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Eresia pura

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L’eresia dei Catari, o “puri”, fu l’incubo del papato agli albori del secondo millennio. risoluta a diventare il primo potere del mondo occidentale, la Chiesa Cattolica decise con fredda determinazione di occultare il Sapere – religioso, filosofico, scientifico – e di sterminare chiunque si opponesse al suo progetto. In questo romanzo storico, sullo sfondo della tragedia dei catari e del genocidio occitano tra il XII e il XIII secolo, si svolge la lotta di un uomo per la libertà di pensiero. la tragica vicenda di giordano nemorario, la cui vera identità fu volutamente occultata anche dalla storia ufficiale della scienza, viene ricostruita percorrendone le tracce e inseguendone il mistero.
il gigantesco rogo che il 16 marzo 1244 arse vivi gli ultimi martiri catari, non riuscì a bruciare tutte le “chiavi del sapere”: e ora finalmente, è possibile ricucire un percorso che conduce alle radici stesse della cultura occidentale.

314 pages, Paperback

First published March 1, 2001

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About the author

Adriano Petta

13 books1 follower

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1 (4%)
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2 (9%)
Displaying 1 - 4 of 4 reviews
Profile Image for Tex-49.
741 reviews60 followers
May 4, 2020
Quattro stelle e mezzo
Romanzo storico molto avvincente, apre i nostri occhi sulle persecuzioni contro gli eretici e le stragi che ne furono fatte. A tratti anche poetico, anche se con qualche punto troppo fantasioso (la parte relativa ai sogni, per esempio). Interessante l'utilizzo di un personaggio semisconosciuto per farne il perno della narrazione.
Da leggere!!!
Profile Image for Francesco.
19 reviews
August 29, 2021
Il libro di Adriano Petta, «Eresia Pura», non è solo un romanzo, ma anche una ricostruzione storica basata sulla consultazione di documenti autentici custoditi negli archivi di monasteri e di chiese di gran parte dell'Europa. Si tratta di un rendiconto molto importante, poiché racconta la triste vicenda di una setta cristiana che visse nella Linguadoca, la stessa regione che in passato, ai tempi dei Romani, prendeva il nome di Gallia Narbonese. Ebbene, questa setta di Catari o Albigesi, credeva nella ricerca della conoscenza (gnôsis) quale mezzo per elevarsi ed arrivare alla luce, a Dio, e non esitò a diffondere in maniera essoterica l'amore per il sapere. Ovviamente, questo modo di essere scatenò la reazione del Cattolicesimo e, in particolare, di papa Innocenzo III, il quale era già in possesso, presso la Torre Saracena del castello di Nemi, di un'importante documentazione contenente le cosiddette "chiavi del sapere", in grado di stravolgere il paradigma culturale di quel tempo e di rivoluzionare il corso della storia. Il protagonista, Giordano Nemorario, riuscirà non solo ad entrare in possesso di quei documenti, conservati successivamente nell'abbazia di Santa Colomba, a Sens, ma riuscirà a portarli con sé al castello di Montsègur, scatenando l'inseguimento di coloro che vorranno riappropriarsene, come Arnaud-Amaury, Ministro Generale dell'Ordine Cistercense - autore del massacro di Béziers, il 22 luglio 1209 -, assieme ai suoi uomini. Alla fine, le "chiavi del sapere" verranno affidate ad una fanciulla che rimarrà nascosta in una grotta, con la sola intenzione di salvarle dal rogo di Montségur, il 15 marzo 1244, in cui verrà compiuto un vero e proprio genocidio. Della popolazione catara non rimase più nulla, tuttavia la sorte di quelle importanti carte verrà svelata nel prossimo libro che ne rappresenta la continuazione, «Roghi fatui».

I romanzi appartenenti alla trilogia di Petta («Eresia pura», «Roghi fatui» e «Ipazia») presentano uno spessore molto importante, perché sono costituiti da personaggi realmente esistiti che hanno lottato duramente ed hanno sacrificato la vita per conservare e per diffondere la conoscenza, con l'obiettivo di sostenere il libero pensiero e di sottrarsi, di fatto, al predominio tracotante del potere, in questo caso rappresentato dalla Chiesa. Da sempre i totalitarismi, con qualsiasi volto essi si presentino, hanno mantenuto nell'ignoranza tutti, col fine di esercitare un controllo incontrastato sui popoli, dal punto di vista politico, economico e sociale, ordunque, a maggior ragione risulterà utile adottare tali racconti come chiavi di lettura per leggere il presente e per vigilare sui nostri diritti (come disse Calamandrei nel suo discorso sulla Costituzione), tenendo sotto controllo una potenziale svolta della società in senso autoritario, perché il proposito di governare senza contradditorio, usurpando lo stato di diritto ai cittadini, esiste ed è reale.
Profile Image for Baylee.
886 reviews151 followers
July 25, 2015
Puoi trovare questa recensione anche sul mio blog ---> La siepe di more

In Eresia pura si parla di libertà di culto e di libertà di pensiero, diritti con i quali la Chiesa romana non è stata particolarmente accomodante per molto tempo (e ancora oggi non ha ancora perso il vizio di voler limitare certe libertà).

L'autore, Adriano Petta, storico specializzato in storia medievale e storia della scienza, ha scritto un romanzo sullo sterminio dei catari, eresia che indusse la Chiesa a scatenare contro di loro una crociata e a massacrare migliaia di persone. Per narrare di questi massacri, Petta usa la figura di un matematico dalla figura storica sfuggente, Giordano Nemorario, al quale si devono, per esempio, gli studi sul piano inclinato.

Ora, io sono tra coloro che non vedono di buon occhio l'ingerenza della Chiesa nella vita delle persone, soprattutto di coloro che non sono cattolici. Quindi un romanzo che non parla bene della Chiesa a causa della sua ossessione di eliminare chi dissente dai suoi principi e linee guida mi trova d'accordo.

Questa volta, però, c'era qualcosa che stonava. Ci ho messo un po' a capire cosa fosse: non riuscivo a visualizzare il periodo storico. Intendo dire che, per quanto mi riguarda, Eresia pura avrebbe potuto essere ambientato ai nostri giorni, in uno stato nel quale le persone vengono ancora perseguitate per il loro credo religioso o per le loro idee.

Credo che a darmi quest'idea di anacronismo siano stati i dialoghi, che ho trovato sorprendentemente moderni. Forse un po' troppo moderni per il XIII secolo. È vero che lo scopo di Petta era di parlare del conflitto tra fede e ragione che ancora ci ammorba ricorrendo a vicende storiche, ma da lettrice ho davvero sentito la mancanza di una ricostruzione storica più accurata.
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