Jump to ratings and reviews
Rate this book

Florence

Rate this book
Ludovico Aldisi, un ambizioso giornalista della «Nazione», conosciuto per le aperte simpatie interventiste, vede nella guerra appena dichiarata un’occasione di prestigio e ascesa sociale. È un uomo affascinante, che ha come amante Claudia, la bella moglie di un ricco avvocato, cui non esita a chiedere soldi e favori.
La sua esistenza subisce una svolta quando, durante una manifestazione pacifista, rivede Dante, amico e compagno di università. In quell’occasione conosce anche Irene, una ragazza francese, figlia di un suo ex professore universitario. La giovane lo impressiona per la verve intellettuale e la libertà di pensiero, oltre che per la fede pacifista.
L’amicizia tra i due non attecchisce subito. L’uomo, infatti, si reca sulla Marna come inviato di guerra e qui si unisce a un battaglione scozzese. Conoscerà da vicino l’orrore delle battaglie, e questi eventi lo cambieranno profondamente.
Al ritorno, Ludovico non è più il giornalista spregiudicato di quando era partito, ma un uomo confuso e tormentato. Mentre il rapporto con Claudia comincia a sfaldarsi, l’unico a dargli una mano è Dante, che lo invita nella sua tenuta nel Chianti, la Torricella. Lì c’è anche Irene. Tra i due si crea un legame che aiuterà Ludovico a far chiarezza dentro di sé e a comprendere cosa ha davvero perduto, proprio quando anche su Firenze e sull’Italia cominciano ad allungarsi le ombre minacciose della prima guerra mondiale.

416 pages, Hardcover

First published July 8, 2015

7 people are currently reading
219 people want to read

About the author

Stefania Auci

21 books360 followers
Stefania Auci è nata a Trapani ma vive da anni a Palermo, dopo aver girato l’Italia. Insegnante, ex avvocato, ex cancelliere, si dedica alla narrativa urban fantasy, horror e romance sin dall’adolescenza.
A ottobre 2011 è uscito il suo romance di esordio, Fiore di Scozia, edito da Harlequin Mondadori e a dicembre 2012 il suo seguito La Rosa Bianca. Nel 2010 ha pubblicato con edizioni 0111 Hidden in the dark, breve raccolta di racconti urban fantasy tratti dalla saga di Moray Place 12, Edimburgo.

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
48 (25%)
4 stars
68 (35%)
3 stars
59 (31%)
2 stars
10 (5%)
1 star
5 (2%)
Displaying 1 - 30 of 35 reviews
Profile Image for Vittoria Corella.
Author 21 books27 followers
August 9, 2015
A bocca aperta e mani ferme, pigio il tasto l’ultima volta e il mio kindle mi chiede brutale “Rate this Book”. Il Kindle è una macchinetta tanto graziosa, ma non ha anima. Dovrebbe chiedermi “Come stai ora?” e accertarsi se ho l’occhio lucido. Il Kindle non vede che mi mordo l’interno delle guance, non sente il sospiro. Comanda solo “Rate this book” (Il mio Kindle è anglofono, è venuto dritto dritto dagli USA anni e anni fa e non ha il cervello per imparare l’italiano e il cuore per aspettare un secondo, darmi respiro).
“Rate this book”, ovvero “dai un giudizio a questo libro” Da uno a cinque. Facile vero? Tu che sei una macchina, tu che non hai difetti di fabbricazione tipici dei lettori umani, che non sospendi la tua incredulità e entri dentro la testa e il cuore di un personaggio e soffri se lui soffre, o ami quando lei ama. Povero piccolo Kindle. E povera piccola me, lettrice umana col difetto, che ha messo nel mostriciattolo “Florence” di Stefania Auci. Anteprima assoluta.
Torna all’inizio, stupida macchina, ti insegno io a chiedere brutale che voto assegno a questo libro!
Intanto , macchinetta mia, hai mai sentito parlare di motore diesel? Dovresti, con tutti quei libri nella tua pancia. Florence, ti spiego, è un diesel. Comincia piano, un passetto dopo l’altro, apre una porta su un’epoca e un mondo e ti fa guardare dentro. Mette lì tutte le sue cose e ti dice: ti parlerò di Guerra. Ti parlerò anche di Amore. Ti parlerò di un Mondo che si è fermato in punta di piedi sul bordo di una voragine mangia uomini che si chiama Grande Guerra, Prima Guerra Mondiale. Vuoi andare oltre? Click, fa il dito sul tasto, voltiamo la pagina elettronica e entriamo.
Diesel: all’inizio non sai, non comprendi. C’è gente qui dentro, ci sono persone, in particolare due: Ludovico e Irene, che all’inizio si sfiorano appena e poi prendono binari paralleli che sembrano destinati a non incrociarsi mai.
Ludovico ha molti conti in sospeso col destino e con la sua vita. Ludovicoè partito male, ma è arrivista, vuole affermarsi come giornalista, vuole essere molto, molto di più del poco da cui arriva. E’ arrogante. E’ quasi disumano. Non ti conquista. Non subito. Inizia da ‘cattivo’, rancoroso, arrampicatore, innamorato di una cosa sola: il successo che farà di lui qualcuno. Ma ancora scalpita ai bordi, la “Nazione” , giornale per cui scrive va bene, ma non abbastanza. Lui esige molto di più. Forse è per quello che per la prima parte del libro non vede Irene, negli occhi ha solo la Guerra neonata, di cui vuole scrivere come inviato al fronte, occhio e orecchio di un’Italia che ancora deve decidere se entrare in questo terribile scacchiere o meno. Italia ai margini, che deve farsi spazio in Europa, come Ludovico deve farsi spazio nella vita. Ludovico che vuole per il suo paese un destino uguale al suo: entrare nel vivo dell’azione, essere un vero protagonista. I ‘protagonisti’ non possono essere simpatici, non subito. Non hanno dubbi loro, sono come il mio Kindle. Non tentennano, non riflettono. Guardo Ludovico e lo sento così lontano, così freddo. Non mi fa pena la sua vita in Italia, e quando sbatte il grugno contro il maglio di una Guerra che maciulla corpi e sventra case vorresti dirgli ‘te lo sei cercato, amico mio’. Ma solo le macchine e i personaggi non riusciti non cambiano con l’evolversi della storia e della vita. L’esperienza disumana della Guerra fa di Ludovico una persona, di quelle vere, dentro cui puoi entrare e sentirle vivere. Ecco, Ludovico nella parte mediana del romanzo nasce davvero. Succederà anche con altri personaggi qui dentro: li odierete, ma poi, piano piano vi toccheranno l’anima e vi scalderanno il cuore. Lasciateli fare, non abbiate fretta. Diesel.
Ludovico non è più solo un nome, ora nella tua testa eccolo prendere forma e faccia. Lo puoi vedere, e lui comincia a vedere gli altri: Claudia, la sua amante altolocata, non è più solo una scopata e via. Gli amici pacifisti, che lui avversa all’inizio, vibrano davanti ai suoi occhi. Infine Ludovico vede Irene. Finalmente. Così vicina da poterla toccare, l’ha tenuta lontano. Irene è il tassello mancante che fa di Ludovico un personaggio che vive. Non solo, i due si specchiano, si avvicinano e Irene perde quell’aura da bambola costosa nel negozio di giocattoli, anche a Irene cresce l’anima. Ora, Kindle mio, chiedi ancora se posso dare un voto al libro? Aspetta, la fai troppo semplice. Rate this Book. Oh no. Non posso, è come dare cinque stelle a tua madre, al tuo amore o alla tua migliore amica: bastano? No. Sono molto più complessi di così. E così è anche questo libro, “Florence” di Stefania Auci. Le parti finali sanguinano come e più della guerra, perché le vicende ora toccano te. Non stai dando stelle, stai vivendo una storia d’amore, stai soffrendo.
Kindle, smettila di chiedermi un voto. Non basterebbe, non si danno voti alle persone e alle loro storie. Le puoi solo amare, puoi solo soffrire con loro e per loro. Puoi provare l’innamoramento, l’amore, la delusione, la paura. Gioia e disperazione.
Rate this book, lasciami in pace. Lasciami respirare su Ludovico e Irene e su Firenze, sulla Guerra che uccide, sui sacrifici e sull’amicizia. Lasciami un momento per dire addio a chi mi ha dato delle emozioni. Sì è l’ultima pagina di “Florence”. Ho vissuto la Guerra, ho vissuto l’amore. E il crepacuore. Ora respiro. E poi accontento la mia macchina crudele. Rate this book: cinque stelline
Profile Image for Georgiana 1792.
2,444 reviews172 followers
March 2, 2016
Non è facile recensire un romanzo importante come Florence di Stefania Auci dopo averlo finito diversi mesi e tantissimi libri fa, ma mi sembra doveroso perché questo è stato uno dei libri più belli letti nel 2015, un romanzo storico in cui la Storia non è un mero sottofondo, ma fa da coprotagonista, è parte dello stesso tessuto della trama, è la causa stessa che spinge i personaggi alle loro azioni.
Leggendo Florence ci si trova catapultati indietro di un secolo, perché questo romanzo è una totale immersione nella situazione politica italiana del 1914, mentre l'Europa ha sta combattendo la Grande Guerra e gli italiani sono spaccati a metà tra neutralisti e interventisti.
Il protagonista, Ludovico Aldisi, è un giornalista che è partito dal basso, e per questo ha una voglia di rivalsa sulla vita stessa, che l'ha fatto nascere figlio di pescatore. Interventista convinto, Ludovico sogna di fare il corrispondente di guerra, e per questo si avventura sino alla Marna da solo. L'esperienza francese, però, non gli farà solo cambiare idea sulla possibile entrata in guerra dell'Italia, ma cambierà il suo stesso approccio alla vita. Ludovico è un uomo, è imperfetto, pieno di difetti, che, rendendosi conto dei propri errori e ammettendo di essersi sbagliato, maturerà. Questo non significa che non continuerà a sbagliare, ma il tentativo di fare ammenda lo renderà un uomo migliore. La sua maturazione, però, sarà scomoda per tutti coloro che volevano sfruttarlo come una pedina del loro gioco, influenzando l'opinione pubblica.
Irene è una giovane donna irrequieta: figlia di un professore universitario e di un'intellettuale francese è cresciuta culturalmente come se fosse uno degli studenti del padre, e non riesce a rassegnarsi alle limitazioni imposte alle donne nell'Italia del 1914. Nonostante la differenza d'età, Irene percepisce in Ludovico l'unica persona che riesce a vedere al di là del suo corpo di ragazzina, intuendo uno spirito affine e comprendendo la sua esigenza di essere trattata come una pari.
La loro non è una storia romantica: in Florence c'è sì una storia d'amore, ma non è quella a fare da protagonista e da motore della trama.
Né il lettore riesce mai a simpatizzare totalmente con i protagonisti e con gli altri personaggi. Sono così reali e tridimensionali che bisognerebbe essere innamorati di loro per apprezzarne tutti i difetti.
E la trama non è mai scontata e banale come si potrebbe supporre quando si parla di "storia d'amore", ma prende delle svolte impreviste proprio come la vita.
Una lettura intensa, travolgente, proprio come il periodo storico in cui si svolge.
Consigliatissimo.
Profile Image for Michela.
154 reviews60 followers
July 19, 2015
Quando si finisce un libro come Florence ci si sente un po' orfani. Che fine faranno tutti i personaggi che ho tanto amato, di cui ho seguito le vicende, che ho odiato e che hanno avuto o no quel che si meritano? Mi mancheranno tutti: Ludovico, Irene, Dante, Luciana, persino Claudia, Ghelli o Nerino, il capitano Freeman, Latimer... l'elenco è quasi infinito.
Florence (letto rigorosamente alla francese) è un romanzo bellissimo. Non lo dico perché ho avuto il piacere di scambiare qualche messaggio con Stefania e la considero una donna degna della massima stima (pensa se la conoscessi davvero e più a fondo!), ma perché quando un libro ti da la sensazione di dimenticare tutto il resto, di averti raccontato una storia intensa e splendida come questa non può che essere un bel romanzo.
Ludovico è un giornalista che vuole dimostrare al mondo e a se stesso che può essere qualcuno: si fa affidare un incarico come cronista di guerra ed è in quell'incarico che scopre se stesso, la guerra, i propri limiti e si costruisce una nuova vita, finché quella vecchia non si mette in mezzo... niente spoiler, sul resto.
Ludovico è un eroe e un antieroe, è umano, è pieno di pregi e di difetti, di passione e di arroganza, di intelligenza e di caparbietà. Si scontra con la guerra nella maniera più brutale, con spacconeria e la convinzione di sapere tutto e di poter spaccare tutto: gli esseri umani sono fragili, vanno anche in pezzi, ma è anche possibile rimetterli insieme. Non saranno gli stessi di prima, ma saranno qualcosa di nuovo. Ludovico cresce e matura e cambia, come un vero uomo, ed è qui che si vede la differenza tra un romanzo qualsiasi e un bel romanzo. Irene, allo stesso modo, è un'adolescente piena di passione, che conosce se stessa, ma è irruente e andrebbe a sbattere contro i muri più duri può di attraversarli. In questo senso Ludovico ed Irene si somigliano e insieme sono diversi.
Non solo i due protagonisti sono tratteggiati in maniera splendida: Dante e Luciana, i due fratelli amici di entrambi sono due creature che ho amato molto, l'uno sensibile e buono e generoso e l'altra forte e senza grilli per la testa. Persino Mario e Claudia Anselmi, il primo odiato profondamente e la seconda per cui ho provato molta pena e confesso antipatia, erano, sarò ripetitiva, splendidi.
Il racconto si snoda con uno stile scorrevole ma non per questo meno sofisticato. Le scene di guerra sono vivide e fatico a pensare che sono dovute a lunghe ricerche e non ad un racconto di prima mano, vecchio di cento anni. Un romanzo storico è riuscito non sempre per la precisione delle notizie usate, ma dalla ricostruzione e la forza della sensazione di essere in quel periodo mentre leggi, o almeno così la penso io.
L'ultima cosa che mi resta da dire è: grazie, Stefania, per questa splendida, splendida, splendida storia.

