L’ispettore Gregorio Esposito, detto Gerri, ha alle spalle una storia strana: abbandonato da bambino, viene allevato a Napoli da un prete “di strada” e da una sorta di suora laica; ancora adesso che è adulto si muove come un apolide, rigettando anche solo l’idea di mettere radici. Questa indeterminatezza dell’identità del protagonista, unita al contesto opaco, alle pressioni politiche, ai numerosi intrighi, rende impossibile arrivare a una verità, sia nell’indagine che nella storia personale. È proprio questo il tema di fondo di un noir che è anche una storia di relazioni: quella madre-figlio, prima di tutto, declinata in vari modi, dalla morbosità alla protezione, all’indifferenza, all’odio, all’abbandono; ed è questa, anche, la causa del coinvolgimento emotivo di Gerri, che ha la necessità di mettere a fuoco un rapporto che non conosce e ha bisogno di esplorare.
In Italia ci sono oltre ottomila comuni e ognuno, probabilmente, ha il suo santo patrono, e protettore. Immagino che in qualche caso il nome del santo (patrono, e protettore) sia lo stesso per più comuni: non riesco a immaginare una massa così numerosa di santi che abita in vaticano, dove alloggiano già i beati, le guardie svizzere, e quant’altri.
Adesso direi che ogni comune d’Italia, oltre al suo santo, patrono e protettore, ha anche il suo commissario o ispettore. Nel paese dove ogni caso di cronaca nera, sia di matrice politica che di normale amministrazione penale, non viene mai risolto, nel paese dove non esiste punto fermo a nessuna indagine, bombe lasciate da alieni, attentati eseguiti da entità incorporee, assassini e delitti vari commessi da demoni senza volto, è possibile che sia forte la richiesta e l’inconscio bisogno di qualche altro santo, protettore più che patrono.
E così siamo diventati anche il paese dei commissari e degli ispettori.
In questo caso, siamo a Bari, che pullula di forze al servizio dell’ordine e della giustizia: l’avvocato di Carofiglio, il capitano dei carabinieri di Carlo Mazza, e adesso l’ispettore di Giorgia Lepore, solo per citare quelli che conosco io.
Questo nuovo ispettore si trova a risolvere il solito caso, quello più diffuso nei romanzi di questo tipo, il serial killer che semina vittime nel tempo e nello spazio.
Piazza del Ferrarese a Bari vecchia.
Eppure… Eppure, ho letto con piacere, e ho letto in apnea, I figli sono pezzi di cuore. Ma non sono certo di sapere perché.
Forse perché questo ispettore è diverso, ha una storia fuori dall’ordinario, particolare, affascinante? Sì. Forse perché Giorgia Lepore evita alcuni stereotipi (che so, per esempio, titoli e versi di canzoni…) che ormai non se ne può proprio più? Sì. Forse perché Giorgia Lepore non cerca la cartolina, l’oleografia? Sì. Forse perché mi piace la soluzione del caso, molto verosimile, più realistica della realtà? Sì. Forse perché Giorgia Lepore ha gusto e mano nel condurre avanti indagini e riflessioni, personaggi e intreccio? Sì.
Allora, forse, leggerò anche la prossima avventura dell’ispettore Gerri Esposito, (che per le mie conoscenze di diminuitivi dovrebbe chiamarsi Gerardo più che Gregorio) se per caso dovesse essercene un’altra? Sì.
Ho letto questo libro dopo aver visto la prima puntata della serie TV Gerri e, ovviamente, ho immaginato Gerri come Giulio Beranek. Naturalmente ci sono delle piccole variazioni, ma ormai mi ero spoilerata il colpevole, cosicché ho deciso di leggere prima di lunedì il secondo della serie e la settimana prossima il terzo. Sebbene la storia non segua una linea temporale regolare - al contrario della serie - il libro è nettamente migliore della serie, anche se Beranek ha un suo perché. Tra l'altro, capisco che, essendoci già Lolita Lobosco, Guido Guerrieri, Fenoglio e compagnia cantante impegnati a Bari con le indagini, la produzione abbia deciso che Gerri dovesse spostarsi a Trani, ma vuoi mettere l'ispettore che passeggia per Bari (che conosco molto meglio di Trani) e quando passa sotto la Basilica di San Nicola scopre sempre cose nuove? (anche riguardo alle persone, peraltro, e non che la Cattedrale di Trani non sia a sua volta una meraviglia!)
Storia intrigante in cui fino all'ultimo si resta col dubbio... e Gerri Esposito è un personaggio veramente ben delineato, che colpisce per la sua complessità. Brava Giorgia Lepore!
Ho deciso di iniziare la serie dei libri sull’ispettore Gerri Esposito dopo aver visto i primi due episodi della serie. Ovviamente in questo caso sapevo già come finiva ma non per questo mi sono annoiata anzi è stato molto interessante scoprire più di Gerri attraverso le parole della sua creatrice. Devo dire che è davvero un personaggio intrigante, sfaccettato, è impossibile non affezionarsi. Poi una cosa che mi è piaciuta molto è proprio il suo continuo interrogarsi sulle origini, chi è, chi sarebbe potuto diventare e anche i continui accenni ai vari dialetti italiani e non come forma di appartenenza. La scrittura è molto bella e super scorrevole, tutto il racconto ti tiene incollato alle pagine. Non vedo l’ora di leggere gli altri libri della serie!
