L'aver casualmente inciampato in un punto geometrico privo di dimensioni (ma, come si è poi scoperto, non privo di curiose proprietà) è all'origine dell'Etimologiario che qui si presenta. Nel percorso, a volte tortuoso, tra le parole e le cose vi è un punto equidistante (dal nome e dall'oggetto) in cui, se per qualche accidente ci si sofferma, accadono fatti inconsueti: il punto può allargarsi a dismisura e l'interstizio fra il reale e il possibile diventa una vasta zona di frontiera, propizia a insoliti incontri. Il lieve fastidio all'alluce sinistro, conseguenza di un passo maldestro, ha indotto l'Autrice a fermarsi: il punto era già una crepa sottile, quando è apparsa la prima creatura, l'allucinazione, che l'ha introdotta presso altri abitanti della zona. Etimologiario è un tentativo di descrizione del luogo e dei suoi meccanismi di relazione attraverso alcuni esemplari, fra i tanti con cui l'Autrice si è intrattenuta. Potrebbe essere una piccola guida, una mappa per perdersi più che un insieme di itinerari definiti. Ognuno può trovare altri percorsi e raccogliere altri campioni, una volta entrato in questo luogo dove le parole si arrotolano e si srotolano, fanno capriole e volteggi tra mille sberleffi di lingue beffarde. Buon viaggio.
Maria Sebregondi è nata a Genova, cresciuta a Roma, vive a Milano; traduttrice (di Raymond Queneau e Georges Perec), membro dell’Oplepo, circolo dedito a giochi letterari-enigmistici, inventrice dei taccuini Moleskine; ha pubblicato Smentimenti (2000).
"crepuscolo s. m. (dim. del s.f. «crepa») – esile crepa del tempo tra il giorno e la notte. Una pausa sottile dove i colori si accendono, brevemente sottratti al dominio della luce o del buio." (p. 19)
"mentire v. intr. (comp. dal s.f. «mente» e dal v. intr. «ire»: andare) – il procedere proprio della mente. Percorre instancabile meandri e corridoi le cui pareti piene di specchi riflettono continuamente le menzogne dei concetti." (p. 83)
"Un piccolo dizionario etimologico di tipo assolutamente fantastico, dove le inedite etimologie, cavate da segmenti della parola, rivelano una loro buffa giustezza, in un corto circuito intento alla parola che sorprende, fa sorridere e ne espande inaspettatamente il significato."
L'autrice gioca con le parole, esplorandone il significato secondo un'origine fittizia che per quanto surreale appare quasi plausibile. In questo esperimento divertente e tutto sommato ben riuscito, alcune delle definizioni rasentano il geniale, mentre altre sono in effetti un po' forzate o banali. Ciò assume anche una certa rilevanza in considerazione del fatto che le voci presenti in questo Etimologiario non siano poi moltissime in numero (101 in totale).
In conclusione, un libretto breve e godibile, che diverte qualora capiti tra le mani del lettore, ma non certo da correre a comprare.