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A Place of Greater Safety #3 of 3

I giorni del terrore: La storia segreta della rivoluzione. Terza parte

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«La rivoluzione è come Saturno: divora i suoi figli».
A parlare è Vergniaud, in piedi al banco degli imputati. Il Tribunale rivoluzionario ha appena pronunciato la sentenza: fino a qualche settimana prima era presidente della Convenzione nazionale, tra poche ore il boia mostrerà la sua testa al popolo.
È l'autunno del 1793. Nemmeno sei mesi prima, con l'esecuzione del re, la rivoluzione ha raggiunto l'apice. Il tiranno è morto, la monarchia finalmente abbattuta – eppure è proprio in questo momento che qualcosa s'incrina tra le diverse fazioni rivoluzionarie, che fino ad allora hanno agito di concerto. Gli eserciti delle potenze straniere avanzano verso i confini francesi, decisi a marciare su Parigi, e nella capitale la paura che qualcuno si sia venduto e stia tramando per la disfatta della Repubblica diventa sospetto, e il sospetto rapidamente psicosi. Chiunque non dia prova di costante ardore rivoluzionario – stabilisce il Comitato di salute pubblica – è da considerarsi sospetto; chiunque abbia un atteggiamento passivo nei confronti della Repubblica dev'essere arrestato, chiunque non faccia niente per essa va punito.
La Montagna e la Gironda, i brissottini e gli hébertisti: la battaglia è tanto più feroce quanto più diventa chiaro che la posta in gioco non è solo la supremazia politica, ma la vita stessa. Esecuzioni e linciaggi sono all'ordine del giorno, i sanculotti banchettano nel sangue, una dopo l'altra le teste dei leader usciti vittoriosi dalla rivoluzione cadono sotto la lama del Rasoio Nazionale. È il Terrore.
Ultimo atto dell'opera che Hilary Mantel dedica alla Rivoluzione francese, I giorni del Terrore è un lucido resoconto di quegli anni terribili, ma anche e soprattutto una storia di uomini che avanzano verso il loro personale punto di non ritorno, quando toccherà loro scegliere tra i sentimenti e gli ideali sempre più alti cui hanno legato il proprio nome, e del tributo di sangue che sempre il potere esige.

486 pages, Kindle Edition

First published October 1, 2014

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145 people want to read

About the author

Hilary Mantel

124 books7,878 followers
Hilary Mantel was the bestselling author of many novels including Wolf Hall, which won the Man Booker Prize and the National Book Critics Circle Award for fiction. Bring Up the Bodies, Book Two of the Wolf Hall Trilogy, was also awarded the Man Booker Prize and the Costa Book Award. She also wrote A Change of Climate, A Place of Greater Safety, Eight Months on Ghazzah Street, An Experiment in Love, The Giant, O'Brien, Fludd, Beyond Black, Every Day Is Mother's Day, Vacant Possession, and a memoir, Giving Up the Ghost. Mantel was the winner of the Hawthornden Prize, and her reviews and essays have appeared in The New York Times, The New York Review of Books, and the London Review of Books.

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1 star
1 (<1%)
Displaying 1 - 9 of 9 reviews
Profile Image for Giulia Angelica.
158 reviews25 followers
November 20, 2023
[Preparando una recensione con tutte le cose sbagliate che ci sono. Spoiler: sarà una lunga recensione]
Profile Image for Moloch.
507 reviews781 followers
Read
February 1, 2020

★★★★

Si intende che il voto e la recensione sono per l'opera integrale, A Place of Greater Safety , pubblicata nel 1992 (si tratta del primo romanzo dell'autrice) ma uscita in Italia, divisa in tre parti ( La storia segreta della Rivoluzione: Parte prima , Un posto più sicuro e I giorni del terrore ), solo a partire dal 2014.

Già qui (stavo per scrivere anche qui, ma mi devo sempre ricordare che questo libro viene ben prima della Trilogia su Thomas Cromwell) la Mantel, con la sua scrittura "ruvida", spiazza il suo lettore, che non sa mai cosa aspettarsi da una pagina all'altra: paragrafi più distesi e romanzeschi si alternano ad altri che sembrano inserti saggistici, ad altri ancora che sembrano asciutti verbali o nudi scambi di battute recitate su un palcoscenico, con tanto di indicazioni di "regia"... La narrazione al presente sostituisce all'improvviso quella al passato remoto, un registro improvvisamente crudo e volgare fa seguito a uno più controllato e letterario. Lo stile è esigente, difficile, e però, se si accetta la "sfida", diventa sempre più familiare, appropriato, inevitabile.
Quelli che, all'inizio (durante la lettura della prima delle tre "parti"), mi erano sembrati punti deboli dell'opera, la scarsa omogeneità, l'oscurità di alcuni passaggi, col prosieguo del libro sempre più invece mi hanno stimolato, mi hanno spinto a stare sempre all'erta, attenta, come i personaggi, a non farsi travolgere dai tumultuosi eventi raccontati.

