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Come se ne esce: Il mondo dopo Donald Trump

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Il mondo è più instabile che mai. Le notizie ci spaventano e ci sfiniscono. E niente di tutto questo sparirà con la fine della presidenza di Donald Trump, che è invece il punto di arrivo di una crisi molto più lunga: finché non sarà affrontata produrrà altri Trump, con qualsiasi nome arriveranno. Le regole del mondo di prima non funzionano più, quelle nuove sono tutte da costruire, e le democrazie non sanno che pesci prendere.
Il problema è che è difficile proteggere le democrazie quando queste smettono di produrre risultati soddisfacenti, che si parli di redditi, sicurezza, libertà, servizi, opportunità, diritti. Allora i nemici della democrazia cavalcano la sfiducia, vincono le elezioni e proseguono a sfasciare tutto. Il caos che gli Stati Uniti esportano ovunque, insomma, nasce dal caos al loro interno. Chi spera di contenerlo con la diplomazia, la pazienza e i vertici internazionali si prepara a una lunga attesa: la malattia è profonda. Ma come si è arrivati a tanto? E soprattutto: come si chiude questo momento politico, storico, culturale? Come si volta pagina?
In questo libro, Francesco Costa cerca la risposta nelle persone e nei luoghi dove già oggi, negli Stati Uniti, si costruisce un futuro diverso e si impara dagli errori del passato: risolvendo problemi concreti, ristabilendo un rapporto di fiducia reciproca, ripensando le comunità e le città, riportando industria e lavoro. Vincendo quando e dove non sembra possibile. Facendo funzionare la democrazia e, in questo modo, proteggendola. Dalla California al Mississippi, un viaggio nell'America che cambia rotta, trova soluzioni e cerca una via d'uscita al decennio di Trump.
È una storia che riguarda anche noi: c'è già chi ha smesso di aspettare le vecchie regole e ha cominciato a scriverne di nuove.

201 pages, Kindle Edition

Published September 8, 2026

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About the author

Francesco Costa

35 books585 followers
Francesco Costa è giornalista e vicedirettore de "Il Post". È nato a Catania e vive a Milano. Collabora con Roma Radio, ha lavorato anche per l’Unità e Internazionale, e ha scritto per IL, il mensile del Sole 24 Ore, e poi il Foglio, l’Ultimo Uomo, Grazia, Studio, Donna Moderna e Undici. Ha una laurea in Scienze Politiche.

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Profile Image for Alberta.
114 reviews
September 8, 2026
Cose che sapevo già, ma sono una bimba di Franci quindi cinque stelle. Franci se mi leggi sei il numero uno
Profile Image for Filippo Boldrin.
3 reviews
September 14, 2026
Libro illuminante, che mi ha tenuto incollato e da cui si possono capire diverse cose: per esempio che l'ordine mondiale nel quale abbiamo vissuto per gli ultimi 80 anni è moribondo se non direttamente morto; che la democrazia e la politica hanno deluso il cittadino medio ma che le alternative sono decisamente peggiori; e che una speranza per costruire un futuro migliore esiste, bisogna solo essere abbastanza temerari e non perdersi nelle nostalgie di un passato ormai superato. Ah si e che Trump è un maiale.
Profile Image for Nicola Di Leva.
196 reviews8 followers
September 14, 2026
È come una lunga edizione della newsletter "Da Costa a Costa": il materiale è rielaborato da lì, con argomentazioni ed aneddoti (interessanti) in più. Costa scrive in modo scorrevole, appassionato ed accattivante, e quindi la lettura è stata gradevole.

Il tema sarebbe come si risolvono i problemi che hanno portato all'elezione di Trump e quelli causati dalla sua amministrazione, in pratica il libro sembra più il report di un centro studi della corrente moderata dei democratici, visto che si parla solo di esponenti di quel partito.

Tutto il libro ha un tono polemico, come se fosse indirizzato ad elettori democratici delusi da convincere. Il che è quasi comico perché i lettori sono italiani, che generalmente non votano negli USA... Secondo me questo è un grosso limite del libro: Costa fa sempre più il maitre à penser, e sempre meno il giornalista. Ed è un problema perché questo fa si che alcune argomentazioni siano d'effetto ma superficiali, vista la complessità dei temi.
Davvero, sembra un documento programmatico più che un resoconto giornalistico il che è a tratti straniante.

