Non il testo politico / spirituale più coinvolgente e appassionato di Tolstoj, ma un documento davvero davvero interessante.
I brevi paragrafi in cui è diviso lo scritto sono spesso "a tema", come piccole dimostrazioni.
Mancano le lunghe appassionate e incisive elucubrazioni presenti in altri testi, primo fra tutti (per me) "il regno di Dio è dentro di voi". A paragone con questi, l'anarchismo di Guerra e Rivoluzione risulta più circostanziato ma anche un po' più fiacco (parere personale).
Nel 1905, dopo la disastrosa guerra Russo-Giapponese e i primi moti insurrezionali, Tolstoj è convinto che il mondo sia alle soglie di una rivoluzione, ma una rivoluzione spirituale e non violenta.
Alla luce di questa convinzione, elabora una critica al potere in sé e all'approccio rivoluzionario basato sulla conquista del potere.
Interessantissime (per gli appassionati di Tolstoj) le considerazioni sulla Rivoluzione Francese, (anzi, sul "1793"!) e su come proprio i fallimenti di questa indichino la via necessariamente spirituale della rivoluzione dell'avvenire.
La preziosa postfazione del curatore - traduttore inquadra il libro dal punto di vista storico, e spiega come dopo questo scritto Tolstoj sia stato sostanzialmente oscurato dalla stampa socialista dell'epoca, soprattutto in Italia.
Gli esponenti più in vista di questo distacco della sinistra italiana dal pensiero di Tolstoj da lì a pochi anni sarebbero stati in prima fila, interventisti nella Grande Guerra. Questo chiude un po' il cerchio :-)