Non è un libro adatto per "studiare" la Rivoluzione francese, né un'epopea corale, poiché l'autrice, come dice anche nell'introduzione (non particolarmente illuminante, per la verità: non ho capito come mai fosse tanto importante specificare a che ora cenavano i parigini), a parte le inevitabili concessioni alla fantasia (specie per le parti meno note delle vite dei protagonisti), si focalizza su tre specifiche vicende umane piuttosto che sulle masse popolari o sul teatro delle vicende militari, su tre figure che segue dall'infanzia alla morte, tre protagonisti indiscussi della storia di quegli anni: Danton, uomo d'azione irruento e deciso, "larger-than-life", l'emotivo e irrequieto Desmoulins, il cauto, riflessivo, freddo e controllato Robespierre.

Scrive la Mantel nella Postfazione all'edizione italiana:

Ho cominciato a scrivere romanzi nel 1974. Avevo ventidue anni e ho scelto la Rivoluzione francese perché pensavo che fosse la cosa più sorprendente e interessante accaduta nella storia universale. Quarant’anni dopo sono ancora alla ricerca di un avvenimento che mi susciti maggior sorpresa. Quando oggi andiamo a visitare Versailles, la sua agghiacciante grandiosità è rimasta intatta. Le mura, le pareti trasudano ancora l’alterigia dell’ancien régime. È noto che la Francia del 1789 era quasi alla bancarotta, che il terreno per la Rivoluzione era pronto, eppure viene da chiedersi: come hanno osato? Uomini, donne normali contro quel potere, quella certezza, quella presunzione di diritti acquisiti da così lungo tempo? L’impressione resta sempre la stessa.


È vero, non è facile ormai rendersi conto della portata della frattura che si verificò in pochi anni.

Questa è la storia di tre che hanno "osato", con motivazioni diverse e atteggiamenti diversi, e sono andati incontro alla rovina personale (spoiler? ), e ciò nonostante, come dice Danton sul patibolo...

Lacroix gli dà di gomito alle costole. «Quelle ragazze belghe... ne è valsa la pena, vero?».
[Danton] «Ne è valsa la pena. Ma non per le ragazze».
Profile Image for Criceto.
26 reviews7 followers
March 30, 2023
Uno stupendo epilogo di una stupenda trilogia storica.
Profile Image for Rafal.
427 reviews17 followers
August 17, 2016
Nie lubię tej serii.
Każdy kolejny tom był dla mnie coraz większym rozczarowaniem.
Rozumiem konwencję i styl opowiadania o rewolucji. To jest ciekawy pomysł, ale jego realizacja mi się nie podoba.
Miałem bez przerwy poczucie chaosu. Nazwiska, postaci, miejsca - są tu bardzo istotne a przy tym rodzaju narracji trudno się nie pogubić. I w pewnym momencie to się robi irytujące. Bo nie służy to - mam takie wrażenie - tworzeniu napięcia, charakterystyki postaci. Nie wiem, czemu to służy. Widzę w tym tylko bezsensowny zabieg literacki. Miałem wrażenie, to go garść przypadkowych refleksji i dialogów - a postaci (w każdym razie te drugoplanowe) są przypadkowo dopasowywane do wydarzeń.
Więc słabo...
Natomiast zupełnie inaczej czyta się zakończenie. Od momentu, gdy upadek Dantona zaczyna się zbliżać, czy sam proces - wtedy naprawdę zaczynają ciarki przechodzić po plecach. Być może dlatego, że grupa bohaterów się zawęża, że wydarzenia nabierają rozpędu i że widać tę całkowicie beznadziejną sytuację, w której zarówno skazywani jak i skazujący nie mają już wyboru i wszystkie drogi zaczynają nieuchronnie prowadzić na szafot. Chociażby dla tego fragmentu warto było przeczytać całą trylogię, choć niestety jest to jedyny fragment w całej trylogii, który zrobił na mnie takie wrażenie.
177 reviews1 follower
July 28, 2023
Dit laatste deel van een triologie over de Franse Revolutie stelt mij, evenals de 1e twee delen, wat teleur. Het verhaal wordt verteld aan de hand van het wel en wee van 3 revolutionele leiders die behoorden tot de professionele elite. Daardoor komt onvoldoende uit de verf dat de revolutie alle lagen van de bevolking raakte.
Wat mij betreft heeft de toen nog jeugdige Mantel zich enigszins vertild aan dit onderwerp.
Profile Image for Tomek.
422 reviews30 followers
September 15, 2025
Cała trylogia jest napisana w specyficzny, poszarpany sposób. Ale w tym szaleństwie jest metoda, a Mantel pokazuje, że jeszcze przed książkami o Anglii Tudorow była mistrzynią powieści historycznej.
Profile Image for TienD.
462 reviews2 followers
September 28, 2015
Na de eerste twee delen dacht ik dat ik wel zou weten hoe het verder zou gaan, maar dat bleek anders dan gedacht. Het verraad, de onderlinge verhoudingen, de worsteling met de mening van het volk, en niet te vergeten de rol van de vrouwen: het is zeer knap geschreven en het was wederom genieten van de prachtige dialogen die het boek ondanks het onderwerp, zo'n intiem karakter geven.
Displaying 1 - 9 of 9 reviews

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