Terza edizione per una perla. Terza edizione per un romanzo nato dalle mani dello scrittore Sacha Naspini, che ci accompagna in un viaggio tra passato e presente. Una trama crudissima, piena di astio e vecchi rancori, dove amore e odio si rincorrono e sono elementi inscindibili l’uno dall’altro. Un romanzo a cui la definizione di noir va stretta; a cui ogni tipo di definizione va stretta. Un gioiello partorito narrando la storia di un vecchio antiquario, di una prostituta, di un sicario e di due giovani amanti fuggiti alla ricerca della felicità, ma che incontreranno durante la loro fuga la spietatezza del destino che prevede per loro un muro di Sassi e vendetta. La fuga, il racconto, la morte e i sassi - un connubio di elementi in apparenza lontani tra loro, ma che Sacha Naspini lega in questo romanzo e, rapiti dalla sua lettura, quasi non vien voglia di staccarsene. Carcello “BodyCold” Enzo
Sacha Naspini was born in 1976 in Grosseto, a town in Southern Tuscany. He has worked as an editor, art director, and screenwriter, and is the author of numerous novels and short stories which have been translated into several languages. Nives is his first novel to appear in English.
Quando si avvicinava la chiusa del romanzo, e il finale cominciava a sfogliarsi davanti ai miei occhi, ho pensato al film di Christopher Nolan, che sono sicuro Naspini ha amato in modo particolare (io no, nonostante sia un fan di Leonardo DiCaprio da quando era ragazzino): per un momento ho avuto la sensazione di piani temporali e di realtà che si mischiano e intrecciano, un po’ come avviene in quello che per ora secondo me è la prova più matura e riuscita di Naspini, Le Case del malcontento.
”Interstellar”, regia di di Christopher Nolan, 2014. Cresciuta la figlia di Matthew McConaughey è interpretata dalla magnifica Jessica Chastain.
Ho pensato anche a Michel Bussi che credo apprezzerebbe questo romanzo di Naspini.
Non sono un fan di Bussi, neppure di quel filone à la Nolan (nel quale inserirei anche Interstellar), ma sono un fan di Naspini, della sua fantasia e immaginazione, della sua scrittura che cambia di volta in volta (questo è il suo sesto romanzo che leggo), della sua intensità, della sua ironia, del suo essere romanziere e raccontatore di storie, dell’attenzione e concentrazione che richiede.
”Memento”, regia di di Christopher Nolan, 2000. Il protagonista interpretato da Guy Pearce si scrive addosso le cose che non deve dimenticare, quelle che vuole ricordare.
In I sassi i piani temporali giocano, e si spostano: quelli di realtà invece sembrano rimanere ancorati a una sola, questa, la nostra, niente mondi paralleli, niente stati di coscienza alterati. Anche se, anche se, un po’ come à la Bussi, non è che proprio tutto fila a rigor di logica: quest’ultima sembra subire un po’ di strappi e strattoni.
”Maman a tort”, la miserie francese tratta dall’omonimo romanzo di Michel Bussi, in italiano diventato “La doppia madre”.
Un vecchio antiquario dal passato torbido. Una prostituta d’alto bordo, un tempo promessa della matematica. Quella che doveva essere una prestazione sessuale si trasforma in un gioco di confessioni. Da una parte del tavolo c’è l’uomo, che parla della sua vita. Dall’altra c’è Eva, che racconta la sua costante, ossessiva ricerca di un posto chiamato casa. Il tutto ritmato da uno strano gioco con le carte. Le due vicende si trasformano ben presto in una grande storia di vendetta che ruota attorno a un fantomatico oggetto di antiquariato. Si apre così l’avventura di Marco e Marta, giovani innamorati in fuga. E Il Greco, terribile killer sulle loro tracce. Fino al momento in cui le due storie narrate andranno a unirsi di colpo. Improvvisamente alcuni personaggi irrompono nel presente da un passato lontanissimo. Cercando soluzione lì, nel cuore di Praga, alla fine del mazzo. E delle confessioni.
Praga, l’isola di Kampa.
Se dovessi pensare una frase di lancio per I sassi ne proporrei una molto banale ma aderente alla trama: nessuno è quello che appare (nessuno è chi credevamo fosse). Qualcuno ha scritto che questo romanzo è un noir elegante, sensuale, crudo, crudele, soprattutto credibile e accattivante.
I sassi sono quelli che Eva, la protagonista femminile che siede a un lato del tavolo e racconta la sua vita quando solleva una carta rossa, sono quelli che Eva vuole raccogliere in tutte le parti del mondo che visita, portarne uno a casa da ogni dove che avrà visto, per costruirci la sua casa dei sogni. Eva è adottata, vuole raggiungere la stella più lontana, è un genio della matematica, e colleziona sassi per usarli come mattoni.
Un bambino non è mai tutto suo padre. Anche questo è un passo avanti (Genetica).
Mi piace Naspini e quindi ho preso volentieri anche questo sua opera giovanile (o comunque quando non era ancora famoso com'è adesso). In più adoro Praga. Roma e Barcellona non è che ci siano molto, ma ci sono. Insomma, imperdibile, viste le premesse, e ne valeva la pena. Qua è c'è u po' di viulenza, che a me non sempre piace, però non è messa lì tanto per metterla, ecco.
Non so, mi è sembrata una storia troppo inverosimile (anche se ben costruita): la ragazza superdotata che dopo la fisica scopre la musica e poi il resto….
"Mi sono appassionato all'argomento: le pietre. Cosa significano davvero? Si può leggere quella loro immobilità che non conosce il tempo? Perchè tutto muore, ma la pietra no. Al limite si frammenta. Ottusamente. E il frammento spezza in altri frammenti, all'infinito... Per esempio è sul sasso che furono scritti i primi segni, utilizzando il medesimo. Il sasso lavorato ha ucciso; sasso per lapidare. Dai sassi si può accendere un fuoco, o possiamo leggere tracce di popoli passati. E più in grande: il cosmo. Con le sue distanze, quell'infinito di sasso in sasso, dalla polvere al pianeta distante anni luce..."
Terzo libro di Sacha che leggo, inferiore nel complesso ai due precedentemente letti (I cariolanti, Le nostre assenze), ma comunque a tratti coinvolgente. La storia, dopo un inizio molto promettente, purtroppo cade un po' nel banale, ma si riprende nel finale. Invece il punto di forza è la scrittura, per me molto interessante, una "penna" molto particolare, originale!
Il secondo romanzo letto di Naspini e mi chiedo come sia possibile che di questo autore se ne parli così poco. La sua abilità nel costruire storie dall'intreccio complesso, con personaggi tanto vivi che sembrano tendersi fuori dalle pagine e una prosa che ti trascina via, tra amori ed efferate crudeltà... Naspini è nato narratore, è il suo talento saper scrivere storie e I sassi è stata una meravigliosa storia da leggere.