http://italiangoblinmarket.blogspot.i...
Profile Image for Antonella.
Author 14 books21 followers
September 19, 2015
Tiro su col naso e scrivo, dopo essere arrivata all'ultima pagina. Florence è un libro veramente molto bello. Bellissimo, sì. Ora che la storia si è conclusa mi rimane un senso di pienezza, come quando leggi quei libri grandi, che ti aprono un mondo e te lo lasciano dentro. Ludovico, Dante, Irene, pure Claudia, sono personaggi umani e veri, realistici, credibili e strazianti nei loro passi, nei cambiamenti che attraversano durante le vicende narrate. Già, come ha fatto l'autrice a inventare delle vicende così belle, credibili, intessute di storia, della STORIA? perché, già, la storia, la guerra, Firenze, l'Italia sono protagonisti quanto i personaggi. L'autrice ha svolto una ricerca storica notevolissima. I luoghi sono pieni, colorati, densi... Come quando sfogli uno di quei libri per bambini e si apre una tridimensionalità di carta e tu gridi di meraviglia. Florence è un gran bel romanzo, di quelli che non si possono dimenticare, perché ti donano l'immagine precisa di un determinato periodo storico.
Ludovico Aldisi non è un eroe di stampo americano, di quelli che trovano un coraggio e una redenzione altisonanti e stentorei, per dimostrare che il Bene è in fondo facile da affermare... no. E', vuole essere, nell'intenzione di Stefania Auci, un uomo vero, con le sue debolezze e contraddizioni, immerso drammaticamente in un'epoca così difficile da essere l'inizio della deriva dell'Europa del Novecento. Anche Irene e Claudia, pur ricordandomi vagamente Elena Muti e Maria Ferres dell'Andrea Sperelli D'Annunziano - ma sarà solo il periodo -, sono donne dolorosamente ritratte nelle condizioni che le opprimevano in quei tempi, e che scelgono strade diverse per essere se stesse. Dunque l'autrice di Florence propone modelli svariati di mascolinità e di femminilità nel romanzo, pur non cedendo al rischio degli stereotipi, anzi guardando alle sue creature letterarie con una comprensione amorevole che si percepisce, leggendo.
Posso dirlo? Io ci vedrei benissimo uno sceneggiato. E avrei anche qualche idea sui possibili attori... ma vi risparmio. :)
Profile Image for Laura Costantini.
Author 48 books96 followers
March 4, 2016
La bravura di un'autrice di romanzo storico sta nel restituire lo spirito dell'epoca senza cadere nel tranello di inserire qua e là informazioni e nozioni inutili. Florence, da questo punto di vista, è un esempio di come vada scritto un romanzo storico efficace. Auci ha scelto un periodo poco frequentato dagli amanti del genere, eppure densissimo di spunti. L'Europa del Liberty, del progresso, dell'amore per le cose belle passeggiava ubriaca e totalmente ignara sul ciglio di un abisso. Che l'attirava, come sempre fanno gli abissi, blandendola con sogni di gloria bellica e di potenza politica per questo o per quel contendente. La prima guerra mondiale, quando inizia la storia delicata ed efficace, crudele e tenerissima di questo romanzo, è già iniziata. Ma sono pochissimi quelli in grado di scorgerne il vero volto dietro la maschera del patriottismo e della rivendicazione territoriale. Tra questi c'è Ludovico Aldisi. Giornalista a caccia di riscatto sociale, ambizioso e carrierista, consente all'autrice di portarci al fronte e mostrarci l'orrore nella sua veste più semplice e più cruda. Ludovico è partito interventista. Tornerà ferito nel corpo e nell'anima, cambiato come certi reduci del Vietnam. Incapace di dimenticare l'orrore eppure consapevole di quanto esso sia ormai inevitabile. A lenire i suoi tormenti trova Irene Laurenti, splendida figura di ragazza che si rivolta con tutta se stessa contro la via crucis che il suo essere donna le riserva: un marito che non sceglierà e non amerà, i figli, la casa, l'addio alla passione per gli studi accademici. Due anime ferite che si incrociano e si riconosco. E cambiano, Ludovico e Irene, attraversando la tragedia personale prima ancora che quella collettiva della prima guerra mondiale.
La scrittura è di alto livello, con una tendenza pittorica che rende a pieno lo splendore della Toscana, di Firenze, della campagna del Chianti, ma anche il lividore del Belgio fangoso, delle trincee, della guerra. La cura del particolare storico è perfettamente amalgamata con la capacità di rendere vivi e reali i personaggi. Da Ludovico a Irene, dall'infelice Clara al suo spietato marito, dalla solida Luciana al generoso Dante. Firenze Stessa diventa protagonista con le sue luci, i suoi odori. Una scrittura che mi ricorda la tecnica pittorica dei macchiaioli. Tanto colore e tanta angoscia. Perché pur calati nei pensieri e nelle parole dei personaggi, percepiamo chiaramente l'abisso e la sua ineluttabilità.
Da leggere e, se ci fossero, meriterebbe almeno 6 stelle.
Profile Image for Cristina.
72 reviews42 followers
October 6, 2020
"Tutti abbiamo bisogno di trovare un posto nel mondo.
Non si tratta solo di quattro mura, ma di braccia che ti stringono.
Di ricordi, di luoghi e persone cui possiamo affidare le nostre paure per far si che le custodiscano e ci aiutino a portarne il peso.
O a condividerlo, se necessario."