Comunque, apprezzo molto che Costa non si limiti a presentare i tanti problemi della politica e della società americane, ma anche si sforzi di portare esempi positivi su come come sono stati risolti questi problemi in alcuni contesti. Secondo me il giornalismo deve sempre bilanciare i due aspetti, altrimenti diventa solo un lamento sterile, e questo libro non lo è.

Nota di demerito per la copertina brutta e insensata.
Profile Image for Gianmarco Leggio.
58 reviews2 followers
October 25, 2026
Classico libro di Francesco Costa scritto attingendo ampiamente dalla sua newsletter e riprendendo argomenti già trattati in libri precedenti (vedi i problemi della California e gli eccessi della cultura woke). La mia sensazione è che il saggio, incentrato su ciò che i democratici potrebbero fare per rappresentare una seria alternativa al trumpismo, diventerà in buona parte obsoleto dopo le elezioni di metà mandato.
Ho trovato comunque genuinamente interessante il capitolo dedicato a "L'America profonda" e la parte del penultimo capitolo in cui si parla delle attività economiche di Trump per monetizzare la sua permanenza alla Casa Bianca.
Per il resto, mi è parsa prevalente, soprattutto nell'ultima parte, una narrazione incentrata sulla cronaca degli eventi che hanno caratterizzato la prima metà del secondo mandato di Trump. Nonostante ciò, non mancano tentativi di analisi, anche partendo da eventi precedenti.
Infine, trovo quantomeno singolare la scelta del sottotitolo quando il tema "Il Mondo dopo Donald Trump" è appena delineato nell'ultimo capitolo, in meno di 10 pagine.
This entire review has been hidden because of spoilers.
9 reviews
September 14, 2026
Un saggio brillante che espone molto bene cosa ha funzionato e cosa non sta funzionando nella politica degli Stati Uniti, e soprattutto cosa ha permesso che Trump fosse visto addirittura come il "meno peggio". Argomentativamente illuminante senza dubbio.

Non sono pienamente soddisfatto dello stile di scrittura, invece. Capisco il tentativo (la scommessa?) di dare al testo un tono "senza tempo", di modo che si possa tornare a leggerlo tra qualche anno senza avere la sensazione di avere davanti della semplice cronaca, come un giornale, ma è veramente difficile sentire raccontare al passato, come se fossero belli che finiti, fatti che in realtà sono nel pieno del loro corso ed il cui epilogo potrebbe ribaltare la lettura che ne abbiamo oggi. A mio parere ne risulta un'esposizione che cercando di mascherare avvenimenti incompiuti in fatti finiti rischia di diventare presto obsoleta, quando si sarebbe potuto semplicemente ammettere che la tesi si sviluppa solo in riferimento agli avvenimenti registrati fino alla data di stampa del libro.
Profile Image for Giada Brugnera.
108 reviews13 followers
September 29, 2026
Come se ne esce è l’ultimo libro di Francesco Costa, giornalista e direttore editoriale de Il Post. Questo saggio ha il pregio di apparire sin da subito un lavoro più coerente e organico del precedente Frontiera, quest’ultimo un libro concettualmente e strutturalmente più acerbo.
In Come se ne esce Costa vuole tracciare una linea netta volta a evidenziare quali siano stati gli inceppamenti delle forze progressiste statunitensi (e, d’altronde, in difficoltà in tutto il mondo occidentale), interrogandosi sulle ragioni della loro crescente difficoltà nel parlare alla società e nel rispondere alle sfide di un mondo in cui le democrazie liberali sembrano perdere terreno rispetto alle autocrazie, di contro sempre più capaci di proporsi come sistemi alternativi.
La pars destruens è lineare, appare solida ed efficace, tutto sommato condivisibile; la pars construens — il «come se ne esca», in pratica — è più difficile da mettere a fuoco, dapprima può apparire sfuggente. La risposta non viene mai formulata in modo altrettanto esplicito: emerge piuttosto per sottrazione, come il negativo della fotografia di tutto ciò che nel libro viene indicato come inefficace nel gioco politico. D’altronde Costa non vuole (né può) consegnare una ricetta: piuttosto suggerisce quali errori la politica progressista dovrebbe smettere di commettere per tornare a essere credibile e competitiva.
Il discorso non si esaurisce però nella crisi del progressismo: alcuni capitoli sono dedicati a Trump e alla sua presidenza, mentre più ampia è l’analisi del progressivo indebolimento delle democrazie rispetto alle autocrazie nel mondo contemporaneo. Costa prova così a ricondurre le difficoltà della politica progressista a una questione più ampia: perché le democrazie occidentali appaiono oggi meno capaci di rispondere alle sfide del presente?
È quindi un libro che, pur puntando giustamente i riflettori sui limiti della presidenza (e della persona) di Trump e delle forze antidemocratiche, non risparmia stoccate e critiche soprattutto alla parte politica a cui Costa stesso si ritiene sostanzialmente allineato, ovvero quella progressista.
Un libro che ha il pregio di ricostruire le trame degli ultimi decenni, mettendo in luce le conclusioni da trarne, ossia ciò che va cambiato affinché i sistemi democratici continuino a poter essere un modello non solo di ideali, ma di funzionamento e benessere.
PS: spero che Costa non si dia MAI alla politica: è troppo prezioso come giornalista.
Profile Image for Alfonso D'agostino.
1,005 reviews75 followers
September 26, 2026
Non mi ricordo da quale recente lettura mi sia rimasto in mente: qualcuno, che ringrazierò mentalmente senza riuscire da attribuire la citazione, mi ricordava che il lavoro (direi, la missione) del buon giornalista non è riportare le opinioni di chi sostiene che piove e di chi invece afferma che splenda il sole, ma aprire la finestra e verificare se vien giù acqua oppure no.

