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La notte dell'innocenza: Heysel 1985, memorie di una tragedia

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29 maggio 1985. Mario è un bambino di otto anni, felice perché il pomeriggio ha calzato per la prima volta nella sua vita un paio di scarpe da calcio con i tacchetti di ferro ed emozionato perché la sera la sua Juventus contenderà al Liverpool la Coppa dei Campioni nella finale in programma al vecchio stadio Heysel di Bruxelles. Le strade si svuotano, tutto il paese si ferma per assistere alla partita e anche Mario rientra precipitosamente a casa ancora sporco di terra. Accende il televisore sulle ultime note della sigla dell'Eurovisione e non può sapere che all'Heysel si è appena consumata una delle più gravi tragedie della storia del calcio. Non è il solo. Quando la diretta comincia in pochi ne hanno la percezione - a cominciare dal telecronista Bruno Pizzul -, in pochissimi conoscono la verità. Il bilancio finale sarà di trentanove morti e oltre seicento feriti, ma, sia pure in ritardo di un'ora e mezza e in una cornice spettrale, la partita verrà giocata ugualmente. Lo spettacolo non si ferma o meglio, come commentò Michel Platini diversi mesi più tardi, "quando cade l'acrobata, entrano i clown". "La notte dell'innocenza" è una ricostruzione chirurgica della diretta che incollò al televisore milioni di italiani sgomenti, impauriti, disgustati; è la rievocazione della partita vista con gli occhi increduli di un bambino, è una riflessione sull'eredità dell'Heysel: cosa ci ha lasciato quella notte di trent'anni fa?

181 pages, Hardcover

First published April 23, 2015

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Mario Desiati

27 books71 followers

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Profile Image for Come Musica.
2,197 reviews683 followers
June 7, 2025
In occasione del quarantennale della tragedia di Heysel (avvenuta il 29 maggio 1985), Einaudi ripubblica il romanzo di Mario Desiati pubblicato per la prima volta dieci anni fa per Rizzoli.

Scrive l’autore nella premessa:
“L’edizione della Notte dell’innocenza è la stessa di dieci anni fa con alcune correzioni, precisazioni, aggiornamenti, tagli e piccoli inserimenti. Il capitolo #J39 e l’uso della memoria nelle pagine che seguono dopo una revisione nel dicembre del 2022 è diventato Acrobati e clown. Il volume è uscito in questo assetto nel 2023 nell’edizione BUR e oggi torna negli ET con piccole correzioni in occasione del quarantennale della tragedia di Bruxelles.
Viviamo un tempo diverso rispetto ad allora. Il linguaggio pubblico è diventato piú violento, e il mondo del calcio riflette la conflittualità verbale della società contemporanea. Chi urla vince e se l’urlo non è abbastanza forte si fa violenza.”

Cosa è successo dopo quel 1985?
Ricordo le immagini viste in televisione. Come Desiati anche io ero una bambina (siamo quasi coetanei; ha l’età di mio fratello):
“Nel 1985 iniziò un processo di cambiamento che portò ad avere stadi piú sicuri e migliori, ma esiste ancora una parte primitiva, misteriosa e remota, che trasforma alcuni degli spettatori di una partita in fanatici. Esiste il tifo libero, pacifico, circoscritto al momento del gioco, privo della necessità di dover aderire per forza a un gruppo che può diventare violento, anche solo verbalmente.
Neuroscienze e studi psicologici si sono occupati del perché nel tifo alcuni perdano la loro misura, i loro principî, guardando o partecipando a un gioco. Perché si soffra e si gioisca e perché si sceglie d’esserne coinvolti fino a perdere il contegno. Alla base c’è sempre uno sguardo sulle cose e l’identità, c’è la ricerca di provare a dare un senso a una parte innominabile e irraggiungibile di se stessi.
In queste pagine ho cercato di tenere un tono neutro, pur parlando di un evento che ho vissuto con angoscia e che da allora mi ha fatto seguire il calcio con uno strano e sospetto interesse.”