In questi primi giorni d'autunno, in cui il cielo sembra indeciso se trattenere a sé gli ultimi scampoli di un'estate ormai agli sgoccioli o rassegnarsi a far posto a nuvole colme di rinfrescante pioggia cosa c'è di meglio che lasciarsi cullare dalle parole di un buon libro magari accompagnato da una tazza di buon tè? Lo scenario è perfetto e io ho approfittato di queste pigre giornate settembrine per gustarmi Florence (pronuncia francese, mi raccomando!), il romanzo storico scritto da Stefania Auci e pubblicato solo qualche mese fa per la casa editrice milanese Baldini & Castoldi. Mi sono lasciata trasportare dalla storia e sono approdata alla torrida estate del 1914, un'estate calda non solo perché la nostra penisola è da sempre terra prediletta dai raggi del sole ma perché, come ben sappiamo, l'intera Europa, e non solo, era in pieno fermento: la Prima Guerra Mondiale era scoppiata e l'Italia, solita indecisa, stava affacciata alla finestra ad osservare prima di scegliere se gettarsi o meno in quella carneficina. La decisione avrebbe richiesto un anno ma alla fine l'interventismo che vedeva nella Grande Guerra l'occasione per reclamare le città "irredente", Trento e Trieste ancora in mano all'Austria, avrebbe avuto la meglio e l'Italia avrebbe anch'essa aggiunto alla conta, altissima, dei morti il suo pesantissimo tributo.
Florence dunque apre la sua narrazione facendo luce su un contesto storico altamente precario, il dibattito politico è continuo e fitto sebbene a noi lettori arrivi solo una sua distante eco. La situazione politica e sociale agisce da trama in cui intessere l'ordito della vita dei vari personaggi, infatti quello che risalta maggiormente è il grande affresco della vita quotidiana che risente ma non troppo degli eventi dell'altra storia, quella con la maiuscola, che poi verrà narrata nei manuali scolastici.
Protagonista è il giovane giornalista Ludovico Aldisi, self made man del XX secolo: bello, colto e soprattutto intraprendente, pronto a sfruttare ogni conoscenza utile per tentare quell'ascesa sociale da sempre inseguita per ripagare anni di umiliazioni e sacrifici, infatti pur provenendo da una famiglia umile è riuscito a laurearsi e a entrare nei circoli della Firenze bene. È qui che ha conosciuto Claudia, la sua amante, che ha trovato in lui la consolazione con cui affrontare una vita fatta di delusioni, con un marito violento al suo fianco, ulteriormente inacidito dall'incapacità della donna di dargli un erede. La vita di Ludovico sembra quindi vicina alla perfezione, un'ultima spinta verso una carriera giornalistica di successo potrebbe dargliela proprio la guerra, da fervente interventista qual è, reputa infatti necessario partire per la Francia per avere la possibilità di raccontare in presa diretta il conflitto con la speranza che i suoi articoli spostino l'ago della bilancia a favore dell'intervento italiano. Ma Ludovico non sembra aver fatto i conti con il destino che gli mette davanti le opinioni e posizioni di coloro che invece la guerra non la vorrebbero: il giovane infatti incontra per caso il suo vecchio amico dei tempi dell'università con cui aveva perso ogni contatto, Dante Ducceschi, convinto pacifista. Riallacciare i rapporti con il vecchio collega significa per Ludovico rincontrare il vecchio professore di letteratura francese, Giuseppe Laurenti, e soprattutto, fare la conoscenza con la giovane figlia di lui, Irene, una ragazza spigliata, uno spirito libero con una forte voglia di un'indipendenza accettabile nella più "libertina" Francia, dove la ragazza è cresciuta, che nell'Italia dei primi del '900. Irene e Ludovico non si piacciono, sono troppo diversi eppure un legame sembra essersi istantaneamente creato ed è sicuramente uno dei punti forti del romanzo quello di non aver voluto indulgere in un rapido innamoramento dei due ma aver anzi sviluppato il rapporto nel corso di tutta la vicenda per poi chiudere degnamente le fila nelle ultime pagine, una chiusura che non appare frettolosa e scontata proprio perché l'innamoramento dei due protagonisti viene centellinato e rilasciato a piccole dosi, cresce a poco a poco in loro proprio come a poco a poco si sviluppa nella mente del lettore.
Ma il racconto di Florence non si svolge solo nei salotti della città toscana, Ludovico ha la possibilità di partire per il fronte belga in cui francesi e truppe britanniche stanno combattendo contro il nemico tedesco. Quella di Ludovico sarà una discesa negli inferi, come tutti coloro che credevano che la guerra fosse necessaria, "sola igiene del mondo" come urlavano a gran voce i Futuristi, il giovane si renderà conto che la guerra "a parole" è molto diversa rispetto a quella combattuta nei fangosi campi di battaglia e risalterà la follia di un mondo che si è gettato a capofitto in quello che doveva essere una scaramuccia di pochi mesi e che invece ha portato alla devastazione di un'intera generazione. Ma l'Italia ancora non sa e non crederà finché non avrà toccato il dolore e la sofferenza con le proprie mani. Gli scenari di guerra sono tratteggiati con rapide pennellate, non ci si dilunga in descrizioni particolareggiate dei luoghi e delle varie offensive, bastano poche parole che comunicano lo stesso smarrimento provato da un Ludovico che si scopre profondamente impreparato di fronte a una situazione di tali proporzioni il cui carico emotivo da trasmettere al lettore è tutto sulle spalle del capitano Jasper Freeman, valoroso scozzese, prode combattente che ha una visione molto chiara sulla guerra che si appresta a combattere e sulle sue brutture, non si risparmierà, fedele al motto che "dulce et decorum est pro patria mori", ma nemmeno eleverà la guerra a unica possibile soluzione di tutte le dispute tra stati.
Terminata l'esperienza sulla Marna, un'esperienza fatta di sangue, dolore e morte, Ludovico rientra a Firenze e torna inevitabilmente cambiato ma senza il coraggio di dar voce a quanto visto al fronte; è il cambiamento più evidente all'interno del romanzo, l'aver documentato direttamente l'esperienza bellica porta ad una variazione radicale del punto di vista sulla stessa e Ludovico si fa rappresentante di tutti coloro che hanno compreso a fondo la portata del conflitto solo dopo averlo vissuto, cancellando così ogni romantico sogno su una guerra quasi circondata da un alone di eroismo da vecchio romanzo cavalleresco. È qui che il racconto si fa prettamente italiano con l'azione che si svolge tra la città toscana e le colline del Chianti, e dove centrale è il rapporto tra Ludovico e Irene che ormai si sono accorti che il loro astio non è altro che un modo per mascherare un sentimento nettamente opposto. L'amore sboccia ma è complicato da un tragico evento che dona al romanzo una godibile impronta thriller che ci porta alla fine della storia, dove tutto si risolve quando, terminata la guerra, l'Italia sta riprendendosi dal tremendo sforzo bellico.
Florence ci fa trascina all'interno di una storia godibilissima, che si legge tutta di un fiato non per eccesso di banalità come adesso spesso accade (purtroppo!) ma perché Stefania (mi permetto di chiamarla per nome) ci ha regalato dei personaggi che restano con noi, diventano nostri amici e come tali siamo interessati a ciò che succede loro. Forse era possibile soffermarsi ancora un po' sulla Grande Guerra, scavare ancora più a fondo, mostrare di più delle ragioni dei due gruppi in cui era divisa l'Italia dell'epoca, interventisti e pacifisti, le cui ragioni sono sintetizzate solo dagli scontri verbali di Dante e Ludovico, le uniche due voci preminenti all'interno del romanzo sull'acceso dibattito pro/contro la guerra. Spicca invece l'analisi interessante sulle dinamiche di classe in un'Italia in cui il luogo e la famiglia in cui si è nati hanno ancora un peso importante, in cui ci si aspetta che ognuno segua il percorso già tracciato e dove invece agiscono da elementi perturbatori dello status quo parecchi personaggi.
Va fatta particolare menzione dei personaggi femminili attraverso cui ci viene descritta la condizione della donna nei primi decenni del '900 in Italia, tre sono quelli fondamentali e ognuno di essi sviluppa un diverso archetipo moderno: le già citate Irene, quasi una "proto-suffragetta" che aspira ad una condizione sociale meno vincolata e più libera, e Claudia, fintamente indipendente ma in realtà ingabbiata in un matrimonio sbagliato, e infine Luciana, la sorella di Dante, sempre pronta a compiere il proprio dovere.
In definitiva in Florence i venti di guerra soffiano lontani mentre potenti sono le procelle che si abbattono nella vita quotidiana e fondamentali sono gli incontri/scontri tra i personaggi veri motori dell'azione nel romanzo.
Non mi resta che complimentarmi con l'autrice che ci ha regalato un primo romanzo storico certamente notevole, attenderò fiduciosa i successivi!

