"Mi sono appassionato all'argomento: le pietre. Cosa significano davvero? Si può leggere quella loro immobilità che non conosce il tempo? Perchè tutto muore, ma la pietra no. Al limite si frammenta. Ottusamente. E il frammento spezza in altri frammenti, all'infinito...
Per esempio è sul sasso che furono scritti i primi segni, utilizzando il medesimo. Il sasso lavorato ha ucciso; sasso per lapidare. Dai sassi si può accendere un fuoco, o possiamo leggere tracce di popoli passati. E più in grande: il cosmo. Con le sue distanze, quell'infinito di sasso in sasso, dalla polvere al pianeta distante anni luce..."
Terzo libro di Sacha che leggo, inferiore nel complesso ai due precedentemente letti (I cariolanti, Le nostre assenze), ma comunque a tratti coinvolgente. La storia, dopo un inizio molto promettente, purtroppo cade un po' nel banale, ma si riprende nel finale. Invece il punto di forza è la scrittura, per me molto interessante, una "penna" molto particolare, originale!