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La via del lupo: Nella natura selvaggia dall'Appennino alle Alpi

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Il lupo è tornato, riconquistando gli antichi territori. Se quarant'anni fa in Italia la specie sembrava prossima all'estinzione, oggi il vento ha cambiato il suo giro e i tempi difficili sono finiti. Quello scritto da Marco Albino Ferrari non è solo un sorprendente libro di etologia, ma anche un inedito diario di viaggio in luoghi marginali, misteriosi, il grande corridoio ecologico della nostra Penisola dove la natura riassorbe i vecchi sentieri, i terrazzamenti, gli antichi paesi abbandonati. Claudio Visentin, "Il Sole 24 Ore"

Ferrari parte dai Monti Sibillini e risale mezza Italia, raccontando il cammino del lupo che dall'Umbria e dalle Marche arriva fino in Valle d'Aosta percorrendo la dorsale appenninica e le Alpi occidentali. Attraversando le Foreste Casentinesi, le zone dei Cento Laghi, le Alpi Marittime e la Valsavarenche, Ferrari incontra uomini e donne che per mestiere e con passione hanno seguito la storia del lupo in Italia per molti decenni. "L'Indice"

158 pages, Kindle Edition

First published September 1, 2012

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Marco Albino Ferrari

29 books6 followers

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Displaying 1 - 7 of 7 reviews
Profile Image for Ettore1207.
402 reviews
August 3, 2017
Più che un saggio, è una sorta di romanzo d'inchiesta, in cui Marco Albinoi Ferrari, dopo aver incontrato studiosi, guardie forestali, naturalisti e politici ci racconta il "Lupo". La notizia più interessante non è tanto quella del ritorno del lupo (cosa già nota) quanto il fatto che questo animale, smentendo illustri ricercatori, è stato capace di percorrere una via di congiunzione tra gli Appennini e le Alpi, partendo dai Monti Sibillini per arrivare in Piemonte e, di qui, in Francia e Svizzera, attraversando autostrade e ferrovie e rasentando centri abitati e città. Molte altre cose interessanti si imparano da questo libro, non solo sui lupi ma anche su altri animali (camosci e stambecchi) e sulla montagna. Ed è sorprendente apprendere che ora il vero pericolo per la specie "lupo" giunge dai cani randagi, molto aumentati di numero negli ultim tempi. L'ibrido lupo-cane è pericoloso perchè minaccia la purezza della specie e crea individui aggressivi e meno schivi nei confronti dell'uomo.
Profile Image for Elide Molinai.
41 reviews2 followers
September 30, 2014
Ci sono storie. E storie nelle storie. Fili impalpabili che lasciano tracce sotto la pelle di chi li intercetta, anche solo per un istante.
I lupi sono animali dediti al silenzio e al segreto. L'uomo deve chinare la testa di fronte alla loro tragica e nobile tenacia, di cui può comprendere solo un vago accenno.
Ferrari non racconta un documentario, bensì lo scenario complesso attorno ad un sentiero millenario, la sua magnificenza, le sue contraddizioni, non con l'occhio del suo utente primario - il lupo, appunto - ma con quello curioso e rispettoso di un passante.
Profile Image for Antonella.
Author 21 books21 followers
June 18, 2019
Ho finito un saggio! Vuol dire che mi è proprio piaciuto. Trovavo momenti per leggerlo perché l'argomento mi interessava, ma soprattutto perché la scrittura calma e poetica dell'autore mi ipnotizzava e mi portava a passeggiare con lui fra i boschi e sulle cime, a incontrare personaggi interessanti, pionieri, gentiluomini della montagna perlopiù, come l'autore stesso. E poi lui, il lupo. Ora i nodi storici del ripopolamento dell'Italia, quelli legislativi e quelli legati all'antropologia varia di chi col lupo ci deve convivere hanno meno segreti per me.
Consiglio questo libro perché consente di viaggiare e conoscere.
Profile Image for Alberto Radice.
23 reviews
August 13, 2022
In un viaggio nello spazio e nel tempo, sulle tracce del Canis lupus italicus, Marco Albino Ferrari ci presenta la vicenda di uno degli animali più misteriosi e minacciosi dell’immaginario popolare e della sua lotta per la riconquista di un proprio spazio vitale. Attraversando vallate appenniniche e alpine che sono state progressivamente abbandonate dall’uomo, animale sempre più urbano, l’autore segue il viaggio di alcuni branchi di lupi e, con l’aiuto di esperti zoologi e guardie parco, descrive alcune delle tecniche utilizzate per la loro individuazione e tracciamento.
Catalogare quest’opera come un “libro sul lupo” sarebbe riduttivo, dato che uno dei temi centrali è quello del rapporto fra l’uomo e l’ambiente naturale selvatico, alla ricerca di un equilibrio e di confini che risulta tutt’altro che semplice individuare.
Profile Image for Kikyosan.
49 reviews16 followers
April 21, 2016
Wolf-tracking culturale.

L'autore percorre la via del lupo in due dimensioni: una via spaziale e una temporale.

Nella via geografica, l'autore percorre la dorsale Appenninica dai Monti Sibillini fino alla Val d'Aosta, seguendo l'espansione dell'areale di questa specie, toccando i vari Parchi Nazionali che hanno assistito al ritorno spontaneo di questo prezioso predatore, mentre le montagne si spopolavano sempre di più a causa dell'abbandono delle attività agricole e di allevamento, lasciando al lupo via libera verso le terre dove viveva decenni fa. Si passa così da Visso, nei Sibillini, o sulla Majella, nelle Foreste Casentinesi, nel Parco dei Cento Laghi, per poi salire in Piemonte fino alla valdostana Valsaverenche. Cita molte località e Parchi Nazionali e viene voglia sicuramente di fare delle belle escursioni in quei luoghi, anche grazie alla passione per la montagna che traspare dalla scrittura.

