne che lottano per la loro indipendenza e libertà in un mondo patriarcale, è un tema interessante e attuale, ma la complessità di lettura e la NOIA EVIDENTE sono un ostacolo per noi lettori.
Il primo problema per me è la lingua utilizzata, un italiano difficile da comprendere e spesso astruso, che richiede una concentrazione costante per seguire il filo del discorso. Digressioni che fanno perdere il punto e il dialetto parlato nel Lazio meridionale durante la prima metà del Novecento, che sebbene sia un elemento di autenticità e realismo per il tempo in cui è ambientata la storia, risulta MOLTO FASTIDIOSO alla lettura soprattutto se utilizzano vocaboli che ovviamente....non sai.
Secondo problema è la struttura del romanzo, che sembra procedere a rilento, senza un ritmo chiaro e definito. La narrazione si perde in descrizioni e in digressioni, che avevo già citato, che NON contribuiscono a far avanzare la storia anzi rendendola NOIOSA DA MORIRE CHE NON STIMOLA AD ANDARE AVANTI. Ho letto la bellezza di 5 capitoli e poi mi sono arreso.
La femminanza è un libro che nonostante i temi interessanti e attuali risulta risulta terribile da leggere e ancora più triste è l'occasione persa per far parlare di questi temi in una società ancora pregna di antichi valori patriarcali, bastava renderlo piu coinvolgente e comprensibile a un lettore che non necessariamente vuole aprire un vocabolario per leggere o cercare le parole in dialetto che ovviamente non sa.
Il primo problema per me è la lingua utilizzata, un italiano difficile da comprendere e spesso astruso, che richiede una concentrazione costante per seguire il filo del discorso. Digressioni che fanno perdere il punto e il dialetto parlato nel Lazio meridionale durante la prima metà del Novecento, che sebbene sia un elemento di autenticità e realismo per il tempo in cui è ambientata la storia, risulta MOLTO FASTIDIOSO alla lettura soprattutto se utilizzano vocaboli che ovviamente....non sai.
Secondo problema è la struttura del romanzo, che sembra procedere a rilento, senza un ritmo chiaro e definito. La narrazione si perde in descrizioni e in digressioni, che avevo già citato, che NON contribuiscono a far avanzare la storia anzi rendendola NOIOSA DA MORIRE CHE NON STIMOLA AD ANDARE AVANTI. Ho letto la bellezza di 5 capitoli e poi mi sono arreso.
La femminanza è un libro che nonostante i temi interessanti e attuali risulta risulta terribile da leggere e ancora più triste è l'occasione persa per far parlare di questi temi in una società ancora pregna di antichi valori patriarcali, bastava renderlo piu coinvolgente e comprensibile a un lettore che non necessariamente vuole aprire un vocabolario per leggere o cercare le parole in dialetto che ovviamente non sa.
August 29, 2026
"Cosima è riuscita ad entrare dentro l'oscurità della morta co' la luce addosso. Lo puoi fare pure tu. Pure io. Entrare nella nostra morte co' l'amore. Quello che ci danno gli altri e quello che ci diamo ogni giorno."
✿ In dieci anni di stesura di questo romanzo forse un giorno per mettersi ad asciugarlo un po’ si poteva trovare.
Molto bene nell’ambientazione e nella dimensione corale, l’autrice riesce a restituire un mondo rurale fatto di tradizioni, credenze, medicina popolare e quotidianità dando importanza al sapere che si tramanda di madre in figlia e alla memoria. E poi la cerchia sopra ad ogni cosa, questo concetto di femminanza inteso come legame e sorellanza e sostegno reciproco delle donne che è il cuore del libro.
✿ Molto riuscito il percorso di Camilla e di Viola, un po’ meno gli altri due figli che vengono eclissati e raccontati en passant per farti vedere che sono vivi e stanno bene. Camilla e Viola che comunque non sono facili da apprezzare e seguire perchè i loro pensieri e le loro emozioni corrono da una parte all’altra e cambiano in modo repentino con continuo alti e bassi emotivi che ti stancano. Ho perso il conto di quante volte Camilla va in crisi e comincia a delirare mentalmente.
All’inizio è lento e il dialetto, come al solito, mi ha dato fastidio anche se perlomeno non era così opprimente. Ci sta come scelta, parliamo comunque di una storia che si svolge 100 anni fa, serviva autenticità.
Aldino vincitore del premio best book boyfriend a mani bassissime.
✿ In dieci anni di stesura di questo romanzo forse un giorno per mettersi ad asciugarlo un po’ si poteva trovare.
Molto bene nell’ambientazione e nella dimensione corale, l’autrice riesce a restituire un mondo rurale fatto di tradizioni, credenze, medicina popolare e quotidianità dando importanza al sapere che si tramanda di madre in figlia e alla memoria. E poi la cerchia sopra ad ogni cosa, questo concetto di femminanza inteso come legame e sorellanza e sostegno reciproco delle donne che è il cuore del libro.