Francesco Costa, per il quale in famiglia viviamo quella crush che ti spinge durante una memorabile vacanza newyorkese ad andare a cercare il miglior hamburger della città sostanzialmente perché lo ha consigliato lui, non si limita ad aprire la finestra e a dirti che effettivamente piove: cita il bollettino del meteorologo che ha misurato i mm di acqua precipitata, racconta quali e quante pozzanghere si siano create nel giardino condominiale e - soprattutto - ti spiega da dove sono arrivate le nuvole.

Viviamo un’epoca tragica e insieme buffa: gli eventi, e quindi le notizie, si rincorrono con una velocità mai vista prima. Ogni giorno leggiamo di qualcosa per cui “nulla sarà più come prima”, e due giorni dopo ce ne siamo più o meno dimenticati, perché è arrivata un’altra dichiarazione, un altro bombardamento con il suo carico di sofferenze insensate, una nuova tragedia di cui accusare il clima, il fato, il destino. In un contesto di questo tipo, sono essenziali nel breve una informazione di qualità e sul lungo periodo alcuni momenti in cui fermarsi un attimo e fare il sunto, approfondendo quanto accaduto.

“Come se ne esce” è prima di tutto questo: un racconto - documentato - di cosa è accaduto negli States e nel mondo negli ultimi venticinque anni, con un focus più diretto sulla prima e sulla nuova presidenza Trump. Dai profitti personali e familiari legati alle decisioni esecutive, incredibilmente alla luce del sole, alle scelte criminali di taglio di enti di assistenza da decine di migliaia di dipendenti, che in alcune aree del nostro pianeta erano l’unico fragile muro fra vita e morte, fra povertà assoluta e sussistenza. Con, a fianco, l’onesta evidenza che anche questo fronte era stato per anni demandato interamente agli statunitensi, e che una certa sensazione popolare di sostanziale ingratitudine non sia del tutto incomprensibile. Un contesto che fa comprendere meglio quella semi-buffonata della guerra dei dazi - e le sue conseguenze meno comiche, così come i continui ondeggiamenti fra amici e nemici, fra minacce e ruffianeria, fra potenza militare e concessioni.

