A dispetto del titolo all'apparenza "acchiappesco", questo libro è quanto di più lontano si possa immaginare da una superficiale opera politicizzata.
Al contrario, l'autore offre interessanti riflessioni sulle cause del terrorismo di stampo fondamentalista-islamico degli ultimi 30 anni, preoccupandosi di fornire solide basi storiogafiche e teologiche alle proprie argomentazioni.
Questa lettura invita l'osservatore distratto della storia a non considerare il jihadismo semplicemente come l'opera di una setta deviata di violenti, ma come frutto di dinamiche storiche, credenze religiose, scontri etnici e oppressioni sociali che si sono sviluppate nell'arco di secoli.
4 stelle su 5 per via di alcuni passaggi che risultano eccessivamente macchinosi, e della massiccia presenza di citazioni esterne che tendono a spezzare il filo logico del ragionamento e a rendere la lettura meno scorrevole.
In ogni caso, consiglio vivamente la lettura a chi interessato!