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Le stanze dello Scirocco

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È il 1968 quando il notaio Saglimbeni decide di tornare in Sicilia con la famiglia, dopo una lunga assenza. Vittoria, la figlia più giovane, indipendente e contestatrice ma legata al padre, non ha potuto che assecondare il suo desiderio e trasferirsi in quella terra sconosciuta che da sempre lui le ha insegnato ad amare. A Montuoro, per Vicki, cresciuta a Roma e appassionata di fotografia e di auto da corsa, l'impatto con una società conservatrice, ai suoi occhi maschilista, formale e schiava dei pregiudizi, è destabilizzante. In mezzo a tante conoscenze, saranno poche vere amicizie ad aiutarla a inserirsi nella realtà del paese. Quello di Diego Ranieri è un nome ricorrente negli ambienti a lei più vicini, un volto conosciuto che all'improvviso entra con prepotenza nella sua vita. Ombroso e sfuggente, ancorato a una mentalità assai diversa dalla sua ma capace di legarla a sé come nessun altro, Diego porta i segni di un passato doloroso da cui stenta ad affrancarsi, e con cui lei dovrà fare presto i conti. Divisa tra sentimento e orgoglio, Vicki trova nella facoltà di Architettura di Palermo, in piena occupazione, un rifugio in cui sentirsi meno estranea. Armata di macchina fotografica, inizia a scoprire la città, a conoscerne la bellezza enigmatica e i lati oscuri, fino a rimanerne stregata. E proprio per le strade di Palermo la sua storia s'intreccerà con quella, drammatica, di zia Rosetta, la cui apparenza mai lascerebbe intuire cosa nasconde il suo passato. Due donne unite dal coraggio con cui affrontano le prove che la vita ha loro riservato. Sullo sfondo di palazzi nobiliari e aspri paesaggi di campagna, le vicende di due famiglie colte in un importante momento storico ci conducono attraverso una Sicilia indolente e sensuale, al cui fascino è impossibile sottrarsi.

484 pages, Kindle Edition

First published June 1, 2015

5 people are currently reading
153 people want to read

About the author

Cristina Cassar Scalia

19 books294 followers
Cristina Cassar Scalia è originaria di Noto. Medico oftalmologo, vive e lavora a Catania. Sabbia nera (Einaudi 2018 e 2019), il suo primo romanzo con protagonista il vicequestore Vanina Guarrasi, ha conquistato lettori e critici. I diritti sono stati venduti all'estero e opzionati per il cinema e la tv. Sempre per Einaudi ha pubblicato La logica della lampara (2019).

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Displaying 1 - 24 of 24 reviews
Profile Image for Avery Liz Holland.
290 reviews49 followers
July 23, 2023
Riciclo carta

