Non aver paura di bruciare. Potresti risplendere, invece.
Metà del volto di Nina è una mappa di cicatrici che nessuno ha il coraggio di leggere. Ma questo non è l’unico motivo per cui il mondo sembra evitarla. Costretta a seguire il padre nei suoi innumerevoli spostamenti, ha cambiato troppe città per mettere davvero radici. L’unica amicizia che non l’ha mai abbandonata è quella di Sylvia Plath, a cui affida pensieri e dolori a margine dei suoi libri, che porta sempre con sé. Persino ora che è tornata in Italia, Nina resta un incendio senza fumo, silenzioso, nascosto sotto le braci. Un incendio che nessuno ha mai notato, almeno finché non conosce Diego, che il padre ha assunto per curare il giardino. Con i suoi dreadlock e le camicie sbottonate, Diego la guarda senza provare ribrezzo, la sfida con il suo sarcasmo e con la sua presenza costante. È un sole che costringe anche il girasole più timido a sollevare il capo. Ma, dietro a quel sorriso, si nasconde un ragazzo che ha rinunciato ai suoi sogni e convive con un trauma che non riesce a superare. Per Diego, Nina è un germoglio in un giardino apparentemente arido. All’inizio lei prova a respingerlo, ma sotto la diffidenza si nasconde la fragilità di chi legge nell’altro lo stesso alfabeto di dolore. Finalmente Nina ha trovato qualcuno che per la prima volta scommette su di lei, e Diego il coraggio di credere ancora in qualcosa. Tra i due scoppia un incendio indomabile. Ma il vuoto e la mancanza di ossigeno rischiano di spegnere le fiamme. Anche quelle che divampano più alte di tutte. La penna di Violet Ren sa graffiare con delicatezza. Le sue storie, a partire dai Frutti della memoria, hanno appassionato un pubblico di giovani lettori che la seguono con entusiasmo. In questo nuovo romanzo, ci regala una storia che trasforma il dolore in ossigeno. I due fragili protagonisti dovranno affrontare la verità più per vivere davvero non serve rimanere intatti, ma avere il coraggio di divampare insieme.
‧˚꒰🌻୭ ˚. 4.25 stars ౿ il giardino dei fiori mai nati ୭ ˚. ᵎᵎ ⤿ finish date: september 27th ⋆ ˚.
ho davvero adorato questa storia. conoscevo già la penna di violet, ho leto letto frutti della memoria volume I che avevo apprezzato soprattutto per la scriturra e il modo delicato e sempre emozionante che sa davvero cogliere nel segno quelle che sono le emozioni e le fragilità dell'animo umano.
I girasoli sono tra i miei fiori preferiti, così come il colore giallo e arancio che mi accompagano fino dall'infanzia. Sono colori della gioia, del sole, della felicità.
Questa storia è profondamente legata al sole e ai girasoli, ovviamente, e non ho potuto fare a meno di sentirmi chiamata da essa. Ho amato tantissimo il personaggio di Lorena, della nonna della nostra protagonista, Nina ( un nome che adoro tra l'altro). Lorena è la nonna per eccellenza, quella figura che c'è sempre, che ti scalda di abbracci e consigli di valore immenso. Non nego che questo mi ha fatto pensare molto alle mie di nonne e in genereale ai miei nonni. sono figure indispensabili nella nostra vita, non dimentichiamolo mai.
La scrittura di Violet ha dato vita a tente frasi che ho sottolineato e mi porterò dentro, sia perchè le ho sentite molto vicini sia perchè erano indimenticabili. Certe perle Violet come le hai inventate? Stupende.
Non è infatti un libro pesante, ha i suoi momenti delicati e tosti a livello emotivo ma è anche simpatico e divertente in alcuni momenti e frasi, soprattutto dal pov di Diego. Diego è un personaggio che ho davvero apprezzato tanto. Lui come Nina ha deegli affari in sospeso con la vita e in generale con se stesso. Ho davvero apprezzato per entrambi le scene in cui vedi come grazie alla presenza l'uno dell'altro riescano a superare quel muro che sembrava impossibile da distruggere. Se per Diego è smettere di farsi del male e di distruggersi per riempire il vuoto lasciando dai genitori, troppo impeggnati a farsi la guerra tra di loro per curarsi di cosa si lasciano alle spalle, Nina deve riuscire ad accettarsi, a volersi bene. Nina deve compiere il primo passo: amarsi. Solo così riuscirà a farsi amare, ad accettare che qualcuno la voglia accanto e sopratutto a farsi spazio nel mondo. A non rimpicciolirsi. Lei è grande, è immensa e guidata dal suo sole può fare grandi cose e essere amata nel modo più puro e vero. Amarsi è il minimo ch una persona possa fare per se stessa; questo è l'insegnamento che mi sento di portare rigirando un po la frase che Diego dice a Nina.
