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Ci basterà mangiare il vento
Ambientato tra Singapore e Torino, il nuovo romanzo di Gianluca Gotto è il racconto potente e sincero di un uomo che, dopo aver tentato in tutti i modi di tenere a distanza la vita - con la sua meravigliosa imperfezione e la sua preziosa e a volte dolorosa imprevedibilità -, scoprirà che stare bene può essere semplice come giocare a mangiare il vento.
"Quella sera mi aveva insegnato una cosa: a godere delle cose piacevoli senza pensare che finiranno. Perché se la paura di soffrire dopo ti frena prima ancora di iniziare, allora la tua vita non può contemplare tramonti, viaggi, sogni, concerti, legami. Non può contemplare niente di ciò che finisce. E dunque non può contemplare niente di ciò per cui ha senso vivere."
Il protagonista di questo romanzo è cresciuto convinto che "casa" possa essere il posto più pericoloso al mondo e che non possa esistere amore senza paura e sofferenza.
Ora però, dopo anni di vagabondaggio e di ricerca spirituale, vive a Singapore in un equilibrio all'apparenza perfetto: tai chi all'alba, lavoro da ghostwriter nei café della città, arrampicata in palestra. Conosce a memoria il Dhammapada e si comporta secondo i suoi principi, come un monaco fuori dal tempio. E quando il mondo cerca di turbarlo, si chiude nella sua stanza del vuoto e medita finché non ha lasciato andare ogni sentimento negativo. Sembra esserci riuscito, a tagliare il filo che lo legava alla violenza e al dolore della sua infanzia. Sembra aver spezzato il suo karma familiare, come gli aveva promesso un guru in un ashram indiano.
Finché una notte, nell'ascensore di un hotel, incontra Giorgia. Impulsiva, disordinata, incapace di stare da sola, Giorgia rappresenta tutto ciò che lui ha voluto escludere dalla sua vita: le emozioni, il caos, il desiderio, le cose troppo umane, troppo vive. L'amore. E anche se quell'incontro finisce nel modo più inaspettato, nelle sue convinzioni si apre una crepa: a cosa serve dimenticare il dolore del passato se questo significa rifiutare di vivere il presente?
"Quella sera mi aveva insegnato una cosa: a godere delle cose piacevoli senza pensare che finiranno. Perché se la paura di soffrire dopo ti frena prima ancora di iniziare, allora la tua vita non può contemplare tramonti, viaggi, sogni, concerti, legami. Non può contemplare niente di ciò che finisce. E dunque non può contemplare niente di ciò per cui ha senso vivere."
Il protagonista di questo romanzo è cresciuto convinto che "casa" possa essere il posto più pericoloso al mondo e che non possa esistere amore senza paura e sofferenza.
Ora però, dopo anni di vagabondaggio e di ricerca spirituale, vive a Singapore in un equilibrio all'apparenza perfetto: tai chi all'alba, lavoro da ghostwriter nei café della città, arrampicata in palestra. Conosce a memoria il Dhammapada e si comporta secondo i suoi principi, come un monaco fuori dal tempio. E quando il mondo cerca di turbarlo, si chiude nella sua stanza del vuoto e medita finché non ha lasciato andare ogni sentimento negativo. Sembra esserci riuscito, a tagliare il filo che lo legava alla violenza e al dolore della sua infanzia. Sembra aver spezzato il suo karma familiare, come gli aveva promesso un guru in un ashram indiano.
Finché una notte, nell'ascensore di un hotel, incontra Giorgia. Impulsiva, disordinata, incapace di stare da sola, Giorgia rappresenta tutto ciò che lui ha voluto escludere dalla sua vita: le emozioni, il caos, il desiderio, le cose troppo umane, troppo vive. L'amore. E anche se quell'incontro finisce nel modo più inaspettato, nelle sue convinzioni si apre una crepa: a cosa serve dimenticare il dolore del passato se questo significa rifiutare di vivere il presente?
- GenresFiction
592 pages, Paperback
Published June 23, 2026
About the author
Gianluca Gotto
12 books530 followersGianluca Gotto nasce a Torino nel 1990. A vent’anni si trasferisce in Australia e poi in Canada. Oggi è un nomade digitale: scrive articoli e libri mentre gira per il mondo. Sul suo blog “Mangia Vivi Viaggia” condivide esperienze di vita e di viaggio. Nel 2018 ha raccontato la sua storia nel libro Le coordinate della felicità.
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Community Reviews
Displaying 1 - 30 of 71 reviews
June 27, 2026
Finito il libro penso mi ci voglia un attimo per elaborare tutto. È stato un viaggio leggero ma incredibilmente profondo, intimo e nuovo. È veramente un capolavoro..
Ho riso, ho pianto, ho imparato… questa storia rapisce completamente e tocca le corde dell’anima! Pazzesco
Ho riso, ho pianto, ho imparato… questa storia rapisce completamente e tocca le corde dell’anima! Pazzesco
July 13, 2026
Ho letto tutti i libri di Gianluca, e ogni volta che ne esce uno nuovo, lo leggo appena posso! Non sono una gran fan del suo modo di scrivere, ma si del mondo e dei temi di cui tratta (Asia, buddismo, viaggi, cambi di vita, ecc).
Questo libro, devo dire, non mi è piaciuto particolarmente. Mi è sembrato innecesariamente lungo e per lo più banale.
Continuerò a seguire Gianluca senza dubbio, e spero in un prossimo libro (sappiamo tutti che uscirà) più personale, tipo “Quando inizia la felicità” o “Profondo come il mare, leggero come il cielo”, invece del solito romanzo, che ormai su di me non esercita più alcuna meraviglia, avendo già letto tutti gli altri.
Questo libro, devo dire, non mi è piaciuto particolarmente. Mi è sembrato innecesariamente lungo e per lo più banale.
Continuerò a seguire Gianluca senza dubbio, e spero in un prossimo libro (sappiamo tutti che uscirà) più personale, tipo “Quando inizia la felicità” o “Profondo come il mare, leggero come il cielo”, invece del solito romanzo, che ormai su di me non esercita più alcuna meraviglia, avendo già letto tutti gli altri.
July 25, 2026
Mi dispiace davvero tanto, ho letto tutti i libri di Gotto e sono sempre stata affascinata dal suo modo accessibile ed occidentale di raccontare le filosofie ed i concetti orientali, ma questo romanzo mi ha davvero delusa.
Da premettere che ho sempre trovato i suoi saggi nettamente superiori ai suoi romanzi, costruiti con trame pressoché inesistenti e linguaggio colloquiale e ripetitivo (caratterizzato da una incessante alternanza fra dialoghi e descrizioni casuali del paesaggio intorno).
