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Tradimenti: L'imprevedibilità nelle relazioni umane

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I tradimenti ci colgono sempre di sorpresa. Eppure sono eventi comuni, che irrompono continuamente nella vita: più diffusi di quanto non si creda, fanno parte del tessuto stesso delle nostre relazioni con il mondo e segnano importanti punti di svolta della nostra esistenza. Attraverso l'analisi di testi storici e letterari, questo libro indaga i processi relazionali che accompagnano il tradimento e ripercorre la storia della sua rilevanza sociale, dagli archetipi biblici di Giuda o Pietro fino ai più insoliti tradimenti che si consumano oggi nelle realtà virtuali. Fin dalle prime pagine ci rendiamo conto che l'autrice ci sta guidando verso una dimensione assai lontana da quella del senso comune: scopriamo così l'influsso del tradimento sui cambiamenti dell'identità, riconosciamo le differenti valutazioni morali che diverse società e diverse epoche storiche ne hanno dato, in un quadro insospettatamente complesso, ricco e concettualmente nuovo.

142 pages, Paperback

First published January 1, 2001

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Displaying 1 - 3 of 3 reviews
Profile Image for Sara.
61 reviews7 followers
May 7, 2021
Chi non ha mai tradito? O chi non è mai stato tradito? Il tradimento non è riconducibile ad una sola ragione, causa o motivo. Il tradimento ci pone di fronte alla più grande tragedia dei rapporti umani: l'inconoscibilità dell'altro.
Profile Image for N.
4 reviews
October 27, 2017
Il tradimento ci pone di fronte alla più grande tragedia dei rapporti umani: l'inconoscibilità dell'altro. p.12

Quel tempo che si credeva riferito a un Noi, scandito dall'agire e dal pensare comune, appare all'improvviso senza senso e senza misura: è stato riempito di gesti sconosciuti che non si sa quando siano avvenuti. [...] Chi tradisce, con la destrezza del prestigiatore, fa scomparire all'improvviso tutto il tempo che si credeva vissuto insieme e il tradito resta defraudato del tempo comune. Da qui la sensazione di spaesamento: non solo "non so più che ci faccio qui adesso", ma anche "non so più neppure dove sono stato allora". p.34

Il tradimento ci scopre innanzitutto vulnerabili, mette a nudo la nostra fragilità e la nostra dipendenza, pur nella conclamata autonomia. Scopriamo all'improvviso di essere in balia degli altri, di essere stati ingannati, raggirati, defraudati di pezzi della nostra identità e della nostra vita. L'altro, gli altri ci hanno innanzitutto derubati della fiducia, ci hanno lasciati soli nel bel mezzo di una condivisione. Una volta traditi dagli amici, dagli amanti, dal coniuge, dai genitori o dai figli, non possiamo più nominare la parola Noi. Il Noi è stato annientato, non esiste più e non ha alcun senso
riferirsi a esso. Il Me tradito e il Tu o il Voi traditori restano irrimediabilmente scissi e separati. Confusione, smarrimento, solitudine si accompagnano alla immediata consapevolezza dell'abbandono: essere traditi vuol dire infatti innanzitutto essere abbandonati.
Si è costretti ad abbandonare l'immagine di noi stessi costruita insieme all'altro, l'immagine che dell'altro abbiamo creato e l'immagine di noi come parte di un essere insieme. In questo senso il
tradimento è un'esperienza devastante perché costringe a ridefinirsi, a interrogarsi sull'altro e su noi insieme all'altro. p.40

Svelando un segreto lo si disconosce come tale, lo si svaluta declassandolo da qualcosa di sacro a qualcosa di ordinario che può essere reso pubblico. E nello svalutare, nel desacralizzare un
avvenimento o un sapere destinati a rimanere segreti, si svaluta contemporaneamente chi li ha nominati come segreti. Chi è stato tradito reagisce con rabbia e dolore, perché si trova dinanzi non solo al tradimento della fiducia, ma anche alla svalutazione di qualcosa ritenuta fondamentale, viene preso dal panico perché si trova improvvisamente solo e convinto di non essere stato compreso. p.83

Javier Marìas nel romanzo Un cuore così bianco, sostiene che il matrimonio è un'istituzione narrativa. "Per amore o per quel che ne costituisce l'essenza - raccontare, informare, dichiarare, commentare, opinare, distrarre, ascoltare, ridere, progettare invano - si tradiscono gli altri, amici, genitori, fratelli, consangunei e non, antichi amori e convinzioni, antiche amanti, il proprio passato e la propria infanzia, la propria lingua che si smette di parlare e certamente la patria, quel tanto che c'è in ogni individuo di segreto o forse di passato. Per lusingare chi si ama si denigra quanto altro c'è al mondo, si nega e si disprezza tutto per contentare e rassicurare un'unica persona che potrebbe andare via." p.86

Ciascun individuo non mette più in gioco tutto se stesso in un unico Noi di cui fa parte. La percezione sociale, la rappresentazione che tutti gli altri Noi non ancora traditi avranno di questo individuo non sarà quella del traditore. E lo stesso soggetto non si sentirà un traditore grazie a quell'immunità, a quell' "asilo politico" che gli vengono offerti dagli altri Noi.
L'individuo che ha tradito solo in una parte della sua complessa vita sociale può avere un'immagine di sé non negativa. La percezione sociale e il giudizio morale sul tradimento diventano, nella fase della complessità sociale, più sfumati e sempre più circoscritti a pezzi particolari, a frammenti della vita intersoggettiva. p.129
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Yasmin.
44 reviews17 followers
June 19, 2011
"It would have been more interesting for her to consider that the act of betrayal itself might be a necessary and enriching experience. As anyone who’s been involved with involved people will tell you, the possibility of betrayal is sometimes the only thing that keeps a relationship going whether between the betrayers or between spouses and partners. Nonetheless, this is an illuminating study that provides an intellectual history and context for a concept that has been overburdened with emotion."
Read the rest of my review here:
http://www.yasminnair.net/content/gab...
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