Costa ci mostra limpidamente che l’ordine mondiale che abbiamo conosciuto per quasi un secolo non è più pietra di paragone, e che la sola forma di resistenza della democrazia è farla funzionare nel rispondere alle esigenze pratiche, quotidiane, immediate dei cittadini: dove diventa vuota ideologia, proclamata e non esercitata, il nuvolone della soluzione facile invocata dal nuovo arrivato è pronta a scatenare la sua grandine, e conteremo i danni.
1 review
October 8, 2026
Ancora una volta, un grazie immenso a Francesco Costa.
Grazie perché esprimi dei concetti e intavoli spunti di riflessione partendo sempre dai fatti concreti.
Grazie perché metti in risalto luci e ombre, pregi e difetti, scelte giuste e scelte opinabili dei principali attori dei nostri tempi senza aver paura di essere “categorizzato”.
Grazie perché il tuo fine è spiegare quello che succede indipendentemente da quella che è la narrativa che ci hanno abituato a seguire.

Parli dell’America senza dire che gli americani sono stupidi per aver votato Trump, ma elenchi i motivi che hanno contribuito a ciò.

Nello specifico del libro, ho trovato molto interessante il capitolo sulla nuova “sinistra americana” e di un possibile - speriamo - ritorno ad una politica concreta non fatta di slogan e di copertine, ma di risposte reali a problemi comuni e concreti.

Bellissima la chicca sui giornali locali nel Centro America. Piccole cartoline di un mondo che è lontanissimo e realtà che non mi sarebbero mai arrivate se non avessi letto questo libro
Profile Image for Matteo Colli.
125 reviews1 follower
October 7, 2026
Francesco Costa ci dimostra che leader come Trump sono i sintomi evidenti di un malessere profondo e diffuso che riguarda le democrazie occidentali. Ma l'autore non si ferma alla diagnosi: attraversa l'America, racconta di chi sta già sperimentando una cura, tra problemi quotidiani risolti e fiducia ricostruita, e ci ricorda che se ne esce grazie a progetti concreti, non con la sola indignazione. Per me la lezione vale ancora di più per l'Europa, che rischia di restare spettatrice mentre il mondo cambia: o ambisce a qualcosa di più grande della somma delle sue prudenze, o subirà inevitabilmente le scelte degli altri, quali esse siano.
Profile Image for Chiara Manenti.
156 reviews10 followers
October 12, 2026
Io seguo Francesco fin dalla primissima newsletter, Da Costa a Costa, e sono infinite le cose che ho imparato leggendola, non solo sugli Stati Uniti ma sul giornalismo in generale. Grazie per quest’ultimo libro, soprattutto per la conclusione:

“Siamo come quelli venuti prima di noi: alle prese con i guai del nostro tempo, con più mezzi di quanti ne abbiamo avuti quasi tutti loro.
[…]
Vista da vicino ogni epoca sembra impossibile. Vista da lontano, sappiamo una cosa: quelle generazioni fecero il loro lavoro. Questo è il lavoro che tocca a noi. Ricostruire, più che restaurare. Proteggere le democrazie facendole funzionare. E farlo prima che diventi inevitabile.”
1 review
October 26, 2026
Ottimo saggio su quello che è accaduto negli ultimi anni negli Stati Uniti, aiuta a mettere insieme alcuni eventi accaduto nella storia e ne analizza le conseguenze sull’America e sul modo. Avrei preferito l’autore includesse forse qualche episodio o storia in più. Alcune di queste storie infondono speranza e sento dovrebbero essere prese di ispirazione anche per chi vive in Europa.

Ho apprezzato che nella parte finale il libro parlasse di noi, mi è sembrata quasi una dedica (visto che non era questo il tema principale del libro).

