Ravenna, anni ’50. L’atroce uccisione di un bambino altera gli equilibri di Borgo San Rocco, una comunità stretta nella morsa di un inverno gelido e in quella ancora più pericolosa del pregiudizio. Il commissario Marras, per venirne a capo, chiede aiuto al collega e amico “particolare” Aldo Bandini, anche lui commissario ma della polizia stradale. Bandini, nato e cresciuto nel Borgo, conosce praticamente tutti. L’indagine lo porterà a scoprire antichi segreti di famiglia fino ad allora sconosciuti, in cui egli stesso si troverà coinvolto più di quanto si sarebbe aspettato. Un giallo d’epoca dai risvolti amari, dal sapore vagamente noir.
Piccola gemma nera in mezzo alla nebbia della bassa romagnola. Mazzesi mi consegna uno spaccato della mia Romagna degli anni ‘50, una Ravenna campagnola e gotica insieme. Quando ancora la televisione era un lusso e un sogno, la guerra era una bruttura da buttarsi alle spalle e si voleva solo guardare avanti. Solo che qui non si può: perché hanno ammazzato un bambinetto di dodici anni, uno 'scemotto' col cervello di uno di tre anni. A ravenna, alla vigilia dell'anno nuovo. Poche pagine che filano via come un treno, poche righe per farti amare personaggi di cui sai poco e quel poco che sai ti basta. Bandini il poliziotto in due tratti ben disegnati è già tuo, lo seguiresti ovunque, e lo fai, nella sua orribile indagine sull'ammazzabambini.Ma questo è un vaso di Pandora, questa è la Romagna Oscura alla Eraldo Baldini. Qui c'è l'orrore dietro la porta, dietro la prossima pagina. Un racconto pregevolissimo.