Di solito in un brutto libro c’è (quasi) sempre qualcosa da salvare.
Non è questo il caso.
Le stanze dello scirocco di Cristina Cassar Scalia è un romanzetto Harmony della peggior specie travestito da romanzo storico-sociale sulla Sicilia degli anni Sessanta. La trama è una di quelle che si indovinano fin nei minimi dettagli anche solo leggendo il retro di copertina, così scontata, prevedibile e piena di vuoto melodramma da far concorrenza alle telenovele sudamericane: il bel (ovviamente) tenebroso dal carattere autoritario e un oscuro passato incontra la bellissima (ovviamente) fanciulla dotata di qualsiasi virtù e poi... Indovinate voi. Aggravano il tutto pesanti tocchi di lacrimevole, talmente tirato per le lunghe che perfino gli aspetti davvero toccanti finiscono con il diventare intollerabili e ridicoli.
Tra amori contrastati, suicidi o presunti tali, manicomi e storie di guerra si ha la sensazione, fin dalle prime pagine, di avere tra le mani un polpettone degno dei peggiori feuilleton, eppure c'è un piccolo problema da considerare: i feuilleton di solito sono scritti bene o almeno abbastanza bene da catturare e tenere viva l'attenzione, la curiosità di chi legge per molte, molte pagine. Le stanze dello scirocco non soltanto ha una trama che al massimo potrebbe piacere a qualche nostalgica degli anni Sessanta o appassionata delle suddette telenovele, ma fallisce anche dal punto di vista stilistico: la scrittura è esasperatamente lenta (lentissima), ridicolmente enfatica, inutilmente ripetitiva e dannatamente prolissa. Qualcuno dovrebbe spiegare a Cristina Cassar Scalia che se scrivi un libro di 400 e passa pagine devi avere qualcosa di veramente importante o interessante da dire, altrimenti è meglio tagliare corto.
Non si salvano nemmeno i personaggi, praticamente dei cliché fatti e finiti: il protagonista sexy, tormentato e dispotico in perfetto stile Christian Grey (ma no, non è un pazzo fuori controllo che ringhia se un altro uomo guarda la sua donna, è solo che nel suo passato ha sofferto tanto e così...), la protagonista bellissima e determinata che sa fare bene qualsiasi cosa, "l'altra donna" dai facili costumi (appositamente confezionata per far risaltare la virtuosa protagonista), l'amico "fimminaro", l'amica carina e svampita e quella bruttina ma buona, lo zio prete bacchettone (giuro), la zia triste dal passato misterioso e compromettente.
A coronare il tutto l'odiosa abitudine dell'autrice di offendere un personaggio femminile, Sara, sfottendolo per la sua "stazza" (cito alla lettera) e la sua mancanza di bellezza in confronto alla splendida protagonista, della quale viene sottolineato in continuazione quanto sia bella e soprattutto magra, tant'è che alcuni personaggi la giudicano addirittura "troppo magra"... Troppo magra, forse, ma comunque perfetta, mentre chi ha le curve può soltanto fare schifo. Evidentemente per Cristina Cassar Scalia l'unico ideale di bellezza femminile accettabile è quello che rientra nella taglia 42. Le stanze dello scirocco è il primo romanzo di questa autrice, in seguito passata a scrivere gialli, l'ultimo dei quali figurava ad agosto 2020 tra i primi venti libri più venduti in Italia. Con il tempo, magari, lo stile di scrittura può migliorare. Le idee stupide, però, è molto più difficile che cambino.
Ci sono in particolare un paio di passaggi che meritano di essere citati per l'altissimo valore letterario e umano che rappresentano (in corsivo sono evidenziati gli aspetti più rivoltanti). Il primo passo racconta il momento in cui la protagonista rivede per la prima volta la sua "grassa" amica.
«Vicki non vedeva quelle ragazze da quando erano bambine, se le avesse incontrate per strada non le avrebbe riconosciute. Mentre ricambiava il saluto non poté fare a meno di notare la stazza giunonica di Sara, la sua ex compagna di giochi. Elisa, di due anni più piccola, era invece piuttosto graziosa. Anche Annina, che non poteva avere più di sedici anni, si avviava allegramente verso l’obesità. […] “Sara si sposa”, annunciò subito Annina. […] Vicki represse un sorriso divertito quando Sara le disse che lo sposo era Gaetano Urso, che ricordava come un ragazzo goffo, bruttino e con spessi occhiali».
Il secondo passo si riferisce al matrimonio della ragazza di “stazza giunonica”.
«Sara arrivò avvolta nella nuvola bianca di pizzo e tulle che la migliore sartoria di Palermo aveva confezionato come lei […] aveva richiesto. Senza tenere conto delle dovute differenze di stazza e di altezza, si erano ispirati all’abito della principessa Grace di Monaco. Il risultato, indosso alla povera Sara, non dava il giusto risalto al buon nome della sartoria».
E quello di Sara non è l’unico caso in cui i personaggi (e l’autrice attraverso loro, dato che non mostra mai, neanche per mezza riga, di condannare questo modo di pensare) tirano fuori commenti a dir poco disgustosi sulle donne e il loro corpo: ad esempio, si afferma che fino a quando una ragazza resta “troppo vestita” è impossibile capire se sia o meno “il tipo” di un uomo, come se si trattasse di un pezzo di carne esposto nella vetrina di un macellaio e non di un essere umano dotato di cervello e sentimenti.
Insomma, la protagonista sorride pensando a un ragazzo poco affascinante e a una ragazza in sovrappeso che si sposano, qualcun altro invece sorride pensando che alla Sperling & Kupfer dovevano essere ubriachi quando hanno mandato in stampa questa roba, buona soltanto per il riciclo della carta.
Non c'è bisogno di aggiungere altro.
Profile Image for Susanna Bassano.
113 reviews
March 7, 2020