In questo caso però penso si sia raggiunto il culmine: fino a pagina 400 non succede niente, se non la descrizione di un flirt fra due ragazzi, che vengono descritti come innamorati e destinati a stare insieme dopo nemmeno 48 ore di frequentazione (questo è stato veramente l'aspetto più negativo del libro).
Davvero un gran peccato, poiché il tema del karma famigliare sarebbe stato molto interessante da sviluppare, ma in questo romanzo si perde e passa molto in secondo piano rispetto a questa "storia d'amore" surreale, in cui il protagonista perde completamente la testa (in una maniera quasi ossessiva e tossica) per una ragazza con cui ha passato solamente una manciata di ore.
Spero tanto che il prossimo libro sia un saggio, perché Gotto ha davvero tanto da raccontarci e insegnarci ma, secondo la mia umile opinione, il romanzo non è il suo...
Da premettere che ho sempre trovato i suoi saggi nettamente superiori ai suoi romanzi, costruiti con trame pressoché inesistenti e linguaggio colloquiale e ripetitivo (caratterizzato da una incessante alternanza fra dialoghi e descrizioni casuali del paesaggio intorno).
In questo caso però penso si sia raggiunto il culmine: fino a pagina 400 non succede niente, se non la descrizione di un flirt fra due ragazzi, che vengono descritti come innamorati e destinati a stare insieme dopo nemmeno 48 ore di frequentazione (questo è stato veramente l'aspetto più negativo del libro).
Davvero un gran peccato, poiché il tema del karma famigliare sarebbe stato molto interessante da sviluppare, ma in questo romanzo si perde e passa molto in secondo piano rispetto a questa "storia d'amore" surreale, in cui il protagonista perde completamente la testa (in una maniera quasi ossessiva e tossica) per una ragazza con cui ha passato solamente una manciata di ore.
Spero tanto che il prossimo libro sia un saggio, perché Gotto ha davvero tanto da raccontarci e insegnarci ma, secondo la mia umile opinione, il romanzo non è il suo...
This entire review has been hidden because of spoilers.
August 12, 2026
Nonostante la scrittura di Gotto sia sempre molto piacevole e scorrevole, questo è il libro che ad oggi mi è piaciuto meno. La trama è quasi inesistente, il libro è principalmente composto da dialoghi tra il protagonista e altri personaggi a cui lui fa il predicozzo zen.
July 19, 2026
Scrivere un commento a caldo sui libri di Gianluca Gotto non è mai semplice perché credo, nel mio caso almeno, di avere un rapporto speciale con i contenuti proposti.
Essi infatti capitano esattamente in momenti riflessivi della mia vita portandomi a ragionare e riflettere a fondo su alcuni punti di vista, scelte, rapporti personali o lavorativi.
La scrittura è scorrevole e dettagliata. A costo di sembrare controcorrente forse alcune descrizioni mi son sembrate eccessive ma avendo sentito spesso alcune interviste credo sia un suo marchio di fabbrica (ad esempio si sofferma molto sulle ricette o sui piccoli dettagli di un momento prima di svelare un punto chiave della trama, solitamente nell’ultima riga del capitolo come le migliori linee guida editoriali consigliano).
I contenuti sono interessanti e se a qualcuno può spaventare il numero di pagine può star certo che in men che non si dica si troverà all’ultimo capitolo.
Spesso mi son fermato per ragionare sulle righe appena lette, sottolineando i paragrafi più profondi per tornarci magari in un secondo momento.
Gianluca non mi sembra la persona che scrive libri per insegnare qualcosa ma attraverso le trame é evidente la competenza nelle materie trattate e qualche tratto viene tramandato per forza (se tuttavia in ‘Verrà l’alba starai bene’ c’è un intero capitolo sull’argomento, qui vengono introdotti restando in sottofondo perché la storia di Christian non è quella di colui che parte in cerca di illuminazione ma al contrario di un’illuminato che vuol capire se quella luce è davvero rappresentativa del suo essere).
Lo consiglio a chi apprezza l’autore e a chi pensa, come sempre, di avere tutte le risposte senza la presunzione che siano quelle giuste.
A chi vuole ampliare il proprio punto di vista con l’umiltà di rimettersi in gioco.
Infine lo consiglio a chi ha una bella famiglia e vuole ragionare sulle piccole esperienze che la rendono tale.
Lo sconsiglio a chi al contrario cerca ‘il solito libro di Gianluca Gotto’ perché potrebbe trovarlo fuori dalle linee canoniche.
A me è piaciuto.
Daje Gianlu!
Essi infatti capitano esattamente in momenti riflessivi della mia vita portandomi a ragionare e riflettere a fondo su alcuni punti di vista, scelte, rapporti personali o lavorativi.
La scrittura è scorrevole e dettagliata. A costo di sembrare controcorrente forse alcune descrizioni mi son sembrate eccessive ma avendo sentito spesso alcune interviste credo sia un suo marchio di fabbrica (ad esempio si sofferma molto sulle ricette o sui piccoli dettagli di un momento prima di svelare un punto chiave della trama, solitamente nell’ultima riga del capitolo come le migliori linee guida editoriali consigliano).
I contenuti sono interessanti e se a qualcuno può spaventare il numero di pagine può star certo che in men che non si dica si troverà all’ultimo capitolo.
Spesso mi son fermato per ragionare sulle righe appena lette, sottolineando i paragrafi più profondi per tornarci magari in un secondo momento.
Gianluca non mi sembra la persona che scrive libri per insegnare qualcosa ma attraverso le trame é evidente la competenza nelle materie trattate e qualche tratto viene tramandato per forza (se tuttavia in ‘Verrà l’alba starai bene’ c’è un intero capitolo sull’argomento, qui vengono introdotti restando in sottofondo perché la storia di Christian non è quella di colui che parte in cerca di illuminazione ma al contrario di un’illuminato che vuol capire se quella luce è davvero rappresentativa del suo essere).
Lo consiglio a chi apprezza l’autore e a chi pensa, come sempre, di avere tutte le risposte senza la presunzione che siano quelle giuste.
A chi vuole ampliare il proprio punto di vista con l’umiltà di rimettersi in gioco.
Infine lo consiglio a chi ha una bella famiglia e vuole ragionare sulle piccole esperienze che la rendono tale.
Lo sconsiglio a chi al contrario cerca ‘il solito libro di Gianluca Gotto’ perché potrebbe trovarlo fuori dalle linee canoniche.
A me è piaciuto.
Daje Gianlu!
July 26, 2026
Non so nemmeno bene come recensirlo. So solo che l’ho finito in quattro giorni e, appena chiuso, mi è dispiaciuto che fosse finito. Mi ha fatto compagnia.