Questo libro è intenso, emozionante e estremamente necessario. è poesia, delicata ma impattante, difficile da dimenticare.
Carissimi Book Lovers, ci sono letture che arrivano in un momento preciso e si adagiano sulle nostre fragilità con la delicatezza di una carezza, per poi bruciare con la forza di una rivelazione. Il giardino dei fiori mai nati di Violet Ren è stato proprio questo: una storia d'amore, di dolore e di rinascita che mi ha toccato le corde più intime, lasciandomi con gli occhi lucidi e una sensazione di profonda gratitudine.
A volte la vita ci insegna a nasconderci prima ancora di darci la possibilità di mostrarci per chi siamo davvero. È questa la sensazione dolorosa e costante che accompagna Nina, una protagonista di una bellezza e di una fragilità disarmanti. Con metà del volto segnato da una mappa di cicatrici che il mondo preferisce ignorare o evitare, Nina ha imparato a vivere come un incendio senza fumo: silenziosa, protetta sotto le braci, costretta a spostarsi continuamente al seguito del padre senza mai poter mettere radici in nessun luogo.
L'unica costante della sua vita, l'unico rifugio sicuro in cui depositare pensieri e sofferenze, sono i versi e le parole di Sylvia Plath, annotate a margine di libri che porta sempre con sé come un amuleto contro la solitudine.
Ma anche le braci più coperte sono destinate a riprendere fuoco quando incontriamo la persona giusta. Per Nina, quel momento arriva con il ritorno in Italia e l'incontro con Diego, il ragazzo assunto da suo padre per prendersi cura del giardino. Diego, con i suoi dreadlock, le camicie sbottonate e un sarcasmo che sa di difesa, non distoglie lo sguardo davanti al suo volto segnato. Non prova ribrezzo, non la commisera: la guarda negli occhi e la sfida a uscire dall'ombra, comportandosi come quel sole che costringe anche il girasole più timido a sollevare la testa.
Dietro quel sorriso sfrontato, Diego nasconde le rovine di un trauma non superato e la rinuncia forzata ai propri sogni. Tra loro due non c'è una salvataggio unilaterale, ma il riconoscimento immediato di chi parla lo stesso alfabeto di sofferenza.
Quando Nina smette di respingerlo e decide di fidarsi, tra loro scoppia un incendio indomabile. Per la prima volta c'è qualcuno che scommette su di lei, e per la prima volta Diego trova una ragione per tornare a credere nel futuro. Eppure, quando le fiamme divampano così alte, il rischio che la mancanza d'ossigeno e il peso del passato soffochino, diventa devastante.
La scrittura di Violet Ren graffia con una grazia rara. Non cerca mai il dramma facile, ma scava nella psicologia dei personaggi regalandoci una lezione rara: per vivere davvero non dobbiamo curarci di rimanere intatti o perfetti agli occhi degli altri, ma dobbiamo trovare il coraggio di bruciare insieme. Un libro meraviglioso e profondo che consiglio a chiunque abbia voglia di riscoprire la bellezza che si nasconde tra le cicatrici.
Ci sono fiori che non riescono a sbocciare subito. Hanno bisogno di più acqua, di più luce, di più cure o, più semplicemente, di più tempo. Ci sono fiori che aspetti che spuntino, che buchino il terreno, che fioriscano impetuosi, in tutta la loro bellezza. E aspetti, aspetti, aspetti, ma quel giardino proprio non si colora. Forse hanno paura? Si sentono soli? Hanno bisogno di una spinta?
«Questo sarà il posto dove stanno le cose che hanno bisogno di più tempo delle altre. Non significa che non siano belle. Ci impiegano solamente di più a capire quanto lo sono.»
Nina si sente un pesce fuor d’acqua da tutta la vita, un seme che non è mai davvero sbocciato e che si trascina, per inerzia, nel fare ciò che deve: andare a scuola, cercare di farsi degli amici, vivere. Ma che vita è una vita in cui nessuno ti vede davvero? Una vita in cui sei tu la prima a nasconderti?