Vittoria Saglimbeni ha 20 anni e frequenta la facoltà di Architettura a Roma quando nel 1969, andato suo padre in pensione, la sua famiglia decide di rientrare in Sicilia, nella villa avita vicino a Palermo.
Vicky è una ragazza forte, decisa, emotivamente coinvolta con i tempi difficili di quegli anni di contestazione, per lei il cambiamento sarà come un viaggio a ritroso nel tempo in un mondo ancora radicato alle convenzioni e pieno di pregiudizi dove farà fatica a destreggiarsi.
Questo libro mi ha coinvolto perché quegli anni e la facoltà di Valle Giulia sono parte del mio personale percorso e mi sono ovviamente trovata a rivivere le mie stesse esperienze, ma,in gran parte mi ha deluso.
l’indagine sociale e le descrizioni storiche, che restano le parti più gradevoli del racconto, faticano ad affiorare, coperte dal manto del romanzo rosa più vieto e prevedibile che si possa immaginare. Peccato.
Profile Image for Raffaella.
103 reviews2 followers
August 25, 2019
Finalmente! L'ho finito solo per poter scrivere la recensione. È un romanzo rosa dei più banali che cerca di mascherarsi da romanzo sociale sulla Sicilia degli anni '60. Ricco in pregiudizi e prevedibile come il tormentone dell'estate, non fa alcuna giustizia a una terra complessa e vitale come la Sicilia, riducendola a elementi macchiettistici pur volendosi dar l'aria del "racconto del cambiamento". Non parliamo poi di tutti i ghirigori sull'amore romantico. Pessimo davvero, per quanto mi riguarda.
Profile Image for Catherine B.C..
Author 18 books39 followers
June 12, 2015
Le stanze dello scirocco è il secondo romanzo dell’autrice Cristina Cassa Scalia, che aveva esordito lo scorso anno con La seconda estate, vincendo il Premio Internazionale Capalbio Opera prima. Mentre il primo romanzo era ambientato a Capri, per questa sua seconda opera l’autrice ha scelto la sua terra, la Sicilia. Una scelta azzeccata, di cuore, lo stesso che ha saputo riversare nelle pagine del romanzo, donando al lettore un affresco solare, denso di vita e passione, di una regione che, tra contraddizioni e problemi endemici, sprigiona da sempre una bellezza straordinaria.
Il romanzo racconta la storia di Vittoria Saglimbeni, studentessa di Architettura, che si trasferisce nel caldo 1968 da Roma a Montuoro, in Sicilia, paese d’origine della famiglia di suo padre. Un trasferimento accettato un po’ a malincuore e vissuto come una sorta di involuzione: a Roma Vittoria seguiva con interesse il fervore politico e lo sviluppo del movimento studentesco e si occupava di fotografia e motori, in Sicilia tutte queste stravaganze continentali non sono viste di buon occhio. Consuetudini ancestrali e la mentalità maschilista e ristretta della gente costringono Vicky a mantenere, almeno all’inizio, un profilo basso. Tuttavia, il vento del cambiamento arriva inesorabile, come lo scirocco caldo e sonnolento, che sembra sbiadire i contorni dell’orizzonte, facendoli confluire in un’immagine sfuocata e tremolante. Un cambiamento che smuove le coscienze dei suoi compagni d’università, ma che per lei indossa un paio di occhi verdi e magnetici, quelli di Diego Ranieri, figlio del più caro amico di suo padre. Molto diverso da lei, conservatore e tradizionalista fino al midollo, altero e ombroso, Diego nasconde un passato pesante che ne condiziona ancora scelte e atteggiamento. L’incontro con Vittoria lo riporterà alla sua famiglia e alla pace con se stesso, almeno fino a che le mezze verità unite alle menzogne più becere non reclameranno il loro conto.
La storia tra Vittoria e Diego, raccontata da entrambi i punti di vista abilmente alternati, vede poi al suo interno un cameo prezioso, un’altra vicenda con un diverso contesto temporale: la triste storia di zia Rosetta e di Peppino, il farmacista e fidanzato di un tempo. La guerra con le sue atrocità commesse in nome di un’ideologia totalizzante imposta viene giudicata attraverso le idee forti che nascono dal basso e che smuovono le basi di ogni tipo di istituzione, da quella politica a quella famigliare.
Lo stile narrativo dell’autrice è molto buono, anche se, a mio parere, dal taglio teatrale: alcuni passaggi sono molto veloci, quasi si fosse passati da un contesto all’altro cambiando abilmente lo scenario alle spalle degli attori principali. Le descrizioni sono particolareggiate e mirano a mostrare a chi legge le particolarità e le bellezze di Palermo, di Mondello o della campagna attigua, ma talvolta rischiano di spezzare il ritmo del romanzo stesso. È comunque uno stile evocativo, che sa intrigare e coinvolgere, facendo vedere al lettore i colori di quella terra, captarne i profumi, godere dei suoi sapori forti e decisi, come l’animo dei suoi abitanti. Il sangue siciliano ribolle, dotando di passione e forza, senso dell’onore e gelosia: un calderone di sentimenti umani che muovono le azioni dei protagonisti del romanzo, caratterizzati entrambi da grande personalità, orgoglio e testardaggine. Spigoli acuti che rischierebbero di far scoppiare come una bolla di sapone il loro giovane rapporto, se l’amore non parlasse al loro cuore in modo dolce ma inesorabile, come il soffio dello scirocco nelle misteriose stanze sotterranee dei palazzi.
http://insaziabililetture.blogspot.it...
Profile Image for Libros_libri_books.
220 reviews23 followers
July 27, 2021
“Lo sai che diceva mia madre? Che gli uomini si sentono padroni di castelli di cui solo le loro donne possiedono le chiavi. Io non le ho creduto mai, per tutta la vita. Poi, quando un giorno non ho potuto più vedere le cose come mi erano sempre apparse, allora ho capito che aveva ragione.”