Mi sono ritrovata a sottolineare tante frasi, ma quello che mi porto a casa non sono tanto le citazioni quanto le domande che lascia. Non credo sia un libro che ti cambia la vita, però riesce a spostare qualcosa nel modo in cui guardi certe cose. E per me questo vale tantissimo.
Mi sono ritrovata a sottolineare tante frasi, ma quello che mi porto a casa non sono tanto le citazioni quanto le domande che lascia. Non credo sia un libro che ti cambia la vita, però riesce a spostare qualcosa nel modo in cui guardi certe cose. E per me questo vale tantissimo.
August 11, 2026
I libri di Gianluca mi fanno bene al cuore, anche se alcuni contenuti sono in più libri, anche se magari alcune cose potremmo definirle “scontate”…ogni volta che mi ritrovo con un suo libro in mano, finisce che continua a piacermi, continua a parlarmi, continua a provocarmi.
Mi appunto un pensiero, a caldo: “la violenza intrinseca della vita” e “l’arte di vivere senza sforzo”.
Anche questa volta, grazie!
Mi appunto un pensiero, a caldo: “la violenza intrinseca della vita” e “l’arte di vivere senza sforzo”.
Anche questa volta, grazie!
July 21, 2026
Il protagonista del libro è un personaggio molto tormentato, da questo punto di vista quasi ossessivo nelle sue credenze, un po' come il personaggio principale del libro precedente di Gotto. Come al solito un libro pieno di insegnamenti e scritto in modo scorrevole e piacevole, tuttavia continuo a preferire i saggi dell'autore.
Penso che l'elemento forte del libro sia il messaggio, ma che la scrittura di Gotto sia decisamente migliorata rispetto ai romanzi precedenti, soprattutto nelle descrizioni. Tuttavia, penso che l'autore possa continuare a migliorare in alcuni punti... a volte la scrittura è eccessivamente frammentata, soprattutto nelle descrizioni, dove per risultare più incisivo taglia delle frasi che non hanno neanche il verbo, i dialoghi sono intervallati sempre dalle stesse espressioni che descrivono lo sguardo dei personaggi ma in modo abbastanza abbozzato (es. "Un sorriso curioso"). Non so, per quanto apprezzi l'autore, ci sono appunto queste piccole cose che non mi convincono perchè contribuiscono ad appiattire i personaggi, che fra l'altro conosciamo soprattutto tramite i loro dialoghi. Giorgia è descritta fisicamente sì e sappiamo che è gentile e che ha l'intelligenza emotiva, ma mi sarebbe piaciuto entrare di più nel suo passato, nella sua visione del mondo.
Nel complesso ho apprezzato il libro, anzi nel protagonista mi sono rivista molto nel modo di estremizzare le cose. Penso che il pubblico di Gotto sia un po' come me, che si fa trascinare dalle filosofie ed è sempre alla ricerca di risposte o soluzioni, ma qui Gianluca ci fa capire che spesso la soluzione è non cercare la soluzione, ma semplicemente accettare, andare avanti, guardarsi intorno (cosa molto difficile per le persone di questi tempi). La dedica mi è piaciuta molto, molto in linea con tutto il romanzo.
Penso che l'elemento forte del libro sia il messaggio, ma che la scrittura di Gotto sia decisamente migliorata rispetto ai romanzi precedenti, soprattutto nelle descrizioni. Tuttavia, penso che l'autore possa continuare a migliorare in alcuni punti... a volte la scrittura è eccessivamente frammentata, soprattutto nelle descrizioni, dove per risultare più incisivo taglia delle frasi che non hanno neanche il verbo, i dialoghi sono intervallati sempre dalle stesse espressioni che descrivono lo sguardo dei personaggi ma in modo abbastanza abbozzato (es. "Un sorriso curioso"). Non so, per quanto apprezzi l'autore, ci sono appunto queste piccole cose che non mi convincono perchè contribuiscono ad appiattire i personaggi, che fra l'altro conosciamo soprattutto tramite i loro dialoghi. Giorgia è descritta fisicamente sì e sappiamo che è gentile e che ha l'intelligenza emotiva, ma mi sarebbe piaciuto entrare di più nel suo passato, nella sua visione del mondo.
Nel complesso ho apprezzato il libro, anzi nel protagonista mi sono rivista molto nel modo di estremizzare le cose. Penso che il pubblico di Gotto sia un po' come me, che si fa trascinare dalle filosofie ed è sempre alla ricerca di risposte o soluzioni, ma qui Gianluca ci fa capire che spesso la soluzione è non cercare la soluzione, ma semplicemente accettare, andare avanti, guardarsi intorno (cosa molto difficile per le persone di questi tempi). La dedica mi è piaciuta molto, molto in linea con tutto il romanzo.
August 20, 2026
Io penso che Gianluca tenda a essere un po' ripetitivo e troppo prolisso/descrittivo. Alcune situazioni sono banali, mentre i personaggi sono piatti e sempre uguali. Mi manca il Gianluca de La pura vida o Le coordinate della felicità.
September 23, 2026
Primo libro che leggo di questo autore, consigliato da molti, forse per questo avevo aspettative piuttosto alte. Il suo stile non mi ha conquistata del tutto: in alcuni passaggi l’ho trovato prolisso e fin troppo dettagliato, anche se questa cura riesce a farti entrare nelle scene e nella mente del protagonista. Il ritmo è altalenante: alcune parti, soprattutto quelle più cariche di emozioni, trovano nella lentezza il loro senso, mentre altre risultano un po’ ripetitive. Quando invece accelera, diventa coinvolgente e ti fa divorare le pagine.
La storia mi è piaciuta molto, soprattutto per l’intreccio e per come viene raccontato il percorso interiore del protagonista. Il suo cambiamento offre diversi spunti di riflessione che restano anche dopo aver chiuso il libro.
Mi aspettavo forse di sentirlo di più e di essere maggiormente coinvolta sul piano emotivo, ma la profondità dei temi mi ha lasciato la curiosità di leggere altro di questo autore.
La storia mi è piaciuta molto, soprattutto per l’intreccio e per come viene raccontato il percorso interiore del protagonista. Il suo cambiamento offre diversi spunti di riflessione che restano anche dopo aver chiuso il libro.
Mi aspettavo forse di sentirlo di più e di essere maggiormente coinvolta sul piano emotivo, ma la profondità dei temi mi ha lasciato la curiosità di leggere altro di questo autore.
August 15, 2026
Premetto che il primo libro di Gianluca Gotto che ho mai letto è stato Le Coordinate della Felicità nel 2020, diventato subito il mio libro preferito. Negli anni seguenti, ho divorato ogni suo libro. Quest’anno però, ho avuto un po’ di difficoltà.