✿ Molto riuscito il percorso di Camilla e di Viola, un po’ meno gli altri due figli che vengono eclissati e raccontati en passant per farti vedere che sono vivi e stanno bene. Camilla e Viola che comunque non sono facili da apprezzare e seguire perchè i loro pensieri e le loro emozioni corrono da una parte all’altra e cambiano in modo repentino con continuo alti e bassi emotivi che ti stancano. Ho perso il conto di quante volte Camilla va in crisi e comincia a delirare mentalmente.
All’inizio è lento e il dialetto, come al solito, mi ha dato fastidio anche se perlomeno non era così opprimente. Ci sta come scelta, parliamo comunque di una storia che si svolge 100 anni fa, serviva autenticità.
Aldino vincitore del premio best book boyfriend a mani bassissime.
July 28, 2026
Benchè fosse stato molto sponsorizzato nel booktok nostrano, non avevo grandi aspettative ed in effetti non è una lettura che mi ha entusiasmato, forse complice anche una narratrice a tratti un po' "improvvisata".
Il libro parla di una storia familiare, ambientata a cavallo della Seconda Guerra Mondiale (1930 - 1950 circa) che ruota attorno alle figure femminili, ma anche della storia di un paese e di una cultura (quella del frosinate / basso lazio) che viene tramandata di madre in figlia e che suggella, tra una cerchia di donne del paese, un forte legame al femminile, definito appunto "la femminanza".
Protagonista di questa storia è Camilla, che affianca Peppina nel mestiere di apri-occhi e chiudi-occhi (ossia di levatrice e di ultima assistente alla morte), che spesso viene esercitato allo stesso tempo, considerato le numerose morti da parto che si verificavano al tempo.
Purtroppo in alcuni pezzi ho compreso poco i messaggi che l'autrice voleva passare attraverso i suoi personaggi, pertanto non posso dire che mi sia arrivato o che mi sia rimasto molto di questa lettura.
Ma può comunque essere una storia piacevole da portare avanti per l'estate o durante le vacanze
Il libro parla di una storia familiare, ambientata a cavallo della Seconda Guerra Mondiale (1930 - 1950 circa) che ruota attorno alle figure femminili, ma anche della storia di un paese e di una cultura (quella del frosinate / basso lazio) che viene tramandata di madre in figlia e che suggella, tra una cerchia di donne del paese, un forte legame al femminile, definito appunto "la femminanza".
Protagonista di questa storia è Camilla, che affianca Peppina nel mestiere di apri-occhi e chiudi-occhi (ossia di levatrice e di ultima assistente alla morte), che spesso viene esercitato allo stesso tempo, considerato le numerose morti da parto che si verificavano al tempo.
Purtroppo in alcuni pezzi ho compreso poco i messaggi che l'autrice voleva passare attraverso i suoi personaggi, pertanto non posso dire che mi sia arrivato o che mi sia rimasto molto di questa lettura.
Ma può comunque essere una storia piacevole da portare avanti per l'estate o durante le vacanze
September 29, 2025
Ci sono libri che ti prendono per mano e ti portano dentro un mondo di voci dimenticate. La Femminanza di Antonella Mollicone è uno di quei romanzi: una storia che dà voce a un’intera comunità di donne, restituendo il respiro della memoria, delle tradizioni e della resistenza silenziosa che ha accompagnato intere generazioni. Ambientato a Rocca, un paesino del Lazio meridionale, il libro ci porta nel cuore del Novecento italiano, dagli anni Venti fino al boom economico, con la guerra e il fascismo a fare da sfondo, ma sempre filtrati dallo sguardo intimo e quotidiano dei personaggi.
Per la recensione completa seguiteci qui:
https://tuttacolpadeilibri.blogspot.c...
Per la recensione completa seguiteci qui:
https://tuttacolpadeilibri.blogspot.c...
October 22, 2025
La femminanza di Antonella Mollicone: una cerchia di donne pazzesche, di segreti e di tradizioni tramandate. Nelle ultime pagine ho tifato per Viola e per la sua vita, per la libertà e i suoi desideri di studio, ricerca, di indipendenza. Il discorso sulla pigrizia pazzesco. Non vi rimane che leggerlo. Ammetto che ho avuto qualche difficoltà per termini dialettali. Ma il sapere che la
Scrittrice ci ha impiegato 10 anni per la redazione del libro è una bellissima lezione in confronto a chi sforna romanzi dopo romanzi. (E chiediamoci chi ci sta dietro).
Scrittrice ci ha impiegato 10 anni per la redazione del libro è una bellissima lezione in confronto a chi sforna romanzi dopo romanzi. (E chiediamoci chi ci sta dietro).
July 20, 2026
È più un 3.5 che un 4.
L'idea è tanto bella, come l'espediente della cerchia e il femminismo "ruspante" di un'Italia antica, di una Ciociaria martoriata dalla povertà, quindi dalla guerra e ancora dagli alleati. Però purtroppo si perde in un'ampollosità che spesso lo rende pesante e di difficile lettura. Con un editing diverso sarebbe stato veramente un bel libro.
