Le favole di Dente sono un universo di pianeti curiosi e impertinenti, che rifiutano la logica, giocano con la morale, rovesciano le leggi della fisica e della sintassi. Eppure, come accade nella vita di tutti i giorni, i personaggi che li abitano si innamorano e si odiano, si parlano e non si capiscono, sono fragili e un po’ spietati, ma soprattutto ridono molto, rimanendo serissimi.
che un bel giorno si fece sorprendere da un’idea allettante.
-Perché- si disse- non provare anche a scrivere?
Ma non una canzone, piuttosto favole di letteraria creazione.
E subito nell’agone si cimentò.
Chiamò un illustratore bravissimo, Matticchio,
che prestò la sua matita con grande rischio.
Il risultato fu un’elogio alla vecchia strada
Che non dovrebbe mai essere lasciata per la nuova.
Fu così che Matticchio si confermò geniale illustratore
E il cantante si rivelò pessimo scrittore.
Ché la lingua (italiana) ahimè,
batte dove il Dente, esser narratore vuole.
Poi ecco, io non è che sia una di quelle fissate con l’ecologia. Però quando vedo poesiole corte e così brutte, in quel mare di pagina tutto vuoto, con tutta quel ben di dio di carta sprecato, un pensiero ai poveri alberi martiri mi vien da farlo eh.
Premessa: Il piano era leggerne una al giorno per non finirlo troppo in fretta. Realtà: Una notte in piedi per finirlo. Sono delle favole, sì, delle favole molto brevi, ma di certo non sono favole per bambini, come si tende a pensare. Sono favole per adulti, adulti un po' malinconici, un po' bambini, che hanno ancora voglia di sognare con delle storie. Queste favole sono sottili, le ho lette con il sorriso sulle labbra, alcune sono divertenti, altre tristi, altre ancora mi hanno emozionata (ad esempio quelle d'amore, o sulle stagioni) e altre le trovo geniali (quella della cupola, delle quattro case uguali o la favola cifrata sono capolavori). Insomma, se si ha presente la musica di Dente queste favole sono perfettamente in linea con le sue canzoni, altrimenti sono sicura che saranno comunque una meravigliosa scoperta. Alcuni hanno accusato questo libro di essere vuoto, stupido. Succede con molti libri che ho amato, come "Momenti di trascurabile felicità" di Francesco Piccolo. Questo perché le persone non vedono una trama, e allora è un libro inutile. È accaduto, ad esempio, anche con "La grande bellezza" di Sorrentino. Il punto è sempre lo stesso: la bellezza di queste opere sta nel saper raccogliere degli istanti, nel cucirli insieme e far sorridere delle piccole cose. Del resto, La vita Di piccole cose è fatta. Fine.
Ho trovato questo libro di favole bellissimo. Divertente e a volte impossibile. Lo consiglio a tutti. Però non portatelo in vacanza perché in un giorno lo avrete già finito (visto che le favole sono tutte molto brevi e troppo belle perciò si leggono una dopo l’altra) e dopo non avrete più niente da leggere! 😉
Favole, poesie: in qualunque modo le vogliamo chiamare, questo volumetto che le contiene mi ha lasciato addosso una tenerezza incredibile. Le mie preferite? Decisamente "Apartheid" e "Rivoluzione industriale". Comunque, se ve lo steste chiedendo, sono più per ex bambini che per bambini veri. Insomma, leggetelo voi.
Divertente, dolce, spontaneo, descrive il mondo con l'assurda logica e la terribile sincerità dei "piccoli", lasciando degli spunti di riflessione per i "grandi". Una versione moderna delle "Favole al telefono", un sorriso ad ogni pagina!
No, vabbè, ma davvero è necessario nella vita leggere dei brani (con tutto il rispetto per il termine "brano") che occupano una intera pagina quando sono poche righe al massimo?* E, soprattutto, quanto è irritante la parola "Fine." al termine di ognuna delle "favole"? Fastidiofastidiofastidio
* mi rendo conto, è una scelta editoriale, ma io come lettrice mi arrabbio complessivamente.
I disegni di Franco Matticchio sono meravigliosi. Alcune favole sono geniali, altre simpatiche, alcune trascurabili. Complessivamente, il libro permette di trascorrere un'oretta in maniera molto originale, lasciando in eredità sorrisi, pensieri, domande, spunti di riflessione, ...