Credo che questa storia dovrebbe dividersi in due: da un lato la storia d’amore fra la perfetta protagonista Vittoria, Vicky per la famiglia, dei romanzi rosa (bella, esuberante, di forte carattere, perfetta in tutto quello che fa) e l’ombroso Diego, che come da copione, non si differenza per niente da tutti gli altri personaggi di storie del cuore.

E fin qui, il libro potrebbe risultare anche banale, tranne per quei lettori che amano i romanzi rosa, che non si potranno staccare dalla lettura

Però, come sempre, c’è un rovescio della medaglia: l’ambientazione. Perfetta, accattivante: Palermo del 1968, una città scossa perché l’Università è occupata dagli studenti che sono in sciopero… la famiglia rinchiusa in tutte le tradizioni che condizionano ogni momento delle persone… i modi, usi e abitudini di un luogo che sembra non andare allo stesso ritmo del resto del paese. Vittoria si troverà nel mezzo di un “tornado” sociale, perché le sue abitudini, le sue credenze saranno messe a dura prova quando con le sue attitudini andrà a scontrarsi con il “cosa dirà la gente”

Non posso negare che è stato molto facile identificarmi con Vicky, una straniera arrivata al sud d’Italia con abitudini e pensieri diversi che cerca in tutti i modi possibili di trovare il suo luogo nella sua nuova terra, senza perdere la sua propria identità come persona e donna, dove l’amore l’ha portato a vivere.