Perché, da quell’incidente che ha cambiato la sua vita, che ha cambiato il suo volto e il suo corpo per sempre, Nina non è più la stessa. E come potrebbe esserlo, quando in ogni città, in ogni scuola, in ogni posto in cui mette piede sembra essere lo zimbello di tutti? Tranne quando è con Diego.
Diego è un fulmine a ciel sereno. Arriva nella vita di Nina completamente a caso e sconvolge ogni cosa. Perché Diego non si limita a guardare Nina: lui la vede davvero. Riconosce in lei i suoi stessi tormenti, i suoi stessi dolori, seppure abbiano sfumature diverse.
Diego è un amico del padre di Nina che accetta di prendersi cura del suo giardino pur di avere qualcosa da fare, perché la verità è che lui è completamente perso. Perso tra i litigi dei suoi genitori, tra il peso delle responsabilità che sente giorno dopo giorno, tra quel vuoto perenne che non lo abbandona mai, tranne quando fuma. Sballarsi sembra l’unico modo per sentirsi un po’ più leggero. Ma quando ciò che sembra aiutarti diventa una condanna, quando non riesci più a farne a meno e diventa un pensiero costante, allora ti fa davvero bene? O è soltanto un altro tassello che si aggiunge alla torre della tua autodistruzione?
Nina e Diego sono due anime spezzate che, insieme, passo dopo passo, insulto dopo insulto, petalo dopo petalo, riescono ad attaccare l’uno i pezzi dell’altra.
E d’improvviso, davanti a Diego, la cicatrice di Nina non esiste più. Quel senso di inadeguatezza, la paura di stare al mondo, la voglia di scomparire, si dissolvono.
E d’improvviso, davanti a Nina, il buio, il vuoto, l’insoddisfazione, il bisogno di tenere qualcosa tra le dita, evaporano.
Perché lei diventa il centro di tutto, il bisogno primario. Proteggerla, difenderla, amarla, convincerla della sua bellezza diventano l’unico scopo.
Il giardino dei fiori mai nati non è solo una storia d’amore. È una storia che ti entra nella testa, nel cuore, nello stomaco e che, a ogni parola, apre un mondo dentro di te.
È la storia di tutte quelle ragazze che hanno sopportato e subito in silenzio ogni atto di bullismo, ogni offesa, ogni risata di scherno, senza mai reagire perché gli altri le hanno portate a convincersi che avessero ragione, che le cicatrici fossero qualcosa di cui vergognarsi.
È la storia di tutti quei ragazzi che sono stati dimenticati dai genitori, troppo occupati a farsi la guerra per accorgersi di ciò che hanno proprio sotto il naso.
È la storia di tutte quelle persone che non hanno ancora trovato il loro posto nel mondo e che vagano, cercando di accontentarsi, pur di provare almeno un briciolo di qualcosa.
Ed è la storia di Diego e Nina, che si sono visti, si sono amati e, cosa più importante, si sono insegnati a vicenda ad amarsi. Perché nessun fiore nasce davvero da solo. A volte abbiamo soltanto bisogno di qualcuno che ci ricordi che, anche se ci abbiamo messo più tempo degli altri, siamo sempre stati destinati a sbocciare.
Un libro meraviglioso che mi ha fatto commuovere piú e più volte. La penna dell'autrice, che ha già incantato i lettori più giovani, è delicata e arriva dritta al cuore, perché sa come emozionare e come far innamorare dei suoi personaggi, sempre realistici e alla portata di tutti.
Una storia che trasforma il dolore in resilienza, quella di Nina che porta su di sé cicatrici visibili che la fanno sentire mai abbastanza, e altre indelebili che cela al mondo perché nascondono le sue fragilità più profonde. Ma Diego, il giardiniere irriverente e so tutto io, riesce a vedere ogni cosa, soprattutto le insicurezze e la sofferenza. Angosce che trasforma in luce, una speranza alla quale Nina si aggrappa con tutte le sue forze.
Un libro che parla di amore e di accettazione di sé e dei segni che si portano addosso. L'autrice attraverso il percorso di Nina ci mostra come, per stare in pace con noi stessi, bisogna guardarsi con gli occhi del cuore, non con gli occhi della mente, non con quelli degli altri. Come per i girasoli.
