Angela Maria, Ines, Estela, Luna: giovani donne lontane, generazioni diverse, nomi tramandati di madre in figlia. Una donna e sua figlia, partite dall'Italia alla ricerca della fortuna in Argentina, incontrano lungo il percorso la crudele mano di una dittatura sanguinaria. Una bambina cresciuta troppo in fretta convive con la paura di ritrovare le sue vere origini e un fratello perduto. Una ragazza, in Spagna, dovrà ricostruire il rapporto con una madre distante e le proprie radici dimenticate. Storie migranti legate da un invisibile filo rosso che attraversa mezzo secolo e due continenti, in cui giovani donne in apparenza diverse e lontane, diventano protagoniste di alcuni dei momenti più difficili della storia contemporanea e prendono parte a un unico viaggio che si chiama "famiglia".
A incuriosirmi fin da subito è stato l’ intrigante titolo, “Sotto il cielo di Buenos Aires”, trasmettendomi un senso di libertà e di fascino per l’esotico. Anche l’idea di una trama che si espande per tre diverse generazioni ha contribuito, ma soprattutto il tema dei desapericidos mi ha catturata del tutto.
Inizialmente la storia è raccontata dagli occhi di Ines, la protagonista indiscussa, e confesso che questa prima parte l’ho trovata piuttosto lenta: siamo ancora all’inizio della vicenda e buona parte del testo è riservata alla presentazione dei personaggi, con la trama principale a fare da sfondo. Inoltre alcuni dialoghi appaiono eccessivamente forzati e, nonostante i capitoli decisamente brevi, anche troppo, la narrazione diventa più incalzante solo con l’avvenire del secondo punto di vista, quello di Estela, e quindi col trasferimento nella città di Buenos Aires. A questo punto entriamo nel vivo del racconto vero e proprio, molto emozionante e toccante, realistico e crudo, e che purtroppo non risparmia nessuno.
Come tutti i libri ispirati a vicende reali, “Sotto il cielo di Buenos Aires” ha il pregio di far riflettere su una realtà di cui ancora si parla troppo poco e che nella sulla brutalità racchiude il fascino di un mistero irrisolto e della lotta per sconfiggerlo: che ne è stato dei sovversivi? Dove li hanno portati?!