RECENSIONE:http://afoxamongthebooks.blogspot.it/...
Profile Image for Anncleire.
1,347 reviews98 followers
September 9, 2015
Ringrazio immensamente Stefania Auci per avermi regalato la splendida opportunità di leggere il suo libro in cambio della mia onesta opinione. Gliene sono immensamente grata.


Recensione anche sul mio blog:
http://pleaseanotherbook.tumblr.com/p...


“Florence” è il nuovo libro di Stefania Auci e per una serie di fortunate coincidenze e grazie proprio all’autrice è arrivato nelle mie mani. Sono grata alla mia pagina Facebook perché davvero mi da la possibilità di incontrare tantissime persone e mi fornisce gli strumenti per esserci sempre e incontrare persone che altrimenti non avrei modo di incrociare. E sarebbe stato davvero un peccato, perché questo libro mi è piaciuto particolarmente. Un po’ per le atmosfere, un po’ per i temi, un po’ per quella nostalgia che mi ha regalato di un periodo della mia vita che mi rimarrà sempre caro. Un libro che dovrò prendere cartaceo, capite quanto mi è piaciuto?

La Auci che sicuramente sa il fatto suo, regala al lettore una storia complessa e affascinante che non si esaurisce quando si gira l’ultima pagina, ma resta sedimentata nei recessi della mente, ancora penso a Ludovico e mi resterà cara, come un vecchio amico da cui tornare. La narrazione in terza persona, arroccata sulle spalle di Ludovico, ma talvolta scivolata in altri punti di vista, è fluida e avvolgente, e in qualche modo sana le spigolosità di una storia a tratti brutale, a tratti molto tenera, di un verismo quasi cristallino. Questo periodo storico, quello che si affaccia alla Prima Guerra Mondiale, in una Italia divisa tra interventisti, coloro che volevano l’entrata in guerra, e i neutralisti, è molto particolare. C’era stato lo scandalo della Banca Romana, la voglia di terminare il processo di unificazione, mancava l’Istria e il Friuli, e quel vago senso di impotenza che serpeggiava tra intellettuali e socialisti, in un mix a cui bastava poco per esplodere. E la guerra, una delle più brutali di sempre, con quelle trincee in cui hanno perso la vita milioni di giovani senza esperienza, gettati nel baratro delle esplosioni e del fango. L’opinione pubblica divisa, con i giornali che si dibattevano, anche a colpi di vignette satiriche. Ed è qui che si colloca Ludovico Aldisi, un giovane rabbioso e impulsivo, che sogna la gloria e il riscatto sociale rispetto a una società in cui la ricca borghesia la fa da padrone. Con quella rivoluzione industriale che stenta a decollare davvero e la speranza di fare la differenza. Ludovico che si getta nella mischia con lo scopo di primeggiare e che alla fine si ritrova con le speranze infrante, fagocitato da una guerra che non perdona, che lo segna, lo provoca, lo rivolta come un calzino per lasciarlo a dissanguarsi nelle proprie scelte, a riflettere su cosa è giusto e cosa è sbagliato quando ormai è troppo tardi. È un personaggio complesso, perché non è un eroe, è un uomo reale, che sbaglia, con dei difetti, che sfugge a qualsiasi etichetta, ma che offre tantissimi spunti di riflessione, perfettamente caratterizzato e uno di quegli uomini che si vede portar via tutto, ma che in fondo è in grado di ricostruire la propria vita.
Dall’altra parte c’è Irene, quasi diciannovenne, che arriva in una società in cui la donna deve sposarsi e far figli, senza ambizioni e senza personalità. Una donna deve stare al posto suo, in cucina, o a servir the nei salotti, senza azzardarsi ad esprimere la propria opinione. Ma Irene è cresciuta a Parigi, tra gli studenti e i letterati di cui si circonda il padre e la sua sete di conoscenza e la sua voglia di indipendenza, cozzano, drammaticamente con le apparenze di una società in cui la donna conta meno di zero e che neanche a guerra finita potrà godere di un più ampio respiro. La brama per una vita dettata dalle sue preferenze si dibatte, in un tempo che cerca di moderare i suoi toni e i suoi atteggiamenti, incanalarli verso il matrimonio con un buon borghese che possa mantenerla. Irene non lo accetta, e quando Ludovico le mostra che può essere sé stessa, si alza, cercando sempre di rimanere sé stessa, anche quando deve lottare per ricostruire i pezzi del suo cuore, della sua vita, di quella esistenza mangiata dalla guerra e dalla sofferenza.
Sono tanti i temi che si susseguono durante la lettura, tutti con un proprio spazio e una propria identità, lasciando un vago senso di speranza, senza buonismo alcuno, gettando una luce romanzata su un periodo storico, tanto interessante quanto oscuro.
E sullo sfondo si erge una Firenze da fine Belle Epoque, con quella unione di stili e atteggiamenti, le prime Fiat scoppiettanti e i carretti con i cavalli, i vestiti anni dieci e le emozioni di un città che si prepara al peggio, a quel conflitto che non risparmia nessuno, con drammi e morte. La Auci tratteggia sicura, con descrizioni suggestive e molto particolari, di una città che scorre rapida sul Lungarno e Greve, questa campagna, con le sue colline e gli uliveti e una panchina salvifica.

Il particolare da non dimenticare? Un libro di Boudelaire…

Un romanzo complesso e articolato, una suggestioni di colori e suoni, dei personaggi veri e palpitanti, su uno sfondo storico drammatico e impressionante. Un libro che si legge d’un fiato, in cui ci si perde, per riemergere con un sorriso dolce amaro, perché quando passa la guerra, nessuno si salva. E anche se certe ferite si rimarginano, restano a far male nei giorni di pioggia.
Buona lettura guys!
59 reviews
January 13, 2023
Ho comprato questo libro dopo aver letto I Leoni di Sicilia che mi è piaciuto molto. Sono felice di aver trovato questo libro. Mi ha appassionato e coinvolto dall’inizio. Le pagine scorrono veloci. Un periodo nella storia dell’Italia interessante ma poco conosciuto da me.
Profile Image for Francyy.
682 reviews72 followers
April 9, 2021
Se fosse stato più lungo di altre 50 pagine le stelle sarebbero ancora diminuite. Fino a metà ero entusiasta di quello che leggevo, dello stile, della storia, delle sensazioni, poi è iniziato il precipizio verso un romanzo rosa, banale e scontato. Un’occasione persa
Profile Image for Romanticamente Fantasy.
8,020 reviews237 followers
April 2, 2018
<>

Non amo questo particolare periodo storico, e soprattutto non amo i libri sulla guerra, perciò mi sono accostata a questa recensione con una certa titubanza e un certo timore, ma sono rimasta invischiata nel vortice di una scrittura evocativa bellissima che mi ha avvinto fin dalle prime pagine. Mi sono ritrovata a passeggiare per una Firenze splendidamente descritta del 1914, in compagnia di Ludovico Aldisi, cronista del giornale la “Nazione” e l’ho odiato nel giro di un secondo, poi ho sofferto con lui e infine l’ho amato tantissimo. Sono i personaggi a fare di questo romanzo una grande storia, abilità dell’autrice fare in modo che il libro non sia, nonostante i temi forti e profondi, mai pesante e il lettore incollato alle pagine.


