“È successo tutto all’improvviso. Tutto! all’improvviso. Ha suonato alla porta. Sono andato ad aprirle. Appena l’ho vista ho avuto un sussulto, era uno schianto. Aveva i capelli sciolti, lunghi, un po’ mossi. Un leggero trucco esaltava la grandezza degli occhi. Un vestito verde corto e aderente le disegnava un corpo sinuoso e scopriva gambe perfette. Ma non è stato quello, è stata una irresistibile, incomprensibile, inaspettata questione di pelle. Sono andato ad aprirle, dicevo, lei mi ha sorriso, ha fatto due passi dentro casa tenendo una mano dietro la schiena, io ho richiuso la porta, lei ha detto scusa volevo portare una bottiglia di vino ma in paese lo spaccio era già chiuso. Poi ha tolto la mano da dietro la schiena, mi ha detto ti ho portato un fiore, me lo ha dato, ha accennato un sorriso e un piccolo inchino, io l’ho preso dicendo uh, grazie, lei si è alzata un po’ sulla punta dei piedi, mi ha baciato una guancia, poi l’altra, poi ha chiuso gli occhi, con la bocca è scivolata verso la mia bocca, sulla mia bocca. E ci siamo baciati”.
Scrittore e psicologo italiano. Nel 2003 il suo primo romanzo, Io no, è diventato un film omonimo, diretto da Simona Izzo e Ricky Tognazzi.
Nel 2005 è stato finalista del Premio Bancarella, vinto poi da Gianrico Carofiglio e nel 2009 ha vinto il premio Selezione Bancarella con il libro 7 Uomini d'oro.
Affascinante, forse è la parola più adatta per definire questa storia che mi è piaciuta moltissimo. La mente di un ottantenne nel corpo di un ventenne e tutto quello che lo circonda inevitabilmente cambia prospettiva. Ben scritto e soprattutto molto coinvolgente, un libro che sicuramente non può lasciare indifferenti. Riletto ad anni di distanza dalla prima volta e nonostante tutta la vicenda mi fosse rimasta chiaramente scolpita in testa, non posso che confermare nuovamente il più che positivo giudizio. Un libro che mi è piaciuto tantissimo e che è riuscito a risvegliare nuovamente in me molti interrogativi che, in parte, non troveranno mai una risposta ma che continuano comunque a sedurre la mia mente.
Libro la cui trama prometteva parecchio, ma che alla fine si é risolto nel piú banale dei modi. Peccato peró perché l'idea di partenza era veramente notevole anche se non proprio "mai sentita" e poteva portare a sbocchi, secondo me, piú interessanti; forse, comunque, svilupparne alcuni poteva non giovare all'economia del romanzo, che tutto sommato, va bene anche cosí.
Da vari minuti sto cercando un difetto in questo libro.Non l’ho trovato;ho riletto questo romanzo dopo anni,e devo dire che mi ha completamente stregata. La storia in sè è molto particolare e mi ha conquistata sin da subito,lo stile e il linguaggio di Licalzi si addice a questo libro scorrevole,sì,ma con tanti significati che si celano. Credo che tutti ,almeno una volta nella vita,dovrebbero leggere questa storia stupenda.Inoltre,il modo in cui l’autore ci consente di scegliere il finale che preferiamo è qualcosa di stupendo,un’idea geniale, anche in questo Licalzi non ha fatto un passo falso!
La storia mi ha ricordato un film con una leggera variazione della trama...questo libro però mi ha indotto molto a riflettere sulle scelte del protagonista e dei protagonisti. In finale mi ha colto impreparata.
Libro davvero molto bello che lascia molti spunti di riflessione, senza risultare pesante o noioso. Consiglio questo e tutti gli altri libri di Licalzi, a mio parere uno più bello dell’altro
" La vita vince sempre, Sean la pensava così, era convinto che se la vita ha lottato così tanto per affermarsi su questo pianeta, e c'è riuscita, non può perdere."
" Saranno gli oceani a seppellirci, e sarà un buon modo di morire. Un buon modo di morire."
Lorenzo Licalzi pensavo fosse una garanzia; anni fa ho letto diversi suoi romanzi, tra cui il celebre "Io no", che mi avevano davvero emozionata. Quindi ho comprato questo libro a scatola chiusa, convinta che non me ne sarei pentita, invece...la scrittura è sempre la sua, fluida e senza tanti ricami, ma la storia lascia veramente con l'amaro in bocca. E' una storia futuristica, ambientata nel futuro, è fantascienza mista a storia d'amore piuttosto banale, è un'occasione sprecata perchè la storia poteva riservare spunti interessanti ma l'autore non ha saputo secondo me svilupparli adeguatamente e si è dilungato in aspetti superflui a discapito di altri rimasti inesplorati. Se all'inizio la storia stupisce, subito dopo annoia e il finale delude. Il titolo è più bello del romanzo. Peccato.
Licalzi è una garanzia per la scorrevolezza della sua scrittura. L'idea è abbastanza originale e lascia aperta la riflessione di una nuova vita ripartendo con l'esperienza del vissuto (il cervello) ed il dinamismo e la forza di un nuovo corpo. Ma è impossibile pensare che l'uno non contamini l'altro. Verissimo che l'abbraccio è forse il più affidabile metro di misurazione dell'intesa tra due persone.
Futuristico e a tratti kafkiano, è un libro che trasmette emozioni diverse, soggettive al lettore. Molto profondo e per nulla scontato racconta come la vita può essere imprevedibile, Licalzi lascia al lettore il libero arbitrio sul finale, lasciando tutti a bocca aperta. “Il nostro era un abbraccio perfetto, sincronico, completo. L’abbraccio è il metro più esatto dell’intesa, l’abbraccio non perdona”.
Avevo grandi aspettative per questo libro visto l'autore. La storia è curiosa e interessante. Mi pare però che l'argomento, ambientato nel futuro, si perda per la strada. In ogni caso una lettura piacevole.