Zara Bosdaves è determinata, curiosa, persino un po’ incosciente. Ha un’aria da dura, anche se è piena di fragilità, ha un'aria da dura e un viso segnato dalla vita, dagli amori, dagli errori. Ex poliziotta, ha aperto un’agenzia investigativa a Torino e sente il peso di indagare nell’ombra, senza più il distintivo. Ha anche un compagno, François – un uomo di colore, bellissimo e possibile, con le spalle larghe e qualche conto in sospeso – che si prende cura di lei. Ultimamente però lui è diverso, taciturno, misterioso. Una sera è addirittura tornato a casa sporco di sangue e con una scusa poco plausibile. E così Zara, impegnata a risolvere un complicato caso di scomparsa, dovrà indagare anche in casa propria.
nuova avventura piena di azione e colpi di scena per l'investigatrice bosdaves- tra torino e la francia. pandiani tiene bene le fila di una storia intricata, complicata anche da una faccenda "parallela" e, nonostante qualche iperbole- la storia appassiona e intrattiene con gusto.
La storia è abbastanza complicata e ricca di colpi di scena e quindi coinvolgente. Un appunto agli scrittori maschi che creano personaggi femminili: non si può trasporre reazioni e comportamenti maschili senza essere poco credibili.
Traffici internazionali portano Zara Bosdaves a rischiare la vita mentre la sua felicità è messa a dura prova dai sotterfugi deL suo Dio nero. Ma come sempre riuscirà a sciogliere l’arcano e ad individuare i cattivi
Come cambia, si modifica, si amplia il significato di una parola!
Nella mia adolescenza tergestina, Zara era il nome di una delle città abbandonate oltreconfine: richiamava – come ha raccontato magnificamente Simone Cristicchi – il rumore dei martelli che chiudono le casse, il pianto di un anziano costretto ad abbandonare la casa di una vita, la triste sirena di una nave in partenza verso l’Italia.
Una volta arrivato a Milano, Zara è diventato il nome di un viale prima e di una fermata della nuovissima linea gialla immediatamente dopo. La Venezia Giulia continuava a essere da quelle parti, perché da Zara partiva (e parte) Viale Nazario Sauro: la storia della madre di Nazario che per provare a salvarlo nega di riconoscerlo nelle carceri di Pola è uno di quelle parti di storia che si avvicina al dramma letterario e che andrebbe raccontato meglio di quanto potrò mai fare io.
Adesso sono un lettore fedele di Enrico Pandiani e Zara è il nome della sua ultima protagonista: una che, a rigor di logica, avrebbe dovuto essermi persino antipatica, perché ha “interrotto” la narrazione delle avventure de “Les Italiens”, personaggi cardine di alcuni tra i migliori noir dell’ultimo ventennio. E invece Zara, la sua umanità, il suo abbandono nelle braccia di François, la sua capacità di incassare e di ricominciare senza dimenticare nessuna ferita ma vivendole tutte – una dopo l’altra – come parte essenziale della sua stessa esistenza… Sì, insomma, anche Zara Bosdaves mi ha conquistato, e non è soltanto per un nome che richiama città, ricordi, momenti della mia storia.
“Più sporco della neve” è un noir potente, vischioso per quanto ti costringe alla lettura continuativa, totalmente assorbente. E’ la nuova prova letteraria di un autore di cui consiglio di leggere tutto-ma-proprio-tutto, fosse anche la lista della spesa.