In ogni caso ha dei passaggi molto interessanti. Credo sia difficile la questione dialettale per chi non è laziale/ciociaro, ma sento di poterne difenderne comunque la bellezza e il ruolo.
L'idea è tanto bella, come l'espediente della cerchia e il femminismo "ruspante" di un'Italia antica, di una Ciociaria martoriata dalla povertà, quindi dalla guerra e ancora dagli alleati. Però purtroppo si perde in un'ampollosità che spesso lo rende pesante e di difficile lettura. Con un editing diverso sarebbe stato veramente un bel libro.
In ogni caso ha dei passaggi molto interessanti. Credo sia difficile la questione dialettale per chi non è laziale/ciociaro, ma sento di poterne difenderne comunque la bellezza e il ruolo.
September 8, 2025
Decisamente il libro più brutto che ho letto quest'anno, so far. Lento, noioso, troppo dialetto ed apostrofi, personaggi noiosi (non mi sono affezionata a nessun personaggio e questo la dice lunga se non tutta)..
Il concetto di "femminanza" è anche bello ma sviluppato malissimo, con immagini narrative scritte in modo fastidioso; non prende mai piede e non ti fa assolutamente venire voglia di prenderlo in mano per continuare la lettura.
Una, se non mezza stella.
Il concetto di "femminanza" è anche bello ma sviluppato malissimo, con immagini narrative scritte in modo fastidioso; non prende mai piede e non ti fa assolutamente venire voglia di prenderlo in mano per continuare la lettura.
Una, se non mezza stella.
September 12, 2025
"La femminanza" è un romanzo che racconta la forza delle donne attraverso generazioni.
Nella "Cerchia", una comunità tutta al femminile, si tramandano segreti, cure e saperi antichi, mentre ognuna affronta dolori, silenzi e il peso delle tradizioni.
Tra guerra, patriarcato e desiderio di libertà, le protagoniste trovano nella solidarietà reciproca la chiave per resistere e rinascere.
Una storia intensa, che profuma di terra, di memoria e di coraggio.
Nella "Cerchia", una comunità tutta al femminile, si tramandano segreti, cure e saperi antichi, mentre ognuna affronta dolori, silenzi e il peso delle tradizioni.
Tra guerra, patriarcato e desiderio di libertà, le protagoniste trovano nella solidarietà reciproca la chiave per resistere e rinascere.
Una storia intensa, che profuma di terra, di memoria e di coraggio.
August 29, 2026
Uma capa lindíssima para uma história maravilhosa e muito bem escrita, baseada na história da família da própria autora. A vida na Itália rural da primeira metade do século XX. O poder da união entre as mulheres. A coragem de optar por manter as tradições úteis e cortar com aquelas que impedem o progresso. Inspirador.
September 6, 2026
Bella l'idea della cerchia di donne che si aiutano per avere più rispetto ed autonomia, però poco sviluppata.
Mi è piaciuta la scrittura non banale, l'inserimento di parole a modi di dire dialettali non disturba il romanzo.
La parte più interessante per me è quella che racconta l'arrivo degli alleati.
Peccato per il finale, troppo lungo e confuso.
Mi è piaciuta la scrittura non banale, l'inserimento di parole a modi di dire dialettali non disturba il romanzo.
La parte più interessante per me è quella che racconta l'arrivo degli alleati.
Peccato per il finale, troppo lungo e confuso.
March 2, 2026
un libro importante, delicato ma che dice le cose con chiarezza e a volte con la brutalità della realtà. una storia, molte storie che dimostrano la forza e la resistenza delle donne, il potere che si scambiano tramite l'amore e la sorellanza.
una lettura preziosa che porterò con me
una lettura preziosa che porterò con me
April 7, 2026
Brutto! Non sono riuscita a finirlo, ho fatto davvero una grande fatica. Il linguaggio è ostico, i dialoghi sono in dialetto, i personaggi piatti e privi di interesse. Ottima campagna di marketing ma nulla di più
April 30, 2026
Una storia molto particolare di affermazione dei diritti di donne molto forti, grazie ad un confronto continuo tra loro. Al centro della storia Camilla, prima, e sua figlia Viola, dopo, circondate da altre figure minori.
August 30, 2026
Appena terminato con un po' di fatica ma alla fine sono rimasta soddisfatta.
Parla di un gruppo di donne che condividono segreti, rimedi, infusi e lavori manuali cercando uno spazio libero dalle regole degli uomini.
Camilla e sua figlia Viola sono le protagoniste....
Buona lettura.
December 14, 2025
La storia è interessante ed originale ma è scritto in modo talmente pesante da rendere la lettura un'agonia.
December 25, 2025
Troppa poca “femminanza” tutto troppo elaborato. Quasi faticoso a finirlo.
February 15, 2026
Un inno al sacro femminile
March 8, 2026
linguaggio dialettale e racconto lento
April 5, 2026
AUDIOLIBRO
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