Bianca trascorre la sua vita nell’afosa Pomara, città che non conosce altre stagioni all’infuori dell’estate. Sua madre è morta da un anno e a lei tocca vivere con l’alone del padre che è spesso via per "lavoro". Trascorre le sue notti insonni nell’appartamento vuoto di fronte al loro. Lì ascolta musica e passa il tempo a scrivere, insomma quello è uno dei pochi luoghi in cui la sua ansia sembra placarsi. Una notte però, la pace finisce in fretta. Mentre gli occhi di Bianca si sono chiusi per la stanchezza, un tonfo li fa riaprire. Qualcosa, o meglio, qualcuno è entrato dalla finestra.
Una ragazza che scarabocchia fogli da quando ha circa otto anni, ma che ha preso sul serio la scrittura da quando ne ha diciotto. Scrivere per lei è semplice, all’inizio, quando guarda la storia con distanza. Dopo averla cominciata i suoi vestiti sono persi, e così scopre che tutto ciò che ha scritto la rappresenta, in un modo o nell’altro. Senza musica non vive e secondo lei non esisterebbe il suo “io” intellettuale che le permette di creare storie e fingersi colta su carta (come se non fosse suo il cervello da cui parte tutto). È silenziosa, la tipa invisibile che osserva. Cerca sempre di evitare il dialogo perché non ha idea di come si comunichi con gli altri, anche per questo non è interessata alla fama, non le importa dei followers, solo di persone che abbiano voglia, e che siano capaci di scavare dentro alle cose e a se stesse. Lei ha sempre qualcosa da raccontare e non lo fa mai con superficialità, anche quando in testa il suo tema è l’ironia. Leggerezza non è parte di lei e del suo vocabolario. Lei si fa tagliare dai suoi personaggi e il suo sangue è su carta perché in fondo lei è tutti loro. Qualche volta è anche lei a tagliare, e le sue protagoniste ne approfittano e godono di vittorie. Non scrive mai tanto per riempire pagine vuote, lei solitamente il vuoto lo lascia, ma pieno o deserto? Questo è soggettivo.
Le sue storie parlano di persone che esistono, ma forse solo in minoranza, di malattie mentali, di critiche alla società mai passiva ma sempre violenta e crudele. Non lascia mai che i suoi personaggi si conformino, lo ha già fatto lei per troppo tempo, ora basta.
Se sei una persona che ha un’anima empatica, malinconica, sognatrice, introspettiva e introversa, la porta del suo universo ti sarà di facile accesso. Se non rientri ma hai le giuste intenzioni, allora, benvenuto.