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Ondina

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Expected 11 Sep 26
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359 pages, Kindle Edition

Expected publication September 11, 2026

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Paola Gula

9 books

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Review of advance copy received from Editore
August 24, 2026
Vi siete mai chieste da dove arriva l’acqua nella bottiglia che avete davanti?

Io, prima di leggere Ondina, non ci avevo mai pensato davvero. E forse è anche per questo che ho trovato così interessante leggere la storia di un’acqua che nasce proprio nel territorio da cui provengo.
Ondina mi ha fatto compagnia durante le vacanze, ma credo che questa lettura mi abbia coinvolta ancora di più perché i luoghi in cui è ambientata la storia li conosco bene. Dalla provincia alla città, sono luoghi che fanno parte del mio territorio, che ho frequentato e che sento casa. È il secondo libro di Paola Gula che leggo e, ancora una volta, mi ha fatto piacere ritrovare tra le sue pagine il Cuneese e una storia così profondamente legata a questi luoghi.
Ringrazio la casa editrice per avermi permesso di leggere il libro in anteprima Ondina di Paola Gula uscirà a settembre.

La storia comincia nell’autunno del 1911, quando Ondina è ancora una bambina e cresce a Garessio, tra i torrenti e le sorgenti del Colle San Bernardo. Ondina crescerà con la determinazione e l’indipendenza che eredita dalla madre, imparando presto a non lasciarsi definire da quello che gli altri pensano di lei. Da bambina cresciuta sotto il peso di un’etichetta che all’epoca poteva segnare una persona per tutta la vita, diventa una donna indipendente. Impara a leggere, scopre l’amore per le storie e per i libri e porta questa passione anche nelle relazioni con le persone che le stanno intorno. È bello seguirla mentre cresce e costruisce, passo dopo passo, la propria identità, alla faccia delle maldicenze che l’avevano accompagnata fin dall’infanzia.

Ho trovato interessante anche l’intreccio tra la storia di una famiglia e quella di un’azienda che diventa, nel tempo, parte integrante della storia di un paese. Si sente quanto lavoro di ricerca ci sia dietro questa storia. Per scrivere il romanzo, Paola Gula ha avuto diversi scambi con il direttore generale della S.Bernardo e con lo storico direttore dello stabilimento, oltre ad aver visitato personalmente le sorgenti e i luoghi in cui la vicenda prende forma. Ha trascorso del tempo in questi luoghi, immergendosi nell’ambientazione del romanzo e nei panorami del Colle San Bernardo, per poterli raccontare anche attraverso la conoscenza diretta. A rendere ancora più autentica la storia ci sono poi le espressioni dialettali di Garessio utilizzate dai personaggi. Un dettaglio che mi ha fatto sorridere, soprattutto perché, da cuneese, ho trovato già piuttosto diverso questo dialetto dal mio bovesano. Sono proprio queste piccole cose a restituire una sensazione di familiarità e a rendere ancora più vicini i luoghi raccontati.
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