«Non bisogna avere paura delle proprie ombre perché è proprio lì che si nasconde la luce più vera»
«I frutti della memoria saranno tutti quei momenti in cui, ricordando le cose brutte, sceglierai comunque di andare avanti e di amare ancora».
Metà del volto di Nina è una mappa di cicatrici che nessuno ha il coraggio di leggere. Persino ora che è tornata in Italia, Nina resta un incendio che nessuno ha mai notato, almeno finché non conosce Diego. Con i suoi dreadlock e le camicie sbottonate, Diego la guarda senza provare ribrezzo e la sfida. Ma, dietro a quel sorriso, si nasconde un ragazzo che ha rinunciato ai suoi sogni e convive con un trauma che non riesce a superare. Tra i due scoppia un incendio indomabile. Ma il vuoto e la mancanza di ossigeno rischiano di spegnere le fiamme.
“Il giardino dei fiori mai nati” è il nuovo libro di @violet_ren_autrice edito @garzantilibri che ringrazio di cuore per la copia🫂 Ho amato alla follia la storia di Eirene ed Alan in “Frutti della memoria”, e mi sono innamorata della sua penna e dei suoi personaggi anche questa volta.💛 I trope sono:
🌻 Reverse grumpy x sunshine 💛 Who did this to you? 🌻 Golden boy 💛 Bullying victim
Nina, prigioniera delle sue cicatrici a causa di un incidente, è una ragazza fragile che trova rifugio tra i versi di Sylvia Plath. Un girasole spento, che ha bisogno di luce per tornare a splendere.
Diego è l’unico in grado di andare oltre l’apparenza. L’unico capace di leggere in quei segni una bellezza unica e meravigliosa. Vulnerabile sì, ma anche tanto coraggiosa. Lui è il suo sole. La luce di cui aveva bisogno.
Diego è diventato uno dei miei personaggi preferiti di sempre. Lui che per anni è andato avanti lasciandosi trascinare dall’incertezza e dall’eccesso. Un’anima fragile nascosta dietro una risata, un ragazzo che cammina su un filo sottile per non farsi toccare dal mondo. Un ragazzo che si è perso per paura di cadere e sprofondare nel vuoto che sente dentro se stesso. Ma Diego non è solo questo, è anche l’unico in grado di vedere Nina per quello che è davvero.… d’altra parte lei riesce a farlo sentire vivo. Nina ha sempre visto solo macerie attorno a sé. Chiusa sotto una campana di vetro, vede tutto, sente tutto, ma resta intrappolata.
Il percorso di Nina è straordinario, soprattutto quando comprende che il problema non è mai stato la mancanza di amore, ma l'incapacità di credere in se stessa. Amarsi. La consapevolezza di non bastare. Eppure… Nina fiorirà e diventerà il girasole più bello. Luminosa, bella, piena di vita. Consapevole e libera da quella campana di vetro che ha costruito soltanto per poter scomparire meglio agli occhi del mondo. Perché Nina bella lo è davvero, dentro e fuori. E lo è proprio perché porta addosso i segni di un passato che l'ha resa più forte. Deve solo riuscire a comprenderlo, per ricominciare ad amarsi davvero e senza paura. Nina e Diego sono due personaggi tanto speciali, che conserveranno per sempre un pezzo del mio cuore nel loro cammino.❤️🩹
BookLover era da tempo che volevo leggere questa autrice e, una volta arrivata alla fine di questa storia, il pensiero è stato immediato: perché non l’ho letta prima?
Nina porta sul volto i segni di un incendio che le ha cambiato la vita, ma quello che fa più male è tutto ciò che non si vede. I continui trasferimenti, la paura degli sguardi degli altri, il rapporto difficile con la propria immagine e una relazione passata che ha lasciato segni profondi l’hanno portata a chiudersi sempre di più in se stessa.
Tra le pagine di Sylvia Plath trova un rifugio e un modo per affidare ai libri tutto ciò che a voce non riesce a dire.
Finché non arriva Diego, il giardiniere assunto da suo padre.
Diego è irriverente, sarcastico, apparentemente sicuro di sé. Dietro i dreadlock, i tatuaggi e quel sorriso che sembra non avere paura di niente, però, c’è un ragazzo che sta combattendo una guerra tutta sua e che ha smesso da tempo di credere nei propri sogni.