Le mie critiche principali riguardano la lunghezza e i dialoghi. Il vero inizio della storia viene costantentemente posticipato di capitolo in capitolo. Penso di essere arrivata a pagina 250 prima che qualcosa di serio e veramente rilevante per la storia venisse rivelato.
La lunghezza esagerata di questo romanzo, come in quello dell’anno passato, poteva facilmente essere evitata togliendo dettagli che personalmente credo tolgano un po’ di poesia alla storia stessa rendendola quasi dozzinale (“less is more”). Per esempio, le quattro facciate che analizzano le canzoni di Taylor Swift, per quanto poi connettendosi alla storia più tardi, potevano tranquillamente essere lasciate.
Per quanto riguarda i dialoghi, li ho spesso trovati irrealistici e molto artificiali. Il libro alterna momenti di monologo interno e flusso dei pensieri, molto ben articolati, a dialoghi per mio parere macchinosi. Per qualche verso, performativi.
Il libro per me rimane nel totale una lettura positiva perché apprezzo sempre come Gotto riesce anche nella narrativa a far conoscere luoghi lontani ai suoi lettori. Trovo molto interessante l’esplorazione di temi come il lutto e il dolore, come anche la complessità dei personaggi, assolutamente non scontata. Apprezzo il fatto che Christian sia un personaggio diverso da molti dei protagonisti dei libri precedenti, i quali hano trovato serenità nell’approccio al mondo Orientale, mentre Christian rappresenta un po’ lo step successivo nella sfida a non eccedervi.
Generalmente, trovo Gianluca Gotto un ottimo scrittore, ma preferisco nettamente i suoi saggi e il suo libro autobiografico ai romanzi. Collocherei questo all’ultima posizione tra i romanzi che ha scritto, ma comunque merita una lettura per l’umanità con cui vengono affrontati temi centrali e inevitabili della nostra vita.
Le mie critiche principali riguardano la lunghezza e i dialoghi. Il vero inizio della storia viene costantentemente posticipato di capitolo in capitolo. Penso di essere arrivata a pagina 250 prima che qualcosa di serio e veramente rilevante per la storia venisse rivelato.
La lunghezza esagerata di questo romanzo, come in quello dell’anno passato, poteva facilmente essere evitata togliendo dettagli che personalmente credo tolgano un po’ di poesia alla storia stessa rendendola quasi dozzinale (“less is more”). Per esempio, le quattro facciate che analizzano le canzoni di Taylor Swift, per quanto poi connettendosi alla storia più tardi, potevano tranquillamente essere lasciate.
Per quanto riguarda i dialoghi, li ho spesso trovati irrealistici e molto artificiali. Il libro alterna momenti di monologo interno e flusso dei pensieri, molto ben articolati, a dialoghi per mio parere macchinosi. Per qualche verso, performativi.
Il libro per me rimane nel totale una lettura positiva perché apprezzo sempre come Gotto riesce anche nella narrativa a far conoscere luoghi lontani ai suoi lettori. Trovo molto interessante l’esplorazione di temi come il lutto e il dolore, come anche la complessità dei personaggi, assolutamente non scontata. Apprezzo il fatto che Christian sia un personaggio diverso da molti dei protagonisti dei libri precedenti, i quali hano trovato serenità nell’approccio al mondo Orientale, mentre Christian rappresenta un po’ lo step successivo nella sfida a non eccedervi.
Generalmente, trovo Gianluca Gotto un ottimo scrittore, ma preferisco nettamente i suoi saggi e il suo libro autobiografico ai romanzi. Collocherei questo all’ultima posizione tra i romanzi che ha scritto, ma comunque merita una lettura per l’umanità con cui vengono affrontati temi centrali e inevitabili della nostra vita.
August 26, 2026
Ho letto tutti i libri di Gotto e mai avrei pensato di dare meno di quattro stelle ma il momento è giunto. Ho faticato a portare avanti la lettura, a volte mi perdevo e ci mettevo più del solito ad elaborare quanto letto. La narrazione a tratti è prolissa e, a parte la tematica del karma familiare, non ha aggiunto nulla di nuovo rispetto a quanto scritto nei libri precedenti. Non ho mai impiegato più di una settimana a leggere i suoi testi, questa volta è stata quasi un’impresa. Gianluca, hai comunque un posto nel mio cuore, ma questa volta, non ci siamo.
August 31, 2026
Anche questo libro mi è piaciuto moltissimo! Non avevo mai pensato al karma familiare e questa lettura mi ha fatta fermare a riflettere profondamente. Sono sicura che ognuno di noi, leggendo queste pagine, possa ritrovarsi in molti momenti e aspetti del racconto. Una storia coinvolgente e ricca di spunti di riflessione. Assolutamente 5 stelle! ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️
August 17, 2026
Ho trovato il libro piacevole ma meno riuscito dei precedenti: la prima metà scorre lenta, mentre la seconda migliora nettamente, le descrizioni, soprattutto nella prima parte, sono molto dettagliate e allungano, forse un po' troppo, la storia.
August 16, 2026
La semplicità, la pace e la felicità vivono nella quotidianità, in quello che scegliamo di fare...nella vita che vogliamo vivere.
August 13, 2026
un tema davvero interessante e ben sviluppato, che chiede le giuste domande e da risposte intelligenti.
peccato che il tutto sia diluito in pagine e pagine e pagine di nulla.
peccato che il tutto sia diluito in pagine e pagine e pagine di nulla.
August 18, 2026
Troppo narcisista, troppo autobiografico e noioso
July 13, 2026
Gianluca è come un vecchio amico.
Ogni volta che mi passa la voglia di leggere esce un suo libro e lo divoro in un paio di settimane.
Onestamente apprezzo la crescita dell'autore, secondo me i suoi libri sono sempre un po' più profondi dei precedenti.
Ogni volta che mi passa la voglia di leggere esce un suo libro e lo divoro in un paio di settimane.
Onestamente apprezzo la crescita dell'autore, secondo me i suoi libri sono sempre un po' più profondi dei precedenti.
August 14, 2026
(...) le giornate vanno riempite di presenza, di gentilezza, di cura, di pazienza, di ascolto, di amore. È questo l'antidoto al nonsense della vita. Alla sua violenza intrinseca. (...)
This entire review has been hidden because of spoilers.
August 31, 2026
Vi è mai capitato di vedere un bambino che gioca a “mangiare il vento”?
Corre, apre la bocca e prova ad afferrare qualcosa che non si può afferrare.
E forse è proprio questa la spensieratezza che, crescendo, dimentichiamo.
