Undici storie riesumate dagli archivi e risalenti alla Roma papale fra Quattro e Seicento, la Roma del consolidamento dello Stato della Chiesa e poi della Controriforma: storie di ebrei, di convertiti, di streghe, di possedute. Storie che toccano tutte il rapporto del potere con la repressione: censure, processi, difese e accuse, esecuzioni, pentimenti, a partire da casi di eresia e deviazione dall'ortodossia. Ma la ricostruzione storica può arrivare solo a un certo punto oltre il quale è l'immaginazione narrativa che può attingere i personaggi, i loro moventi, i loro pensieri. Uno spaccato originale della cultura e della politica del tempo, colto nei rapporti della Chiesa con la minoranza ebraica, nei rapporti tra generi, nello scontro fra conservazione e modernità.
Partendo da storie vere e documentate l'autrice ricostruisce undici storie della Roma cattolica da fine '400 ai primi del '600. Sono storie di conversos, di donne che solo per il fatto di essere donne vengono considerate streghe e altri personaggi più o meno legati agli ordini religiosi. Avrei preferito che l'autrice non ci mettesse nulla di personale e si attenesse ai fatti di cronaca, comunque rimane un libro interessante.