Ludovico Aldisi. Ambizioso, arrogante, disposto a tutto pur di raggiungere il suo scopo e diventare finalmente qualcuno: “lui” che proviene da una famiglia poverissima di cui quasi si vergogna, padre pescatore, madre semianalfabeta e dei fratelli che non vede da anni che non hanno mai capito il suo desiderio di elevarsi. Almeno all’inizio del libro ama solo se stesso, è l’amante di Claudia, una donna bella e sofisticata, sposata e in più anche in grado di inserirlo negli ambienti giusti, nella borghesia ricca, fra avvocati e personaggi di spicco, che però lo guardano sempre dall’alto in basso. Di lui darà la definizione migliore Jasper: E’ come se lei si nutrisse della voglia di dimostrare al mondo di essere capace di tutto. Come se fosse perennemente in guerra con se stesso e non potesse permettersi il lusso di fermarsi. Pensa alla guerra come ad un modo per diventare famoso, scrivendo dalla prima linea, ma quando vi si troverà in mezzo, scoprirà molte cose di se stesso e diventerà un uomo migliore, capace di grande coraggio. L’autrice lo ha pensato con il volto di Benedict Cumberbatch, un uomo con mille sfaccettature e fascino, che trovo adatto al personaggio.


Quella donna cerca vie di fuga che non può percorrere.

Claudia Anselmi, avrà un posto importante nella storia, bella, all’apparenza fredda e privilegiata ha pagato caro l’aver sposato un uomo ricco e affascinante che si è rivelato da subito violento e prevaricatore. Sterile, tradita e picchiata, si è creata un suo modo per vivere un matrimonio orribile e ricavare un minimo di piacere. E’ un personaggio triste, a tratti patetico, sa che Ludovico non è davvero innamorato di lei, eppure preferisce illudersi e anche se negli anni ha avuto più di un amante, tiene davvero lui; alla fine lo tradirà e pagherà un prezzo altissimo. Stefania l’ha pensata col volto di kristin Scott Thomas e mi trova d’accordo per il suo sguardo triste e quell’aria di regale imperturbabilità, ben si adattano a questa donna che mostra solo ciò che vuole di sé.

Mario Anselmi era stato come acido versato nell’anima.

Mario Alvisi, avvocato ricco e potente, marito di Claudia, di cui è delusissimo. Sa da sempre che la moglie lo tradisce, ma finché lo fa con gente di rango può chiudere un occhio, in fondo lui ha dei figli con una donna che mantiene da anni e sua moglie è un bel ninnolo di rappresentanza che per lui, dal momento che è risultata sterile, non conta nulla. Ma l’essere stato tradito per il figlio di un pescatore, questo no, scatenerà in lui un desiderio di vendetta che colpirà tutti e porterà tragiche conseguenze.

«È crudele e grottesco. Violento.» questa è la definizione che ne dà Claudia, per questo la scelta di Laurence Olivier non mi trova del tutto d’accordo, avrei preferito qualcuno con uno sguardo più gelido come Norbert Haberlick

Luciana Ducceschi è un personaggio molto presente nella narrazione eppure di lei e dei suoi sentimenti sappiamo pochissimo, e fossi in lei andrei dall’autrice a lamentarmi. Luciana ci viene presentata nelle prime pagine come una donna non più giovanissima ma comunque nel fiore degli anni e nel pieno della vita, ma quando si parla di lei è sempre descritta come una donna molto seria, riflessiva, posata, più una madre che una sorella. In ogni suo atteggiamento c’è saggezza, è quella che tiene le redini della tenuta, pronta ad aiutare tutti con i suoi saggi consigli, amante della terra e della famiglia, ma non sembra mai felice, come se la sua vita fosse vissuta di riflesso. Persino il suo matrimonio, non si presenta romantico, ma fatto per dare un erede alla Torricella, la tenuta di famiglia, per me avrebbe meritato di meglio. Maya Sansa la rappresenta bene, con un sorriso pacato e riflessivo.

Dante Ducceschi, fratello di Luciana è ricco di famiglia, è stato il miglior amico di Ludovico durante gli anni dell’università, aiutandolo con libri e spese che l’amico non sarebbe stato in grado di sostenere, ma facendo in modo che l’orgoglio di Ludovico non ne risentisse. All’apparenza la sua vita sarebbe perfetta, eppure è il personaggio che meno si rivela durante la storia, ha un segreto che in quell’epoca gli avrebbe reso la vita difficile. Ama qualcuno che non potrà mai avere. Dopo essersi persi per qualche anno i due amici si ritrovano e anche se in un primo momento la pensano in maniera opposta sarà Dante ad aiutare Ludovico nel momento di bisogno, sia quando torna dal fronte, ferito e solo, che dopo, quando aiutarlo sarà davvero rischioso, non venendogli mai meno. Nelle frase <>,<< non dire niente>> verranno svelate molte cose. La scelta di Donny Lewis mi piace, bello con un aria un po’ triste e malinconica come la vita di questo bel personaggio, che ha dato tanto, ricevendo molto poco. E davvero, Stefania Auci come sei stata cattiva con lui.


Indossava stivali lucidi; alla cintura una pistola, privilegio concesso solo agli appartenenti ai ranghi superiori. Tuttavia,non era questo a incutere soggezione. No, era qualcosa di più sottile. I gesti, forse, o l’imperturbabilità,

Ludovico non avrebbe saputo dire cosa. Eppure avvertì una fitta di timore quando lo vide avvicinarsi.

E’ così che l’autrice ci presenta Jasper Freeman, capitano del reggimento Gordon Higlanders, un ufficiale scozzese che Ludovico conoscerà in Francia e che gli aprirà gli occhi sulla realtà del combattere. Ricco, in Scozia possiede un castello e molta terra, discendente da una famiglia di militari che ha dato più volte la vita e anche qualche arto alla patria come racconterà al giornalista, è da molto che ha perso ogni illusione sulla guerra, ma nonostante questo continua a credere nell’onore e nel servire. . Saranno lui e Ludovico i protagonisti di un passaggio fortissimo e intenso, di grande impatto emotivo, che cambierà completamente il protagonista.

E per ultima mi sono tenuta lei Irene, figlia del professore Laurenti, che ha insegnato a Dante e Ludovico durante l’università e grande cultore delle pace. Irene è nata da madre francese ed ha sempre vissuto a Parigi, dove le donne godono di grande libertà di pensiero e di azione. Alla morte della madre il padre è voluto rientrare in Italia, a Florence, come la chiama Irene, e qui la ragazza si è vista negare piccole libertà come uscire sola in un locale o fumare, solo perché la mentalità è diversa e una donna può essere solo madre, moglie o una poco di buono. Legata da ipocrisie che non capisce, più intelligente di tanti uomini, la ragazza si sente come al guinzaglio e solo l’amicizia con Dante, di cui percepisce il segreto, e della sorella Luciana le dà un po’ di piacere. In un primo momento detesta cordialmente Ludovico per le sue idee favorevoli alla guerra, ma al suo ritorno dal fronte è quella che più ne percepisce il cambiamento, e che da sola lo convince ad aprirsi scoprendo in lui un uomo diverso, un uomo che può amare, e per quell’amore sarà davvero disposta a cambiare tutta la sua vita. L’autrice ha riconosciuto in questa foto la sua protagonista ma non mi sento di essere d’accordo, la protagonista che ho amato io, la penso si con un viso dolce ma più moderna, più decisa e con un velo di malinconia per un amore sofferto e le ho dato questo volto.

Questo libro non è solo una storia di guerra e non solo un romanzo d’amore, è una grande storia di passioni, di vite vissute intensamente di sentimenti profondi. La scrittura minuziosa e piena di particolari dell’autrice ci permette di “vedere”, come se assistessimo a un film, la vita di questi personaggi, ne percepiamo le sensazioni, li vediamo vivere.

Ho amato il passare da un capitolo sul fronte, nel pieno della battaglia, quando venivo catapultata nella polvere sollevata dall’artiglieria e nel sangue dei caduti, al successivo, in cui invece mi trovavo nella tenuta di Torricella con la vita tranquilla e normale dei protagonisti, vivendo le emozioni contrastanti di chi sa solo le cose che vengono raccontate e se le immagina, e la paura, la fame e il freddo di chi la vive sulla propria pelle. A chi, come me, non ama i romanzi che parlano di guerra, dico subito che i capitoli dal fronte sono pochi e talmente ben scritti che si leggono con piacere, e soprattutto sono importantissimi per il personaggio principale. La permanenza sul fronte ha cambiato profondamente l’animo di Ludovico, è una persona diversa quella che ritorna a Firenze, ma è qui, nel momento in cui comincia a pensare a un futuro e alla possibilità di essere felice, che il suo passato gli presenta il conto e la storia prende una svolta imprevista. Proprio il non essere più l’egoista che era e il desiderio di fare ammenda anche con le persone che ha sfruttato, lo porranno in un grande pericolo e in una situazione molto drammatica. Mi è piaciuto il viaggio dentro la storia e nella storia , mi è piaciuto anche l’arrivo dolce-amaro, perché sì, Stefania Auci non paga di averci donato emozioni a non finire, ci ha dato un finale originale e non banale, un lieto fine unico per un libro davvero emozionante.
Profile Image for Nuvolina Leggere Romanticamente.
579 reviews19 followers
July 15, 2015
Leggere Romanticamente: http://www.leggereromanticamente.com/...