Ogni libro di Gotto, per me, è una miniera di spunti di riflessione. Tra le sue pagine, prima o poi, riesco sempre a trovare una parte di me. E anche "Ci basterà mangiare il vento" non ha fatto eccezione.
Il tema centrale è il karma: ciò che fai, diventi. Una traccia che ci portiamo dentro, fatta non solo di ciò che abbiamo fatto, ma anche di ciò che ci hanno fatto. Ferite, paure, dolori che rischiamo di ripetere ancora e ancora.
Ma il karma può essere spezzato.
Il protagonista ha passato dieci anni a provarci. Nato a Torino e trasferitosi a Singapore, costruisce una vita rigorosa, quasi perfetta: meditazione, tai chi, spiritualità, pochissimi oggetti, nessun attaccamento.
Perché se non desideri, non perdi.
Se non ami, non soffri.
Se non ti leghi a nessuno, nessuno può lasciarti.
Ma si può davvero vivere senza sentire?
L'incontro con Giorgia e con altre persone incrina lentamente tutte le sue certezze. Il dispiacere, la nostalgia, l'affetto, l'amore tornano a reclamare il loro spazio.
E allora capisce che anestetizzare la vita per non soffrire significa rinunciare anche a tutto ciò che la rende meravigliosa.
Poi, improvvisamente, la vita colpisce con la sua violenza intrinseca.
E il dolore lo riporta alla vita.
Perché questa volta non può fuggire.
Deve sentire.
Deve attraversare.
Perché è così che si rinasce.
Forse spezzare il karma significa proprio questo: smettere di permettere al passato di decidere come vivremo il presente.
Perché amare farà male. Perdere farà male. Ma non amare, per paura di soffrire, significa non vivere davvero.
E allora forse, ogni tanto, dovremmo fare come quei bambini
Correre.
Alzare il viso.
Aprire la bocca.
E provare a mangiare il vento.
Perché, nonostante tutto, vale sempre la pena essere VIVI!
Questi libri ormai sono diventati il mio rifugio e la mia terapia ❤️🍃
⚠️ Attenzione il libro è molto descrittivo e profondo. Richiede attenzione e tempo. Bisogna essere pronti.
Corre, apre la bocca e prova ad afferrare qualcosa che non si può afferrare.
E forse è proprio questa la spensieratezza che, crescendo, dimentichiamo.
Ogni libro di Gotto, per me, è una miniera di spunti di riflessione. Tra le sue pagine, prima o poi, riesco sempre a trovare una parte di me. E anche "Ci basterà mangiare il vento" non ha fatto eccezione.
Il tema centrale è il karma: ciò che fai, diventi. Una traccia che ci portiamo dentro, fatta non solo di ciò che abbiamo fatto, ma anche di ciò che ci hanno fatto. Ferite, paure, dolori che rischiamo di ripetere ancora e ancora.
Ma il karma può essere spezzato.
Il protagonista ha passato dieci anni a provarci. Nato a Torino e trasferitosi a Singapore, costruisce una vita rigorosa, quasi perfetta: meditazione, tai chi, spiritualità, pochissimi oggetti, nessun attaccamento.
Perché se non desideri, non perdi.
Se non ami, non soffri.
Se non ti leghi a nessuno, nessuno può lasciarti.
Ma si può davvero vivere senza sentire?
L'incontro con Giorgia e con altre persone incrina lentamente tutte le sue certezze. Il dispiacere, la nostalgia, l'affetto, l'amore tornano a reclamare il loro spazio.
E allora capisce che anestetizzare la vita per non soffrire significa rinunciare anche a tutto ciò che la rende meravigliosa.
Poi, improvvisamente, la vita colpisce con la sua violenza intrinseca.
E il dolore lo riporta alla vita.
Perché questa volta non può fuggire.
Deve sentire.
Deve attraversare.
Perché è così che si rinasce.
Forse spezzare il karma significa proprio questo: smettere di permettere al passato di decidere come vivremo il presente.
Perché amare farà male. Perdere farà male. Ma non amare, per paura di soffrire, significa non vivere davvero.
E allora forse, ogni tanto, dovremmo fare come quei bambini
Correre.
Alzare il viso.
Aprire la bocca.
E provare a mangiare il vento.
Perché, nonostante tutto, vale sempre la pena essere VIVI!
Questi libri ormai sono diventati il mio rifugio e la mia terapia ❤️🍃
⚠️ Attenzione il libro è molto descrittivo e profondo. Richiede attenzione e tempo. Bisogna essere pronti.
August 3, 2026
Che dire: termino questo libro in preda a un groviglio di emozioni e profonda gratitudine. Ho trovato questo libro profondo, maturo, con un messaggio forte e potente! L' ho amato tantissimo, perché si tratta di un "viaggio al contrario". Infatti non c'è più un personaggio che molla tutto alla ricerca di qualcosa, ma c'è qualcuno che ha fatto tanta strada, si sente bene, ma poi mette in discussione il proprio percorso, le proprie certezze, ciò su cui ha basato la propria vita, per tornare dentro se stesso, imparando un po' alla volta ad apprezzare le cose più semplici della vita, quelle che più temeva, e a mangiare il vento.
Personalmente ho provato nella mia vita quello che Gianluca ha descritto come bypass spirituale e lo capisco pienamente! E mi è piaciuto l'intento di questo libro di smontare il mito della "spiritualità perfetta e intoccabile", con lo scopo di ricordarci che evitare il dolore umano attraverso concetti elevati non ci rende degli illuminati, bensì solo anestetizzati. Un altro aspetto che mi è piaciuto molto è la figura di Giorgia, colei che ha dato il via al cambiamento del protagonista. Ma Giorgia non è la classica guru spirituale, o maestra, figure che si trovano in altri libri di Gotto...No. Giorgia è una di noi. Con la sua vita complicata, con le sue paura, insicurezze e il timore di non essere abbastanza.. eppure è stata la scintilla che ha scatenato una vera e propria rivoluzione nella vita di qualcun'altro. Questo mi fa pensare che forse, vicino a noi, più di quello che possiamo pensare, può esserci qualcuno in grado di aiutarci a creare la nostra giusta traiettoria.
Chiudo con una frase che mi ha colpito molto, per quanto semplice: LA GENTILEZZA È UNA MAGIA IN GRADO DI FAR SCOMPARIRE LA PAURA. Più gentilezza nelle nostra vita!
