Come tutte le testimonianze di chi ha vissuto nei campi di stermino, anche questa merita di essere letta. Il dolore, il senso di perdita più assoluto, di essere soli al mondo, senza più una famiglia o dei cari a cui tornare. Il corpo che diventa scheletrico, il percepire Birkenau, dopo mesi dal suo ingresso, come una "normalità" a cui ormai ci si è "abituati", un luogo infernale dimenticato da Dio. Ma allo stesso tempo la capacità di rinascere, di voler continuare a credere e a vedere Dio, specialmente nelle nuove generazioni con la speranza che comprendano, tramandino, ascoltino.
Una lettura dolorosa, importante, necessaria.