STANZE DELLO SCIROCCO: Ambienti intagliati nella roccia calcarenitica, decorati da piastrelle finemente decorate, attraversati e resi freschi dai corsi d’acqua, creati artificiosamente e detti qanat, che si ramificano nel sottosuolo: erano l’unica ma significativa risposta all’afa che attanagliava Palermo.
Profile Image for Mirrordance.
1,699 reviews89 followers
December 25, 2023
Un romanzo d'appendice rosa che vorrebbe rievocare le atmosfere a cui ci ha abituato Simonetta Agnello Hornby ma non vi riesce. Una saga più simile a certe trame dei filmoni anni 40/50 con protagonista Amedeo Nazzari. Vittoria Salimbeni, nata in Sicilia ha vissuto la sua adolescenza a Roma dove ha cominciato a frequentare l'università (la facoltà di architettura) durante il periodo della contestazione giovanile. A causa delle cattive condizioni di salute del padre, l'intera famiglia si trasferisce nuovamente nel paese natio. Vicki (come la chiamano in famiglia) è sveglia, ha mille interessi e male si adatta alla vita ed alle regole sociali di paese (anche se in fondo in fondo la troviamo poco trasgressiva e pronta a piegarsi ai desideri di un fidanzato più adulto e all'antica).
Vicissitudini familiari, scandali del passato, pettegolezzi del presente in un libro che non decolla e non si allontana dallo stereotipo con la pretesa di raccontare una storia diversa. Scritto bene e per questo merita due stellette ma un genere inutile e di nessun pregio. Da apprezzare il passaggio di genere dell'autrice che trova la sua realizzazione nella serie dedicata a Vanina Guarrasi.
Profile Image for Simona Garbarini.
564 reviews3 followers
December 4, 2020
Cristina cassar Scalia scrive bene, ma questo libro - che pur cerca di arricchire il romanzo d’amore con risvolti storici e sociali - non riesce a fuggire da aspetti un po’ macchiettistici e stereotipi. Tuttavia riconosco all’autrice una scrittura fluente e interessante, e il riuscire a costruire un personaggio femminile emancipato pur all’interno di una mentalità’ siciliana tradizionale maschilista e atavica che sembra conoscere molto bene.
C’è qualcosa dei romanzi gialli che scriverà poi, insomma
53 reviews1 follower
January 11, 2025
La storia ha avuto una partenza promettente e anche pagine e alcuni capitoli notevoli, per esempio nel racconto della guerra, della mentalità siciliana degli anni 60 o della vita delle campagne nei latifondi della Sicilia.
Ma a un certo punto c'è stata una deviazione verso la serie della collezione Harmony con un finale degno.
Avrei preferito meno turbamenti sentimentali e una storia più ad ampio respiro, un affresco più nitido.
Ha qualche pregio e molti difetti
Profile Image for Stefano Mastella.
275 reviews1 follower
July 17, 2023
Lo stile del Scalia è sempre coinvolgente. Pur non essendo un giallo soffre però della prevedibilità della trama. Nel complesso ho però molto apprezzato le descrizioni della Sicilia, della sua società e delle spinte all'innovazione di quel tempo.
79 reviews1 follower
January 18, 2024
Impossibile non simpatizzare per la protagonista! I caratteri vengono ben delineati e interagiscono fra di loro in maniera molto realistica e profonda. Le atmosfere siciliane risultano affascinanti e coinvolgenti. Qualche dinamica narrativa si ripete qualche volta di troppo. Molto godibile!
Profile Image for ao.
241 reviews3 followers
October 6, 2022
Stucchevole è stucchevole. Ma visto che mi è sembrato un po' meglio di "La seconda estate", ho messo una stella in più.
Profile Image for Paola_Anna_Paola.
19 reviews
April 5, 2023
3 stelle solo perché leggendo il libro mi è venuta voglia di andare a Palermo, per il resto è un Harmony
55 reviews
April 19, 2023
Dopo tanti bei libri questo è stato una profonda delusione....alla stregua di un romanzetto di bassa categoria
2 reviews1 follower
December 25, 2023
Un bellissimo racconto, pieno di vita e amore, descrizione colorate e personaggi forti.
Profile Image for Maria Cristina.
96 reviews6 followers
July 10, 2021
“Gli uomini si sentono padroni di castelli di cui solo le donne possiedono le chiavi”.
La famiglia Salimbeni torna in Sicilia nel 1968 stravolgendo la vita di Vittoria 23 anni, siciliana di nascita ma cresciuta a Roma. Qui si scontra con una mentalità diversa, più chiusa a cui lei non si piega. Amante della fotografia e studente di architettura, ci accompagna nella viso e di una Palermo bellissima e malmessa, nei panorami delle campagne e delle rocce a picco sul mare, la polvere delle strade sterrate, la bellezza dei monumenti. Una lettura molto piacevole dove si parla di tradizioni, amore e non solo
Profile Image for Elide Barbanti.
24 reviews3 followers
February 24, 2016
Libro di lettura sicuramente molto piacevole, che ben introduce alla scoperta di questa magica terra che è la Sicilia. Apprezzatissime le descrizioni di Palermo e delle città circostanti, così come calzanti sono state le rappresentazioni della vita e dei valori radicati nella tradizione siciliana, presenti ancora oggi in alcune realtà dell'isola. Non sono tuttavia mancati alcuni "cliché" per quanto riguarda la storia d'amore narrata, che però non hanno per niente guastato in questo tipo di lettura.
Profile Image for Erica .
166 reviews28 followers
October 16, 2016
Questo libro è un regalo di una persona speciale per me, per cui me ne sono innamorata ancora prima di leggerlo.
E' una storia d'amore, quella di Diego e Vittoria, che mi ha stregata fin dalle prime pagine. La scrittrice è stata molto brava a descrivere una Sicilia del 1968, ancora molto legata alle tradizioni.
Il personaggio di Diego Ranieri è senza ombra di dubbio il mio preferito.
Profile Image for Ombretta.
206 reviews
September 28, 2025
L'impressione che fosse parte degli Harmony un po' l'ho avuta, resta tuttavia un romanzo piacevole che mi ha aiutato a superare notti insonni da jet lag. Naturalmente innegabile il fascino della Sicilia.
Displaying 1 - 24 of 24 reviews

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