In questo libro sono ben delineati i personaggi, in particolar modo vengono subito all'occhio le dinamiche della società di quegli anni: le diversità tra uomo e donna. Esattamente come si vede nelle due donne della vita di Ludovico, Irene e Claudia, così diverse tra loro ma in un certo senso legate dalle convenzioni dell'epoca che vivono.

Claudia è una donna dei suoi tempi, tempi in cui le donne erano poco considerate e la loro unica occupazione era quella di padrona di casa dedita alla cura del marito e dei figli. Lei ha scelto un matrimonio "comodo", dove quello che più contava erano i soldi e la posizione sociale che il marito le garantiva, ma il matrimonio si è rivelato un inferno. Claudia, agli occhi del marito, è una delusione perché non essendo riuscita a dargli un figlio legittimo ha mancato al suo primo dovere di moglie quindi, se è fortunata viene ignorata e trattata con indifferenza, quando invece il marito si ricorda di lei, allora arriva la violenza verbale spesso accompagnata da quella fisica, con botte di quelle che lasciano il segno, date appunto per punire! E' intrappolata in un matrimonio senza possibilità di fuga, con un uomo che non ha nessun problema ad umiliarla e degradarla!

Così Claudia ha iniziato a cercare altrove quello che in casa non ha mai avuto, anche se per poche ore soltanto!

Per Claudia, Ludovico rappresenta l'illusione di un amore che non ha mai conosciuto, così poco alla volta quella che al principio era una relazione come tante aveva avuto prima, inizia per lei ad essere un qualcosa di più. Anche per Ludovico lei rappresenta in un certo senso un'illusione, lui è un cinico arrivista, non ha nessuna remora ad usare le persone per il suo tornaconto. Figlio di poveri pescatori, ha usato tutti i mezzi che aveva a disposizione per cancellare quella parte della sua vita, si è laureato mantenendosi da solo e ha iniziato a lavorare alla Nazione partendo dal basso e con le sue forze è riuscito ad arrivare ad essere un vero giornalista. Per lui Claudia è solo un mezzo per arrivare ancora più in alto, con la sua posizione è riuscita ad inserirlo nel giro delle persone che contano, facendogli conoscere personaggi che mai avrebbe potuto avvicinare. Ha usato il suo corpo quando ne aveva voglia e non ha esitato un attimo ad usare i suoi soldi quando gli si presenta l'occasione della vita!

A modo suo però Ludovico le vuole bene, ma è un sentimento che non arriva al cuore.

Cosa del tutto diverso invece è quello che Ludovico prova per Irene.

Irene, al contrario di Claudia, non vive bene il tuo tempo. E' la figlia di un professore universitario e di una donna francese. Ha vissuto in Francia quasi tutta la sua vita e lì era abituata a vivere come più desiderava. Poteva uscire senza accompagnatore, poteva fermarsi in un caffè senza essere oggetto di malignità, poteva fumare senza problemi e cosa più importante di tutte poteva conversare di qualsiasi argomento volesse senza timore di essere giudicata una poco di buono, cosa che assolutamente non può fare in Italia. Irene però non si arrende, dopo la morte della madre, il padre ha deciso che la loro vita doveva continuare in Italia ma l'Italia le sta stretta e scalpita per poter tornare alla sua vita in Francia.

Ludovico è affascinato dalla sua intelligenza e dalla sua caparbietà. Con Irene può parlare di tutto, dalla politica ai classici. Lei non ha timore di tenergli testa e non ha remore a mettere in discussione tutte le teorie politiche di Ludovico. Il sentimento che nasce tra loro è di quelli forti e profondi, uno di quelli che durerà per sempre. Ma la loro storia però è in balia degli eventi e a quelli non si può scappare. Quando il destino ci mette del suo non c'è nulla, neanche l'amore più forte, che possa cambiare le carte in tavola.

Irene però non è intenzionata a soccombere al destino, quindi nonostante tutto prenderà in mano le redini della sua vita, decidendo lei stessa il tipo di vita che vuole vivere, mentre la vita di Claudia è già segnata dalle sue scelte che non possono essere cambiate!

Per questo BlogTour mi è stato chiesto di descrivere le differenze tra le due storie d'amore, ho cercato di rendere in parole quello che ho percepito, spero di esserci riuscita, perché il loro vissuto rende queste due donne uniche!
Ma non riesco e non posso fermarmi qui!
Vi svelo un segreto, questo libro lo conoscevo già, ho avuto il grande privilegio di essere una delle betareader di quest'opera. Conoscevo già la storia di Ludovico, Irene, Claudia e tutti gli altri personaggi che compongono questo straordinario scorcio sull'Italia del 1914.
Conoscevo la bravura di questa autrice nel raccontare la vita vera, con le sue gioie e i suoi dolori, con le sue vittorie e le sue sconfitte ma sopratutto con le sue delusioni e le sue speranze, ma nonostante questo non ero preparata alla valanga di emozioni che questo libro è riuscito a trasmettermi. Mentre lo leggi diventi parte integrante della storia, si riesce senza nessuno sforzo a percepire ogni sensazione come se a viverle fossimo noi. Se cercate un libro intenso, pieno di sentimenti e diverso dal solito romance storico, questo è assolutamente quello che fa per voi, verrete catapultati dentro un mondo vero e reale che vi condurrà in un viaggio che difficilmente potrete dimenticare.
Profile Image for Floriana Amoruso.
1,343 reviews12 followers
November 12, 2015
"Tutti abbiamo bisogno di trovare un posto nel mondo.
Non si tratta solo di quattro mura, ma di braccia che ti stringono.
Di ricordi, di luoghi e persone cui possiamo affidare le nostre paure per far sì che le custodiscano e ci aiutino a portarne il peso.
O a condividerlo, se necessario."

Guerra e dolore, passione e tormento, audacia e ambizione, paura e coraggio, fanno da sfondo a questo meraviglioso romanzo, che racconta di uomini forti e temerari, di uomini impavidi e folli. Credo principalmente che non sia semplice creare una storia nella storia, in particolare quella storia che ci guarda da lontano ma che è sempre più vicina a noi, dai racconti, dagli studi. Creare una trama, all'interno di un percorso così tortuoso che è stata la guerra e soprattutto la prima guerra mondiale è un progetto interessante e va fatta una ricerca del più piccolo particolare per non cadere in errori.
Ludovico Aldisi, giornalista di una testata molto importante quale "La Nazione", un uomo ambizioso, con grandi progetti nella testa e poche sicurezze nel cuore, un amante perfetto che non cerca coinvolgimenti. Un passato che preferisce tenere nascosto, origini umili che non vengono visti di buon occhio in una società che alle porte della guerra non apprezza ciò che è plebeo, popolano. Claudia Anselmi, moglie di uno degli uomini più importanti di Firenze, un buon aggancio per il nostro giornalista, lei stravede per lui, spera che nonostante la differenza di età, quella tresca amorosa possa continuare nel tempo, ma a volte le cose cambiano, i destini non sono quelli che noi vorremmo, la vita ci disegna percorsi e vicende diverse a noi sconosciute.
Ludovico ha sogni di grandezza, nella guerra appena scoppiata alle porte della Francia e che vede coinvolto e quasi piegato il Belgio, lui è un'interventista ed è deciso a parteciparvi come cronista di guerra, vuole vedere, ascoltare, provare, la sua è una forte curiosità, credo una curiosità dell'ignoto, anche quando chi la vive giornalmente cerca di convincerlo a tornare indietro, ma lui è caparbio, testardo...
In tutto questo, subentra l'incontro casuale di Dante, un vecchio amico universitario, molto avevano condiviso, ma poi le strade si sono separate, e colui che sembrava avere un ottimo futuro come insegnante accademico ha scelto un'altra strada, quella del giornalista, l'altro ha continuato restando vicino all'ambito universitario. E poi c'è Irene, appena diciottenne, figlia dell'uomo che è quasi stato un mentore per Ludovico, il professore Laurenti, in lei, lui vede intraprendenza, sfacciataggine, curiosità, audacia e quel pizzico di testardaggine che la fa crescere e diventare più di quello che è agli occhi del nostro Aldisi.
Un periodo cupo, una guerra che distrugge gli animi, un cuore che non batte più, dolore, gemiti, strazio, questo è quello che vive giorno dopo giorno, ma un giorno, il più brutto fra tutti sarà il giorno del congedo, della fine, resta solo un tormento che solo il tempo potrà lenire.
Questo romanzo è intenso, struggente, carico di sentimenti, pieno di notizie, è passionale, istintivo, ardente, in ogni singolo atto, movimento, pensiero c'è dietro un percorso storico profondo che ritrovi in ogni pagina, in ogni parola.
Va letto perché porta alla luce, storie sopite, vite a noi sconosciute, uomini che hanno fatto scelte, scelte che hanno cambiato le loro emozioni, le loro idee...