Ottima lettura, come sempre.
Profile Image for giduso.
363 reviews28 followers
September 10, 2026
Forse il migliore dei libri di Costa finora. Anche se non sono del tutto d'accordo con le argomentazioni, al contrario di altri suoi libri qui la trattazione é più coerente e organica. I temi sono quelli di cui ha già parlato parecchio (migrazione interna, crisi d'identità dei democratici, perdita di fiducia nelle istituzioni, etc.) e mi piacerebbe che in futuro allargasse un po' lo sguardo sul resto del mondo. A quando un viaggio in Cina?
47 reviews1 follower
October 19, 2026
Amo Francesco Costa, e tutto il suo lavoro... la chiarezza con cui si spiega e le storie che scova e racconta. Non gli dò il massimo dei voti solo perché alcuni passaggi li avevo già sentiti in due interviste o letti nella sua newsletter quindi non ho sentito un'ondata di novità. Per il resto, magnifico come sempre!
Profile Image for AndreaMarretti.
228 reviews15 followers
October 23, 2026
Sempre stimolante e sempre utile per individuare tendenze e sviluppi in atto o possibili o quasi futuribili degli Stati Uniti e del futuro prossimo in generale: mai pesante, mai dottorale, mai presuntuoso.
Apprezzandolo così tanto, credo di aspettarmi "qualcosa in più", nel senso che ad un certo punto vorrò leggere qualcosa che racconti dell'America di questi anni che non assomigli ai libri che ha già scritto.
Da leggere, comunque
Profile Image for Martin.
1 review
October 26, 2026
Un libro essenziale per capire l‘America del passato, del presente e del futuro.
Profile Image for Ralph Angelo.
6 reviews
September 20, 2026
Piú o meno ero abbastanza aggiornato sul contenuto dei capitoli 3,4 e 5. Resoconto molto informativo sulla situazione attuale.
This entire review has been hidden because of spoilers.
19 reviews1 follower
September 30, 2026
Mmm non so, così come Frontiera, l'ho trovato meno interessante e brillante delle sue prime 3 opere. L'idea centrale del libro è che la sinistra non tornerà ad essere appealing se come unico argomento continuerà ad avere "la destra è cattiva, noi siamo bravi, belli e puri", c'è bisogno di fatti concreti e alle volte anche un po' di revisione di posizioni troppo condannatorie e integraliste. Ok, però mi pare che manchi coesione letteraria, che si riduca tutto ad un elenco di nomi da tenere sott'occhio nei prossimi anni nel Partito Democratico e che si potevano trattare in una puntata del suo podcast o in 4 edizioni della newsletter. L'unico capitolo veramente interessante è l'ultimo, dove si tirano le fila e si offrono al lettore delle riflessioni più personali e propositive. In più, questo suo stile che diventa sempre più paratattico e che funziona bene nelle NL, alla lunga l'ho trovato un po' stancante e troppo frammentario.
Profile Image for Ashbakche  .
15 reviews2 followers
October 12, 2026
Ho letto questo libro relativamente tutto d'un fiato, continuando a pensare quanto fosse importante condividerlo con le persone attorno a me per comprendere meglio come siamo finiti al punto in cui ci troviamo.

Per certi versi è una lettura illuminante, e angosciante, perché scandisce con spietata onestà tutti gli errori devastanti delle correnti progressiste (Americane, ovviamente, ma facile riconoscere errori simili anche nelle nostre bande, Europee e Italiane).
Spoiler: non c'entra (non soltanto) la disastrosa campagna elettorale Biden/Harris. Magari.

Purtroppo però, e non per sua colpa temo, il libro disattende (?) le aspettative di chi cerca una risposta alla domanda posta dal titolo: come ne usciamo da questo mondo post-Trump?

Le speranze a sinistra citate dall'autore per gli USA, onestamente, sono segnali incoraggianti a livello locale, ma a livello nazionale e presidenziale sembrano risibili (e questo dando alla situazione il beneficio del dubbio che agli Statunitensi sarà davvero ancora concesso votare DEMOCRATICAMENTE e LIBERAMENTE, senza brogli, ad elezioni presidenziali).

Quelli internazionali sono forse già obsolete, o ancora timide e incerte.