Nella via temporale, invece, Ferrari ci racconta la storia del lupo, partendo dagli anni '70, quando probabilmente era sull'orlo dell'estinzione e venne studiato da un formidabile trio di scienziati (oggi notissimi nell'ambiente), fino ad oggi, toccando tutti gli eventi e i protagonisti - umani - che hanno accompagnato questo splendido canide nella riconquista del territorio dal quale era stato eradicato a colpi di fucile e tagliole. E proprio questi protagonisti sono il cuore della storia, personaggi chiave che contribuiscono a ricostruire quel puzzle multidimensionale in cui il lupo si rapporta al suo territorio, alle sue prede, ma anche agli uomini: scienziati, allevatori, agricoltori, politici, giornalisti. La dimensione umana è l'aspetto più rilevante in questo racconto, così come un aspetto fondamentale della conservazione del lupo.

L'autore non si limita a descrivere l'ecologia del lupo, attraverso le parole degli esperti che ha interpellato, e a ripercorrerne la storia, i passi in avanti fatti per la sua conservazione, i luoghi che tuttora lo ospitano, ma si sofferma anche su quelle categorie di persone che vedono nel lupo un nemico da combattere: gli allevatori. è giusto che venga proposta anche un'altra visione, rispetto a quella di biologi ed ambientalisti, perchè il lupo di fatto in Europa vive in un ambiente fortemente antropizzato ed è inevitabile che si crei un attrito con la popolazione umana. Ed è per questo che serve una coordinazione a livello non solo nazionale, ma anche europeo, e capillare sul territorio, per riuscire a incastrare le due visioni e mettere in atto tutte quelle azioni di prevenzione e mitigazione che possono portare ad una coesistenza più pacifica possibile tra due preziosi componenti cardine dell'ecosistema: il lupo e l'uomo, verso un "abbraccio naturale" (forse è più realistico un "braccetto").

qualche nota tecnica: l'autore scrive in modo scorrevole, anche nelle digressioni (es sulla storia di un sentiero, di un rifugio, o su stambecchi e camosci). A volte traspare la sua simpatia o antipatia per i personaggi e altre volte sembra un po' impacciato nel riportare concetti di ecologia, ma nel complesso ha fatto un buon lavoro.
20 reviews3 followers
January 28, 2017
Non è propriamente il libro che mi aspettavo di leggere. Non posso dire che titolo e sottotitolo siano stati ingannatori, tutt'altro a ben vedere. Mendace è stata piuttosto la quarta di copertina, che mi ha fatto credere che il protagonista fosse il lupo. Mentre no, la protagonista è decisamente la via. Il lupo è un comprimario che sì, ha ricevuto i suoi spazi, ma che non domina la scena. È più un fil rouge che serve all'autore per spaziare tra vari argomenti - non necessariamente un male, a meno che, come nel mio caso, l'interesse fosse seriamente incentrato sul lupo, e non sulle descrizioni paesaggistiche o sulle dinamiche dei gruppi ecologisti. Le digressioni su quest'ultimo punto mi hanno più di tutto irritata: ho trovato crudelmente ironico che lo spazio del lupo dovesse essere ridotto per lasciarne all'epica sbrodolata di qualche gruppo ambientalista. Di nuovo, non entro nel merito dell'importanza della loro azione, dico solo che all'acquisto di un libro sui lupi non credevo di dovermi trovare a leggere delle vittorie morali per l'aborto della costruzione di impianti sciistici sull'Appennino.
Quando però si parla effettivamente di lupi, il racconto si fa interessante: vengono offerti molti spunti da più punti di vista - biologico, scientifico, antropologico, sociale, economico. Non tutti, purtroppo, sono raccontati parimenti bene o fino in fondo... le ricerche iniziali di Zimen, Boitani e Mech vengono introdotte, ma poi boh, non si capisce esattamente a che risultati abbiano portato. Per me il nucleo più corposo e appassionante resta comunque la discussione sul problema della coesistenza tra lupi e pastori, e più in generale tra lupi e uomini insediati in montagna. Giustamente l'autore, anche attraverso le parole di scienziati coinvolti nella gestione di questi difficili rapporti, sottolinea quanto sia importante che anche i difensori di questo animale cerchino di capire il punto di vista di chi gli è avverso non per partito preso, ma per i danni e i problemi che il lupo (purtroppo) rappresenta - e che, nella maggior parte dei casi, non viene considerato per via di una visione troppo semplicistica e "disneyana" della natura. Peccato che, su quasi duecento pagine, questi nuclei più specifici siano sparpagliati e annacquati da digressioni a parer mio un po' noiose se non proprio gratuite e retoriche. Può darsi che un appassionato di trekking, oltre che di lupi, guardi la cosa da una prospettiva opposta alla mia e apprezzi il libro per le stesse ragioni che hanno lasciato me perplessa: se però vi aspettate un'opera che, metaforicamente, azzanni saldamente l'argomento del lupo alla gola, siate consci che non è così. Il lupo, in questo libro, si sbircia solo timidamente e da lontano.
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