Personalmente ho provato nella mia vita quello che Gianluca ha descritto come bypass spirituale e lo capisco pienamente! E mi è piaciuto l'intento di questo libro di smontare il mito della "spiritualità perfetta e intoccabile", con lo scopo di ricordarci che evitare il dolore umano attraverso concetti elevati non ci rende degli illuminati, bensì solo anestetizzati. Un altro aspetto che mi è piaciuto molto è la figura di Giorgia, colei che ha dato il via al cambiamento del protagonista. Ma Giorgia non è la classica guru spirituale, o maestra, figure che si trovano in altri libri di Gotto...No. Giorgia è una di noi. Con la sua vita complicata, con le sue paura, insicurezze e il timore di non essere abbastanza.. eppure è stata la scintilla che ha scatenato una vera e propria rivoluzione nella vita di qualcun'altro. Questo mi fa pensare che forse, vicino a noi, più di quello che possiamo pensare, può esserci qualcuno in grado di aiutarci a creare la nostra giusta traiettoria.
Chiudo con una frase che mi ha colpito molto, per quanto semplice: LA GENTILEZZA È UNA MAGIA IN GRADO DI FAR SCOMPARIRE LA PAURA. Più gentilezza nelle nostra vita!
August 26, 2026
Anche in questo libro, Gianluca Gotto mi ha colpito ancora, super consigliato.
“Quella sera mi aveva insegnato una cosa: a godere delle cose piacevoli senza pensare che finiranno. Perché se la paura di soffrire dopo ti frena prima ancora di iniziare, allora la tua vita non può contemplare tramonti, viaggi, sogni, concerti, legami. Non può contemplare niente di ciò che finisce. E dunque non può contemplare niente di ciò per cui ha senso vivere.”
“Solo quando impari a stare in silenzio, ti rendi conto di aver parlato troppo”
Il guru era sempre impassibile: che qualcuno si inginocchiasse ai suoi piedi oppure lo insultasse, lui era sereno. Un giorno gli chiesi come ci riuscisse. E lui mi rispose: “Io sono sempre io, sono le persone davanti a me a cambiare”.
La seconda freccia: quando ti succede qualcosa di doloroso, è come se ti avesse colpito una freccia. Arriva dall’esterno e il dolore è reale. Non si può evitare. Ma poi, se continui a pensare a quello che ti è successo, è come se ti colpisse una seconda freccia. E questa te la tiri da solo. È il dolore che ti causano i tuoi stessi pensieri. È una freccia che fa più male della prima, ma si può evitare.
L’attenzione è come un vaso d’acqua: ogni volta che lo sposti, ne versi un po’. Alla fine della giornata, se sei agitato e lo sposti di continuo, il vaso è vuoto.
A volte le parole non servono, a volte basta solo esserci. E che esserci, alla fine, è l’unica cosa che conta davvero in questa vita.
Le giornate vanno riempite di presenza, di gentilezza, di cura, di pazienza, di ascolto, di amore. È questo l’antidoto al nonsense della vita.
“Quella sera mi aveva insegnato una cosa: a godere delle cose piacevoli senza pensare che finiranno. Perché se la paura di soffrire dopo ti frena prima ancora di iniziare, allora la tua vita non può contemplare tramonti, viaggi, sogni, concerti, legami. Non può contemplare niente di ciò che finisce. E dunque non può contemplare niente di ciò per cui ha senso vivere.”
“Solo quando impari a stare in silenzio, ti rendi conto di aver parlato troppo”
Il guru era sempre impassibile: che qualcuno si inginocchiasse ai suoi piedi oppure lo insultasse, lui era sereno. Un giorno gli chiesi come ci riuscisse. E lui mi rispose: “Io sono sempre io, sono le persone davanti a me a cambiare”.
La seconda freccia: quando ti succede qualcosa di doloroso, è come se ti avesse colpito una freccia. Arriva dall’esterno e il dolore è reale. Non si può evitare. Ma poi, se continui a pensare a quello che ti è successo, è come se ti colpisse una seconda freccia. E questa te la tiri da solo. È il dolore che ti causano i tuoi stessi pensieri. È una freccia che fa più male della prima, ma si può evitare.
L’attenzione è come un vaso d’acqua: ogni volta che lo sposti, ne versi un po’. Alla fine della giornata, se sei agitato e lo sposti di continuo, il vaso è vuoto.
A volte le parole non servono, a volte basta solo esserci. E che esserci, alla fine, è l’unica cosa che conta davvero in questa vita.
Le giornate vanno riempite di presenza, di gentilezza, di cura, di pazienza, di ascolto, di amore. È questo l’antidoto al nonsense della vita.
September 12, 2026
Con questo romanzo Gianluca Gotto esce dalla sua comfort zone, stravolgendo il canovaccio che accomuna, pur nelle diversità, i suoi precedenti lavori narrativi. Per chi li ha letti, si può creare un effetto straniante, ma al tempo stesso incuriosisce e stimola alla riflessione, perché si vuole andare a fondo, laddove all'inizio sono disseminati solo piccoli indizi. Il protagonista narra in prima persona e l'unico modo per saperne di più, quindi, è attraverso le sue parole, che pagina dopo pagina aggiungono un pezzetto di chi è. Si inizia così un lungo viaggio, leggendo e scoprendo sempre di più sulla vita del protagonista. I libri di Gotto riescono sempre a rilassarmi e a farmi entrare in una bolla di serenità, e, pur nella novità della struttura narrativa, anche questa volta non si è smentito. La lunghezza del libro è per me perfetta per creare un'atmosfera strutturata e non superficiale, in cui riusciamo ad andare a fondo delle cose, esplorando appieno il protagonista e gli altri personaggi. Ho apprezzato particolarmente la descrizione di alcune piccole scene, che Gotto per me riesce sempre a far arrivare con grande immediatezza, restituendo un'immagine chiara a chi legge. Sicuramente tra i miei libri preferiti dell'autore, mi ha tenuto tanta compagnia e non ha mancato di farmi emozionare in qualche passaggio. È stato una carezza al cuore
September 19, 2026
Credevo che leggendo questo libro avrei potuto evadere dalla mia realtà e invece mi sono ritrovata a riflettere sulla mia vita sin dalle prime pagine.
Per tutto il primo atto mi sono commossa ed emozionata.
Se devo dirla tutta, questo romanzo, che segue la normale struttura narratologica, su di me ha avuto un impatto inverso; di solito, dopo la chiamata all'azione ci si immerge in un immaginario particolare, quello che ci ha attirato verso quel tipo di lettura, quello che ricerchiamo in un romanzo. In questa lettura invece, il mondo straordinario l'ho trovato da subito, nel primo atto appunto, quando si è ancora nel mondo ordinario del protagonista. Ai miei occhi quella parte iniziale era diversa dalla mia realtà, affascinante, tutta da esplorare e sentire addosso. Dopo il midpoint le cose sono andate man mano a riequilibrarsi per il personaggio, che fa un passo indietro nella sua vita, ritorna a vivere come molti noi già fanno, quello che per noi è la solita routine. L'ho trovato molto coinvolgente, vero e appassionante. Mi piaceva passare del tempo con il protagonista, spesso pensavo a lui anche quando non leggevo.