Il loro incontro è tutto fuorché tranquillo. Si provocano, si scontrano, si cercano e, poco alla volta, iniziano a riconoscersi. Perché quando hai conosciuto il dolore, forse riesci anche a vedere quello che l’altra persona cerca disperatamente di nascondere.
Quello che mi ha colpita di più è stato il percorso di Nina.
Non diventa improvvisamente sicura di sé perché si innamora. Il suo percorso è molto più difficile, deve imparare a smettere di guardarsi attraverso gli occhi degli altri, a scegliere per se stessa e a capire che quello che ha vissuto e le cicatrici che porta non possono definire tutta la persona che è.
E Diego mi ha stretto il cuore in una morsa.
I suoi silenzi, quello che sta affrontando e i suoi momenti più difficili mi hanno trascinata dentro la sua storia, facendomi sentire tutta la sua fatica. E avrei voluto solo tendergli la mano e accompagnarlo, pagina dopo pagina, verso la possibilità di rialzarsi.
È stata una lettura che mi ha spezzato il cuore.
Per la maggior parte del tempo ho avuto gli occhi lucidi e, in alcuni momenti, erano proprio pieni di lacrime. Ho sentito quasi strisciare sulla pelle il dolore di Nina, la sua paura di non sentirsi abbastanza, di essere sempre quella diversa, quella che gli altri guardano prima per ciò che ha sul volto e solo dopo per la persona che è.
Una scrittura intensa ma delicata, capace di arrivare in profondità senza perdere naturalezza. Più di una volta mi sono ritrovata a fermarmi, prendere fiato e poi tornare a leggere.
Ho trovato bellissimo anche il modo in cui Sylvia Plath accompagna Nina per tutta la storia. I suoi libri diventano quasi una seconda voce, quella attraverso cui riesce a dare un nome a pensieri e sentimenti che altrimenti rimarrebbero chiusi dentro di lei.
Ben descritto poi il rapporto tra Nina e Diego, che non nasce dalla voglia di aggiustare l’altro. Nasce piano, tra provocazioni, paure, fragilità e momenti in cui entrambi devono imparare a guardarsi con occhi diversi.
L’autrice mi ha regalato una storia che parla di cicatrici, paura, dipendenze, giudizio e seconde possibilità, ma soprattutto del coraggio di tornare a vivere.
Il messaggio che custodirò nel cuore è proprio questo: non dobbiamo essere intatti per poter fiorire.
Sono arrivata all’ultima pagina con il cuore pieno e con la certezza che Violet Ren è un’autrice che voglio assolutamente recuperare.
♾️/5⭐️ Non ci sono parole per descrivere la bellezza di questo libro. L’ho amato così tanto che è stata dura leggere le ultime pagine, consapevole che sarebbe stata l’ultima volta che avrei letto di questi personaggi per la prima volta. È riuscito a soddisfare appieno le aspettative che avevo su di lui (che erano altissime) ed è riuscito a raggiungere il livello di fdm 2 e a diventare quindi uno dei miei libri preferiti. La scrittura di Violet è sempre cura❤️🩹. Ti distrugge per poi aiutarti a rimettere insieme i pezzi, e solo dopo ti accorgi che quei pezzi stavano andandoin frantumi già molto prima. E durante tutto il percorso ti tiene per mano, non ti lascia mai solo. Nina e Diego mi sono entrati dentro con una facilità disarmante. Rivedere poi i personaggi di fdm e la crescita che hanno fatto non so spiegarvi come mi abbia fatta sentire, so solo che è stato bello vedere come siano riusciti a stare bene e a trovare finalmente un po’ di pace dopo tutto quello che hanno dovuto passare. Mi è piaciuto tantissimo il rapporto che si è instaurato tra Eirene e Nina, ha messo in luce anche la crescita della prima (che nella dilogia di frutti della memoria ha dovuto affrontare tanti ostacoli che l’hanno resa più forte di prima) e tutti gli insegnamenti che ha imparato. Grazie alla sua sensibilità è riuscita ad aiutare Nina a volersi bene e vedere l’amicizia che è nata tra le due penso sia stata una delle cose che più ho amato in questo romanzo. È stata dura leggere certe scene: mi sono rivista molto in Nina e in certi atteggiamenti che lei ha, però Violet facendomi vedere come lei è riuscita a prendere coraggio e ad andarsene da chi non le voleva davvero bene e le faceva solo del male ha aggiustato qualcosa dentro di me che non era stata lei a rompere. Violet non credo ti ringrazierò mai per tutto quello che hai fatto per me, spesso anche senza saperlo. Sei il mio sole: ogni volta che mi perdo nel buio so già che se mi volto ci sarai tu pronta a illuminarmi. Ti voglio così tanto bene che ho paura di non dimostrartelo mai abbastanza💖.