L'ispettore Gerri Esposito deve indagare su un caso di omicidio che chiunque altro ritiene isolato. Non per lui, con il suo personale modo di guardare alla realtà che lo circonda, un po' cinico, un po' distante, ma mai del tutto indifferente, riesce a vedere il nesso con una serie di omicidi. Omicidi di donne in un crescendo di tensione che vedrà coinvolta Lavinia, l'amica di una delle vittime. Lavinia è l'unica, delle persone coinvolte, con il serio proposito di collaborare per la risoluzione del caso e così nasce una simbiosi fra lei e Gerri. In un romanzo in cui le relazioni fra madri e figli assumono un significato decisivo nella matassa della storia, la relazione dai contorni paterni fra Gerri e Lavinia porterà i due ad affrontare l'omicida seriale. Giorgia Lepore ha uno stile semplicemente incantevole, le sue parole sono come un'onda leggera capace di spingerti sempre avanti, le emozioni emergono dalle pagine per prenderti e portarti in una Bari dai contorni noir, in una trama intessuta fra cultura locale e soprattutto il passato di Gerri Esposito che non è lontano da quello dell'omicida, quasi a voler sottolineare la breve distanza che ci divide tutti, i famosi sei gradi di separazione. Per concludere, Giorgia Lepore incanta con il suo stile, con la trama ed anche con le sue capacità di giallista, ho apprezzato molto l'espediente investigativo dell'argumentum ex silentio. Non svelo altro, leggetelo.
Giorgia Lepore è stata la scoperta del 2016, consiglio la lettura di questo e del seguente libro per entrare nel mondo di Gerri Esposito e conoscere i fantasmi del suo passato. È bello ritrovare i posti della mia regione fra le pagine di un buon giallo!
Ho messo in pausa la lettura di "Harry Potter" per tornare al mio genere preferito, il poliziesco, e l'ho fatto per due motivi. In primo luogo, questa serie mi incuriosiva enormemente, essendo ambientata in Puglia e arrivando in alcuni casi (nel secondo volume, per esempio) fino a Foggia, la città in cui vivo. Secondariamente, beh, dovevo leggerla al più presto: il 5 maggio comincia su Rai 1 la fiction tratta da questi romanzi, e volevo guardarla "già studiata", diciamo. E quindi eccomi di fronte a una scrittura asciutta e quasi asettica, a tratti sibillina, che rende ancora più complessa la lettura di una trama già di per sé tortuosa. Questo tipo di narrazione nient'affatto lineare, inizialmente, mi aveva disorientata. Quasi subito, però, mi è stato chiaro quanto si addicesse a un romanzo crime e, soprattutto, a un protagonista così enigmatico e peculiare come l'ispettore Gregorio Esposito - Gerri.
"I figli sono pezzi di cuore" mi è piaciuto moltissimo per l'intensità delle emozioni raccontate e per una soluzione decisamente sorprendente (il colpevole è .
"Angelo che sei il mio custode", per quanto ugualmente coinvolgente, mi ha lasciato invece una sensazione di incompiutezza. L'identità dell'assassino, inoltre, non stupisce più di tanto, .
"Il compimento è la pioggia" è anche migliore del primo romanzo: meno intricato, con un punto di vista d'eccezione (quello della piccola Jennifer) e uno scioglimento altrettanto imprevedibile (). Di libro in libro, inoltre, si completa sempre di più il quadro psicologico di Gerri, il cui passato problematico costituisce un vantaggio, piuttosto che un ostacolo, per il suo mestiere di poliziotto. Le traumatiche esperienze che lo hanno segnato, ma anche i ricordi dolceamari che si porta dietro, hanno instillato in lui un bisogno impellente di trovare la verità e di rimettere ordine. Hanno inoltre forgiato un indole buona e generosa, fonte di straordinaria empatia ma anche di tantissima sofferenza.
"In fondo, l'esclusione dalla vita degli altri era anche l'esclusione dal dolore degli altri. Era la salvezza."
"Forse è così che si diventa uomini" è sicuramente il volume più crudo e straziante, nonché ancora più intimo e personale. Sono rimasta senza parole. E con una voglia matta di leggere ancora di Gerri, oltre che di guardare la serie TV.
"Noi cerchiamo la soluzione con la logica, ma quando lo abbiamo fatto siamo andati lontani ma proprio lontanissimi dalla realtà, perché l'essere umano non è logica ma è caos e pure quando pensa di essere logico sta facendo le cose a cazzo uguale, e da lì cominciò a pensare che se la logica ti portava lontano dalla realtà e la realtà è qualcosa che somiglia alla verità allora la verità non sta nella logica ma nel caos."
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Piccolo aneddoto: come ho detto sopra, ho interrotto "Harry Potter" al quarto romanzo sulla base di calcoli che mi avrebbero permesso, entro Pasquetta, di terminare i libri della Lepore. Al di là dell'esattezza di questi calcoli (sono tipo due giorni avanti sulla tabella di marcia), mi ha colpito il fatto che "I figli sono pezzi di cuore", pubblicato nel 2015, narrasse di eventi svoltisi il 17 aprile, coincidente con il Giovedì Santo - esattamente come quest'anno. Il potere... 😈