Il fronte.
La terra di nessuno...
Soldati. Centinaia.
In divisa blu e rossa.
Ammassati sui binari, marciapiedi, sale d'aspetto.
Parlavano senza interruzione con i familiari venuti a salutarli.
Un muro umano che impediva ai viaggiatori di raggiungere i convogli...
http://labibliotecadellibraio.blogspo...
Profile Image for La Stamberga dei Lettori.
1,620 reviews146 followers
February 10, 2016
Sullo sfondo di una Firenze fastosa e immota del primo decennio del novecento, ha inizio Florence, un’opera che non racconta l’amore contrastato e improbabile tra due anime libere, ma ci mette dinanzi agli occhi l’agire umano e le sue motivazioni, da ogni angolatura possibile. Nella storia iniziamo col conoscere Ludovico Aldisi, un uomo di umili origini che cerca il riscatto e per raggiungere questo fine utilizza ogni mezzo, concedendosi persino una relazione con una donna sposata, e abbracciando politicamente l’interventismo a favore della prima guerra mondiale. Eppure, basta un incontro capitato per caso con la giovane Irene e la successiva partecipazione come cronista al fronte belga durante il primo conflitto del 15-18 per intaccare tutte le sue sicurezze, facendogli rivedere l’ordine delle sue priorità.

Appare quindi chiaro che, incarnato dal protagonista, ci confrontiamo con il desiderio di chi lotta per migliorare la propria posizione, anche quando per ottenere risultati è necessario scendere a compromessi e dimenticare la legittimità delle proprie azioni, con il conseguente dissidio interiore tra quello che siamo disposti a fare e l’essere se stessi.
Altro tema caldo è l’orrore della guerra, che ha il potere di modificare la vita sia delle povere vittime che ne subiscono le conseguenze, che degli stessi soldati, i quali, se sopravvivono, porteranno addosso per sempre l’incubo del sangue e della ferocia che hanno conosciuto. Perché al di là delle ideologie politiche e degli obblighi normativi, una situazione pericolosa, che si respira dalle stesse pagine del romanzo, istiga le persone a lottare per salvaguardarsi, a rivendicare il diritto di vivere, purtroppo troppo spesso a discapito di chi soccombe.

Continua su:
http://www.lastambergadeilettori.com/...
Profile Image for Francesca Maccani.
215 reviews38 followers
July 29, 2016
Quello di Stefania Auci è un grandioso romanzo storico. Florence è una storia straordinaria che dimostra una notevole conoscenza da parte dell'autrice del periodo della Prima guerra mondiale, non solo da un punto di vista prettamente storico ma anche culturale e letterario.
Scrittori non ci si improvvisa e in Florence nulla è lasciato al caso.
Le vicende del protagonista, della sua amante, della cerchia dei suoi amici e per ultima della sua amata Irene, sono tratteggiate con grand sensibilità e dovizia di particolari. Ogni personaggio è descritto a tutto tondo e per il lettore è inevitabile immedesimarsi nella vicenda e giungere a fine libro con le lacrime agli occhi.
La Storia d'amore fra il protagonista e la giovane figlia del suo docente universitario è veramente unica e magistralmente tratteggiata. Irene è una donna incredibile, giovane ma determinata e molto forte.
Prologo ed epilogo arrivano a coincidere racchiudendo la vicenda in un cerchio che spazia dagli albori del primo conflitto mondiale a qualche anno successivo alla conclusione dello stesso. La diatriba fra interventisti e neutralisti presente nel testo rispecchia fedelmente la realtà storica del momento, consolidata pure dalla fugace presenza della figura di Dannunzio e di alcuni intellettuali legati alle riviste letterarie che hanno fatto la storia della cultura italiana dei primi del '900.
La terza parte del romanzo a mio parere è la migliore e la più significativa.
Verrebbe voglia di andare a visitare la tenuta di Greve nel Chianti dove si svolgono molte delle vicende più salienti.
Se amate i romanzi storici e le storie d'amore d'altri tempi vi consiglio la lettura di Florence.
Profile Image for Emilia Cinzia.
Author 13 books10 followers
August 23, 2016
Ho trovato “Florence” notevole per l'accurata documentazione, la precisione del linguaggio e delle descrizioni d'ambiente. Interessante la scelta del periodo storico e affascinante il protagonista principale, carico d'entusiasmo per l'interventismo di inizio Novecento. Di grande attualità, purtroppo, il tema del romanzo: la guerra, il folle desiderio di morte, l'ansia di proiettarsi verso la distruzione totale e finale. Tema roboante nella prima parte, che acquista un tono dimesso, da sottofondo alle vicende sentimentali dei due protagonisti nella seconda metà del romanzo. Sembrerebbe quasi una frattura, ma il cambiamento è funzionale alla narrazione: dalla follia alla razionalità, dall'odio all'amore, dalla guerra alla pace. Il mio momento preferito: l'incontro del protagonista, Ludovico Aldisi, con un D'annunzio più decadente che mai. Unica nota negativa: ho avvertito il peso delle sequenze descrittive, nel momento in cui non si limitavano agli ambienti ma venivano estese al mondo interiore dei personaggi.
Profile Image for Chiara  Messina.
102 reviews7 followers
March 10, 2017
Non sono un'appassionata di romanzi storici. È una premessa doverosa, perché ho cominciato a leggere Florence con una certa diffidenza, ma dopo le prime 50 pagine ' lette in un soffio ' sono stata costretta a ricredermi.
Ce n'è molta di Storia in Florence, quella dell'Italia del primo conflitto Mondiale, dei giornali di propaganda, della retorica nazionalista dannunziana. Ma è il modo in cui la Storia si intreccia alle vite dei personaggi, deviandone il corso, a conferire a questo romanzo respiro e anima.
Un'anima che ha la sete di rivalsa di Ludovico Aldisi, quella d'indipendenza e di emancipazione di Irene, il bisogno di sfuggire a una realtà triste e umiliante di Claudia, la lealtà di Dante e la quieta determinazione di Luciana.
Florence è un romanzo vibrante e meravigliosamente scritto che vi resterà nel cuore e nella mente.
Profile Image for Vittoria.
6 reviews
April 15, 2020
Romanzo avvincente in un quadro storico dipinto a regola d'arte, del quale non ci si sente mai sazi, provocando a fine lettura quella dolce malinconica nostalgia per i protagonisti, a cui ci si affeziona inevitabilmente.. Tra i miei libri preferiti in assoluto!
6 reviews
December 10, 2020
La storia non è propriamente sconvolgente per originalità ma è comunque un romanzo appassionante e ciò che più amo è che la Auci sappia scrivere. La padronanza della lingua è la cosa che più apprezzo di lei in un periodo in cui i romanzi sono mediocri. Lo consiglio vivamente
Profile Image for Maria Paola Sacchetti.
31 reviews4 followers
April 3, 2021
Bellissimo, con un inizio un po’ lento, a differenza de I leoni di Sicilia, ma con una storia bellissima e potente. Bisogna leggere tutto, di Stefania Auci, perché è un gran talento.
Profile Image for Silvia Maiorano il_mondodeilibri.
197 reviews9 followers
April 28, 2022
Quanto mi piacciono i romanzi storici? Molto e qui di storia ce n’è soprattutto nella prima parte del libro. Inizialmente ci viene presentato un giovane, un po’ arrogante, Ludovico Aldisi giornalista della Nazione decisamente a favore dell’entrata in guerra dell’Italia nel primo conflitto mondiale, pronto a tutto pur di far valere la sua idea e soprattutto deciso a farsi accettare nella classe aristocratica Fiorentina del tempo, nonostante le sue umili origini.

Personaggi e storia in questa prima parte si mescolano bene, tutto si incastra perfettamente.

Nella seconda parte del libro si mette da parte l’aspetto storico per dare maggiore spazio alla storia d’amore che si sviluppa tra Ludovico e Irene, una storia intricata e complessa che non inizia nel migliore dei modi, a causa dell’amante di Ludovico, Claudia Anselmi.

È proprio con il personaggio di Claudia che si apre un’altra parte: vediamo la solitudine di una donna ricca e benestante che viene tradita e costantemente v*iolentat* dal marito Mario, in contrasto con Irene libera e idealista che comprenderà e cambierà Ludovico.

In questo romanzo si intrecciano sentimenti, vite di personaggi ognuno alla ricerca di una propria libertà, di una propria strada, anche se a volte il prezzo da pagare è molto alto.