Penso ancora tuttavia che, anche solo per la prima metà del libro, che fa comprendere a fondo come la società USA sia arrivata al movimento MAGA e a 2 presidenze Trump, sia assolutamente da leggere, e dibattere.
Profile Image for Nicomedes E..
26 reviews
October 26, 2026
Rispetto al libro precedente, a questo giro Costa è tornato un po' di più alle sue origini e presenta un libro con una struttura più lineare e meno frammentaria nella narrazione. Anche per quest'ultimo, ha deciso di sperimentare un nuovo approccio/formato (come appunto dichiara all'inzio, in stile newsletter) che a mio avviso non mi è dispiaciuto ma che eviterei per altre esperienze di pubblicazione. A livello di contenuti, ho apprezzatto tutta l'analisi riguardo gli errori del partito democratico, cosa ha portato alla situazione attuale e come si sta cercando di uscirne per l'appunto (a tratti mi è sembrato molto che l'autore stesse suggerendo un programma politico ai dems). Avrei apprezzato anche un'analisi del fronte opposto, per capire meglio le scelte del partito repubblicano e del suo elettorato; vengono affrontate le cause che hanno spinto molte persone a votare Trump ma secondo me sarebbe stato utile capire come questa corrente estremista sia riuscita ad arrivare dove è arrivata all'interno del partito e perché la parte moderata non sia riuscita a proporre niente in grado di disinnescare il tutto.
Molto di impatto l'ultimo capitolo dal quale traspare quanto Costa sia rimasto impressionato da un altro libro, che a questo punto mi appresto a leggere (si tratta del "L'ora dei predatori" di Giuliano da Empoli). Nel complesso non male.
62 reviews
October 21, 2026
3.5

Costa torna con un nuovo libro sull’america, che rispetto al precedente ha uno scopo preciso e rende il racconto più fluido e interessante: trovare una via di uscita rispetto a quello che sta vivendo l’america (e quindi di riflesso l’occidente) negli ultimi anni.

Come sempre la sua narrazione è ricca di interessanti racconti, eclettici personaggi e spunti di riflessione innovativi. Costa parla della crisi dei Democratici, della belligeranza di Trump nei confronti di regole e istituzioni, dei cambiamenti politici all’interno dei gruppi demografici americani.

L’unica vera pecca che ho trovato, è che le vie di uscita che lui ha elencato le ho trovate più delle preghiere di speranza. La speranza che un determinato politico riesca effettivamente a lavorare bene, la speranza che la maggior parte della popolazione cambi punto di vista sulla politica, la speranza che l’establishment cambi rotta nei suoi giochi di potere. Concretamente ho letto poche soluzioni risolutive (non che Costa debba essere uno stregone con la palla di cristallo, ma il libro vendeva questo)

È comunque una lettura veloce e utile, quindi consigliata!
Profile Image for Angelica Barcella.
131 reviews5 followers
October 2, 2026
“A volte ci raccontiamo di essere nati in un'epoca disgraziata. E una consolazione pavida, li
perché trasforma a le nostre responsabilità in sfortune e la realtà in un film di cui possiamo soltanto essere spettatori. Che poi: sarà anche un'epoca disgraziata, ma questo argomento di solito traballa quando si prova a individuare un'era con cui fare cambio. Se siete una donna, poi, occhio a quando puntate la macchina del tempo. La verità è che siamo meno speciali di così, e raccontarci di essere nati nell'epoca più sfortunata della storia serve a far sembrare impossibile ciò che è soltanto difficile. Siamo come quelli venuti prima di noi: alle prese con i guai del nostro tempo, con più mezzi di quanti ne abbiano avuti quasi tutti loro.”

“Da qui il paradosso: l’Europa riesce a fare le cose più ambiziose soltanto davanti alle catastrofi”

Si è un libro sugli Stati Uniti d’America, ma è anche un libro sulla democrazia da proteggere, sulla sfiducia nelle istituzioni, sul votare il meno peggio, che risulta essere molto applicabile a tutto l’occidente
28 reviews1 follower
October 8, 2026
Narratore formidabile, titolo ottimista

Costa sa raccontare. Dopo Questa è l'America e Una storia americana lo sapevamo già, ma qui lo conferma: prende un dato secco e lo fa diventare scena, personaggio, argomento. Non dà mai l’impressione di fare una lezione. Ti accorgi di essere a pagina 100 quando ci sei già arrivato. Nel genere, in Italia, non ha rivali.

Il problema è il patto che il titolo stringe col lettore. Come se ne esce promette una diagnosi e una terapia, ma l'America che racconta è ancora in piena crisi, e nessuno sa se i pochi posti dove le cose funzionano siano un modello o un'eccezione. Costa lo sa, ed è onesto nel mostrare quello che ha trovato. Il libro però resta un catalogo di buone storie, non una risposta.
Un po’ come parlare ad un funerale mentre il paziente è ancora in terapia intensiva.