Ne La notte dell'innocenza Mario Desiati non si limita a raccontare, con lo sguardo del bambino di allora, le prime impressioni di quella sera, per ripercorrere poi quelle maturate nel corso degli anni.
In questo racconto/reportage, Desiati va al cuore della “fede calcistica”: ha senso giocare per vincere, quando questo cela un giocare per non morire?

“Demoniaco e divino, definí il calcio Marguerite Duras intervistando Michel Platini. E in queste due parole c’è l’identità inafferrabile di ogni passione, anche la piú scottante, anche la piú innocente.”

È sempre un piacere leggere Desiati

“Un bambino chiese al padre vestito di tutto punto, come se venisse da una cerimonia:
– A che serve la luna?
– A guardare la notte.
– E perché stasera la luna è a forma di pallone?
Il padre rimase in silenzio. Bastava la risposta che aveva già dato.
Come avevo fatto a non pensarci prima? Il calcio è come la luna, serve proprio a questo: a guardare la notte.”

Tra 3 e 4 stelle
Profile Image for Adriano Pugno.
Author 2 books22 followers
October 6, 2016
Il pregio dell'opera di Desiati è quello di non essere né un romanzo né un'opera cronachistica. Neanche una docu/fiction, forse il memoriale. I generi si mischiano e si disperdono per parlare di quel vuoto di senso che è la tragedia dell'Heysel. Lo sguardo di Desiati è da sincero tifoso e da bambino cresciuto fino a un certo punto, e ci dà un quadro completo e personalissimo delle cause e le conseguenze di ciò che è successo.
Profile Image for Chiara Canu.
187 reviews8 followers
January 2, 2021
Un reportage (o narrazione non fiction) sulla famosa tragedia dello stadio Heysel di Bruxelles del 1985, in occasione della finale di Champions (allora "Coppa dei Campioni") tra Liverpool e Juventus, in cui morirono 39 tifosi, la maggior parte italiani juventini non ultras. Ne "La notte dell'innocenza" Mario Desiati, allora bambino, racconta le prime impressioni del tutto ingenue di quella sera, davanti ad una piccola tv della cucina, per ripercorrere poi quelle maturate nel corso degli anni. Una vicenda che sconvolse tutto il mondo e che ferì irrimediabilmente molte famiglie. Un fatto che ancora oggi trova seri dibattiti in quello che si poteva fare, soprattutto in quello che non si doveva commettere. È ciò che, di fronte a tutti quei morti per soffocamento e schiacciamento a causa di una guerriglia ricercata dai tifosi inglesi, risiede concettualmente in questo libro: giocare per vincere o giocare per non morire? Eppure, nonostante il risultato di quella partita che venne giocata lo stesso, ne segue un finale amaro, crudo ma inevitabile: quella sera, nonostante la coppa alzata, non ha vinto nessuno.
Profile Image for Alice.
697 reviews12 followers
May 1, 2022
Il 29 maggio 1985 per la nostra famiglia corrisponde, molto probabilmente ad un compleanno triste, sottotono, quello di mio padre dopo la tragedia che ha colpito i miei genitori mesi prima. Io nascerò due anni e qualche mese dopo.

Il 29 maggio 1985 per il mondo calcistico, invece, corrisponde alla più grande farsa e tragedia della storia: la vittoria della Juventus della Coppa del Campioni allo stadio dell'Heysel.

39 vittime, molte italiane, decedute tutte prima che iniziasse una partita che non doveva essere giocata.
Più tifosi di quanti accoglibili da uno stadio belga fatiscente, le calche degli hoolingans su un settore di soli spettatori e la tragedia.

Tutto ciò racconta questo breve libro, attraverso lo sguardo dell'autore che all'epoca era un piccolo tifoso e che dopo l'accaduto ha dovuto fare i conti con la fede calcistica e la realtà.
Da leggere sia perché scritto da un candidato al premio Strega 2022, sia perché non si tratta solo di un reportage su un noto fatto di cronaca.
Nel libro ci sono le attese di un bambino che idolatra la sua squadra e che non capisce cosa stia accadendo, le scelte politiche, i sentimenti dei calciatori e i loro limiti di fronte a una tragedia così assurda, le speculazioni delle controtifoserie e tanto altro.
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