Un bel romanzo di cui ho preferito decisamente la prima parte più stimolante. Darò un’altra possibilità alla Auci? Credo di sì, per il momento sono 3,5/5
Profile Image for Rebecca Gatti.
80 reviews
September 24, 2022
Di gran lunga il migliore della scrittrice, dieci spanne sopra la saga dei Leoni di Sicilia (che dal punto di vista letterario hanno molte pecche perché virano sul commerciale e sullo stereotipato). Invece Florence è fresco, è intenso, è molto più vero autorialmente parlando rispetto ai successivi.
Sono contenta di averlo letto dopo I Leoni perché mi ha fatto ricredere sull’autrice e mi ha fatto comprendere che ci deve essere stato un gran lavoro di editing e di marketing dietro agli ultimi romanzi.
La storia è molto bella, i personaggi sono ben costruiti e la prosa, nonostante sia a tratti molto lento, è scorrevole perché la trama ti attira e ti fa venire voglia di leggere di più.
L’ambientazione è strepitosa e ti senti proprio lì dove ti vuol far sentire Auci.
Super promosso, leggetelo dopo i Leoni e vi renderete conto che è questo il reale capolavoro dell’autrice.
Profile Image for Chiara Giacobelli.
Author 9 books29 followers
April 1, 2020
Ho letto questo romanzo di Stefania Auci dopo "I Leoni di Sicilia", incuriosita sia dall'autrice sia dal titolo (Firenze è una città che amo moltissimo).
La storia d'amore di Ludovico e Irene si snoda all'interno delle vicende della prima guerra mondiale, tra Firenze, Greve in Chianti e il fronte. Il giornalista si ritrova a dover affrontare molte sfide, cambiamenti e gravi accuse, tali da indurlo a scappare dall'Italia per ben due volte: la prima alla ricerca di un miglior futuro mosso dall'ambizione, la seconda come ricercato in fuga.
L'ho trovato un romanzo piacevole e ben scritto, sebbene non possa essere paragonato a "I Leoni di Sicilia". Ne consiglio comunque la lettura.

(Libro ascoltato in Audible)
Profile Image for Federica.
89 reviews181 followers
Read
July 8, 2015
http://dustypagesinwonderland.blogspo...

Florence si adagia su un letto irto di spine, quelle della Grande Guerra e della lotta intellettuale, ma anche della passione adultera e dell'emancipazione femminile: elementi che si alternano in maniera più o meno bilanciata, sebbene la storia sentimentale rappresenti il cardine della vicenda.

È l'estate del 1914.
Il clima è rovente, e non solo perché è agosto. È scoppiata la guerra in Europa, e l'eccitazione per questo evento serpeggia nei salotti più blasonati. L'eroismo e la difesa della patria esaltano gli intellettuali – primo tra tutti, ovviamente, Gabriele D'Annunzio, fondatore dell'Associazione Nazionalista Italiana – e infiammano l'opinione pubblica, fomentata dalle riviste più influenti.
È bene sottolineare (Stefania Auci lo fa) il peso del quarto potere: i redattori, i giornalisti, i cronisti indirizzano il dibattito, lo creano, lo alimentano, lo forgiano. Lacerba, con il suo gusto provocatorio e spesso fine a se stesso, intitola la prima pagina con lo slogan “Amiamo la guerra!”. Giovanni Papini, che sbuca dalle pagine del romanzo, ha infatti trasformato una rivista che era stata fino a quel momento solo eminentemente artistica in una delle più vivaci (per non dire violente) sostenitrici dell'interventismo.

La Voce, guidata da Prezzolini (lo sarà fino alla fine del 1914, quando l'indirizzo diverrà esclusivamente letterario, grazie alla conduzione del critico Giuseppe De Robertis) si è trasformata nel manifesto di Giovanni Gentile, il filosofo che sarà poi l'ideologo del fascismo. E persino i socialisti caldeggiano l'entrata dell'Italia in guerra: un editoriale interventista di Benito Mussolini, direttore de L'avanti, gli costerà la cacciata dal giornale e, in seguito, dal Psi. Sono solo alcuni dei protagonisti di quella estate. La guerra, incoraggiata anche dalle correnti artistiche (in particolare dal futurismo di Marinetti) sembra solo essere l'ultima che si aggiunge a una lunga fila: è diffusa la convinzione che durerà appena qualche mese, e che porterà grandi vantaggi, tra cui la restituzione delle terre “irredente”, Trento e Trieste, che si trovavano sotto il dominio austriaco. Ma sono cambiate diverse cose: la propaganda, le armi, il modo stesso di fare la guerra la rendono totalmente differente da quella dell'Ottocento. Adesso, mitragliatrici, cannoni, granate, gas asfissianti uccidono gli uomini come mosche, o, meglio, come topi braccati nelle trincee. Saranno 10 milioni a morire, un numero impressionante e mai visto, costituito da soldati imbevuti di ideologie nazionaliste che l'Europa farà fatica ad abbandonare (e che ancora oggi avvelenano certi estremismi di destra).
Sono molti i neutralisti – ma gli interventisti strepitano più forte: il Papa, Benedetto XV, che nella sua prima enciclica (Ad beatissimi Apostolorum, 1 novembre 1914) invoca la pace appellandosi ai governanti delle nazioni; Giovanni Giolitti, ex presidente del Consiglio, da poco sostituito da Salandra, che poi firmerà il patto di Londra con la Triplice Intesa (Gran Bretagna, Francia e Russia) trascinando l'Italia nella guerra; i socialisti sono spaccati, ma molti aborrano ancora la guerra.

In Florence, le due parti sono efficacemente rappresentate dai protagonisti: Ludovico è un convinto interventista, che cambierà idea soltanto dopo l'esperienza diretta come cronista sul fronte della Marna, ma che si rifiuterà di modificare il taglio dei propri articoli per calcoli arrivisti. Irene è una diciottenne relegata al ruolo di giovane donna, con tutti gli oneri che comporta in Italia: l'obbligo di concludere al più presto un matrimonio, l'impossibilità di proseguire una carriera accademica, il peso del bigottismo che la rende un personaggio scomodo, perché troppo libero per il proprio sesso.
Irene comprende subito la crudeltà della guerra e si oppone alla spinta bellicista di Ludovico, un uomo di ventotto anni in cerca di riscatto dalle umili origini. Ed è il riscatto, possiamo dire, che muove per vari motivi (personali e patriottici) chi vuole aprirsi alla guerra.

Intessendo una vicenda immersa in questo clima, Stefania Auci trae il meglio del background storico intrecciandolo con la storia d'amore tra i due protagonisti, facendo emergere gli aspetti più salienti del dibattito intorno alla guerra, caratterizzando bene il periodo anche dal punto di vista sociale. Sia nell'ambizioso Ludovico, che vuole scalare i vertici della piramide sociale sfruttando le conoscenze dell'amante (moglie di un noto avvocato), che in Irene, ragazza intollerante al conformismo francamente insopportabile dell'ambiente fiorentino, si rispecchiano le increspature di una società variegata, complessa e claustrofobica. Sarà la guerra – e questo non le si può negare – a cambiare le cose quando, nell'epilogo, noteremo una situazione molto diversa.

Stefania Auci ha il vezzo di intarsiare lo stile, ma è nei dialoghi che dà il meglio di sé, inserendo toscanismi e adattando bene il linguaggio a quello dei primi del Novecento, senza farlo per questo risultare pesante o eccessivo.
Florence risulta un prodotto scorrevole, che si fa leggere velocemente malgrado la mole. Alla terza prova letteraria della scrittrice, notiamo il ricorrere dei temi storici, l'affezione per determinati luoghi geografici e la caratterizzazione abbastanza ferrata dei vari personaggi. Un romanzo che non deluderà anche le più affezionate al romance, malgrado le scene crude di guerra e il dibattito politico che si fa invece seguire con molto interesse.
Profile Image for Sofia Fresia.
1,246 reviews25 followers
July 14, 2017
3,5 stelle. Storia d'amore ambientata negli anni della prima guerra mondiale tra un giornalista spavaldo di umilissime origini e una giovane dell'alta società. La prosa è scorrevole, la storia prende e non ho nulla da dire in merito al contesto storico che mi sembra plausibile e ben congegnato. È tuttavia una storia che non racconta nulla di nuovo, che sa un po' di già sentito. La guerra gioca un ruolo molto più secondario rispetto a quello che mi aspettavo ed è concentrata nella prima parte. Consigliato a chi cerca una lettura a sfondo storico scorrevole e leggera.
Profile Image for Marica.
183 reviews1 follower
October 11, 2019
Un romanzo storico, ambientato durante la guerra mondiale, caratterizzato da personaggi molto vividi. Lettura avvincente.....chi ha apprezzato la scrittura dell'autrice nel più famoso " la saga dei Florio" non resterà deluso ;)
96 reviews
January 21, 2024
Un bel romanzo, anche se non è "I leoni di Sicilia". Firenze è sempre Firenze e la prima guerra mondiale è un pugno nello stomaco. I personaggi interessanti forse con qualche scivolone romance...
Profile Image for Cristina.
89 reviews
May 19, 2024
Una bella storia. Un romanzo che si legge tutto d’un fiato.
Displaying 1 - 30 of 35 reviews

Can't find what you're looking for?

Get help and learn more about the design.