Poi c'è il finale . Tante pagine per costruire il ragionamento e un po’ poche per chiuderlo. Costa avrebbe potuto rischiare qualcosa, e invece si ferma un passo prima.
Profile Image for Veronica Buccino.
19 reviews3 followers
September 20, 2026
Primo libro che leggo di Francesco Costa, anche se seguo da tempo la sua newsletter settimanale. Infatti, alcune cose non mi erano nuove, ma sono contenta che venissero spiegate in maniera più approfondita, soprattutto ho apprezzato i background super interessanti sulla vita dei politici prima di entrare in carriera.

Espone molto bene cosa sta funzionando e cosa no negli Stati Uniti, ci sono alcune riflessioni positive che sicuramente fanno bene in questo clima pessimistico degli ultimi anni. Lettura super scorrevole: mi piace molto come scrive Francesco e ogni sabato amo leggere la sua newsletter!

A volte sembrava un po' mirato solamente a spiegare cosa avesse insoddisfatto gli elettori democratici; avrei preferito sentire entrambe le facce della medaglia, ma, per il resto, libro super attuale che trovo molto utile da leggere!

⭐️⭐️⭐️⭐️

Profile Image for Elisa.
193 reviews12 followers
September 19, 2026
Per chi segue il lavoro di Costa, i contenuti non sono sicuramente sorprendenti; è pratico però avere distillate in un unico libro le sue analisi sulla situazione politica americana e mondiale. Scritto in maniera chiara e piacevole, con tanti esempi. Apprezzo sempre anche che Costa, quando analizza ciò che non va nello status quo, evita di cadere nel pessimismo che spesso sfocia in immobilismo. Un po' di ottimismo/idee per il futuro sono una boccata di aria fresca nel panorama giornalistico-politico italiano.
Profile Image for Settimio Severo.
58 reviews2 followers
October 5, 2026
Interessante, pieno di storie americane, sembra un po' un'edizione della newsletter "Da Costa a Costa" in versione estesa. Tanti spunti di riflessione, tante considerazioni interessanti, specie sugli USA, specie su politici democratici dall'approccio virtuoso e meno virtuoso.
La tesi sul "come se ne esce", però, è molto poco approfondita e relegata nelle ultime pagine. Mi aspettavo un po' più di considerazione per la tematica che dovrebbe essere centrale in questo libro, a giudicare dal titolo.
Profile Image for Claudia Argenti.
2 reviews
October 15, 2026
Libro molto bello, interessante e lucido nella sua analisi. La scrittura poi è molto scorrevole e tiene davvero incollati. Consigliato se si vuole capire come si è arrivati alla situazione mondiale attuale e quali sono delle possibili soluzioni, o comunque idee di soluzioni, per uscire da questa situazione. Da persona che a volte tende a vedere tutto negativo, mi ha fatto molto bene leggere un libro ottimista
Profile Image for Stefano Cazzaro.
15 reviews2 followers
October 29, 2026
Francesco Costa ha una visione politica più convincente e precisa dell’intero campo largo cosiddetto. Peccato che il finale del libro sia abbozzato e non racconti in maniera sufficientemente dettagliata l’accordo tra Francia e Germania sulla vendita dell’acciaio e del carbone - momento simbolico della nascita dell’Unione Europea e in quanto tale esemplare per coloro che oggi volessero tornare a far valere l’Europa sullo scacchiere internazionale.
18 reviews
September 28, 2026
Restando fedele alla sua materia d'elezione (gli USA, la loro storia, la loro politica, i loro costumi), Costa legge il presente individuando esempi e strategie utili a superare il momento storico che stiamo vivendo, in cui il modello delle democrazie novecentesche è in crisi, con fiducia nel futuro.
6 reviews
October 4, 2026
Come sempre interessante ed efficace, Francesco Costa in questo libro fa una critica senza mezzi termini alla politica americana intera, descrivendone gli errori che hanno portato alla situazione attuale con Trump. Fotografa il mondo di oggi e ci chiede di uscire dalla comoda certezza di 80 anni di pace ordine mondiale ormai non più garantiti. Consiglio vivamente.
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