Una ragazza che scarabocchia fogli da quando ha circa otto anni, ma che ha preso sul serio la scrittura da quando ne ha diciotto. Scrivere per lei è semplice, all’inizio, quando guarda la storia con distanza. Dopo averla cominciata i suoi vestiti sono persi, e così scopre che tutto ciò che ha scritto la rappresenta, in un modo o nell’altro. Senza musica non vive e secondo lei non esisterebbe il suo “io” intellettuale che le permette di creare storie e fingersi colta su carta (come se non fosse suo il cervello da cui parte tutto). È silenziosa, la tipa invisibile che osserva. Cerca sempre di evitare il dialogo perché non ha idea di come si comunichi con gli altri, anche per questo non è interessata alla fama, non le importa dei followers, solo di persone che abbiano voglia, e che siano capaci di scavare dentro alle cose e a se stesse. Lei ha sempre qualcosa da raccontare e non lo fa mai con superficialità, anche quando in testa il suo tema è l’ironia. Leggerezza non è parte di lei e del suo vocabolario. Lei si fa tagliare dai suoi personaggi e il suo sangue è su carta perché in fondo lei è tutti loro. Qualche volta è anche lei a tagliare, e le sue protagoniste ne approfittano e godono di vittorie. Non scrive mai tanto per riempire pagine vuote, lei solitamente il vuoto lo lascia, ma pieno o deserto? Questo è soggettivo.
Le sue storie parlano di persone che esistono, ma forse solo in minoranza, di malattie mentali, di critiche alla società mai passiva ma sempre violenta e crudele. Non lascia mai che i suoi personaggi si conformino, lo ha già fatto lei per troppo tempo, ora basta.
Se sei una persona che ha un’anima empatica, malinconica, sognatrice, introspettiva e introversa, la porta del suo universo ti sarà di facile accesso. Se non rientri ma hai le giuste intenzioni, allora, benvenuto.