Che dire, Gotto ha fatto centro, ha vinto. I temi universali di amore e famiglia sono affrontati con grande attualità e maestria.
Per tutto il primo atto mi sono commossa ed emozionata.
Se devo dirla tutta, questo romanzo, che segue la normale struttura narratologica, su di me ha avuto un impatto inverso; di solito, dopo la chiamata all'azione ci si immerge in un immaginario particolare, quello che ci ha attirato verso quel tipo di lettura, quello che ricerchiamo in un romanzo. In questa lettura invece, il mondo straordinario l'ho trovato da subito, nel primo atto appunto, quando si è ancora nel mondo ordinario del protagonista. Ai miei occhi quella parte iniziale era diversa dalla mia realtà, affascinante, tutta da esplorare e sentire addosso. Dopo il midpoint le cose sono andate man mano a riequilibrarsi per il personaggio, che fa un passo indietro nella sua vita, ritorna a vivere come molti noi già fanno, quello che per noi è la solita routine. L'ho trovato molto coinvolgente, vero e appassionante. Mi piaceva passare del tempo con il protagonista, spesso pensavo a lui anche quando non leggevo.
Che dire, Gotto ha fatto centro, ha vinto. I temi universali di amore e famiglia sono affrontati con grande attualità e maestria.
August 11, 2026
«Non è un luogo a cambiarti. Al massimo sei tu che trovi in un luogo le condizioni giuste per continuare un cambiamento che hai già iniziato dentro.»
Non ho apprezzato particolarmente la scrittura di questo romanzo, tuttavia mi ritrovo sempre a leggere i libri di Gianluca Gotto perché ritrovo sempre nuove consapevolezze. In questa storia un po’ diversa dagli altri suoi libri, la consapevolezza più grande è che il vero cambiamento avviene dentro di noi, per cambiare davvero noi stessi e la traiettoria che il passato e altre persone possano aver portato nella nostra vita. È più facile assolvere il proprio dolore condannando un luogo, una persona o un avvenimento o ancora astenersi da tutto ciò che potrebbe far riemergere quel dolore, come ha fatto per buona parte della vita il protagonista di questa storia. Tuttavia la vera salvezza è stare nella famosa via di mezzo, cioè nel mezzo delle cose, della vita con tutte le sue bellezze e brutture. Curare il proprio spazio interiore e il proprio posto nel mondo reale, senza estremi, in equilibrio.
Non ho apprezzato particolarmente la scrittura di questo romanzo, tuttavia mi ritrovo sempre a leggere i libri di Gianluca Gotto perché ritrovo sempre nuove consapevolezze. In questa storia un po’ diversa dagli altri suoi libri, la consapevolezza più grande è che il vero cambiamento avviene dentro di noi, per cambiare davvero noi stessi e la traiettoria che il passato e altre persone possano aver portato nella nostra vita. È più facile assolvere il proprio dolore condannando un luogo, una persona o un avvenimento o ancora astenersi da tutto ciò che potrebbe far riemergere quel dolore, come ha fatto per buona parte della vita il protagonista di questa storia. Tuttavia la vera salvezza è stare nella famosa via di mezzo, cioè nel mezzo delle cose, della vita con tutte le sue bellezze e brutture. Curare il proprio spazio interiore e il proprio posto nel mondo reale, senza estremi, in equilibrio.
September 5, 2026
In questo libro Gianluca Gotto affronta il tema del karma familiare, spiegandolo attraverso una storia romanzata.
L'aspetto che ho apprezzato è come viene raccontato il meccanismo attraverso cui, inconsapevolmente, possiamo ereditare e ripetere schemi, dinamiche e ferite appartenenti alla nostra famiglia. Il libro mostra anche come sia possibile interrompere un “karma” familiare negativo, imparando a riconoscere ciò che ci condiziona e scegliendo di non trasmetterlo a nostra volta. Allo stesso tempo, invita a individuare ciò che di positivo abbiamo ricevuto, per poterlo accogliere, valorizzare e portare avanti.
La storia e i suoi personaggi fungono quindi da esempio per accompagnare il lettore in questa riflessione, offrendo diversi spunti su cui interrogarsi e, forse, riconoscersi.
È un romanzo di trasformazione personale che invita a far tesoro del proprio percorso senza rinnegarlo. Però ho trovato il libro a tratti un po’ didascalico (forse sarebbe stato meglio un manuale), mentre la storia d'amore, il colpo di fulmine che mette tutto in moto, è adolescenziale.
Nel complesso è una lettura interessante per chi è incuriosito dal tema.
L'aspetto che ho apprezzato è come viene raccontato il meccanismo attraverso cui, inconsapevolmente, possiamo ereditare e ripetere schemi, dinamiche e ferite appartenenti alla nostra famiglia. Il libro mostra anche come sia possibile interrompere un “karma” familiare negativo, imparando a riconoscere ciò che ci condiziona e scegliendo di non trasmetterlo a nostra volta. Allo stesso tempo, invita a individuare ciò che di positivo abbiamo ricevuto, per poterlo accogliere, valorizzare e portare avanti.
La storia e i suoi personaggi fungono quindi da esempio per accompagnare il lettore in questa riflessione, offrendo diversi spunti su cui interrogarsi e, forse, riconoscersi.
È un romanzo di trasformazione personale che invita a far tesoro del proprio percorso senza rinnegarlo. Però ho trovato il libro a tratti un po’ didascalico (forse sarebbe stato meglio un manuale), mentre la storia d'amore, il colpo di fulmine che mette tutto in moto, è adolescenziale.
Nel complesso è una lettura interessante per chi è incuriosito dal tema.
August 30, 2026
Credo che la parola chiave di questo testo sia "equilibrio".
Qualcosa mi attirava di questo libro, a sensazione proprio, e l'ho preso. Ero scettica non avendo mai letto niente di Gotto prima d'ora e anche perché non è proprio il mio genere. Però...
Avete presente quando un libro ti aiuta su un qualcosa su cui non pensavi di averne bisogno. Ecco. Lui è un esempio.
Alcuni parti sembravano riferirsi proprio al momento esatto che stavo vivendo, come se mi parlavano e mi offrivano le parole che avevo bisogno di sentire ma su cose con cui non ho voluto parlarne con nessuno. Non so se mi sono spiegata.
