Uno dei testi più significativi della millenaria tradizione ancora oggi gli Yoga Sutra guidano la ricerca spirituale di milioni di persone. La loro natura di sutra, "fili", brevi aforismi, li rende tanto suggestivi quanto ricchi di significati, capaci di illustrare in modo poetico il senso profondo della pratica dello yoga. Come ci ricorda la traduttrice Genevienne Pecunia, che assieme a Tea Pecunia ha curato questa edizione, gli Yoga Sutra "ci spalancano davanti un'enorme prospettiva di rimandi e di allusioni". E proprio grazie al commento che rende comprensibili i preziosi sottotesti di questo libro, possiamo ispirarci all'antico filosofo indiano Patañjali pienamente consapevoli che il percorso verso la liberazione dalla sofferenza può essere alla portata di tutti.
Patañjali (Devanāgarī पतञ्जलि) (fl. 150 BCE or 2nd c. BCE) is the compiler of the Yoga Sutras, an important collection of aphorisms on Yoga practice, and also the author of the Mahābhāṣya, a major commentary on Pāṇini's Ashtadhyayi. However, it is unlikely that these two works are that of the same author.
In recent decades the Yoga Sutra has become quite popular worldwide for the precepts regarding practice of Raja Yoga and its philosophical basis. "Yoga" in traditional Hinduism involves inner contemplation, a rigorous system of meditation practice, ethics, metaphysics, and devotion to Brahman. At the same time, his Mahābhāṣya, which first foregrounded the notion of meaning as referring to categorization, remains an important treatise in Sanskrit linguistic philosophy.