Voltati sempre a cercare la luce, perché questa è la cosa più coraggiosa che tu possa fare💛🌻
cat_onthebooks lo e Sauron vi presentiamo un new adult romance in cui le cicatrici più profonde, sia visibili che non, possono guarire grazie allo sboccio di una delicata e intensa storia d'amore.
Ecco a voi "Il giardino dei fiori mai nati di Violet Ren !
Nina ha solo 18 anni, ma già porta sulla pelle la prova che la vita (e il fuoco) sono in grado di deturpare non solo il corpo, ma anche l'anima.
Un dolore che non risiede unicamente nello sfregio, ma che dimora soprattutto nella cattiveria di chi, anziché amarti, non fa che nasconderti e schernirti.
Quando il padre di Nina affida la cura del loro giardino a un giovane ragazzo pieno di tatuaggi, piercing e dreadlocks, Nina guarda fin da subito Diego con sospetto. Del resto, chi potrebbe fidarsi della sua aria da delinquente e con una famiglia disastrata alle spalle ?
Tra loro scatta un'animosità accesa, uno scontro continuo che in realtà cela quello che strenuamente entrambi si tengono dentro: i traumi mai dimenticati e le ferite ancora aperte.
Il lettore qui non è solo un mero spettatore: è un amico, un parente che segue l'antagonismo tra Diego e Nina in un crescendo che matura sempre di più, rendendoli consapevoli di essere unici uno per l'altra.
Nina non crede di meritare amore, e Diego non si illude di uscire dal circolo vizioso con cui convive da anni: due convinzioni che l'autrice riesce a sviluppare con il giusto tatto assieme a tematiche importanti quali la dipendenza e il bullismo.
Lo stile di scrittura è limpido, realistico e tocca l'emotività di chi legge il suo mondo di carta senza venirne sopraffatto, ma accompagnandolo in una storia che parla di guarigione e rinascita.
Se amate i NA dove l'amore non è immediato, facile o accettato, malun percorso graduale di avvicinamento di cuori e anime, allora II Giardino dei Fiori Mai Nati è il libro giusto.
Devo fare una piccola precisazione: non sono una grande amante del genere Young Adult. Non è il genere che scelgo più spesso e, quando mi avvicino a queste storie, ho sempre bisogno di trovare qualcosa che vada oltre le dinamiche sentimentali, qualcosa che sappia scavare nell'animo dei personaggi, raccontare le contraddizioni della vita e lasciare una traccia anche dopo aver girato l'ultima pagina.
Ebbene, Il giardino dei fiori mai nati di Violet Ren è riuscito a fare esattamente questo.
Violet non si smentisce mai. ogni sua storia è in grado di catturarmi, di farmi sognare ma allo stesso tempo riflettere. la storia di Diego e Nina è semplicemente meravigliosa, loro che con le loro fragilità e i loro mostri riescono a trovare nell’amore la forza più grande di tutte, e a trovare l’una nell’altro il coraggio per superare qualsiasi ostacolo. ho amato questo libro alla follia, lo consiglio a tutti.
Beh che dire,sono giunta al termine di questo viaggio.Non lo nego, ho pianto,è stato straziante a tratti e a tratti mi ha fatto sorridere tanto,fortissimo.Mi sono immedesimata in Diego e Nina,cercando di comprendere le loro fragilità,paure ed emozioni. È stato bello,lo rileggerei volentieri di nuovo,anzi all'infinito.
ho amato questo libro, la storia dei personaggi è meravigliosa, come sempre per Violet è una garanzia e aspettavo di leggere questo romanzo da davvero troppo! la storia di Diego e Nina è fantastico e consiglio a tutti di leggerlo!
Era il primo libro per me di questa autrice e mi ha totalmente conquistata. Ho riso,ho pianto,ho sofferto ho sentito ogni emozione dei personaggi in questa storia 5⭐️ Spero in un libro su Nic e Luca🫣