Ad ogni modo, con mia grande sorpresa, questo romanzo mi è stato consigliere, guida e maestro. Mi ha aperto la mente su molte cose che per via del mio stato emotivo attuale non riuscivo ad andare oltre, vedere le cose sotto un'altra prospettiva... Ma non sto a dilungarmi ancora.
La storia in sé è molto carina, per niente noiosa. Penso proprio che prenderò altri libri dell'autore.
Consigliato.
Qualcosa mi attirava di questo libro, a sensazione proprio, e l'ho preso. Ero scettica non avendo mai letto niente di Gotto prima d'ora e anche perché non è proprio il mio genere. Però...
Avete presente quando un libro ti aiuta su un qualcosa su cui non pensavi di averne bisogno. Ecco. Lui è un esempio.
Alcuni parti sembravano riferirsi proprio al momento esatto che stavo vivendo, come se mi parlavano e mi offrivano le parole che avevo bisogno di sentire ma su cose con cui non ho voluto parlarne con nessuno. Non so se mi sono spiegata.
Ad ogni modo, con mia grande sorpresa, questo romanzo mi è stato consigliere, guida e maestro. Mi ha aperto la mente su molte cose che per via del mio stato emotivo attuale non riuscivo ad andare oltre, vedere le cose sotto un'altra prospettiva... Ma non sto a dilungarmi ancora.
La storia in sé è molto carina, per niente noiosa. Penso proprio che prenderò altri libri dell'autore.
Consigliato.
September 6, 2026
Anche questa volta Gianluca Gotti mi ha lasciato un messaggio ed una sensazione. Ci basterà mangiare il vento è uno di quei romanzi da cui vuoi correre per uscire dalla tua vita per qualche ora ma che sai che in realtà ti porterà a rifletterci più di qualunque altro libro. Gotto riesce a raccontarti una storia che ti tiene attaccata ad ogni pagina in ogni momento libero, trasmettendoti anche dei concetti da lui applicati nella sua vita quotidiana. Infatti in parte per alcuni aspetti sembra di rivedere lo scrittore in Christian soprattutto per il legame inizialmente controverso che ha con l’Italia.
Con una storia travolgente e a tratti su un tema un po “pericoloso” riesce a far capire che qualsiasi sia la tua storia familiare, tu non sei il tuo passato o il passato dei tuoi genitori e se lo vuoi veramente puoi cambiare con lentezza e costanza. È un inno alla costanza e alla lentezza, all’apprezzare le piccole cose di tutti giorni, alla gentilezza e alla cura verso gli altri.
Anche questa volta non posso che ringraziare Gianluca Gotto e consigliare il suo libro.
Con una storia travolgente e a tratti su un tema un po “pericoloso” riesce a far capire che qualsiasi sia la tua storia familiare, tu non sei il tuo passato o il passato dei tuoi genitori e se lo vuoi veramente puoi cambiare con lentezza e costanza. È un inno alla costanza e alla lentezza, all’apprezzare le piccole cose di tutti giorni, alla gentilezza e alla cura verso gli altri.
Anche questa volta non posso che ringraziare Gianluca Gotto e consigliare il suo libro.
September 17, 2026
Secondo libro di Gotto che leggo, ma primo suo romanzo.
Che dire… mi è piaciuto molto. Procede lento, ma ogni tassello alla fine va al suo posto in modo poetico. Una storia in cui è anche facile immedesimarsi e trovare dei punti di contatto… la storia di una ragazzo che si rifugia nel buddismo zen e nella meditazione pensando di vivere bene ma che in realtà, per scappare dalla paura e dalla sofferenza, sta scappando da se stesso.
La seconda metà del libro è quella più intensa, ma mi è piaciuta molto anche la prima parte nei suoi piccoli episodi, nei piccoli incontri di Christian con persone di tutti i giorni (il vecchietto del tai chi, la ragazza del cat cafe, il tizio che gli affitta la casa) e da cui si inizia a intravedere la traiettoria che il protagonista sta percorrendo, pur senza rendersene conto… il suo distanziamento dal karma del padre è già in atto…
Mi sono anche commossa sulle ultime 100 pagine.
Bello.✨
Che dire… mi è piaciuto molto. Procede lento, ma ogni tassello alla fine va al suo posto in modo poetico. Una storia in cui è anche facile immedesimarsi e trovare dei punti di contatto… la storia di una ragazzo che si rifugia nel buddismo zen e nella meditazione pensando di vivere bene ma che in realtà, per scappare dalla paura e dalla sofferenza, sta scappando da se stesso.
La seconda metà del libro è quella più intensa, ma mi è piaciuta molto anche la prima parte nei suoi piccoli episodi, nei piccoli incontri di Christian con persone di tutti i giorni (il vecchietto del tai chi, la ragazza del cat cafe, il tizio che gli affitta la casa) e da cui si inizia a intravedere la traiettoria che il protagonista sta percorrendo, pur senza rendersene conto… il suo distanziamento dal karma del padre è già in atto…
Mi sono anche commossa sulle ultime 100 pagine.
Bello.✨
August 16, 2026
'Se ci pensi, molto spesso le persone che ci cambiano la vita sono quelle che poi non restano.'
'"Se mi fosse passato del tutto, avrebbe significato che non mi importava abbastanza" spiegò. "E invece mi importava ... [M]i ha deluso profondamente. È giusto che il dolore resti. Purché non sia troppo pesante, perché altrimenti diventa impossibile andare avanti. Ma un po' deve restare. Anche solo per ricordarti di non rifare gli stessi errori." Era una prospettiva contraria a tutto ciò che avevo esplorato, imparato e praticato nella mia vita adulta. Il mio percorso spirituale mi aveva portato ad accettare, lasciare andare, smettere di soffrire. Giorgia mia stava dicendo che va bene tenersi un frammento di dolore dentro. Che non è sbagliato soffrire per i motivi giusti. Che è umano. E che si può continuare a vivere anche se non si è perfettamente risolti.'
'"Se mi fosse passato del tutto, avrebbe significato che non mi importava abbastanza" spiegò. "E invece mi importava ... [M]i ha deluso profondamente. È giusto che il dolore resti. Purché non sia troppo pesante, perché altrimenti diventa impossibile andare avanti. Ma un po' deve restare. Anche solo per ricordarti di non rifare gli stessi errori." Era una prospettiva contraria a tutto ciò che avevo esplorato, imparato e praticato nella mia vita adulta. Il mio percorso spirituale mi aveva portato ad accettare, lasciare andare, smettere di soffrire. Giorgia mia stava dicendo che va bene tenersi un frammento di dolore dentro. Che non è sbagliato soffrire per i motivi giusti. Che è umano. E che si può continuare a vivere anche se non si è perfettamente risolti.'
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