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Bristol

130 pages, Kindle Edition

Published September 8, 2026

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About the author

Jean Echenoz

50 books246 followers
Jean Echenoz is a prominent French novelist, many of whose works have been translated into English, among them Chopin’s Move (1989), Big Blondes (1995), and most recently Ravel (2008) and Running (2009).

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Displaying 1 - 5 of 5 reviews
Profile Image for Come Musica.
2,220 reviews690 followers
September 20, 2026
Secondo romanzo di Jean Echenoz che leggo (il primo fu Inviata speciale).
Resta fermo quello che pensai allora: Jean Echenoz ha una bella scrittura; rispetto a Inviata speciale stavolta la storia mi ha coinvolta maggiormente.

“Bristol è appena uscito dal suo palazzo quando il corpo di un uomo nudo piomba dall’alto sfracellandosi a otto metri da lui. Senza prestarvi attenzione, Bristol si dirige spedito verso la Senna. È autunno, di primo mattino, molto presto per lui, troppo fresco per la stagione, le nove e dieci e sei gradi Celsius.”

Con questo incipit Robert Bristol mi ha incuriosita: come fa a non accorgersi di quello che accade attorno a lui?
Il morto resta lì, mentre la vita di Bristol continua a scorrere senza interruzione.
La trasparenza della morte non è poi così estranea a noi.
Tutto scivola: l’indagine che si apre piano, la vicina attrice in disarmo, il poliziotto dall’impermeabile verde, le scale, i pianerottoli, le conversazioni che non arrivano mai del tutto a destinazione.

Si ha la sensazione di camminare dentro un film già iniziato da tempo, uno di quelli in cui la trama è meno importante del modo in cui la luce cade sui volti e sui muri.

Jean Echenoz (che in questi giorni, fino al 23/9, è in Italia) non racconta una storia: osserva come le storie, anche le più gravi, accadano, senza lasciare tracce.

Alla fine resta quella caduta silenziosa. E la strana, ostinata indifferenza con cui Bristol continua a camminare, come se il mondo potesse ancora permettersi di non fermarsi.
Eppure, a libro chiuso, resta poco.
La scrittura è ironica, perfettamente calibrata, ma la storia non ti resta addosso. Succedeva già in Inviata speciale; in Bristol l’ho sentita forse un po’ meno, ma c’è ancora.
Finisci con la sensazione di aver assistito a qualcosa di ben fatto, ma non di averlo davvero attraversato.

Forse occorre leggere altri suoi romanzi perché questa sensazione a fine lettura cominci a diradarsi?
Profile Image for Francesca.
103 reviews2 followers
October 9, 2026
"Funziona così il cinematografo, dove il meno deve far immaginare il più".

Il titolo breve, Bristol, quello schermo con la scritta "Fin" che indica la fine di un film appena proiettato e l'immagine scolpita nell'incipit mi hanno condotta ad acquistare questo libro.

Un regista, Robert Bristol, esce di casa e, perso tra i suoi pensieri e travolto dalla città, non si accorge che un uomo nudo precipita a pochi metri dall'ingresso del suo palazzo.
Mi è sembrato assurdo, bizzarro, ma anche un gancio letterario affascinante.

Siamo davvero così impegnati a guardare la finzione da non accorgerci di quella realtà che ci crolla a pochi metri di distanza?

Mentre tutta la sua storia scorre tra le pagine, sono stata travolta dalle immagini, dagli effetti e dalla suggestione del cinema.
Emblematica su tutte: la scena dell'enorme pachiderma che si avventa in un villaggio africano, distruggendo tutto ciò che incontra con una serie di colpi apoplettici della sua proboscide.

Per tutto il tempo mi sono chiesta chi fosse l'uomo nudo precipitato.
Quando sono arrivata alla fine del libro per scoprire l'identità dell'uomo misterioso, sono dovuta tornare indietro tra le pagine per trovare il collegamento con l'ultima scena.
Ed è stato allora che ho modificato il peso dell'incipit.

Così come il protagonista sono andata avanti, godendomi tutto ciò che c'era intorno,  dimenticandomi apparentemente i vari indizi e la magia del cinema.

Ho trovato interessante e mi ha incuriosito parecchio lo stile di scrittura cinematografica, la storia e quella narrazione non lineare piena di suggestioni visive, ma ammetto di essermi persa ad un certo punto.
Tanto da sentirmi spaesata quando sono arrivata all'ultimo rigo del libro, come quando al cinema un film finisce e rimani con interrogativi che ti seguono lungo il tragitto verso casa.

"Quando si torna a casa da un viaggio, anche breve, non è mai semplice. Sei a casa ma non del tutto".
Profile Image for Sara Rocutto.
529 reviews9 followers
October 4, 2026
Piacevole, leggero, quasi una commedia ben construita, un po’ di amarezza, uno stile di penna insolito. Ti concede l’immaginazione. Ci sta.
Displaying 1 - 5 of 5 reviews